Ex Stabilimento Genio Militare di Pavia: da archivio notarile pubblico a centro di accoglienza. USB Difesa scrive al Sottosegretario Cossiga.

Pavia -

Questo  l'allarme che l’Unione Sindacale di Base di Pavia lancia al Prefetto, alle Istituzioni Territoriali tutte, ai Vertici  Militari e Politici del Dicastero.

La vicenda prima, che lo Stato non cede al Comune l’ aera dismessa,  per farne un archivio notarile pubblico,

 

La vicenda oradi ospitare 300 profughi, non è certamente per USB una grave perdita culturale e civile, ma prima di parlare di chi, come e quando recuperare al meglio un' area dismessa, si deve pensare a ricollocarne i suoi lavoratori.

 

- All’ interno della struttura, esistono ancora decine di persone dipendenti dello stabilimento Genio Militare di Pavia che attendono di essere ricollocate nel territorio pavese, e molti di questi rimasti sono persone invalide o con tutele di legge,  accantonate da oltre un anno in attesa di ambite decisioni.

 

- Di fatto, se fossero confermate le emergenze governative circolanti in questi giorni, e cioè, che la medesima area sia individuata come “centro di accoglienza” per ospitare i profughi del nord Africa, non vorremmo mai registrare che da un’emergenza non risolta ( i lavoratori invalidi ) si passi per necessità ad altra più complessa questione (centro accoglienza) armando in fretta di  bagagli e incerte destinazioni lavoratori invalidi.

 

- Ora, alla luce delle notizie circolate e sempre più concrete, di un possibile arrivo di circa 300 profughi; 

 

- Considerato il rischio che questi invalidi da molti dimenticati possano essere  spediti  altrove    celermente; 

 

- Valutato che non sembra ragionevole ne sensato tutto questo silenzio politico istituzionale del territorio;     

 

- Accertato inoltre, che l'Amministrazione Difesa non riesce a farsi carico delle aspettative in questione e lo dimostrano  anche numerosi appelli agli organi politici che, nonostante le rassicurazioni del Ministro, sono ancora oggi aria fritta, riteniamo opportuno irrompere per necessità, in questo delicato argomento per sottolineare fondamentali questioni di rispetto e civiltà che latitano.

 

Se da un lato, non comprendiamo la pochezza politica registrata in 10 anni di vertenza, che poteva e può, dirottare una riqualificazione ambientale cittadina in qualcosa di meglio, basta rileggere quante possibilità di riqualificazione sono state rigettate.

 

Dall'altro, pur condividendo il necessario aiuto per certe emergenze, non possiamo permettere che nel silenzio di tutti, si possano bistrattare, rinnegare, calpestare, diritti universali a tutela di invalidi, sempre per la stessa indifferenza istituzionale e della governance di questo territorio. 

 

Lanciamo per tanto sinteticamente il nostro forte appello,perché disagi e emergenze, siano davvero risolti in fretta, con serio impegno, al meglio delle accettabili condizioni umane e civili, nel rispetto di tutti.

 

Rimane per tanto fermo, il nostro convinto progetto sindacale, che tutte le aree dismesse e in dismissione della Ministero della Difesa, diventino argomento sempre più condiviso da ogni singolo territorio per un recupero al civile, pubblico, occupazionale e abitativo di un bene comune,  per evitare quindi, abbandono, malsana incuria,  scempi di selvaggi progetti, occasione di cementificazioni privatistiche.   

 

Pavia 18.03.2011                                                                      U.S.B. P.I. Difesa

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