USB presidia l’Aran e non firma il contratto delle Funzioni Centrali

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L’Unione Sindacale di Base ha indetto un presidio davanti alla sede dell’Aran in concomitanza con la firma del CCNL del comparto Funzioni Centrali. Una delegazione USB è poi salita all’Aran, dove ha confermato e motivato la decisione di non sottoscrivere il contratto, già comunicata il 23 dicembre.


Il contratto dopo otto anni di vacanza non solo si limita a elargire misere mancette preelettorali ma è soprattutto un arretramento sul piano dei diritti, a partire dalla fruizione della legge 104 e dalla malattia. Altro non è che la prosecuzione dell’accanimento normativo contro i lavoratori pubblici, già bersaglio delle continue e indiscriminate campagne dei media.


Le assemblee dei lavoratori stanno bocciando questo contratto, in particolare il passaggio che permette la partecipazione alla contrattazione integrativa ai soli sindacati firmatari del contratto stesso. Una norma di stampo fascista voluta da Cgil Cisl Uil e altre sigle con la complicità dell’Aran al solo fine di mettere a tacere chi, come Usb, si batte perché i contratti di lavoro servano a migliorare le condizioni economiche e normative dei lavoratori.


Usb ha presentato formale diffida legale all’Aran e ai sindacati firmatari della preintesa a non sottoscrivere il contratto, facendosi forte della sentenza della Corte Costituzionale 231/13 che ha definito anticostituzionale la discriminazione delle organizzazioni sindacali che, dotate di rappresentatività e presenti al tavolo di trattativa, non abbiano condiviso il testo contrattuale.

Sentenza peraltro frutto di un ricorso Fiom e Cgil, la stessa confederazione che oggi vuole negare ad altri il diritto invocato. Democrazia a senso unico, gli iscritti alla Cgil farebbero bene a riflettere.

 


Unione Sindacale di Base P.I.

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