<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
    <rss version="2.0"
         xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
         xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
        <channel>
            <title>Rss Feed pubblicoimpiego.usb.it</title>
            <link>https://pubblicoimpiego.usb.it/</link>
            <description>Le ultime notizie di pubblicoimpiego.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:41:26 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Thu, 09 Jul 2026 14:41:26 +0200</lastBuildDate>
            
            <atom:link href="https://pubblicoimpiego.usb.it/rss.feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
            <generator>TYPO3 News extension</generator>
            
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-156031</guid>
                        <pubDate>Fri, 03 Jul 2026 09:35:53 +0200</pubDate>
                        <title>Approvato il DDL merito: contrastiamolo in ogni posto di lavoro!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/approvato-il-ddl-merito-contrastiamolo-in-ogni-posto-di-lavoro-0937.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&quot;Con questa legge mettiamo finalmente le persone al centro. Non introduciamo soltanto nuove regole, ma promuoviamo un nuovo approccio culturale che riconosce il merito, premia i risultati e offre reali opportunità di crescita a chi lavora nelle nostre amministrazioni&quot;.&nbsp;</p>
<p>Con queste parole il Ministro per la PA Zangrillo ha commentato l'approvazione definitiva da parte del Senato del DDL merito (AS 1778): cuore del provvedimento un sistema di valutazione ancora più selettivo e predeterminato da un tetto del 30 percento del personale che potrà accedere ai punteggi apicali (all'interno del quale solo un venti percento di eccellenze), e l'accesso alla dirigenza con una procedura interna, bypassando il concorso pubblico, per una quota di funzionari o dipendenti con elevata qualificazione.</p>
<p>Ma sono proprio le parole del Ministro a disvelare la natura propagandista e mistificatoria del provvedimento.</p>
<p>Il nuovo approccio culturale al quale il Ministro fa riferimento, è rappresentato da quell'ottica competitiva che riproduce nell'organizzazione del lavoro una visione del Paese orientata all'individualismo e alla rottura di ogni legame sociale.</p>
<p>Le opportunità di crescita professionale vengono affidate, invece, a logiche arbitrarie: accrescere e differenziare cosi tanto il peso della valutazione (pagata tra l'altro con i soldi di tutto il personale) significa certamente acuire le diseguaglianze, ma anche, in un contesto già caratterizzato da continue erosioni del potere di acquisto delle retribuzioni a causa dell'aumento dei prezzi e di rinnovi contrattuali molto al di sotto dell'inflazione, sancire che 7 lavoratori su 10 di fatto vedranno decurtato il proprio salario.</p>
<p>La vera intenzione del Governo e di questo decreto sta esattamente in ciò che il Ministro non dice e non puó dire: inasprire un dispositivo di controllo e governo del personale, utilizzando la leva della valutazione in tutti gli ambiti lavorativi e di sviluppo della carriera, e ridisegnare una Pa che perda quei caratteri di imparzialitá che dovrebbe caratterizzarla.</p>
<p>La predeterminazione per legge della percentuale (trenta per cento) dei più meritevoli e la creazione di una quota di figure dirigenziali scelte al di fuori dei concorsi pubblici, anche con lo strumento della valutazione, dimostrano esattamente questo.</p>
<p>Usb già nei mesi precedenti aveva avviato una campagna dal titolo &quot;E lo chiamano merito ...&quot; all'interno del quale in un partecipato convegno alla presenza di giuristi e studiosi della materia, analizzammo tutte le ricadute prodotte dalla propaganda sul merito e dalla sua applicazione.</p>
<p>Ora l'opposizione a questo strumento si sposta nei posti di lavoro ove andrà ingaggiata una battaglia Ufficio per Ufficio, per inceppare il meccanismo della valutazione e rilanciare una visione solidale del lavoro e dei rapporti sociali.</p>
<p>Una PA al servizio della cittadinanza non è compatibile con le pagelline!</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/avvocato-20-07-23-e1754147537577.jpeg" length="188671" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155906</guid>
                        <pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:13:52 +0200</pubDate>
                        <title>Trieste, sciopero dei Ricreatori: oltre 200 in piazza per la qualità e la difesa dei servizi educativi pubblici, per la dignità del lavoro, contro le esternalizzazioni</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/trieste-sciopero-dei-ricreatori-oltre-200-in-piazza-per-la-qualita-e-la-difesa-dei-servizi-educativi-pubblici-per-la-dignita-del-lavoro-contro-le-esternalizzazioni-1514.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>TRIESTE, 22 GIUGNO 2026 – Grande partecipazione questa mattina al presidio in Piazza Unità d'Italia, organizzato in occasione dello sciopero dell'intera giornata lavorativa di tutto il personale dei Ricreatori comunali, proclamato dalle sigle sindacali USB e USI. Oltre 200 persone – tra educatori, coordinatrici pedagogiche,lavoratori precari, personale ausiliario e amministrativo, genitori – si sono radunate per manifestare a difesa del benessere lavorativo e della qualità del servizio pubblico. Al presidio hanno partecipato anche alcuni esponenti politici. L'adesione alla protesta ha provocato forti disagi all'erogazione del servizio: 8 strutture sono rimaste completamente chiuse, mentre altre 5 hanno funzionato a regime ridotto. Lo sciopero è stato indetto da USB e USI nel giorno dell'inaugurazione del nido “Marinella” di Roiano dato in appalto ai privati, come segnale forte contro le esternalizzazioni dei servizi educativi comunali&quot;. Il personale dei ricreatori esprime infatti preoccupazione per: • Mancate sostituzione del personale assente • Aumento dei carichi di lavoro e taglio delle ferie estive • Mancata tutela del personale precario: nessun riconoscimento nelle selezioni dell'anzianità di servizio ed assenza di percorsi di stabilizzazione • insufficienti investimenti a garanzia della fruizione del Servizio Ricreatori per i minori con disabilità • Inadeguato piano di manutenzione e di rinnovamento delle strutture La piazza ha contestato apertamente la scelta di affidare a soggetti privati la gestione di una nuova struttura comunale, vedendola come un pericoloso precedente e un attacco al sistema educativo pubblico cittadino. Ci rammarichiamo per non aver potuto estendere lo sciopero a tutti i servizi educativi comunali a causa dei vincoli normativi vigenti, a cui ci siamo sempre opposti, ma oggi siamo in piazza per la difesa di tutti i servizi educativi in gestione diretta. La piazza lancia un messaggio chiaro e immediato all'amministrazione comunale: i servizi educativi non sono una spesa da tagliare ma sono patrimonio e risorsa per la comunità tutta su cui investire. USB P.I. USI-CIT</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/LogoNuovoPImpiego.jpg" length="237723" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155846</guid>
                        <pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:14:03 +0200</pubDate>
                        <title>LA GIUSTIZIA NON È ALLA MERCÈ DI GOVERNO E SINDACATI</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/la-giustizia-non-e-alla-merce-di-governo-e-sindacati-0916.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il Decreto Legge Giustizia, entrato in vigore l'11 giugno, conferma ancora una volta il metodo di&nbsp; questo Governo nell’amministrare la giustizia: imposizioni unilaterali, calate dall'alto, ancora&nbsp; una volta nel segno dell'emergenza, senza alcun reale confronto con chi ogni giorno fa&nbsp; funzionare gli uffici.<br /> È ridicolo come, dopo anni di lotte, richieste e rivendicazioni, si decida solo ora di non&nbsp; licenziare i 1500 lavoratrici e lavoratori rimasti esclusi dalla procedura di stabilizzazione e di&nbsp; prorogare per tre mesi i contratti, per destinare risorse alle sezioni stralcio per l'immigrazione.&nbsp;<br /> Una misura temporanea, adottata in piena feriale e senza alcuna prospettiva per il futuro.Il decreto contiene inoltre un passaggio particolarmente grave: attribuendo determinati&nbsp;compiti all’Ufficio per il Processo e non al personale che vi opera, introduce un precedente&nbsp;pericoloso. Pur senza definire formalmente le mansioni di una specifica categoria, la scelta&nbsp;della formulazione normativa non appare neutra e sembra costruita in modo da orientare&nbsp;interpretazioni restrittive del ruolo del personale coinvolto.<br /> Si tratta di un’impostazione che in ogni caso non può travalicare i limiti della contrattazione&nbsp;collettiva. È del tutto inaccettabile che un decreto possa incidere, unilateralmente, su assetti&nbsp; già definiti dal contratto, la cui centralità resta essenziale nell’ordinamento del pubblico&nbsp;impiego, pur con tutte le criticità sulle famiglie professionali che USB stessa ha sempre&nbsp;denunciato.<br /> Vale appena la pena di ricordare che la giustizia non si misura solo dal numero delle sentenze&nbsp;pronunciate, ma anche dalla capacità di renderle efficaci. E senza le professionalità,&nbsp;mortificate a colpi di contratti al ribasso e, a quanto pare, di decreti legge, quella capacità viene&nbsp;ogni giorno indebolita. A questo si aggiunge oggi il ruolo delle stesse organizzazioni firmatarie&nbsp;che, con disinvoltura e irresponsabilmente, minacciano il ritiro della firma dal contratto&nbsp;integrativo, mettendo a rischio le progressioni in deroga attese da anni dal personale.<br /> Per la parte pubblica la contrattazione è diventata poco più di una formalità. Mentre le nostre&nbsp;richieste di incontro restano senza risposta, altri vengono ricevuti con tutti gli onori nelle sale&nbsp;del Ministero. È sufficiente che minaccino di ritirare la firma dal contratto integrativo, mettendo&nbsp;a rischio stabilizzazioni e progressioni in deroga, perché si aprano immediatamente le porte di&nbsp; via Arenula. Di chi fanno gli interessi queste organizzazioni? Chi rappresentano, lavoratrici e&nbsp;lavoratori o il Governo?<br /> PER QUESTO SAREMO IN PRESIDIO<br /> Mercoledì 17 giugno, ore 11.30, a piazza Cairoli (nei pressi del Ministero),in concomitanza con l'incontro delle sigle firmatarie convocato in via Arenula.<br /> LAVORATRICI E LAVORATORI AL SERVIZIO DELLA GIUSTIZIA, SERVI DI NESSUNO</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/WhatsApp_Image_2026-06-16_at_09.08.45.jpeg" length="189283" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155811</guid>
                        <pubDate>Fri, 12 Jun 2026 10:00:52 +0200</pubDate>
                        <title>Presidenza del Consiglio: alta adesione allo sciopero, lavoratori in piazza contro chiusura al dialogo</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/presidenza-del-consiglio-alta-adesione-allo-sciopero-lavoratori-in-piazza-contro-chiusura-al-dialogo-1001.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 11 giugno 2026 – Forte partecipazione allo sciopero del personale della Presidenza del Consiglio dei ministri indetto da Snaprecom Usb, Flp e Sipre, con una significativa presenza in Piazza Capranica. Una mobilitazione ampia e determinata che porta al centro dell’attenzione pubblica due questioni non più rinviabili: la sicurezza nei luoghi di lavoro e la riduzione del lavoro agile.</p>
<p>Le lavoratrici e i lavoratori denunciano condizioni che, in alcuni casi, mettono in discussione sicurezza e salubrità degli ambienti e segnalano interventi tardivi o insufficienti a fronte di criticità già note. A destare particolare preoccupazione è anche la decisione miope dell’Amministrazione di limitare il lavoro agile, considerato invece uno strumento ormai consolidato di efficienza e modernizzazione.</p>
<p>Ma il punto politico-sindacale più rilevante resta un altro: la scelta della Presidenza di non aprire un confronto reale. Nonostante il mandato chiaro espresso dalle assemblee del personale e il tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro, l’Amministrazione ha mantenuto una posizione innaturale di chiusura, rifiutando di rivedere le proprie decisioni.</p>
<p>“<em>Non si sciopera contro qualcuno, ma per essere ascoltati”</em> – è il messaggio che arriva dalla piazza. La mobilitazione non ha natura politica, ma nasce da esigenze concrete: sicurezza, organizzazione del lavoro, dignità professionale.</p>
<p>Snaprecom Usb, Flp e Sipre, ribadiscono la propria disponibilità al dialogo, ma chiedono un cambio di passo immediato: senza confronto, il rischio è quello di aggravare il clima interno e compromettere un percorso di innovazione costruito negli anni.</p>
<p>La giornata di oggi segna un passaggio chiaro: il personale c’è, è unito e chiede risposte.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/LogoNuovoPImpiego.jpg" length="237723" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155805</guid>
                        <pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:43:35 +0200</pubDate>
                        <title>PROROGA PNRR GIUSTIZIA: TRE MESI NON BASTANO. UNICA VERA RISPOSTA E&#039; LA STABILIZZAZIONE PER TUTTE E TUTTI.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/proroga-pnrr-giustizia-tre-mesi-non-bastano-unica-vera-risposta-e-la-stabilizzazione-per-tutte-e-tutti-0950.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dal 2022 ad oggi USB ha avviato insieme alle precarie ed ai precari del Pnrr Giustizia la battaglia con una sola &nbsp;richiesta chiara: la stabilizzazione di tutte e tutti.<br /> Anni di assemblee, presidi in tutta Italia e, nel solo 2025, due scioperi nazionali, hanno prodotto risultati concreti:<br /> 9.368 stabilizzazioni sono una conquista importante, frutto delle lotte delle lavoratrici e dei lavoratori, ma non sono sufficienti.</p>
<p>Al 10 giugno 2026 nulla è noto: nemmeno i numeri per distretto.<br /> Le graduatorie non sono ancora state pubblicate.<br /> Al 10 giugno 2026, undicimila lavoratori e lavoratrici non sanno ancora se, e dove, lavoreranno.</p>
<p>A ciò si aggiunge la notizia di una proroga di tre mesi per chi non risulterà immediatamente stabilizzato che non può certo soddisfarci ma ci spinge con ancora più determinazione a proseguire la battaglia fino a quando l'ultima precaria e l'ultimo precario non avranno un contratto a tempo indeterminato.&nbsp;</p>
<p>Sappiamo bene infatti che tre mesi di proroga non garantiscono prospettiva occupazionale e non assicurano la stabilizzazione.&nbsp;</p>
<p>USB continua a ribadire che occorrono soluzioni strutturali per salvaguardare &nbsp;le competenze e l'esperienza maturate in anni di lavoro ed il funzionamento degli uffici.&nbsp;</p>
<p>Continuiamo quindi a chiedere: un percorso chiaro e definito che conduca all'assunzione a tempo indeterminato di tutto il personale ancora escluso; trasparenza sui posti disponibili e sulle procedure di stabilizzazione e di assunzione; la pubblicazione tempestiva delle graduatorie; garanzie affinché nessuna lavoratrice e nessun lavoratore venga lasciato indietro dopo anni di servizio negli uffici giudiziari.</p>
<p>Disperdere questo patrimonio di lavoratori e lavoratrici sarebbe un errore grave per l'amministrazione e per il sistema giustizia e andrebbe ad aggravare le condizioni lavorative del personale di ruolo.</p>
