ACCORDO SUL PUBBLICO IMPIEGO: UN BIDONE, PER DI PIU' INESIGIBILE!

Roma -

Mai come questa volta i segretari generali di cgil cisl uil e della trafelata confsal  hanno sbagliato tutto ma proprio tutto! Si sono affrettati a sottoscrivere una sorta di “patto” con la ormai ex ministra MADIABUGIA, dopo anni di blocco contrattuale,  con l’unico scopo di consentire al Governo del fu Matteo Renzi di rastrellare qualche voto per il SI’ al referendum tra gli oltre tre milioni di dipendenti pubblici. Non ci sembra che la scaltra operazione abbia avuto il successo sperato dai tre…quattro…


Nocciolo duro di quel patto scellerato, e respinto con sdegno da tutta la categoria, era la promessa di avere, dopo sette anni di blocco contrattuale, la fantasmagorica cifra media, lorda, a regime a fine 2018 di 85 euro. Orbene quei soldi non ci sono più. O meglio non ci sono mai stati. Infatti il governo si era impegnato a mettere i necessari stanziamenti con “le  leggi di bilancio”.  Ma ora che il Governo non c’è più chi si riterrà moralmente legato al rispetto di quell’impegno?   


Secondo pilastro del memorabile patto stava nelle   modifiche   del 165/ 2001,  il Testo Unico del pubblico impiego, secondo quanto previsto dalla legge delega sulla quale è intervenuta, in alcune rilevanti parti,  la bocciatura da parte della Corte Costituzionale.  Solo quelle modifiche avrebbero consentito, dopo febbraio – quindi ad oltre due anni dall’altra sentenza della Corte Costituzionale che diceva che era ora di rinnovare i contratti! – di avere quelle certezze normative che  avrebbero consentito l’avvio della contrattazione. A quanto si è capito dopo la valanga che ha sepolto il governo del fare sarà piuttosto difficile che le modifiche richieste dalla Corte possano essere varate.


Terzo pilastro la morigerata modifica di una piccola parte della Legge Brunetta solo nella parte riguardante le famigerate fasce di merito. Anche qui la parsimonia negoziale, ben lontana dalla necessità di cancellare tutta e subito quella legge, era appesa ad un provvedimento legislativo che il governo delle frottole aveva promesso si sarebbe preso al più presto e che oggi non c’è più.


Insomma i tre segretari più la “scorta”,  hanno scritto sull’acqua un p(i)atto di lenticchie scadute e di pessima qualità ed è quasi puerile che si affrettino, all’indomani del voto, a dichiarare che l’accordo mantiene la sua validità  perché non ha alcuna importanza se cambiano gli interlocutori!


Chi ha contribuito a cacciare il governo dovrebbe ora continuare nella meritoria opera cacciando via anche i  suoi  servi sciocchi …


Chissà che ricominciando a lottare non si riesca a fare di meglio e di più?!


Roma 5 dicembre 2016  

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