LA PROROGA DELLE GRADUATORIE DELLA P.A. E’ UN PASTICCIO

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Approvata nella notte del 23 dicembre al Senato, con voto di fiducia, la Legge di Stabilità 2019, che contiene il provvedimento di proroga delle graduatorie dei concorsi pubblici emanate dal 2010 in poi e il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione fino al 15 novembre 2019. Due provvedimenti in aperta contraddizione tra loro, dei quali il secondo rischia di vanificare, almeno parzialmente, il primo.

Infatti, le graduatorie dal 2010 al 2014 sono prorogate fino al 30 settembre 2019, mentre lo sblocco delle assunzioni nel pubblico impiego è previsto solo dal 16 novembre dello stesso anno. Per quella data potranno entrare nei ruoli i vincitori e idonei presenti in graduatorie scadute da un mese e mezzo? Un particolare di non poco conto che non è stato chiarito. Per i vincitori e idonei inseriti nelle graduatorie 2010-2013 c’è un ulteriore ostacolo: per essere assunti dovranno frequentare un corso di aggiornamento con colloquio finale che ne accerterà l’attualità delle competenze. Sempre più complicato!

Le graduatorie 2015 andranno a scadenza il 31 marzo 2020, quelle 2016 il 30 settembre 2020, quelle 2017 il 31 marzo 2021 ed infine quelle del 2018 a dicembre del 2021. L’obiettivo del governo è applicare, a regime, una validità triennale delle graduatorie, senza ulteriori proroghe.

Se la mobilitazione promossa dalla USB insieme al Comitato XXVII Ottobre, ad altri comitati di vincitori ed idonei ed a Dirpubblica, ha prodotto un risultato per nulla scontato, considerate le iniziali intenzioni del governo e la successiva apertura al rinnovo delle sole graduatorie pubblicate dal 2014 in poi, tuttavia appare inaccettabile che siano state fatte scadere quelle del 2013 e degli anni precedenti. Sfugge la logica seguita dal governo. Come si fa a sostenere che sia poco aggiornato un vincitore od idoneo che abbia superato anche dieci anni fa un concorso pubblico su materie di diritto? E’ come affermare che i titoli di studio abbiano una scadenza e che dopo un determinato numero di anni debbano essere rinnovati con nuovi esami.

In queste ore è partita su CHANGE.ORG una petizione indirizzata al Capo dello Stato nella quale si chiede la proroga generalizzata delle graduatorie. Sarebbe un modo per riparare al pasticcio fatto e prendere il tempo necessario per valutare l’utilizzo delle graduatorie in essere. Il provvedimento, per giunta, è a costo zero, ma forse è di troppo buon senso e questo non aiuta con interlocutori capaci di rendere complicate soluzioni semplici. USB continuerà a sostenere la vertenza dei vincitori ed idonei dei concorsi pubblici per una proroga di tutte le graduatorie.

USB Pubblico Impiego