<p>Per USB la vertenza non è chiusa. La vera conclusione di questa battaglia non sarà una proroga, ma la stabilizzazione di tutto il personale che ha contribuito in questi anni a sostenere il funzionamento degli uffici giudiziari. Una misura indispensabile non solo per dare certezze alle lavoratrici e ai lavoratori, ma anche per assicurare continuità ed efficienza al servizio giustizia.</p>
<p>USB Giustizia</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/pnrr.png" length="166564" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155801</guid>
                        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 16:31:52 +0200</pubDate>
                        <title>SCIOPERO DEL PERSONALE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 GIUGNO 2026 – PRESIDIO IN PIAZZA CAPRANICA DALLE ORE 10:00</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/sciopero-del-personale-della-presidenza-del-consiglio-dei-ministri-11-giugno-2026-presidio-in-piazza-capranica-dalle-ore-1000-1633.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono i motivi dello sciopero? Le ragioni alla base dello sciopero sono principalmente due: • la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro; • la riduzione immotivata delle giornate di lavoro agile. La vicenda prende avvio nel settembre 2025, quando le lavoratrici e i lavoratori del Dipartimento della Protezione Civile chiesero un’assemblea per discutere la decisione del vertice della struttura di ridurre da due a una le giornate settimanali di lavoro agile.</p>
<p>Nel tempo, la problematica si è estesa anche ad altri Dipartimenti – in particolare quello per il personale e quello per i servizi strumentali – fino a coinvolgere gran parte delle strutture della Presidenza. In alcune realtà, tuttavia, i responsabili hanno mantenuto la possibilità di usufruire di due giornate di lavoro agile, determinando una situazione disomogenea che ha generato forte malcontento tra il personale. L’Amministrazione ha poi annunciato l’intenzione di uniformare il regime a una sola giornata settimanale, mediante modifica della circolare vigente. A dicembre, SNAPRECOM, CISL, USB, FLP e SIPRE hanno promosso una prima assemblea generale, nella quale la stragrande maggioranza del personale ha conferito mandato alle organizzazioni sindacali di avviare lo stato di agitazione, fino all’eventuale proclamazione dello sciopero. È stata quindi attivata la procedura di raffreddamento presso il Ministero del Lavoro, ma il tentativo si è concluso senza esito, a causa dell’indisponibilità dell’Amministrazione a rivedere la propria posizione.</p>
<p>A seguito di ulteriori assemblee – una delle quali disertata dalla CISL, che si è così di fatto sfilata dalla vertenza – le restanti organizzazioni sindacali hanno deciso di proseguire la mobilitazione. Nel frattempo, alcuni episodi gravi, tra cui il recente crollo di una capriata del tetto nell’edificio di via della Mercede 96, oltre a diffuse condizioni di degrado igienico-ambientale, hanno portato SNAPRECOM, USB, FLP e SIPRE ad ampliare le motivazioni dello sciopero, includendo il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. È uno sciopero contro il Governo Meloni? No. Lo sciopero non ha natura politica né è rivolto contro il Governo. Esso riguarda esclusivamente la gestione amministrativa della vertenza sul lavoro agile e le conseguenze concrete che le decisioni adottate stanno producendo sulle condizioni di lavoro del personale della Presidenza del Consiglio. È doveroso chiarire, con la massima trasparenza, l’origine della mobilitazione: queste organizzazioni sindacali non sono state il motore iniziale dello sciopero, bensì lo strumento attraverso cui si è espressa una volontà collettiva del personale. È stata infatti l’Assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori della Presidenza del Consiglio dei ministri a chiedere con forza l’avvio della mobilitazione, conferendo alle sigle sindacali un mandato chiaro e quasi totalmente condiviso. Le OO.SS. hanno pertanto dato seguito, con senso di lealtà e responsabilità, a una decisione democratica maturata direttamente tra il personale. Ecco perché queste organizzazioni sindacali hanno ribadito con chiarezza, in ogni occasione, che la mobilitazione, dettata dall’Assemblea del personale, si inserisce nell’ambito della loro attività di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p>L’interlocutore della vertenza è il datore di lavoro, ossia l’Amministrazione, cui competono le scelte organizzative oggi oggetto di contestazione. Proprio per evitare equivoci, i sindacati si sono rivolti anche al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, on. Alfredo Mantovano, chiedendo un intervento. Quest’ultimo ha precisato, con nota formale, che la questione rientra nella competenza esclusiva dell’Amministrazione. È importante sottolineare che SNAPRECOM, USB, FLP e SIPRE non agiscono come espressione di alcuna forza politica. La mobilitazione riguarda esclusivamente temi sindacali concreti: lavoro agile, sicurezza, organizzazione del lavoro e dignità del personale. Perché non scioperate insieme a CGIL e CISL? In una prima fase, la CISL faceva parte del gruppo di organizzazioni sindacali impegnate nella vertenza, partecipando attivamente alle assemblee e al tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro.</p>
<p>Tuttavia, alla vigilia dell’assemblea prevista in Piazza Capranica, ha scelto di ritirare il proprio sostegno alle iniziative successive. La CGIL, invece, ha assunto fin dall’inizio una posizione ritenuta ambigua: da un lato proponeva un’azione unitaria, dall’altro criticava le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL 2019-2021, accusandole di non aver inserito il lavoro agile tra le materie contrattuali. In alcune occasioni ha inoltre cercato di attribuirsi i risultati delle assemblee organizzate da altri soggetti. Un elemento sostanziale di distanza risiede nel fatto che la CGIL ha assunto, fin dall’insediamento dell’attuale Governo, un’impostazione apertamente critica e politicamente connotata. Al contrario, SNAPRECOM, USB, FLP e SIPRE rivendicano un approccio strettamente sindacale, volto alla tutela di tutte le lavoratrici e i lavoratori, indipendentemente dal quadro politico. Quali sono le criticità in materia di sicurezza?</p>
<p>I Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), nel corso degli anni, hanno costantemente svolto attività di monitoraggio e segnalazione delle condizioni degli ambienti di lavoro. Tuttavia, soprattutto negli ultimi tempi, molte di queste segnalazioni sono rimaste inascoltate o sono state affrontate solo parzialmente, contribuendo al deterioramento delle condizioni in diverse sedi della Presidenza. Un episodio particolarmente significativo si è verificato all’inizio di aprile, con il crollo di una capriata del tetto nell’edificio di via della Mercede 96. Sebbene l’evento non abbia causato conseguenze gravi grazie allo sgombero tempestivo dei locali interessati, esso ha messo in evidenza carenze nella manutenzione e ha sollevato interrogativi sull’efficacia delle attività di controllo e prevenzione svolte negli ultimi anni. Quali sono le criticità sul lavoro agile? Alla base del conflitto vi è una differenza di visione sul lavoro agile. L’Amministrazione continua a considerarlo come una forma di beneficio accessorio, quasi un privilegio, mentre esso rappresenta ormai da anni una modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa.</p>
<p>Questa posizione appare ancor più difficile da comprendere alla luce del fatto che la stessa Presidenza del Consiglio aveva in passato valorizzato il lavoro agile come esempio di innovazione organizzativa, attraverso il progetto “Più Smart in Digital”, premiato con lo Smart Working Award nella categoria Pubblica Amministrazione. La recente direttiva, adottata unilateralmente e senza un reale confronto con le organizzazioni sindacali, introduce criteri applicativi poco chiari e suscettibili di interpretazioni differenti da ufficio a ufficio, determinando di fatto una riduzione delle possibilità di accesso al lavoro agile. È fondamentale chiarire che lavorare da remoto non significa lavorare meno. Le attività vengono svolte con la stessa responsabilità, nel rispetto delle scadenze e degli obiettivi. La difficoltà è soprattutto culturale: una parte della dirigenza continua a identificare il controllo del lavoro con la presenza fisica in ufficio, mentre una moderna organizzazione dovrebbe basarsi sulla valutazione dei risultati. Ridurre il lavoro agile in questo modo trasmette ai dipendenti un messaggio implicito di sfiducia, rischiando di compromettere la motivazione del personale e vanificare gli investimenti realizzati negli anni in digitalizzazione e innovazione organizzativa, senza apportare reali benefici al funzionamento degli uffici</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/volantino_sciopero_11_giugno.jpg" length="684481" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155787</guid>
                        <pubDate>Tue, 09 Jun 2026 15:26:58 +0200</pubDate>
                        <title>CCNL Funzioni Centrali - USB non partecipa alla corsa alla firma: la parola ai lavoratori e alle lavoratrici</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/ccnl-funzioni-centrali-usb-non-partecipa-alla-corsa-alla-firma-la-parola-ai-lavoratori-e-alle-lavoratrici-1530.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Valutazione complessivamente negativa, questa la sintesi di USB PI sul contratto delle FFCC 2025-2027 appena chiuso.</p>
<p>Dal punto di vista economico, per quanto i dati a triennio in corso siano necessariamente provvisori, tutto lascia presagire un nuovo contratto in perdita, con buona pace del Ministro Zangrillo alla ricerca disperata di qualcosa che dimostri il contrario. In attesa di conoscere i dati definitivi dell’inflazione, ci sembra comunque insufficiente l’introduzione del monitoraggio sulle retribuzioni che rischia di essere una foglia di fico senza nessun effetto sugli aumenti contrattuali, anche in caso di impennata inflazionistica.</p>
<p>La parte normativa porta in dote a lavoratrici e lavoratori solo la parificazione delle ferie dei neo assunti a quelle dei colleghi più “anziani”, risultato che ci intestiamo in toto visto che è una nostra battaglia da tre tornate contrattuali, alla quale si sono poi accodate le altre OO.SS. a questo tavolo.</p>
<p>Per il resto, registriamo un pesante peggioramento delle progressioni di carriera, che perdono qualsiasi carattere di oggettività e l’introduzione del “patentino delle competenze” del quale non si coglie la necessità, ma se ne prefigurano i danni in prospettiva a lavoratrici e lavoratori, nonché l’alimentazione di un mercato della formazione al quale molti sindacati firmatari non sono estranei.</p>
<p>Per le progressioni, come per il tema della IA, tutto viene rimandato ai tavoli di secondo livello dal quale continuano ad essere escluse le organizzazioni sindacali non firmatarie e, soprattutto, la RSU in violazione del D.Lgs.165/2001 che ne attribuisce la titolarità esclusiva alle rappresentanze sindacali elette da lavoratrici e lavoratori.</p>
<p>Si continua a perseguire la strada di un modello di relazioni sindacali antidemocratico, improntato da un lato alla difesa del monopolio delle OOSS, dall’altro alla penalizzazione del dissenso o, peggio ancora, al premio per la firma, ammettendo alla contrattazione e alla partecipazione sindacale di secondo livello solo chi si adegua.</p>
<p>Da queste considerazioni la convinzione che non ci siano le condizioni per la firma della ipotesi contrattuale. Nelle prossime settimane andremo alla consultazione di lavoratrici e lavoratori che rimangono sempre e comunque il nostro unico riferimento.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/_processed_/c/8/csm_L%E2%80%99USB_NON_PARTECIPA_ALLA_CORSA_ALLA_FIRMA-_2026-06-09_15-25-27_copia_d1a1fcabe5.png" length="77870" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155753</guid>
                        <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:29:21 +0200</pubDate>
                        <title>Intelligenza Artificiale: USB nell’Osservatorio per difendere lavoro, salari e diritti</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/intelligenza-artificiale-usb-nellosservatorio-per-difendere-lavoro-salari-e-diritti-1443.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 3 giugno, il Ministro del Lavoro ha dato avvio ai lavori dell’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale. Nel suo intervento, la ministra Calderone ha privilegiato l’esaltazione della svolta tecnologica, minimizzando invece le questioni più urgenti legate alle ricadute dell’introduzione massiva dell’IA nel mondo del lavoro: la tutela dell’occupazione, la sicurezza dei lavoratori, il rischio di nuove forme di esclusione generazionale, la necessità di salari adeguati e di percorsi formativi efficaci per lavoratrici e lavoratori.</p>
<p>USB ha deciso di partecipare all’Osservatorio nella piena consapevolezza che l’Intelligenza Artificiale, così come oggi si sta sviluppando, è tutt’altro che “umanocentrica”. Nel progetto del capitale, infatti, il suo impiego è destinato principalmente ad aumentare produttività e profitti, concentrando al tempo stesso un enorme potere nelle mani di pochi proprietari dei modelli e delle infrastrutture dell’IA.</p>
<p>A lavoratrici e lavoratori non si intende destinare alcuna quota della ricchezza prodotta, nonostante essa derivi e deriverà sempre più dall’estrazione e dalla valorizzazione di un patrimonio collettivo di conoscenze, competenze e proprietà intellettuale. Si tratta di una nuova forma di plusvalore che rischia di ampliare ulteriormente la già drammatica distanza tra ricchi e poveri.</p>
<p>USB porterà all’interno dell’Osservatorio il punto di vista del mondo del lavoro, rivendicando la necessità di redistribuire ai salari una parte dei profitti generati dall’innovazione tecnologica, di ridurre l’orario di lavoro a parità di salario e di difendere i livelli occupazionali.</p>
<p>L’Osservatorio deve diventare uno strumento capace di dare voce ai problemi reali e di individuare soluzioni concrete. Non può trasformarsi in una semplice camera di compensazione finalizzata a contenere il tanto evocato “luddismo” o a neutralizzare la conflittualità sociale che inevitabilmente emergerà dalle contraddizioni prodotte da questi processi.</p>
<p>La partecipazione di USB all’Osservatorio si inserisce pienamente nella battaglia per la difesa dei diritti di lavoratrici e lavoratori di fronte ai profondi cambiamenti che stanno attraversando il mondo del lavoro e l’intero assetto sociale, sempre più segnato da disuguaglianze crescenti e da una prospettiva economica e politica orientata alla guerra.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/_processed_/0/7/csm_pexels-photo-6466141_42d92a880f.jpeg" length="2074750" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155739</guid>
                        <pubDate>Wed, 03 Jun 2026 16:46:40 +0200</pubDate>
