8 marzo 2020: la nostra voce si alza forte

Roma -

USB, anche quest’anno, per il quarto anno consecutivo, aveva risposto all’appello lanciato dal Movimento Non Una Di Meno proclamando lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private, per il 9 marzo. La Commissione di Garanzia ha vietato lo sciopero e, al solo fine di preservare lavoratrici e lavoratori dalle minacciate sanzioni, USB ha revocato lo sciopero.

Al divieto di sciopero si è poi aggiunto anche il divieto di manifestazione.

MA NOI NON RIMANIAMO ZITTE!

La nostra voce continuerà ad alzarsi forte:

− per denunciare come le ordinanze che hanno chiuso le scuole e vietato tante attività abbiano avuto pesanti ricadute sulla condizione di tante lavoratrici e lavoratori lasciati a casa senza salario o a salario ridotto; come abbiano avuto pesanti effetti sulla vita delle donne su cui ancora grava completamente il lavoro di cura, cioè il lavoro domestico e la cura di anziani, bambini, disabili;

-per denunciare che in questo paese le donne, native o migranti, fungono da ammortizzatore sociale di un welfare sempre più privatizzato;

− per denunciare lo sfruttamento del lavoro a intermittenza, precario, demansionato, ricattabile, gratuito, invisibile, che erode tempi di vita e diritti;

− per riaffermare la necessità di mettere al centro dell’attenzione le disuguaglianze e la violenza di genere, in tutte le forme attraverso le quali pervadono l’intero arco della vita delle donne;

− per dire basta alla violenza maschile sulle donne ed alla violenza di genere, ai femminicidi, alle discriminazioni di genere e alle molestie nei luoghi di lavoro;

− per gridare che non se ne può più delle disparità salariali, della disoccupazione/inoccupazione, della precarietà giovanile e di pensioni da fame in vecchiaia, della segregazione lavorativa, del ricorso massiccio al part time involontario, di lavori non qualificati nonostante una maggiore scolarizzazione. Perché senza autonomia economica non si esce dalla violenza;

− a difesa della L. 194; per opporsi al “diritto” di lavorare fino al giorno del parto; per politiche di sostegno alla maternità e paternità condivisa;

− per abolire leggi e decreti razzisti, che impediscono la libertà di movimento dei e delle migranti, condannando queste ultime a ripetuti stupri e violenze nei luoghi di transito e permanenza forzata;

− per rivendicare il diritto ai servizi pubblici gratuiti ed universali, al reddito di base universale e incondizionato, al salario minimo, alla casa, al lavoro e alla parità salariale, a strutture sanitarie libere da obiettori;

− per il riconoscimento ed il finanziamento delle Case Rifugio, dei Centri Antiviolenza ed il sostegno economico alle donne che denunciano le violenze.

 

Roma, 6 marzo 2020 USB Pubblico Impiego

Sciopero della Sanità pubblica e privata

Assemblea Nazionale USB INPS

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