A LAVORATRICI E LAVORATORI PUBBLICI SERVE UN CONTRATTO CHE SPOSTI IN AVANTI DIRITTI E SALARI: Continua la trattativa per il rinnovo delle FFCC

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La bozza presentata da ARAN martedì 17 febbraio, su alcuni aspetti normativi, ha presentato qualche passo in avanti rispetto alla IA accogliendo la nostra richiesta di inserire il tema in contrattazione, seppure in modo ancora troppo generico. Per questo abbiamo chiesto che le ricadute dell’introduzione dell’IA sul rapporto di lavoro siano declinate in modo più specifico, in particolare rispetto a valutazione, carichi di lavoro, sicurezza e riduzione orario di lavoro a parità di salario.

L’accelerazione innovativa che introduce l’utilizzo della IA deve anche essere da stimolo per implementare il lavoro da remoto e superare definitivamente ed esplicitamente il principio di prevalenza nell’applicazione del lavoro a distanza.

Fermo restando la nostra opposizione allo strumento della valutazione che oggi trae nuovo impulso dal ddl sul merito del Ministro Zangrillo, contro il quale stiamo avviando una campagna tesa a smascherare i reali obiettivi e gli effetti dell’iniziativa legislativa del ministro per la PA, sulle progressioni abbiamo rappresentato la necessità di riequilibrare il peso dei parametri che sono attualmente utilizzati. In particolare va ridotto il peso della valutazione in funzione dell’esperienza lavorativa e del bonus per le anomale permanenze nei livelli.

Abbiamo chiesto poi di eliminare delle intollerabili discriminazioni sui lavoratori a tempo determinato rispetto all’utilizzo di alcune forme di permesso, di parificare le ferie dei neo assunti a quelle degli altri lavoratori, di prorogare e rifinanziare i passaggi in deroga.

Ci siamo poi soffermati sull’obbligatorietà delle assicurazioni per i lavori che hanno relazione con il patrimonio pubblico. L’emendamento che rimanda di un anno l’applicazione, posticipa solamente il problema, è quindi necessario chiarire da subito che l’onere dovrà essere a carico delle amministrazioni e non gravare sui miseri salari dei dipendenti pubblici.

Infine siamo entrati sulla parte economica che, insieme alle relazioni sindacali, è per noi un cardine di questo rinnovo contrattuale.

Riteniamo che il CCNL debba avere l’obiettivo di redistribuire ricchezza e, partendo dal calo dei salari reali consumatosi con il precedente rinnovo che USB non ha firmato, dobbiamo quindi necessariamente invertire la tendenza. Con aumenti sul salario diretto (tabellare) e indiretto (buono pasto, abbattimento del tetto del salario accessorio, prelievo in malattia, etc.) nelle tasche dei lavoratori devono arrivare risorse superiori all’inflazione del triennio di riferimento.

Nelle prossime settimane presenteremo una proposta complessiva all’ARAN che comprenderà i temi per noi fondamentali e quelli comunque importanti per dare risposte a lavoratrici e lavoratori pubblici.

Non ci interessa quanto ci vorrà, ma noi vogliamo fare un contratto che modifichi l’esistente, non un mero atto notarile.

La realtà non ci piace e noi vogliamo cambiarla!

 

USB Pubblico Impiego

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