                        <title>IL PASTO NON È UNA CONCESSIONE, MA UN DIRITTO - Il Giudice del Lavoro di Grosseto lo riconosce per 49 lavoratrici e lavoratori della Asl Toscana Sud Est</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/il-pasto-non-e-una-concessione-ma-un-diritto-il-giudice-del-lavoro-di-grosseto-lo-riconosce-per-49-lavoratrici-e-lavoratori-della-asl-toscana-sud-est-1648.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<h3>Oggi 4 giugno, il Tribunale di Grosseto – Sezione Lavoro ha emesso, al termine del primo grado di giudizio, la sentenza che riconosce il pieno diritto alla fruizione della mensa, e quindi del pasto, per ogni turno lavorativo effettuato pari o superiore alle sei ore. La sentenza assume un rilievo ancora maggiore perché il Giudice ha riconosciuto anche la prescrizione decennale, confermando così la possibilità di rivendicare quanto dovuto entro un arco temporale più ampio e rafforzando ulteriormente le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ricorso al Tribunale si è reso necessario a seguito della persistente inadempienza della Asl Toscana Sud Est, che, nonostante le ripetute richieste avanzate nel tempo, non ha mai provveduto a rendere effettivamente fruibile il servizio mensa e il relativo pasto in tutte le articolazioni orarie dovute: nei turni serali, nei giorni festivi e in alcuni presidi ospedalieri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una situazione ormai non più tollerabile, che ha costretto 49 dipendenti, sostenuti da USB e assistiti dall’Avv. Andrea Bartalucci del Foro di Grosseto, a rivolgersi al Giudice del Lavoro per vedere riconosciuto un diritto previsto dal contratto e negato, nei fatti, dall’Azienda.</p>
<p>Seguendo una giurisprudenza ormai consolidata, sia nei giudizi di merito sia in sede di legittimità, il Giudice del Lavoro di Grosseto ha dato piena soddisfazione alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, confermando che il diritto al pasto non può essere subordinato a scelte organizzative aziendali né, tantomeno, trasformato in una concessione discrezionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Però, a fronte della pressochè unanimità delle decisioni dei Tribunali, è lecito chiedersi quale sia il senso dell’ostinazione di tante aziende sanitarie nel continuare a negare quanto stabilito contrattualmente e ci aspettiamo che sul tavolo aperto all’Aran per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro, venga esplicitato in maniera chiara e inequivocabile che il pasto non è un favore, non è un privilegio, non è una concessione aziendale: è un diritto. Perchè è proprio la mancanza di volontà nel sanare contrattualmente la problematica della mensa e della fruizione del pasto, che rende evidente quanto il problema non sia di interpretazione, ma frutto di una precisa volontà politica e gestionale di comprimere i diritti di chi ogni giorno garantisce il funzionamento dei servizi sanitari, spesso in condizioni difficili, con turni pesanti, carichi di lavoro crescenti e responsabilità sempre maggiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa sentenza rappresenta un risultato importante, ma anche un punto di partenza. Dimostra che quando le lavoratrici e i lavoratori si organizzano, non si rassegnano, non arretrano sui diritti e decidono di farli valere collettivamente, anche le aziende più ostinate possono essere costrette a rispondere delle proprie inadempienze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB continuerà a battersi in ogni sede contro chi pensa di poter risparmiare sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/IMG-20260603-WA0010.jpg" length="179453" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155692</guid>
                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 08:06:49 +0200</pubDate>
                        <title>Le ferie non sono uno sconto: quando sei in ferie, la tua busta paga non può diminuire!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/le-ferie-non-sono-uno-sconto-quando-sei-in-ferie-la-tua-busta-paga-non-puo-diminuire-0817.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il diritto esiste. Da vent'anni.<br /> È un principio semplice, sancito dal diritto europeo da quasi vent'anni, le prime sentenze&nbsp;risalgono al 2022 su cause intentate da singoli lavoratori e lavoratrici della sanità, riconosciuto&nbsp;dalla Corte di Cassazione nel 2025: quando sei in ferie, la tua busta paga non può diminuire.&nbsp;<br /> Indennità di turno, indennità di specificità, compensi accessori corrisposti in via&nbsp; stabile e continuativa — tutto deve essere compreso nella retribuzione feriale. Non farlo&nbsp;significa costringerti, di fatto, a pagare di tasca tua il diritto al riposo.<br /> Nel settore sanitario, dove turni notturni, festivi e disagiati sono la normalità, l'impatto è&nbsp; concreto: per molti lavoratori e lavoratrici si tratta di centinaia di euro l'anno sottratti in virtù di&nbsp; una struttura stipendiale largamente indennitaria, seppur in parte variabile. Negli altri settori della PA&nbsp;riguarda categorie di lavoratori e lavoratrici specifici ma, comunque, il principio deve essere&nbsp; applicato a tutti i settori/comparti della PA.<br /> Ma le sentenze non bastano, perché una vittoria in tribunale, con tempi e costi incerti, non&nbsp; cambia il destino di tutti, le cause dovrebbero essere l’ultima spiaggia non il primo strumento.<br /> Il problema per essere risolto va portato sul tavolo della contrattazione nazionale: solo Il&nbsp; contratto collettivo cambia la vita di centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, la sentenza&nbsp;ne tutela uno, dopo anni.<br /> Il momento, dunque, è ora: tutti i contratti della PA sono aperti per il rinnovo 2025- 2027 e&nbsp;siamo certi che oltre noi, tutti i sindacati che oggi sembrano così attivi sul fronte delle richieste&nbsp; alle singole amministrazioni, pur sapendo che il problema non è risolvibile a quel livello,&nbsp; facciano lo stesso al tavolo con l’ARAN.&nbsp;<br /> Se così non fosse, si potrebbe pensare che alcuni sindacati ci abbiano costruito un business&nbsp;sulle vertenze individuali presentandole come conquiste. Ma la vertenza &nbsp;individuale&nbsp;non è sindacalismo: è un servizio legale commerciale.&nbsp;<br /> Seppur sia sacrosanto non lasciare pezzi di salario che spettano ad alcuni, l’indignazione di&nbsp;qualche sindacato appare più come un’arma di distrazione di massa per far dimenticare di aver&nbsp;firmato contrattI che hanno fatto perdere il 10% del potere d'acquisto a tutti i lavoratori e lavoratrici. Cosa che, peraltro, rischia di ripetersi – sebbene in maniera probabilmente più&nbsp; contenuta nell’immediato – anche con il contratto 2025-2027.<br /> C’è differenza tra tutele e speculazione: un sindacato che difende le lavoratrici e i lavoratori, il&nbsp; salario e i diritti li porta in piazza e al tavolo negoziale del contratto collettivo, chi monetizza&nbsp; l’inerzia li porta in tribunale.<br /> I tavoli dei rinnovi sono tutti aperti: ci aspettiamo che alle chiacchere di questi giorni seguano&nbsp;i fatti</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/LE_FERIE_NON_SONO_UNO_SCONTO_2026-05-28_08-13-36.png" length="118324" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155668</guid>
                        <pubDate>Tue, 26 May 2026 14:18:21 +0200</pubDate>
                        <title>Informativa e confronto anche se non firmi i contratti. Il Tribunale di Roma sezione Lavoro dà ragione a USB: la democrazia sindacale non è come la rappresenta la CISL</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/informativa-e-confronto-anche-se-non-firmi-i-contratti-il-tribunale-di-roma-sezione-lavoro-da-ragione-a-usb-la-democrazia-sindacale-non-e-come-la-rappresenta-la-cisl-1421-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Proprio mentre la vicenda del rinnovo contrattuale delle FFCC entra nel vivo e con essa il tema della democrazia sindacale, da sempre cavallo di battaglia dell’USB, una importante sentenza emessa dal Tribunale di Roma sul ricorso dell’USB PI Inail dice chiaramente che almeno il diritto all’informativa e al confronto spetta a tutte le OO.SS maggiormente rappresentative, indipendentemente dalla sottoscrizione del CCNL.</p>
<p>La sentenza smonta la concezione da apartheid del sistema delle relazioni sindacali finora sostenuta da ARAN e alcune organizzazioni sindacali particolarmente inclini alla firma.</p>
<p>Un colpo significativo a tutte le amministrazioni, alcune più realiste del re, che hanno illegittimamente escluso USB da questi istituti contrattuali, provando ad imbavagliare il legittimo diritto al dissenso.</p>
<p>Questa sentenza, frutto dell’iniziativa sindacale di USB coadiuvata dall’Avv. Naso, apre un varco decisivo per rilanciare la battaglia per la democrazia sindacale, che ha come obiettivo quello di eliminare, a partire proprio dal comparto delle Funzioni Centrali, qualsiasi penalizzazione per chi decide di non firmare i contratti e restituire alla RSU la titolarità della contrattazione integrativa che la legge le assegna ma i contratti le hanno sempre negato.</p>
<p>Riaprire spazi di democrazia da troppo tempo limitati nei luoghi di lavoro per silenziare un conflitto che, oramai anche nel settore pubblico, si sta facendo avanti per le condizioni sempre più pesanti che vivono lavoratrici e lavoratori, è ormai un compito al quale nessuno potrà più sottrarsi.</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/ufficiostampa/Progetto_senza_titolo_-_2026-05-26T141725.938.png" length="155405" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155576</guid>
                        <pubDate>Sun, 17 May 2026 10:03:14 +0200</pubDate>
                        <title>La sanità USB chiude tre giorni di confronto nazionale a Tivoli, ecco la mozione</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/la-sanita-usb-chiude-tre-giorni-di-confronto-nazionale-a-tivoli-ecco-la-mozione-1012-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Mozione USB PI Sanità - Tivoli, 15-16-17 maggio 2026<br /> ______<br /> Nei giorni 15, 16 e 17 maggio si è tenuta a Tivoli la riunione dei delegati e delegate, RSU, RLS del settore Sanità di USB PI. Tre giorni di lavoro intenso che hanno restituito l'immagine di un sindacato in salute, in crescita e radicato nei luoghi di lavoro di tutto il territorio nazionale.<br /> Al tempo stesso, il quadro che emerge sul Servizio Sanitario Nazionale è di totale disfacimento: frammentato in venti sistemi regionali che si muovono in ordine sparso, sotto l'assedio delle privatizzazioni e dei continui tagli alla spesa sanitaria, il SSN non riesce più a garantire il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Tutto questo all’interno di un quadro nel quale il privato, convenzionato e non, rendendosi sempre più indispensabile, costringe al continuo drenaggio di risorse pubbliche.<br /> Dalla discussione è emerso chiaramente che il problema più urgente per il settore è la crisi del personale. Legata in maniera prioritaria al tema dei salari, del loro complessivo impoverimento e della perdita di funzione di un contratto nazionale che, piegato alla logica delle compatibilità economiche, ha smesso di svolgere la funzione di redistribuzione della ricchezza. Una carenza strutturale di personale che peggiora e aggrava condizioni e ritmi di lavoro e alimenta le diseguaglianze.<br /> Di fronte a questo quadro drammatico, il Governo sceglie di tagliare la sanità pubblica e di aumentare le spese militari: le guerre al posto della tutela del diritto alla salute, scaricando il peso di queste scelte sui lavoratori e sui cittadini.<br /> Per rilanciare con ancora maggiore determinazione la difesa della sanità pubblica e dello stato sociale, del salario, della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in solidarietà con il popolo Palestinese e con la missione della Global Sumud Flotilla, &nbsp;saremo tutti e tutte &nbsp;in piazza il 18 maggio per lo Sciopero Generale della nostra organizzazione sindacale.&nbsp;<br /> USB PI Sanità- Tivoli- &nbsp;17 Maggio 2026</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/_processed_/c/6/csm_IMMAGINE_DEFINITIVA_74e0834058.jpg" length="1177299" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155566</guid>
                        <pubDate>Fri, 15 May 2026 11:47:45 +0200</pubDate>
                        <title>LUNEDÌ 18 MAGGIO SCIOPERO GENERALE, IL PUBBLICO IMPIEGO C’È</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/lunedi-18-maggio-sciopero-generale-il-pubblico-impiego-ce-1241.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il filo rosso dei dipendenti pubblici, dalla battaglia per il rinnovo contrattuale all’opposizione contro riarmo, guerra ed economia di guerra, al fianco del popolo palestinese </strong></p>
<p>Ormai da almeno due anni USB PI ha aperto uno scontro con il Governo sulla questione salariale e sul rinnovo dei contratti pubblici. Una vertenza che si inserisce nella fase storica attuale, da questa è determinata e ne diventa uno dei fronti di opposizione più concreti.</p>
<p>I dipendenti pubblici pagano in maniera diretta le conseguenze economiche, sia in termini salariali che di funzione e condizioni di lavoro, della guerra e della sua continua estensione. La scelta del Governo, perché di scelta si tratta, di seguire la strada del riarmo europeo ha significato, in termini puramente aritmetici oltreché politici, sottrarre risorse alla spesa sociale che comprende i servizi pubblici e i salari di chi questi servizi li eroga. Questo ha comportato da un lato rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici ben al di sotto dell’inflazione e dall’altro un ulteriore ridimensionamento del welfare con la conseguente drammatizzazione delle disuguaglianze, vero dato strutturale di un modello dominato dall’economia di guerra.</p>
<p>In funzione di ciò, in modo assolutamente fisiologico e in grande continuità con la scelta praticata da anni di definirci, in qualità di dipendenti pubblici, combattenti contro le disuguaglianze, il rinnovo contrattuale si è configurato come il fronte avanzato sul quale combattere la guerra, l’economia di guerra e la distorsione della funzione di interi settori pubblici piegati agli interessi dell’industria bellica.</p>
<p>Dallo sciopero del 31 ottobre 2024, con iniziative di categoria e mobilitazioni generali, lavoratrici e lavoratori pubblici hanno animato le piazze e i luoghi di lavoro per l’aumento dei salari e il rilancio dei servizi pubblici.</p>
<p>Lo sciopero generale del 18 maggio rientra nel nostro percorso allo stesso modo degli scioperi di autunno, dei quali siamo stati protagonisti. Perché lo Stato siamo noi, non vogliamo essere al servizio della guerra e non vogliamo che il nostro Paese sia “amico” dello stato terrorista di Israele, colpevole di genocidio e vero pericolo per il mondo intero.</p>
<p>In un rinnovato protagonismo del blocco sociale che si oppone alle politiche di riarmo e alle trasformazioni sociali che ne conseguono, le lavoratrici e i lavoratori pubblici hanno grande consapevolezza del proprio ruolo e intendono svolgere fino in fondo la propria funzione a difesa di un modello sociale solidaristico.</p>
<p>Per questo quel filo rosso, che ha legato gli scioperi e le manifestazioni per il rinnovo contrattuale agli scioperi di autunno contro il genocidio del popolo palestinese e alla presa di posizione per il NO sociale al referendum, continuerà a tessersi nelle piazze del 18 maggio contro il genocidio del popolo palestinese e contro l’arroganza di Israele, e in quella nazionale del 23 maggio “Paghiamo sempre noi” lanciata dalla categoria operaia.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/usbpi-18maggio-scioperogenerale.jpeg" length="371509" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155535</guid>
                        <pubDate>Wed, 13 May 2026 14:05:20 +0200</pubDate>
