Unione Sindacale di Base

Formazione Professionale Sicilia: dopo gli impegni dei governi regionale e nazionale, dal prossimo 7 luglio sospeso il presidio

Nazionale – venerdì, 06 luglio 2018

La Protesta che l’USB sta conducendo a Palermo dallo scorso 25 giugno, con lo sciopero della fame e presidiando insieme ai LAVORATORI LIBERI EX SPORTELLI MULTIFUNZIONALI e GLI IRRIDUCIBILI DELLA FORMAZIONE la sede della presidenza del regionale, ha prodotto alcuni risultati tangibili: primi tra questi, l’approvazione di due emendamenti in assemblea regionale che danno una prima concreta risposta – sebbene transitoria- ai tanti lavoratoti rimasti senza occupazione.

Altro importante risultato è sicuramente l’avvio di un percorso di confronto istituzionale che vede coinvolto il Governo Regionale e quello nazionale per l’apertura di un tavolo di crisi richiesto dall’USB. Sensibilità in questa direzione è stata espressa sia dal Presidente Musumeci che dall’assessore Regionale Lagalla; a livello nazionale, invece, nel corso dell’incontro tenutosi tra una delegazione dell’USB e il Ministro Di Maio, quest’ultimo si è assunto l’impegno di verificare le eventuali soluzioni a partire dall’incontro di oggi con tutti gli Assessori Regionalei al Lavoro. Obbiettivo dell’USB e dei lavoratori è soprattutto il mantenimento dei livelli occupazionali. Pertanto, in considerazione dei risultati ottenuti e in attesa  che il ministro  dia una risposta, è stata assunta la decisione di sospendere il presidio in atto a partire dal 7 luglio.

Ovviamente, l’attenzione di tutti sarà focalizzata su quanto avviene a livello nazionale. Per questo si sta valutando l’opportunità di organizzare una delegazione di lavoratori per un presidio da tenersi sotto il ministero del lavoro , nel caso non arrivassero risposte certe, sia sull'attivazione del tavolo di crisi che sul fondo di garanzia.
In ogni caso, l’USB ritiene che l’aver riportato all’attenzione di tutti un problema che i sindacati complici (in senso letterale) stavano cercando di occultare, malgrado i quasi 8000 licenziamenti, rappresenti una prima grande vittoria verso l’auspicato risultato finale.


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