Scuola e Croce Rossa, precari in piazza

Roma -

Lavoro - Due le manifestazioni nella Capitale. Le educatrici del Campidoglio chiedono la riapertura del contratto. I lavoratori della CRI si incatenano al cancello della sede romana in via Ramazzini

Roma, 2 ottobre 2007 - In piazza contro il precariato. Due diverse categorie professionali, da una parte le educatrici scolastiche del Comune di Roma, dall'altra i lavoratori della Croce Rossa, hanno manifestato oggi nella Capitale per rivendicare il diritto ad un lavoro più sicuro.
SCUOLA - Circa 500 persone del personale scolastico ed educativo del Campidoglio, hanno protestato di fronte alla sede dell'XI Dipartimento, in via Capitan Bavastro, per chiedere la riapertura del contratto e un incontro con l'assessore capitolino alla Scuola, Maria Coscia. In un comunicato delle RdB-Cub (Federazione Nazionale delle Rappresentanze Sindacali di Base) si legge che al centro della polemica c'è il "il ritardo nella stabilizzazione del precariato, dopo gli accordi di novembre 2006. La sistematica demolizione delle strutture pubbliche a vantaggio del privato. Il continuo diniego del Comune di Roma rispetto all'invio di personale supplente per sostituire le assenze ed il mancato rispetto dei carichi di lavoro e dei compensi previsti contrattualmente".
CROCE ROSSA - Decine di lavoratori precari della Croce Rossa Italiana hanno manifestato di fronte alla sede provinciale romana dell'associazione, in via Ramazzini, per chiedere la stabilizzazione del loro rapporto di lavoro. "L'iniziativa - ha riferito Massimiliano Gesmini, responsabile nazionale della Rdb-Cub della Cri - è stata spontanea", anche quando alcuni lavoratori si sono incatenati ai cancelli dello stabile impedendo l'accesso alle persone e rallentando il traffico automobilistico.
La vertenza dei lavoratori precari della Cri, circa 1.900, dura da anni. "La Rdb-Cub Cri - ha sottolineato Gesmini - appoggia questa manifestazione di lotta. Tale rivendicazione riveste una grande attualità anche soprattutto per i presunti orientamenti della Finanziaria che prevederebbero un mutamento dell'assetto giuridico dell'ente pubblico della Croce Rossa. Un'ipotesi alla quale - ha concluso il sindacalista - siamo nettamente contrari".

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