                        <title>Inps, fondo credito e welfare dei dipendenti pubblici. Nostri i soldi, loro le decisioni di come spenderli</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/inps-fondo-credito-e-welfare-dei-dipendenti-pubblici-nostri-i-soldi-loro-le-decisioni-di-come-spenderli-1412-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 maggio, presso la direzione generale dell’Inps in via Ciro il Grande si è tenuto un incontro convocato dal CIV dell’INPS (il consiglio di indirizzo e vigilanza dell’istituto), sulla situazione relativa al Fondo Credito e Welfare finanziato con i contributi di tutti i dipendenti pubblici e dei pensionati ex dipendenti, gestito autonomamente dalla Direzione centrale Credito, welfare e Strutture sociali dell’INPS.</p>
<p>Ricordiamo che i dipendenti pubblici versano <strong>in forma obbligatoria</strong> un contributo pari allo 0,35% della loro retribuzione, mentre i pensionati versano in forma volontaria un contributo pari allo 0,15% del trattamento pensionistico.</p>
<p>L’incontro, oltre ad offrire un resoconto sulla situazione finanziaria del Fondo di circa 490 milioni di euro l’anno oltre una media di 90 milioni derivanti dagli interessi di prestiti e mutui, ha avuto un carattere interlocutorio in vista della predisposizione da parte del CIV di una specifica delibera in merito alla gestione del Fondo Credito.</p>
<p>Il problema principale del Fondo è sempre stato uno: <strong>chi decide come utilizzare i soldi dei dipendenti pubblici accantonati attraverso la trattenuta in busta paga? Com’è possibile che i dipendenti pubblici non possono avere parola sull’uso delle loro risorse e decida l’Inps in modo del tutto autonomo? </strong></p>
<p>Un problema che la USB, ma già la RdB, aveva denunciato fin dallo scippo di 4,5 miliardi di euro nel 2003, con la cartolarizzazione dei crediti messa in atto al tempo dal ministro dell’economia On. Tremonti e che la USB ha ricordato durante la riunione.</p>
<p>Oggi il patrimonio netto del Fondo, si aggira intorno ai 10 miliardi e tuttavia <strong>gran parte delle risorse non sono destinate a soddisfare la richiesta di interventi avanzate dai dipendenti pubblici</strong> e dai pensionati, mentre l’utilizzo si ferma all’80% delle disponibilità annuali.</p>
<p>In un momento in cui i nostri salari perdono potere d’acquisto a causa dell’inflazione e dei contratti di categoria inadeguati, <strong>bisognerebbe aumentare la dotazione finanziaria per welfare e accesso al credito</strong>. Invece si sceglie di patrimonializzare il Fondo penalizzando i dipendenti pubblici che alimentano il Fondo stesso.</p>
<p>Nel nostro intervento abbiamo sottolineato anche l’importanza ed il valore, per centinaia di milioni, del patrimonio immobiliare del Fondo, le cosiddette strutture sociali, che giace inutilizzato e che rischia di cadere definitivamente in rovina. Abbiamo anche ricordato la nostra proposta di destinare una quota parte delle risorse per sostenere i neoassunti, costretti a rinunciare all’incarico dopo aver vinto il concorso, a causa dell’elevatissimo importo degli affitti, soprattutto nei grandi centri urbani.</p>
<p>Accogliamo con grande favore la proposta avanzata dal presidente del CIV Dott. Ghiselli per la costituzione di un “Comitato di gestione” che dovrebbe vedere la presenza delle organizzazioni sindacali rappresentative dei dipendenti pubblici e pensionati, oggi non coinvolte nelle decisioni. Nel frattempo, chiediamo di programmare una serie di incontri con le strutture dell’INPS, sia per fornire i report sulle risorse sia per l’assunzione preventiva delle decisioni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma 13 maggio 2026&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; USB Pubblico Impiego</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/ufficiostampa/csm_INPS_01_d76ebe52ca.jpg" length="33668" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155230</guid>
                        <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:48:52 +0200</pubDate>
                        <title>Entra nel vivo la tornata di rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici 2025-2027. 15 aprile ore 10,00 assemblea/presidio sotto al Ministero per la PA (piazza Vidoni)</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/entra-nel-vivo-la-tornata-di-rinnovo-dei-contratti-dei-dipendenti-pubblici-2025-2027-15-aprile-ore-1000-assemblea-presidio-sotto-al-ministero-per-la-pa-piazza-vidoni-0951.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La tornata contrattuale in corso si colloca inevitabilmente in continuità con quella precedente, conclusa lo scorso anno e che ha visto un sensibile arretramento dei salari reali e una sostanziale rottura del sistema di relazioni sindacali basato sulla concertazione, con l’espulsione delle tre organizzazioni sindacali, ree di non aver firmato un contratto a perdere, dai tavoli della contrattazione integrativa.</p>
<p>Una tornata contrattuale ipotecata dal drammatico scenario internazionale caratterizzato da un conflitto pesantissimo in Medio Oriente con l' inevitabile impennata dei prezzi che, visto che il governo considera le risorse stanziate per i rinnovi contrattuali non contrattabili, rischiano di produrre anche nei CCNL 2025-2027 un’ulteriore perdita del potere d’acquisto dei salari.</p>
<p>Da qui la scelta di USB PI di caratterizzare la propria piattaforma contrattuale su salari, diretti e indiretti, e democrazia sindacale, a partire dalla improcrastinabile necessità di introdurre un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni al costo della vita, per assicurare da un lato la tenuta dei salari, dall'altro restituire al contratto la sua naturale funzione: assicurare un avanzamento economico.&nbsp;</p>
<p>Ecco i punti che caratterizzeranno la giornata del 15 aprile:</p>
<p>Aumenti salariali superiori all’inflazione per restituire al CCNL la funzione di redistribuzione della ricchezza;</p>
<p>Aumento dei buoni pasto, il cui valore di 7 euro risale al 2012 e sicuramente non garantisce un pasto adeguato, soprattutto in una fase in cui l'inflazione pesa sul carrello della spesa molto di più che su altri beni di consumo;</p>
<p>Cancellazione dell’apartheid sindacale per le organizzazioni che decidono di non firmare i contratti nazionali;</p>
<p>Riconoscimento del ruolo che la legge assegna alle RSU garantendone piena rappresentanza a tutti i livelli di contrattazione integrativa anche nazionali.</p>
<p>Finora l’ARAN ha fatto orecchie da mercante e allora è tempo di andare a farci sentire sotto le finestre del Ministro Zangrillo, il quale, nel frattempo, ci ha fatto sapere che non ci sono risorse aggiuntive per i contratti, ma continua a rilasciare interviste nelle quali si vanta della famigerata continuità contrattuale evitando di dire che essa finora ha prodotto per le lavoratrici e i lavoratori pubblici un calo dei salari reali di quasi dieci punti percentuali.</p>
<p>Abbattere le compatibilità del nuovo patto di stabilità che fissa gli aumenti contrattuali a prescindere dall’inflazione reale</p>
<p>Rompere la gabbia di un sistema di relazioni sindacali basato sulla complicità e la repressione del dissenso, rimettendo le RSU, democraticamente elette da lavoratrici e lavoratori pubblici, al centro del sistema della contrattazione integrativa.&nbsp;</p>
<p>Per non pagare i costi della guerra che vogliono far ricadere su lavoratrici e lavoratori</p>
<p>Mercoledì 15&nbsp;aprile&nbsp;ore 10,00 manifestazione nazionale al ministero della Pubblica Amministrazione</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/_processed_/4/d/csm_IMG-20260408-WA0029_0c24168096.jpg" length="203297" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155214</guid>
                        <pubDate>Wed, 08 Apr 2026 15:13:11 +0200</pubDate>
                        <title>USB PI: nessun baratto tra salario e smart working: 15 Aprile ore 10 presidio al ministero per la P.A. (P.ZZA VIDONI)</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-nessun-baratto-tra-salario-e-smart-working-15-aorile-ore-10-presidio-al-ministero-per-la-pa-pzza-vidoni-1525.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Come è noto il governo ha predeterminato gli aumenti contrattuali fino al 2030, agganciandoli al tasso di inflazione programmata (5,4% nel triennio 2025-27) e non al costo reale della vita.</p>
<p>Sarebbe stato più semplice guardare alle guerre in atto, a partire da quella nel Golfo, che hanno già determinato un importante aumento dei prezzi del carburante. Stime della Confindustria e di Bankitalia dichiarano che i prezzi sono destinati ad una impennata che durerà a lungo quando all'attuale ondata speculativa, si affiancherà la crescita dell’inflazione causata dal probabile crollo globale della produzione del petrolio.</p>
<p>In questo contesto occorrerebbe fare una cosa semplicissima: aprire una grande battaglia per introdurre un sistema di adeguamento automatico delle retribuzioni al costo della vita, unico mezzo per preservare e mettere in sicurezza i nostri salari.</p>
<p>Invece, alcuni sindacati hanno già firmato lo stralcio della parte economica nel comparto Istruzione, ricerca , università e AFAM e, sulla base degli stessi presupposti, potrebbero chiudere i rinnovi contrattuali negli altri comparti pubblici, evocando l’ampliamento dello smart working come antidoto al crollo del potere d'acquisto delle retribuzioni.</p>
<p>In questo modo, da una parte si tenta di rimuovere dalla discussione la perdita progressiva della funzione del contratto, che dovrebbe essere quella di aumentare i salari per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici; dall’altra, si cerca goffamente di intervenire su uno strumento come lo smart working che le Amministrazioni pubbliche stanno progressivamente mettendo in discussione e che i sindacati non sanno come arginare, essendo l’organizzazione del lavoro stata esclusa dalle prerogative della contrattazione anche grazie alla loro inerzia e complicità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come USB abbiamo sempre sostenuto lo smart working e lottato per la sua effettiva applicazione in tutte le amministrazioni e questo continueremo a fare; ma pensare che l'emergenza salariale e il carovita, destinato ad inasprirsi, si affronti con qualche giorno in più di lavoro da remoto è un insulto all’intelligenza di tutti i lavoratori e lavoratrici. Anche perché l’eventuale risparmio dei costi della benzina verrebbe prontamente vanificato da quello delle bollette domestiche.</p>
<p>Senza contare che lo smart working è una modalità organizzativa alla quale può accedere solo una parte di lavoratori e lavoratrici: per tutti gli altri cosa sarebbe previsto per far fronte ai costi energetici? Oppure questi sindacati stanno evocando ulteriori diseguaglianze tra lavoratori?</p>
<p>Per il crollo del potere d’acquisto esiste una sola risposta: aumentare i salari. A partire dall’attuale rinnovo dei contratti che rischia di produrre un arretramento economico importante per i dipendenti pubblici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo diremo forte e chiaro il 15 aprile, alle ore 10.00 a Roma, sotto le finestre del Ministro della PA Zangrillo, in un presidio organizzato proprio per chiedere che la questione del salario e quella della democrazia sindacale diventino centrali nell'attuale fase di rinnovo contrattuale.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/1000127050.png" length="420074" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155117</guid>
                        <pubDate>Wed, 25 Mar 2026 14:10:31 +0100</pubDate>
                        <title>Inail, valutazione: studia ma non rende!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/inail-valutazione-studia-ma-non-rende-1411.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Ci risiamo! Come ogni mese&nbsp;di marzo, anche quest’anno abbiamo assistito alla&nbsp;sceneggiata della valutazione dell’apporto partecipativo individuale, con tutto il rispetto per le sceneggiate a teatro che almeno sai cosa stai andando a vedere! Invece all’INAIL il personale ogni anno è costretto ad assistere alla solita farsa dello “<em>studia, ma non rende!</em>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure, gli applicativi si bloccano all’improvviso senza essere preceduti da alcuna motivazione o avviso, le sedi sono carenti di personale sanitario e amministrativo; ogni giorno si nuota per non affondare mentre la barca piano piano cola a picco e i primi a far finta di nulla sono i capitani! Capitani che, mentre le lavoratrici e i lavoratori di questo Istituto si affannano a tirar fuori l’acqua a secchiate dalla barca, stanno li a giudicare…<em>tu si, tu no, tu ni!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se non fosse che le valutazioni concorrono al punteggio complessivo previsto dai bandi per le progressioni economiche orizzontali, ci sarebbe veramente da ridere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non ci stancheremo mai di dirlo e di scriverlo,&nbsp;i criteri su cui si basa la valutazione del personale sono ingiusti, discriminanti e del tutto discrezionali, sotto effetto dell’arbitrio di una dirigenza che, ora più che mai, sembra vivere su un pianeta alieno, tanto misura la distanza dalla conoscenza del funzionamento delle proprie sedi.&nbsp; Il malcontento è talmente diffuso da rendere chiaro perché&nbsp;la rilevazione del benessere organizzativo&nbsp;sia stata, per la prima volta,&nbsp;furbescamente differenziata tra dirigenza e personale del comparto,&nbsp;così da sottrarre i dirigenti dal giudizio dei lavoratori e delle lavoratrici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un segnale davvero forte da parte della dirigenza sarebbe invece riconoscere in modo uniforme il valore del lavoro svolto, premiando tutti con una valutazione “elevata”:&nbsp;un gesto concreto capace di dare pieno riconoscimento all’impegno e alla tenuta quotidiana di un personale che lavora sotto pressione costante. Somiglierebbe un pò al “6 politico”, ma avrebbe il vantaggio di disinnescare il potenziale distruttivo della Valutazione individuale, poiché segnerebbe un patto tra Dirigenti e Personale con l’obiettivo comune di affrontare la situazione di emergenza in cui versa l’INAIL.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è più accettabile un sistema che fonda le carriere dirigenziali sul sacrificio di tutti i dipendenti: prima spremuti per raggiungere obiettivi di produzione sempre più sfidanti e in condizioni sempre più difficili, per poi assistere all’ingiusto sacrificio di una parte di loro, penalizzata economicamente e nelle prospettive di carriera, in nome della necessità di differenziare le valutazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Senza un adeguamento reale degli organici ai volumi di attività, la “persona al centro” resta solo uno slogan: la persona non viene messa al centro, ma finisce per sprofondare sovraccaricata, poco valorizzata e con penalizzazioni economiche e di carriera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci si riempie la bocca delle cose meravigliose che fa l’INAIL ma non ci si chiede mai chi è che le fa veramente! Son tutti bravi a parlare, ma quando arriva il momento di fare ti guardi intorno e non c’è nessuno e sai che tocca a te, sai che sei tu che devi fare anche se sei quella o quello che&nbsp;<em>studia, ma non rende!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma,&nbsp;25 marzo 2026&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; USB PI Coord. Nazionale INAIL</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/LogoNuovoPImpiego.jpg" length="237723" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155084</guid>
