Buoni pasto, scelto il nuovo fornitore per le PA ma mancano le garanzie per i lavoratori

Roma -

Il 6 agosto 2018 è stato reso noto, sul sito acquistinretepa.it, che a seguito della procedura straordinaria di “interpello” (scorrimento della graduatoria di aggiudicazione per l’individuazione del nuovo fornitore) -  sono state ri-attivate le  Convenzioni sui lotti 1 e 3 della Convenzione Buoni pasto 7; Pertanto le Amministrazioni delle regioni, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia  e  Lazio  possono riemettere ordini di acquisto per i buoni pasto.


Il subentro della società francese Sodexo al gruppo Qui!, alla quale la Consip aveva interrotto la convenzione "per reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali", è solo un primo passo che ripristina la fornitura dei buoni pasto alle pubbliche amministrazioni, ma non è certo la soluzione del problema.


Nel decreto di imminente approvazione denominato “Concretezza”, il Ministro della Funzione Pubblica ha dichiarato che saranno introdotte soluzioni per risolvere i disservizi dei mesi scorsi, con i dipendenti impossibilitati a utilizzare i ticket “Qui!”, e che il Ddl consentirà inoltre alle Pa di richiedere la restituzione dei buoni pasti distribuiti al personale dipendente e procedere alla sottoscrizione di nuovi contratti finalizzati all'acquisto di buoni pasto sostitutivi.


Su quest’ultimo punto, anche in mancanza del decreto, molte amministrazioni stanno già procedendo alla restituzione e alla sostituzione dei vecchi ticket.

Piuttosto come USB auspichiamo che nel provvedimento siano introdotte misure di controllo nei confronti delle società fornitrici di buoni pasto, per evitare il ripetersi dei problemi di mancata spendibilità e di salvaguardia nei confronti dei lavoratori che si sono visti mancare una parte del loro salario indiretto.


Appare però  evidente che il sistema legato alla corresponsione dei buoni pasto tramite convenzioni con società fornitrici del servizio, oltre a presentare periodicamente problematiche che impediscono ai lavoratori di godere di un diritto contrattualmente  previsto, manifesta a pieno l’inutilità e l’ingiustificata onerosità di tale procedura.

Per questo motivo la USB P.I. chiede che nei prossimi contratti, che dovranno essere rinnovati a partire dal 1° gennaio 2019, sia inserita la previsione dell’accredito diretto in busta paga dell’importo equivalente ai titoli spettanti dal singolo lavoratore.

Questo è quello che  USB P.I. propone nella piattaforma contrattuale per il rinnovo dei CCNL che verrà presentata all’Aran nel mese di settembre. Solo così saranno una volta per tutte rimossi tutti gli ostacoli che impediscono la garanzia di tale diritto ai lavoratori e alle lavoratrici del pubblico impiego.



USB Pubblico Impiego
Esecutivo nazionale

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