                        <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 16:09:21 +0100</pubDate>
                        <title>Inail, no alle pagelline e alle valutazioni. Quando ci diranno: &quot;Vai dietro la lavagna?&quot;</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/inail-no-alle-pagelline-e-alle-valutazioni-quando-ci-diranno-vai-dietro-la-lavagna-1611.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Siamo tornati a scuola: prima le pagelle legate alla valutazione, adesso la punizione inflitta al personale accusato di aver copiato il compito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo motivo il punteggio relativo al corso di formazione, espletato nel corso del 2025, utile per i livelli differenziali con decorrenza 1° gennaio 2026, è stato sterilizzato: 4 punti uguali per tutti e la modifica del test finale del prossimo corso, il cui punteggio sarà utile per il passaggio dei differenziali stipendiali con decorrenza 1° gennaio 2027.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così come per le pagelline anche per la formazione il merito non c’entra niente perché la partita è truccata: saranno infatti proprio coloro i quali hanno già le risposte preconfezionate – in qualunque modo le abbiano ottenute – ad avere&nbsp;la certezza di superare in un solo tentativo il test finale con il massimo punteggio&nbsp;e non certo tutti quei lavoratori e lavoratrici che, nonostante l’ipocrisia di quanti fingono di non vedere la pesantezza delle condizioni e dei carichi di lavoro, continueranno ad essere costretti a fare la formazione fuori dall’orario di lavoro tentando di applicarsi al massimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nessuna FAD (formazione a distanza), neanche quelle che danno luogo ai crediti professionali, prevede un solo tentativo per il test finale.&nbsp;Perché lo scopo della formazione è quello di migliorare le competenze e non solo; e per migliorare si impara principalmente dalla revisione degli errori commessi e dai successivi approfondimenti. Niente di tutto questo sarà possibile all’Inail perché in questa decisione c’è solo&nbsp;intento punitivo,&nbsp;aggravato dal&nbsp;becero paternalismo&nbsp;di quei sindacati che, avallando le scelte dell’amministrazione, trasudano tale&nbsp;disprezzo per i lavoratori e le lavoratrici&nbsp;da sfociare in&nbsp;umiliazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Trattano tutti i lavoratori e le lavoratrici da furbetti del quartierino, anche quei sindacati che sul tema farebbero meglio a nascondersi, loro sì, dietro la lavagna. Infatti, prima firmano con entusiasmo un contratto in perdita sul piano salariale e peggiorativo sul piano normativo – come sulle ferie – e poi sul tavolo decentrato si fingono indignati dell’applicazione delle loro decisioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se questi sono gli amici dei lavoratori e delle lavoratrici, figuriamoci i nemici!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se davvero l’Amministrazione crede nel valore della formazione, come ribadisce in ogni occasione, è venuto il momento di dimostrarlo concretamente ripensando la decisione, oltremodo penalizzante, dell’unico tentativo per il test finale dei corsi e-learning, prevedendo parte della formazione in presenza e, soprattutto, mettendo tutte e tutti in condizioni di formarsi in orario di servizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma, 10 marzo 2026&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; USB PI Coord. Nazionale INAIL</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/LogoNuovoPImpiego.jpg" length="237723" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155083</guid>
                        <pubDate>Mon, 23 Mar 2026 15:58:23 +0100</pubDate>
                        <title>Un altro Black Monday per Inail: procedure online bloccate per quasi intere giornate di lavoro</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/un-altro-black-monday-per-inail-procedure-online-bloccate-per-quasi-intere-giornate-di-lavoro-1559.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Se un tempo le interruzioni dell’accesso agli applicativi in uso all’interno di Inail erano occasionali, programmate e di durata limitata, di recente si assiste ad un intensificarsi di tali interruzioni ed anche ad un aumento della durata degli interventi di ripristino. E spesso gli interventi di manutenzione non vengono neanche preannunciati.</p>
<p>Come lo scorso lunedì 16 marzo con accessi possibili a macchia di leopardo, anche oggi lunedì 23 marzo la quasi totalità dei dipendenti INAIL non ha avuto accesso agli applicativi relativi alle varie procedure per buona parte della giornata di lavoro, più o meno in tutte le sedi sparse per il Paese, perché il problema si è verificato a livello centrale, coinvolgendo sia i lavoratori in presenza che quelli in lavoro agile o in telelavoro.</p>
<p>Non conosciamo al momento i dettagli delle criticità verificatesi, ma si impone una riflessione profonda su cosa stia avvenendo in INAIL su questo ambito e soprattutto cosa c’è alla radice di questi problemi, perché al di là del singolo caso riteniamo piuttosto grave l’entità di tali disservizi, che incidono sull’utenza in primis e sui dipendenti, chiamati nei giorni successivi a recuperare il lavoro che non è stato possibile svolgere durante la giornata di totale disconnessione dal sistema.</p>
<p>Stupisce soprattutto la mancanza di comunicazioni e dettagli in merito agli inconvenienti informatici: per il lungo crash di lunedì 16 marzo il messaggio lapidario finale comunicava semplicemente il ripristino senza informare sulle ragioni che avevano determinato l’interruzione.</p>
<p>In attesa di avere ulteriori elementi per valutare le criticità che stanno emergendo, come USB desideriamo esprimere a nome di tante/i colleghe/i l'esigenza di una comunicazione più puntuale ed esauriente che coinvolga tutte e tutti, anziché lasciare che tutto cada come al solito nel dimenticatoio.</p>
<p>Per quanto riguarda la gestione e la manutenzione dei servizi informatici e delle infrastrutture connesse (server, etc.) ci chiediamo in questa serie di circostanze se l'esternalizzazione di alcuni servizi possa garantire davvero una maggiore efficienza e convenienza, tratti che facciamo davvero fatica a riscontrare nella realtà quotidiana.</p>
<p>Ad esempio, la&nbsp;procedura SGP, il nuovo sistema destinato a entrare progressivamente in servizio nelle aree lavoratori e sanitarie delle nostre sedi. Un progetto che procede ormai da tempo e di cui&nbsp;abbiamo già denunciato storture e criticità, ma che continua ad andare avanti imperterrito, come dimostrano le recenti comunicazioni della DCOD che annunciano il rilascio in esercizio della&nbsp;versione 3.0 di SGP per l’area sanitaria e l’area amministrativa nelle sedi pilota.</p>
<p>Le notizie che arrivano proprio da queste ultime sono tutt’altro che rassicuranti: a fronte del susseguirsi delle versioni,&nbsp;i problemi restano sempre gli stessi.</p>
<p>Malfunzionamenti, bug, rallentamenti e difficoltà operative continuano a ripresentarsi, senza che si registri un reale miglioramento né un concreto salto di qualità del sistema.</p>
<p>Alla luce dei continui blackout degli applicativi attuali, viene spontaneo chiedersi con quale fiducia le lavoratrici e i lavoratori dell’INAIL dovrebbero guardare a questo&nbsp;“futuro digitale” che avanza.</p>
<p>Se queste sono le premesse, il rischio è quello di ritrovarsi con nuovi strumenti che replicano, anzi&nbsp;AMPLIFICANO le criticità&nbsp;già oggi sotto gli occhi di tutti!</p>
<p>Molti servizi sono gestiti tramite Accordi Quadro Consip, che permettono l'affidamento di contratti esecutivi specifici e al momento è in corso l'applicazione di Accordi Quadro per servizi applicativi &quot;in ottica cloud&quot;. Per adesso di cloud si vede solo la fantozziana nuvoletta che continua a riversare tempeste su INAIL.</p>
<p>Ci aspettiamo una risposta esauriente, perché pretendere uno “scusateci per l’interruzione improvvisa del servizio” sarebbe veramente chiedere troppo! Del resto, sono le lavoratrici e i lavoratori dell’Inail a rimetterci la faccia con l’utenza….e questo non vale neanche un messaggio di preavviso di blocco degli applicativi!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma, 23 marzo 2026&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; USB PI Coord. Nazionale INAIL</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/PHOTO-2026-03-23-15-27-29.jpg" length="76185" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155058</guid>
                        <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:36:37 +0100</pubDate>
                        <title>BCE: l’inflazione galoppa. E il governo corre a chiudere i contratti pubblici! La FLC CGIL ultima stampella per Valditara e Bernini?</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/ccnl-scuola-2026-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con un inequivocabile comunicato del primo pomeriggio di ieri, la Banca Centrale Europea ha cambiato le sue previsioni economiche, orientandole verso un deciso peggioramento. Secondo le nuove stime l’inflazione, defalcata degli aumenti dell’energia, arriverebbe a circa il 4,8% a fine 2027. Una stangata che cominciamo già a percepire e che necessiterebbe, anche per recuperare il taglio del potere di acquisto del 10% del precedente rinnovo contrattuale, di un aumento medio di quasi 400 euro netti al mese.<br /> Oltre a questo, la BCE prevede un rallentamento dell’economia e &nbsp;una crescita quasi dimezzata che si traduce &nbsp;già oggi per il Governo Meloni in un aumento del debito e, quindi, nell’esigenza di tagliare servizi e stato sociale. Anche perché gli stipendi pubblici li aveva già tagliati, bloccando ogni recupero, appunto, delle nostre perdite, determinando in anticipo una inflazione nel triennio pre-determinata in poco più del 3%.&nbsp;<br /> Ê bene chiarire che la previsione al rialzo delle stime della Bce avviene al netto degli effetti della guerra in Medio Oriente: insomma un quadro che inevitabilmente ê destinato a peggiorare e che fará schizzare alle stelle il costo della vita.<br /> In questa condizione la fretta nel<br /> &nbsp;volere subito chiudere i contratti pubblici non ê certamente dettata dalla preoccupazione per le sorti delle retribuzioni dei lavoratori, ma, al contrario, serve proprio ad anticipare e provare a nascondere la fiammata inflazionistica che sta per abbattersi sul paese.<br /> L'USB, nella precedente tornata contrattuale 2022-2024, si è caratterizzata per aver abbandonato il tavolo di trattativa e per aver scelto di non firmare il CCNL delle Funzioni Centrali. Ci avevano seguito la CGIL FP e la UIL FP non siglando l’ipotesi e a ruota lo stesso era successo nella Sanità, negli Enti Locali e nel compartone Istruzione e Ricerca. Nel frattempo, la UIL si era riunita alla meloniana CISL e agli ammennicoli sindacali e aveva firmato in nome della continuità contrattuale.<br /> L'attuale tornata contrattuale (2025-2027) si era proprio aperta con USB che riproponeva nelle funzioni centrali un modello contrattuale che determinasse un miglioramento della condizione salariale, non il mero mantenimento o arretramento. E al tavolo Aran si sono cominciati a vedere i primi segni della pressione governativa sui sindacati amici. Le risorse necessarie ad un buon contratto non c’erano, ma c'è da aggiungere che , a parte USB, nessuno le ha nemmeno chieste. E più la guerra mordeva e morde i nostri portafogli, più al tavolo si evidenziava la fretta meloniana.<br /> È questo il quadro in cui si è aperta la contrattazione del comparto Istruzione e Ricerca, che è diventato il luogo di una incredibile velocizzazione. L’atto di indirizzo conterrebbe un potente intervento di Valditara (la Bernini è a rimorchio) per chiudere la parte economica al più presto. Le due riunioni calendarizzate a fine marzo ed il primo aprile sembrano codificare una accelerazione nella trattativa. Cisl, UIL, Anief, Gilda e Confsal già con la penna in mano felici di compiacere la Meloni, Valditara e la Bernini.<br /> E la FLC CGIL?&nbsp;<br /> A questo punto, rileggendo il comunicato FLC dell’11 marzo si apre un evidente contraddizione. L'Europa delle Banche, la BCE, prevede una ulteriore perdita di potere di acquisto se si applicano gli aumenti cristallizzati del governo Meloni. E la FLC ha già dichiarato che, sebbene ‘anche a causa di un CCNL 2022-2024 che non ha garantito il recupero del potere d’acquisto’, è disposta, con i sindacati governativi a ‘procedere con un accordo sulla parte economica’. &nbsp;La FLC ultima stampella per i ministri Valditara e Bernini già pronti ai tagli alla Scuola, all’Alta Formazione e al tavolo con gli altri?<br /> Mentre si gioca la decisiva battaglia sul NO al referendum ed il mondo della ricerca, dell'università, dell'AFAM, della scuola continua ad essere attraversato da importanti segnali di risveglio, questa possibile chiusura della parte economica con l'appoggio di FLC ha il merito di chiarire ancora una volta da che parte stanno i nemici dei lavoratori e delle lavoratrici.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/WhatsApp_Image_2026-03-20_at_11.34.45.jpeg" length="199035" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155023</guid>
                        <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 16:38:48 +0100</pubDate>
                        <title>Lavoro agile alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: dalla piazza una richiesta chiara di modernizzazione</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/lavoro-agile-alla-presidenza-del-consiglio-dei-ministri-dalla-piazza-una-richiesta-chiara-di-modernizzazione-1642-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta oggi un’assemblea partecipata del personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, indetta da SNAPRECOM, USB, FLP e SIPRE. Dal confronto è emersa una posizione netta: il lavoro agile è una modalità organizzativa prevista dalla normativa, fondata su obiettivi, responsabilità e risultati misurabili.</p>
<p>Non può essere INTESO COME un privilegio concesso dall’alto!</p>
<p>Nel corso dell’assemblea SNAPRECOM, USB, FLP e SIPRE hanno ribadito come il lavoro agile rappresenti, oggi, una componente essenziale del processo di trasformazione digitale <u>non solo</u> della Presidenza del Consiglio ma di tutta la Pubblica Amministrazione, contribuendo fattivamente a migliorare l’efficienza, la tracciabilità delle attività e l’utilizzo delle risorse pubbliche.</p>
<p>In una realtà complessa come la Capitale d’Italia, il Lavoro Agile costituisce veramente uno strumento concreto per ridurre gli spostamenti quotidiani, con evidenti effetti positivi sulla mobilità urbana e sulla qualità della vita dei lavoratori. È stato inoltre evidenziato il ruolo del lavoro agile nel rendere la Pubblica Amministrazione più attrattiva, soprattutto nei confronti delle competenze più qualificate per favorire un migliore equilibrio tra tempi di vita e di lavoro.</p>
<p>Preoccupa, in questo contesto, l’impostazione della Direttiva in corso di adozione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, laddove richiama la “centralità della presenza fisica” nello svolgimento delle attività istituzionali. Una visione che entra direttamente in contrasto con le esigenze di innovazione e modernizzazione dell’amministrazione pubblica.</p>
<p>L’assemblea ha quindi ribadito la necessità di un approccio non ideologico, ma fondato su organizzazione, trasparenza e risultati: il lavoro agile funziona quando è parte di un modello amministrativo moderno, fallisce quando viene trattato come una concessione o una misura emergenziale.</p>
<p>Alla luce di quanto emerso, queste organizzazioni sindacali attendono un segnale chiaro dal tavolo di conciliazione convocato per domani, 18 marzo, auspicando che sia l’occasione di un confronto serio e concreto con l’Amministrazione.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/typo3conf/ext/usb_base/Resources/Public/Logo/main_logo_300x298.png" length="11722" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-155012</guid>
                        <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 15:55:51 +0100</pubDate>
                        <title>Risorse e democrazia centrali nel rinnovo dei contratti pubblici in tempo di guerra</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/risorse-e-democrazia-centrali-nel-rinnovo-dei-contratti-pubblici-in-tempo-di-guerra-1560-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 12 si è riunito ancora il tavolo per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali.</p>
<p>USB PI ha argomentato una serie di proposte, dettagliate in un documento inviato all’ARAN, sui temi sui quali si sta concentrando questa trattativa: IA, turni, ferie, progressioni, implementazione lavoro a distanza.</p>
<p>Abbiamo poi riproposto la questione della cosiddetta “tassa sulla malattia” applicata anche alle visite mediche rilanciando la richiesta di tre giorni annui di permesso retribuito per visite ed esami strumentali nell’ambito dei programmi di prevenzione, una misura di civiltà che si scontra però sul muro della scarsità delle risorse messe a disposizione da parte del Governo.</p>
<p>Le risorse, appunto. Il fantasma che si aggira su questo rinnovo contrattuale, sia in termini di aumenti salariali che come strumento per miglioramenti normativi sostanziali.</p>
<p>L’aggressione degli USA e di Israele nei confronti dell’Iran sta producendo, oltre alle migliaia di morti e alla devastazione ambientale, effetti economici anche nel nostro Paese che per ora si concretizzano in interventi speculativi sui prezzi dei carburanti, ma che rischiano di consolidarsi e produrre picchi di aumento dell’inflazione. Tutto ciò purtroppo dimostra come la tanto decantata continuità contrattuale a risorse largamente predeterminate e non modificabili sia in realtà un trappolone per lavoratrici e lavoratori pubblici. Vedremo come evolverà la situazione internazionale, ma va considerata la possibilità che si arrivi, così come nel 2022-2024, ad un rinnovo contrattuale con perdita del potere d’acquisto dei salari.</p>
<p>Non a caso, ARAN ha tentato un’accelerazione, respinta da USB, presentando le tabelle economiche degli aumenti, peraltro non esaustive e prima di un confronto reale sia sulla loro quantificazione che sulla distribuzione sulle voci stipendiali. Anche a fronte della proposta di stralcio della parte economica presentata al tavolo del rinnovo di Istruzione e Ricerca, è chiaro il tentativo del Governo di chiudere prima possibile i rinnovi contrattuali per evitare che l’eventuale picco inflattivo infiammi nuovamente la contrattazione.</p>
<p>Il che ci porta a ribadire con maggiore determinazione che, ancora di più in funzione dell’allargarsi del conflitto, la quantificazione delle risorse deve essere nella disponibilità del tavolo del rinnovo contrattuale, sia direttamente per quanto riguarda gli aumenti, sia indirettamente per le voci, come i buoni pasto, che determinano le condizioni materiali di lavoratrici e lavoratori.</p>
<p>Allo stesso modo, la democratizzazione del sistema delle relazioni sindacali è un nodo irrinunciabile e strettamente legato alle ricadute economiche derivanti dall’evolversi della situazione internazionale.</p>
<p>L’esclusione dei sindacati non firmatari dalle relazioni sindacali fortemente voluto da ARAN e sindacati fiancheggiatori, rende lavoratrici e lavoratori del Pubblico Impiego ostaggio del Governo che può così scaricare sul rinnovo contrattuale i costi della crisi economica e del riarmo, a danno degli aumenti salariali.</p>
<p>L’esclusione delle RSU dai tavoli nazionali e regionali, in violazione delle previsioni normative, non è altro che la rappresentazione più evidente della volontà di consolidare il monopolio sindacale dei collaborazionisti.</p>
<p>L’attuale sistema di relazioni sindacali, costruito sulle esclusioni e denunciato da sempre da USB come anti democratico, oggi più che mai è un ostacolo da rimuovere per garantire la difesa dei diritti e delle condizioni materiali dei dipendenti pubblici in una fase drammatica per il Paese.</p>
<p>Democrazia e salari, il nostro manifesto contrattuale e lo spauracchio per Governo e sindacati complici che temono il confronto aperto ad armi pari, senza penalizzazione preventiva per chi dissente, saranno i temi che porteremo in piazza, sotto le finestre del Ministro per la Pubblica Amministrazione</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/ufficiostampa/csm_aran_3_dic__9__0accf8ce89__1_.jpeg" length="147628" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154966</guid>
                        <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:40:10 +0100</pubDate>
                        <title>USB PI Campania: incontro sindacale con i Centri per l&#039;impiego</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-campania-incontro-sindacale-con-i-centri-per-limpiego-1041.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>In data 09/03/2026 due delegati della USB P.I. Regione Campania, entrambi lavoratori dei CPI, hanno partecipato, insieme alle altre OO.SS. presenti in Giunta, all’incontro convocato dalla Direzione Lavoro e Formazione avente ad oggetto la situazione dei Centri per l’Impiego, alla presenza della neo Assessora al Lavoro, dott.ssa Angelica Saggesse.</p>
<p>Nel corso del loro intervento hanno riassunto i temi contenuti nella lettera che, a nome delle iscritte e degli iscritti USB dei CPI, è stata inviata al neo Presidente della Regione Campania, Roberto Fico.</p>
<p>Di seguito i principali temi trattati e le relative informative fornite dalla Direzione.</p><ul> 	<li> 	<h3>Alti carichi di lavoro</h3> 	</li> </ul><p>La Direzione ha riconosciuto il periodo di particolare intensità dei carichi di lavoro legato alle fasi conclusive del progetto GOL, ma a questo riconoscimento non sono seguite risposte concrete alle criticità da noi sollevate rispetto all’ingente mole di lavoro richiesta ai lavoratori per il raggiungimento dei numerosi obiettivi previsti dal programma. Di fronte a questa situazione abbiamo sollecitato con forza l’apertura di un canale diretto e stabile di comunicazione e confronto tra la Direzione, i responsabili dei CPI e i lavoratori, al fine di affrontare in maniera strutturale le problematiche organizzative e individuare soluzioni concrete alle difficoltà che quotidianamente si registrano sui luoghi di lavoro.</p>
<p>È stata inoltre comunicata l’intenzione della Giunta di procedere con l’organizzazione dell’ultima tranche di assunzioni previste dal piano di potenziamento dei CPI. Su questo punto la nostra organizzazione valuta positivamente l’immissione di nuovo personale nei Centri per l’Impiego, a condizione che le procedure vengano avviate e concluse in tempi rapidi. Allo stesso tempo continueremo a promuovere iniziative e campagne, sia a livello nazionale sia locale, per superare i vincoli di bilancio che gravano sul fondo del salario accessorio negli enti locali, restrizioni che continuano a penalizzare lavoratrici e lavoratori del settore.</p><ul> 	<li> 	<p>Ritardi nelle procedure dei tirocini</p> 	</li> </ul><p>Abbiamo denunciato il grave ritardo nelle procedure relative ai tirocini, che sta generando forti criticità operative e creando disagi sia agli operatori dei servizi sia agli utenti e alle aziende coinvolte. Di fronte a questa situazione ci è stato riferito che la Direzione starebbe procedendo ad accelerare l’evasione delle pratiche già prese in carico. Su questo punto vigileremo con la massima attenzione affinché alle dichiarazioni seguano fatti concreti e si determini una reale accelerazione delle procedure.</p>
<p>Parallelamente, gli uffici regionali stanno avviando un’analisi per comprendere le ragioni del forte incremento delle richieste di tirocini registrato in Campania e per verificare i possibili abusi da parte delle aziende nell’utilizzo di questo strumento di politica attiva. USB ritiene necessario che, alla luce degli abusi già emersi e dei rischi legati anche alla sicurezza sui luoghi di lavoro, si vada verso una regolamentazione più stringente dell’utilizzo dei tirocini, lì dove manchi la componente formativa della politica attiva, da parte delle imprese, contrastando ogni forma di utilizzo distorto di questo strumento e favorendo invece l’attivazione di veri e propri contratti di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p><ul> 	<li> 	<p>Indennità per condizioni di lavoro</p> 	</li> </ul><p>La Direzione ha riconosciuto le difficoltà nel riconoscere l’istituto così come attualmente strutturato, una situazione che, a nostro avviso, sta generando evidenti disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono le medesime mansioni, alimentando tensioni interne e possibili contenziosi nei confronti dell’Amministrazione. Su questo tema la nostra organizzazione sindacale è sempre stata coerente nel criticare le scelte effettuate in sede di delegazione trattante dalla maggioranza della RSU, in particolare rispetto al numero estremamente limitato dei beneficiari e al criterio della rotazione. Tali scelte sono state determinate anche dallo spostamento di ingenti risorse dal fondo del salario accessorio — già fortemente limitato — verso gli incarichi di Elevata Qualificazione, che riguarderanno soltanto una piccola parte dei lavoratori a discapito della grande maggioranza del personale. Su questo punto ci impegniamo, insieme alla RSU affiliata alla nostra organizzazione, a costruire nel prossimo CCDI un impianto più equo e a destinare quante più risorse possibili per riconoscere l’indennità a tutti gli operatori dei CPI che svolgono attività particolarmente disagiate.</p><ul> 	<li> 	<h3>Ristrutturazione delle sedi</h3> 	</li> </ul><p>Prendiamo atto della riapertura di alcune sedi, tra cui quelle del Collocamento Mirato di Napoli, Pozzuoli e Capua, ma tali interventi restano del tutto insufficienti rispetto alle reali esigenze dei lavoratori e dell’utenza. È grave il ritardo accumulato nell’utilizzo dei fondi PNRR e il fatto che non tutte le sedi dei CPI saranno oggetto di interventi di ristrutturazione, determinando così la perdita di risorse che avrebbero potuto migliorare in modo significativo le condizioni di lavoro di centinaia di operatori e la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Non possiamo non ricordare come, negli anni passati, siamo stati tra i pochi a denunciare con forza la condizione infrastrutturale fortemente critica delle sedi dei CPI e il ritardo della Regione nell’utilizzo dei fondi europei destinati a questi interventi. A pochi mesi dalla conclusione del piano PNRR apprendiamo ora del mancato raggiungimento degli obiettivi e della conseguente perdita di milioni di euro destinati alla ristrutturazione delle sedi dei CPI. Si tratta di una responsabilità politica e amministrativa grave, frutto di una inaccettabile inerzia delle istituzioni regionali, che dovrà essere chiarita e approfondita nelle prossime settimane.</p><ul> 	<li> 	<h3>Agenzie per il lavoro ed enti di formazione</h3> 	</li> </ul><p>Accogliamo positivamente la riduzione del numero delle APL accreditate in Regione Campania, un intervento che va nella direzione di limitare una proliferazione spesso poco trasparente di soggetti privati all’interno del sistema delle politiche attive. Allo stesso tempo riteniamo necessario che un’analoga operazione venga avviata anche nei confronti degli enti di formazione che, salvo poche e apprezzabili eccezioni, negli anni di attuazione del progetto GOL hanno dimostrato di essere più interessati a intercettare le ingenti risorse stanziate per le politiche attive nazionali ed europee che a garantire percorsi formativi realmente efficaci e utili per lavoratrici, lavoratori e disoccupati. È necessario fare chiarezza sull’utilizzo di queste risorse pubbliche e rimettere al centro la qualità dei servizi e i reali bisogni delle persone, evitando che le politiche attive si trasformino nell’ennesimo terreno di rendita per soggetti privati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine prendiamo atto della disponibilità dimostrata dalla Direzione e dall’Assessora Saggesse ad ascoltare tutte le parti sociali. È evidente che la molteplicità delle problematiche che investono quotidianamente i lavoratori non può essere affrontata e risolta nel corso di un unico incontro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo riteniamo necessario costruire un dialogo stabile e continuativo tra lavoratori, organizzazioni sindacali e amministrazione. Non possiamo tuttavia che esprimere un giudizio complessivamente negativo su questo primo tavolo di confronto.</p>
<p>Il lavoro sindacale dovrà quindi proseguire con determinazione, a partire dal contributo attivo dei lavoratori, che rappresenta da sempre un elemento centrale del metodo e della pratica sindacale di USB. Solo attraverso la partecipazione diretta e il confronto collettivo sarà possibile portare avanti le rivendicazioni e individuare soluzioni concrete alle criticità esistenti.</p>
<p>L’azione sindacale continuerà in tutti i luoghi in cui i lavoratori possono far sentire la propria voce: dalle sedi di lavoro alle manifestazioni di protesta, dagli incontri istituzionali ai tavoli di contrattazione.</p>
<p>Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a partecipare alla manifestazione nazionale del 14 marzo a Roma, per gridare un forte NO sociale al Governo Meloni: alle sue politiche di guerra, alla riforma della giustizia, al silenzio sul genocidio in Palestina e alle misure repressive contro chi manifesta dissenso nel nostro Paese.</p>
<p>USB P.I. Regione Campania</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/dea99276-5194-4171-a9e5-682263ddb34b.jpg" length="406633" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154954</guid>
                        <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:08:22 +0100</pubDate>
                        <title>USB PI: lettera al Presidente della Regione Campania Roberto Fico</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-lettera-al-presidente-della-regione-campania-roberto-fico-1310.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><br /> Al Presidente della Regione Campania, Dott. Roberto Fico,</p>
<p>La nostra organizzazione sindacale ha ascoltato con molto interesse le Sue parole, espresse in campagna elettorale, circa l’intenzione di avviare in Campania un progetto di reddito minimo regionale in caso di vittoria alle elezioni. Le scriviamo quindi per aprire un confronto reale e costruttivo sulle politiche occupazionali della Regione Campania e per attirare la Sua attenzione sulle attuali criticità dei servizi pubblici per l’impiego. Senza un reale rafforzamento dei Centri per l’Impiego, in termini di risorse umane e di strutture, e senza un cambiamento radicale nella definizione delle politiche occupazionali a livello regionale, la Campania rischia infatti di restare ancora a lungo tra le regioni dell’Unione Europea con il più alto tasso di disoccupazione.</p>
<p>Riteniamo, alla luce dei dati forniti da Eurostat, riferiti all’anno 2024 e diffusi a fine 2025, che collocano la Campania tra le regioni europee con il più alto tasso di rischio di povertà o esclusione sociale, che il tema dell’occupazione e degli strumenti di sostegno al reddito sia centrale.</p>
<p>Inoltre, secondo il “Report Equality Index” pubblicato ogni anno dall’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere (EIGE), l’Italia, per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile, è sempre all’ultimo posto e la Campania è purtroppo una delle regioni dove il fenomeno della disoccupazione, della precarietà e delle discriminazioni femminili nel mondo del lavoro è ancora troppo diffuso. Consideriamo che anche su questo tema la nuova Giunta debba dare un segnale forte con decisioni politiche che possano finalmente invertire la rotta e favorire la parità di genere.</p>
<p>A ciò si aggiunge il dato diffuso a fine dicembre 2025 dall’INPS, secondo cui la spesa complessiva per l’Assegno di inclusione nel solo territorio napoletano ha superato quella delle regioni del Nord, non solo a causa dell’alto numero di percettori ma, soprattutto, per le difficoltà socioeconomiche dei nuclei beneficiari.<br /> Già all’inizio del 2025, come Unione Sindacale di Base, denunciavamo le criticità e le incongruenze delle nuove misure ADI e SFL introdotte dal Governo Meloni, che hanno posto fine all’esperienza del Reddito di Cittadinanza, causando un ulteriore impoverimento di ampie fasce della popolazione campana.</p>
<p>In particolare, evidenziavamo i rischi connessi alla misura denominata Supporto per la Formazione e il Lavoro, fruibile per un massimo di dodici mensilità, destinata ai soggetti ritenuti “occupabili”, nella fascia di età compresa tra i 18 e i 59 anni, non disabili e senza over 60 o figli minorenni a carico.</p>
<p>Ad oggi, molti di coloro che hanno perso il Reddito di Cittadinanza e concluso il periodo di fruizione del Supporto per la Formazione e il Lavoro, soprattutto in Campania, si trovano privi sia di strumenti di sostegno al reddito sia di un’occupazione stabile e garantita.</p>
<p><br /> Spia di questo malessere diffuso sono i lavoratori dei Centri per l’Impiego – di diretta competenza regionale – e gli assistenti sociali dei Comuni che, quotidianamente, sono a contatto con i percettori di ADI e SFL e con la stragrande maggioranza dei disoccupati che si rivolgono agli uffici regionali e comunali.</p>
<p>I lavoratori dei Centri per l’Impiego, pur operando in condizioni di sottorganico e con stipendi bassi — l’ultimo rinnovo del CCNL Enti Locali ha previsto un aumento di appena il 6%, a fronte di un’inflazione quasi triplicata negli ultimi anni — non hanno mai fatto mancare la propria professionalità, nonostante la scarsa valorizzazione del loro lavoro anche da parte della dirigenza regionale e nonostante siano spesso destinatari di episodi di rabbia e disagio espressi dall’utenza.</p>
<p>Per citare solo alcuni dati significativi, basti pensare che nel territorio del Comune di Napoli attualmente ci sono solo tre Centri per l’Impiego e che, secondo l’osservatorio dell’INPS su ADI e SFL, a dicembre 2025 ci sono stati 279.000 beneficiari di Assegno di inclusione e, nel 2025, in Campania più di 48.000 beneficiari della misura Supporto Formazione e Lavoro.</p>
<p>A ciò si aggiunge una situazione infrastrutturale fortemente critica che interessa la maggioranza delle sedi dei Centri per l’Impiego. Il piano di interventi previsto nell’ambito del Piano di rafforzamento dei CPI per l’adeguamento delle sedi è partito in ritardo e rischia, alla luce delle scadenze ravvicinate, di non essere completato nei tempi previsti, con un importante spreco di risorse pubbliche utilizzate solo in parte.</p>
<p>Il Piano di Potenziamento dei CPI, integrato dalla Missione 5 dedicata del PNRR, prevederebbe, ad esempio, tra sportelli primari (CPI) e secondari (sportelli di prossimità), almeno 10 centri aperti al pubblico operativi solo nella città di Napoli</p>
<p>Invece molte strutture risultano chiuse da anni, con conseguenti disservizi per l’utenza e disagi per i lavoratori; in altre sedi i lavori non sono ancora iniziati, mentre in alcune procedono con estrema lentezza. Si contano, ad oggi, pochissime inaugurazioni di nuove sedi o di sedi ristrutturate a fronte di circa 50 sedi presenti sull’intero territorio regionale.</p>
<p>Non possiamo inoltre non segnalarLe un preoccupante trend che vede il continuo finanziamento del settore privato della formazione e delle politiche attive a discapito del settore pubblico.</p>
<p>Dall’introduzione del programma GOL sono infatti proliferati sul territorio campano numerosi enti di formazione che, salvo poche e apprezzabili eccezioni, sono sembrati più interessati a intercettare e incassare le risorse stanziate dalle politiche attive nazionali ed europee che a garantire una formazione realmente efficace e utile all’inserimento lavorativo degli utenti. Sarebbe opportuno attuare una selezione di merito più rigorosa sui profili di destinazione di tale formazione, con meccanismi premianti in caso di esiti occupazionali al termine dei percorsi.</p>
<p>Vengono purtroppo ignorate altre leve incentivanti occupazionali, come la “dote individuale condivisa”, un meccanismo che premierebbe il sistema pubblico e le imprese più responsabili, oppure il rafforzamento dello strumento dei Tirocini di Orientamento e Formazione attraverso la revisione del Regolamento Regionale n. 4/2018, favorendone da un lato una maggiore tutela e dall’altro una maggiore capacità diretta di promozione e incentivazione.</p>
<p>Stiamo inoltre rilevando da mesi una crescente lentezza e burocratizzazione dei processi amministrativi regionali, forse connessa alla recente riorganizzazione degli uffici della Giunta regionale, che ha interessato anche i CPI. Tale situazione sta creando notevoli difficoltà nell’erogazione dei servizi pubblici.</p>
<p>Le citiamo, come caso esemplare, la questione dei tirocini extracurriculari che, sottoposti a nuovi passaggi formali e a un conseguente aggravamento del procedimento amministrativo, stanno causando notevoli ritardi e stanno spingendo di fatto le aziende e gli enti del terzo settore a rivolgersi, a pagamento, agli attori privati del mercato del lavoro.</p>
<p>Questa scelta di verticalizzazione, centralizzazione e burocratizzazione dei processi, oltre a compromettere buone pratiche di decentramento amministrativo e di prossimità dei servizi all’utenza, rischia di favorire il settore privato a scapito del pubblico, con una deriva non perfettamente trasparente e che rischia di svilire sempre di più l’efficienza e l’efficacia del Servizio Pubblico.</p>
<p>Come USB abbiamo già denunciato queste criticità, mettendo in guardia dal rischio che si possa determinare un ulteriore indebolimento del servizio pubblico a vantaggio degli operatori privati dei servizi per il lavoro (nota PROT. 416/25 P.I., oggetto: “Segnalazione disfunzioni nei flussi autorizzativi e nelle procedure di semplificazione”).</p>
<p>Infine, non possiamo non evidenziarLe i problemi quotidiani, ormai divenuti insostenibili, legati al malfunzionamento delle piattaforme informatiche, che ostacolano la regolare erogazione dei servizi e aggravano una situazione già fortemente critica. A tal proposito servirebbe una vera strategia di “rafforzamento delle reti” e quindi di investimenti idonei a tale scopo.</p>
<p>In conclusione, riteniamo che qualsiasi proposta volta al rilancio e alla tutela dell’occupazione in Campania, nonché all’introduzione di nuove forme di sostegno al reddito — anche di carattere regionale — debba necessariamente partire dalla risoluzione di una serie di problematiche non più procrastinabili, nell’interesse della cittadinanza campana, dei lavoratori coinvolti e del buon funzionamento dei servizi pubblici regionali.</p>
<p>Certi della Sua sensibilità rispetto alle tematiche sinteticamente esposte, Le chiediamo un incontro e Le segnaliamo alcuni punti da affrontare con urgenza e in maniera strutturale:<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;L’introduzione di un reddito minimo regionale deve essere preceduta da un’attenta analisi dello stato dei servizi per l’impiego in Regione Campania;<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;Il completamento delle assunzioni previste dal Piano di potenziamento dei CPI con l’organizzazione rapida di un nuovo concorso;<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;L’istituzione di una cabina di regia che coordini in modo trasparente la realizzazione dell’intero piano di adeguamento delle sedi dei CPI;<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;L’aggiornamento e la rifunzionalizzazione delle piattaforme informatiche regionali in dotazione agli operatori dei CPI, a seguito della creazione di un gruppo di lavoro regionale a cui siano associati gli operatori dei CPI per evidenziare criticità e miglioramenti concreti;<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;Il ripristino di corrette e democratiche relazioni sindacali con tutte le Organizzazioni Sindacali presenti nella Giunta regionale e, in generale, procedure più trasparenti e uniformi nella gestione del personale, a partire dalla contrattazione decentrata;<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;L’apertura di un canale diretto di comunicazione e confronto tra la Direzione Regionale Lavoro e Formazione, i responsabili dei CPI e i lavoratori stessi, con la creazione, ad esempio, di gruppi di lavoro tematici che possano contribuire al miglioramento del servizio pubblico offerto;<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;Una maggiore promozione e il rafforzamento del ruolo degli Sportelli Donna nei CPI di tutta la regione ai sensi della Legge regionale n. 17 del 26 ottobre 2021, instaurando una collaborazione strutturata con l’Ufficio della Consigliera di Parità al fine di promuovere la parità di genere e di contrastare le discriminazioni nel mercato del lavoro;<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;Una reale valorizzazione del Servizio Pubblico e del suo ruolo, anche attraverso la conclusione di protocolli d’intesa operativi con altri enti pubblici, come ad esempio quello con il Ministero della Giustizia (bloccato alla firma senza alcuna spiegazione da due anni) per favorire il reinserimento socio-lavorativo di detenuti e persone sottoposte a misure di restrizione della libertà, o con l’Ispettorato del lavoro, prendendo esempio da altre regioni, per fare realmente dei CPI degli attori imprescindibili nella lotta al lavoro nero.</p>
<p><br /> La condizione sociale e occupazionale della Campania richiede scelte coraggiose e una chiara volontà di rafforzare il servizio pubblico. Da parte nostra vi è piena disponibilità al confronto, ma anche la determinazione a difendere i diritti dei lavoratori e delle fasce più fragili della popolazione.</p>
<p>Restiamo in attesa di un incontro e di segnali concreti.<br /> Cordiali saluti.</p>
<p>USB P.I. Regione Camania<br /> Napoli 09/03/2026<br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/Unione_Sindacale_di_Base_logo.png" length="217101" type="image/png"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154892</guid>
                        <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 12:17:04 +0100</pubDate>
                        <title>Usb alla commissione bilancio: nel decreto PNRR tante poltrone e poche stabilizzazioni. A rischio migliaia di posti di lavoro, 300 precari del MIC già licenziati</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/usb-alla-commissione-bilancio-nel-decreto-pnrr-tante-poltrone-e-poche-stabilizzazioni-a-rischio-migliaia-di-posti-di-lavoro-300-precari-del-mic-gia-licenziati-1222-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo il decreto conferma lo stato di arretramento dell’attuazione delle misure con maggior ricaduta sociale contenute nel Piano di Ripresa e Resilienza, aggravato dal pressoché nullo confronto con le parti sociali visto che la cabina di regia è stata convocata una sola volta dal Ministro Foti. Una situazione che ci porta a ripetere in ogni occasione la stessa domanda: cosa resterà al Paese reale del PNRR?</p>
<p>Nella memoria inviata alla commissione bilancio della Camera dei Deputati nell’ambito delle audizioni sul DL 19 febbraio 2026, n. 19, USB, a fronte del chiaro ritardo nel raggiungimento di molti obiettivi del PNRR, ha sottolineato come gli interventi contenuti nel provvedimento in esame siano tardivi e di dubbia efficacia.</p>
<p>Al moltiplicarsi di nuovi incarichi dirigenziali e per esperti e nuovi posti da dirigente, si sommano le varie proroghe sempre di figure apicali o di professionisti, ma non quelle di lavoratrici e lavoratori precari che hanno realmente rappresentato il vero valore aggiunto di questo PNRR. Tranne interventi limitati nei numeri e tutti alla Presidenza del Consiglio, nel decreto mancano interventi tesi a non dilapidare il patrimonio di professionalità e competenze messe a frutto con i progetti PNRR in diversi ambiti.</p>
<p>Parliamo del Ministero della Cultura dove oltre trecento lavoratori e lavoratrici, il cui contratto è scaduto il 28 febbraio, non solo non sono stati stabilizzati, ma neanche prorogati. Il Governo ha bocciato diversi emendamenti al milleproroghe, finalizzati alla proroga di questo personale, composto peraltro da alte professionalità e indispensabile all’erogazione dei servizi museali in diverse regioni del sud Italia, in particolare in Calabria.</p>
<p>Stesso destino sembra essere riservato ai precari PNRR del Ministero dell’istruzione e del Merito che scadranno nei prossimi mesi e per i quali al momento non c’è nessun provvedimento di proroga.</p>
<p>Nella stessa barca ci sono poi circa 1800 precari PNRR Giustizia che dal 1° luglio resteranno a casa non per una scelta funzionale, visto che al Ministero della Giustizia c’è una carenza di organico tale che richiederebbe un piano straordinario di assunzioni ben superiore alla stabilizzazione di tutti i precari, ma semplicemente perché il Governo non vuole investire risorse aggiuntive e per le stabilizzazioni si è affidato completamente o quasi alle risorse assunzionali del Ministero.</p>
<p>Infine i precari di Università ed Enti di Ricerca. Nel corso del 2026 scadranno migliaia di contratti, il Paese registrerà l’ennesimo sperpero di professionalità, sentiremo e leggeremo della fuga dei cervelli e di fantomatici piani per il rientro dei talenti, ma nessuno avrà lavorato per evitare tutto questo.</p>
<p>Il reclutamento di personale altamente qualificato in snodi fondamentali della Pubblica Amministrazione come la Cultura, la Giustizia e la Ricerca poteva essere uno dei maggiori ritorni dagli investimenti realizzati con il PNRR per il sistema Paese. Questo è avvenuto in modo molto parziale e privo di un’idea progettuale, confermando da un lato che le stabilizzazioni che ci sono state, sono frutto delle lotte che hanno costretto il Governo a qualche risposta, dall’altro che Meloni e il suo esecutivo non hanno mai avuto un’idea di prospettiva nella gestione del PNRR, hanno vissuto alla giornata, avendo come unico obiettivo quello di arrivare ad incassare la rata successiva.</p>
<p>Siamo arrivati alle battute conclusive. Tra poco sarà possibile tirare le somme e capire chi si è arricchito sul PNRR e cosa invece resterà al Paese. Nel mezzo ci sono migliaia di posti di lavoro che rischiano di essere persi.</p>
<p>USB continuerà le mobilitazioni nazionali e territoriali per la stabilizzazione di tutte e tutti e contro le politiche antipopolari e guerrafondaie del Governo Meloni, a partire dal 14 marzo con la manifestazione per il NO sociale</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/ufficiostampa/csm_WhatsApp_Image_2025-10-15_at_15.50.45__1__7751f8838a.jpeg" length="131372" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154890</guid>
                        <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 12:11:35 +0100</pubDate>
                        <title>Verso un nuovo modello contrattuale: alzare i salari, ridurre l&#039;orario di lavoro, riprendersi la democrazia</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/verso-un-nuovo-modello-contrattuale-alzare-i-salari-ridurre-lorario-di-lavoro-riprendersi-la-democrazia-1214.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Con questo documento di ragionamento e proposta, al quale presto si affiancheranno le piattaforme di settore, intendiamo avviare una discussione che ricostruisca i passaggi storici della contrattazione nella pubblica amministrazione, e le direttrici sulle quali lavorare per ridarle funzione e possibili risultati per lavoratori e lavoratrici.<br /> Scarica dal link in basso</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/_processed_/9/2/csm_BANNER_HOMEPAGE_white_d361406ef7.jpg" length="747424" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154780</guid>
                        <pubDate>Mon, 23 Feb 2026 11:17:36 +0100</pubDate>
                        <title>Prova automazione</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/prova-automazione-1126.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>questo è un messaggio di prova.<br /> Ci scusiamo per il disturbo.</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/prova.jpg" length="108709" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154744</guid>
                        <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 12:54:33 +0100</pubDate>
                        <title>A LAVORATRICI E LAVORATORI PUBBLICI SERVE UN CONTRATTO CHE SPOSTI IN AVANTI DIRITTI E SALARI: Continua la trattativa per il rinnovo delle FFCC</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/a-lavoratrici-e-lavoratori-pubblici-serve-un-contratto-che-sposti-in-avanti-diritti-e-salari-continua-la-trattativa-per-il-rinnovo-delle-ffcc-1258.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>La bozza presentata da ARAN martedì 17 febbraio, su alcuni aspetti normativi, ha presentato qualche passo in avanti rispetto alla IA accogliendo la nostra richiesta di inserire il tema in contrattazione, seppure in modo ancora troppo generico. Per questo abbiamo chiesto che le ricadute dell’introduzione dell’IA sul rapporto di lavoro siano declinate in modo più specifico, in particolare rispetto a valutazione, carichi di lavoro, sicurezza e riduzione orario di lavoro a parità di salario.</p>
<p>L’accelerazione innovativa che introduce l’utilizzo della IA deve anche essere da stimolo per implementare il lavoro da remoto e superare definitivamente ed esplicitamente il principio di prevalenza nell’applicazione del lavoro a distanza.</p>
<p>Fermo restando la nostra opposizione allo strumento della valutazione che oggi trae nuovo impulso dal ddl sul merito del Ministro Zangrillo, contro il quale stiamo avviando una campagna tesa a smascherare i reali obiettivi e gli effetti dell’iniziativa legislativa del ministro per la PA, sulle progressioni abbiamo rappresentato la necessità di riequilibrare il peso dei parametri che sono attualmente utilizzati. In particolare va ridotto il peso della valutazione in funzione dell’esperienza lavorativa e del bonus per le anomale permanenze nei livelli.</p>
<p>Abbiamo chiesto poi di eliminare delle intollerabili discriminazioni sui lavoratori a tempo determinato rispetto all’utilizzo di alcune forme di permesso, di parificare le ferie dei neo assunti a quelle degli altri lavoratori, di prorogare e rifinanziare i passaggi in deroga.</p>
<p>Ci siamo poi soffermati sull’obbligatorietà delle assicurazioni per i lavori che hanno relazione con il patrimonio pubblico. L’emendamento che rimanda di un anno l’applicazione, posticipa solamente il problema, è quindi necessario chiarire da subito che l’onere dovrà essere a carico delle amministrazioni e non gravare sui miseri salari dei dipendenti pubblici.</p>
<p>Infine siamo entrati sulla parte economica che, insieme alle relazioni sindacali, è per noi un cardine di questo rinnovo contrattuale.</p>
<p>Riteniamo che il CCNL debba avere l’obiettivo di redistribuire ricchezza e, partendo dal calo dei salari reali consumatosi con il precedente rinnovo che USB non ha firmato, dobbiamo quindi necessariamente invertire la tendenza. Con aumenti sul salario diretto (tabellare) e indiretto (buono pasto, abbattimento del tetto del salario accessorio, prelievo in malattia, etc.) nelle tasche dei lavoratori devono arrivare risorse superiori all’inflazione del triennio di riferimento.</p>
<p>Nelle prossime settimane presenteremo una proposta complessiva all’ARAN che comprenderà i temi per noi fondamentali e quelli comunque importanti per dare risposte a lavoratrici e lavoratori pubblici.</p>
<p>Non ci interessa quanto ci vorrà, ma noi vogliamo fare un contratto che modifichi l’esistente, non un mero atto notarile.</p>
<p>La realtà non ci piace e noi vogliamo cambiarla!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Pubblico Impiego</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/logo_USB_PI_2024.jpg" length="73204" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154733</guid>
                        <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 17:25:21 +0100</pubDate>
                        <title>E lo chiamano Merito... </title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/e-lo-chiamano-merito-1727.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Usb avvia la campagna contro il ddl Zangrillo sulla valutazione della performance!

</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>L'incessante propaganda del Ministro Zangrillo&nbsp; sul merito e sulla &quot;attrattivitá della Pa&quot; approda a un ddl già approvato alla Camera e presto in discussione al Senato.&nbsp;</p>
<p>Al di là degli inquietanti aspetti tecnici (la previsione di valutazioni apicali solo per 3 lavoratori su 7 e l'accesso facilitato per una quota del personale alla carriera&nbsp; dirigenziale bypassando il concorso) questo disegno di legge e la filosofia insita in esso, ci consente di fare alcune valutazioni di carattere generale.&nbsp;</p>
<p>Sarebbe facile smontare la propaganda su questo tema in un paese come l'Italia dove il clientelismo ê spesso il vero e unico criterio di selezione per ricoprire alte cariche politiche e non solo e dove la stragrande maggioranza di coloro che blaterano sul merito non dovrebbero ricoprire certi ruoli se ci fosse un criterio davvero meritocratico.&nbsp;</p>
<p>Ma vogliamo andare oltre e riflettere su tre questioni e sugli effetti distorsivi e pericolosi che questo disegno di legge produrrà.</p>
<p>La prima considerazione ê che l'ottica del tutti contro tutti e della competizione individuale insita nel testo sul merito ê la declinazione sul piano dell'organizzazione del lavoro di una visione della società e della Pa che abbandona quei caratteri di solidarietà sociale e tutela collettiva per dirigersi verso la strada dell'individualismo.</p>
<p>La seconda è che la valutazione delle performance diviene nei luoghi di lavoro lo strumento principale di governance del personale facendo irruzione e determinando ogni ambito della vita lavorativa: dal salario accessorio alle progressioni economiche, dal riconoscimento delle posizioni organizzative fino all'accesso alla dirigenza.</p>
<p>La terza considerazione riguarda il presunto merito come strumento di differenziazione e accrescimento delle diseguaglianze: dinanzi a una precedente tornata di rinnovi contrattuali che ha segnato una perdita del 10 percento del potere di acquisto dei salari e con l'attuale tornata che non recupererà nulla di quanto perso, dirottare una parte delle già misere risorse sul terreno della valutazione significa premiare qualcuno con risorse di tutti e spostare l'attenzione dalla battaglia generale e collettiva sul salario al veleno della competizione individuale per provare a racimolare qualche euro in più.</p>
<p>Questi tre elementi rapidamente accennati danno la misura e la dimensione di ciò che viene strumentalmente chiamato merito.</p>
<p>Ê esattamente ciò che dobbiamo smontare declinando questi ragionamenti generali sul piano concreto, posto di lavoro per posto di lavoro alimentando quelle contraddizioni che possono inceppare il meccanismo.</p>
<p>La campagna &quot;E lo chiamano merito…&quot; che Usb si appresta a lanciare in tutto il settore pubblico può e vuole avere esattamente queste caratteristiche e porsi l’obiettivo di coalizzare tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che vedono nella Pubblica Amministrazione soprattutto la garanzia di accesso a servizi per tutti, un ambito di lavoro dignitoso, che deve essere ben retribuito, in linea con quanto avviene in altri paesi europei e non un sistema nel quale bisogna sgomitare contro i colleghi per accedere alla carriera e ad un salario che consenta di condurre una vita dignitosa.<br /> Sostenete USB in questa battaglia di giustizia e civiltà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/archivio/pubblicoimpiego/A_TUTTA_PAGINA.jpg" length="282066" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
                    <item>
                        <guid isPermaLink="false">news-154718</guid>
                        <pubDate>Mon, 16 Feb 2026 14:08:03 +0100</pubDate>
                        <title>USB PI, per difendere la funzione sociale dello Stato: votiamo no al Referendum del 22 e 23 marzo</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://pubblicoimpiego.usb.it/leggi-notizia/usb-pi-per-difendere-la-funzione-sociale-dello-stato-votiamo-no-al-referendum-del-22-e-23-marzo-1411-1.html
		                        	
                        		
                        	
                        </link>
                        <description>Il 14 marzo, manifestazione a Roma. Scarica la locandina al link in fondo al comunicato</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nemici dell’Italia. Così la Presidente Meloni ha definito coloro che hanno manifestato contro le olimpiadi Milano Cortina, utilizzando una idea di patria divisiva: l’Italia è sovrapponibile al Governo e quindi gli oppositori politici e sociali sono nemici della nazione.</p>
<p>Un’equazione inquietante che richiama esplicitamente la retorica fascista e identifica in modo preciso la nuova fase del Governo Meloni che ha rotto definitivamente gli argini e si caratterizza esattamente per ciò che è. Una deriva fisiologica, diremmo inevitabile, per chi ha le proprie radici ben piantate nel ventennio, ma che emerge in una fase ben precisa del nostro Paese e del contesto internazionale, quale necessità del Governo.</p>
<p>Le grandi manifestazioni dell’autunno contro il genocidio del popolo palestinese che hanno identificato senza nessuna ambiguità le complicità di Meloni &amp;Co con lo Stato terrorista di Israele, hanno fatto più male di quanto possa sembrare e il segnale che hanno dato non è stato ignorato dal Governo. In Italia si sta risvegliando un’opposizione sociale diffusa con le idee molto chiare e che non è prigioniera delle contraddizioni che caratterizzano invece un’opposizione parlamentare con troppe responsabilità rispetto alla situazione attuale.</p>
<p>Nemici della nazione, fermo preventivo, delegittimazione dello sciopero (sempre di venerdì…), DDL Gasparri, sono gli strumenti dell’armamentario fascista che il Governo ha messo in campo per impedire che il malcontento sociale si organizzi e dia continuità all’autunno.</p>
<p>La strumentalizzazione degli scontri al corteo di Torino, con l’evocazione delle BR e del terrorismo, completano il quadro di un governo che si prepara a fronteggiare il malcontento popolare attraverso la repressione. Nessuna risposta per salari, casa, sanità e pensioni, ma olio di ricino e manganello per chi organizza opposizione.</p>
<p>L’altro fronte di questo contesto, quello delle riforme costituzionali, premierato e giustizia, è la realizzazione del progetto di trasformazione del Paese in senso autoritario attraverso lo scardinamento di quell’equilibrio tra poteri che è base fondante della nostra Costituzione.</p>
<p>Dopo la modifica del titolo V della Costituzione (federalismo) e l'introduzione del pareggio in bilancio (art 81) è ora la volta della&nbsp;riforma della Giustizia che, tra i vari effetti, ne ha uno che riguarda proprio il conflitto sociale ed è l’utilizzo della magistratura nella repressione. Non proprio una novità, ma va preso atto che la riforma Nordio segna un salto di qualità in questo senso che non va banalizzato. Un assaggio ce lo ha dato la Premier Meloni, sempre dopo gli scontri di Torino, sostituendosi al PM e individuando il reato di tentato omicidio a carico dei manifestanti che avevano colpito due agenti.</p>
<p>Siamo davanti ad un processo di fascistizzazione del Paese funzionale a governare una fase, caratterizzata un’economia di guerra e da una guerra sempre più incombente, che inevitabilmente produrrà, e già produce, tensioni sociali.</p>
<p>Davanti a tutto ciò, in continuità con le grandi mobilitazioni dell’autunno, le forze che hanno composto quel fronte di opposizione sociale hanno preso posizione sostenendo il NO sociale al referendum del 22-23 marzo, riprendendo quella caratterizzazione (il No sociale) che giá nel 2015 ci consentí di bocciare sonoramente la riforma costituzionale del governo Renzi. Di quel fronte che si ê mobilitato questo autunno siamo stati protagonisti come lavoratrici e lavoratori pubblici, incarnazione di una visione dello Stato solidaristica, che privilegia la funzione sociale a quella repressiva . Una visione che diventa pratica nel nostro lavoro di tutti i giorni negli ospedali, nelle scuole, nelle università e negli istituti di ricerca, negli uffici che garantiscono un welfare fatto di pensioni, di sostegno alle fasce più povere, etc.</p>
<p>Oggi tocca ancora a noi. Dobbiamo fare la nostra parte.</p>
<p>Noi, che siamo la versione di Stato che questo governo mal sopporta e al quale&nbsp; vuole modificare la funzione mettendoci al servizio della guerra e della repressione, estendendo a dismisura l'ambito del penale attraverso i decreti sicurezza e una magistratura al servizio del governo.</p>
<p>Noi, che combattiamo le disuguaglianze nel nostro lavoro e nelle piazze, ci schieriamo apertamente per il NO al referendum del 22-23 marzo.<br /> Lo ribadiremo con forza nella manifestazione nazionale del 14 marzo (ore 14 p.zza della Repubblica) &nbsp;per il no sociale &nbsp;al Referendum.<br /> Una occasione per riaffermare i principi della Costituzione e per dare una spallata &nbsp;a un Governo &nbsp;che invece vuole modificarla in senso autoritario.</p>
<p>Per un’idea di Stato coerente con principi della Costituzione che abbiamo messo al centro del nostro sciopero generale del 28 novembre.</p>
<p>Per difendere il diritto al conflitto sociale contro le disuguaglianze.</p>
<p><strong>USB Pubblico Impiego</strong></p>]]></content:encoded>
			
                        		<enclosure url="https://pubblicoimpiego.usb.it/fileadmin/_processed_/2/c/csm_vota_no_ebf56bb923.jpg" length="459933" type="image/jpeg"/>
                        	
			</item>
                
            
        </channel>
    </rss>

