ALLA THALES ALENIA SPACE LA FIOM CHIEDE L'ESCLUSIONE DELLA USB PERCHE' NON FIRMATARIA DI ACCORDO INTEGRATIVO

Nazionale -

METALMECCANICI: PAPI (USB), LA FIOM COME MARCHIONNE?

Nonostante la FIOM stia da tempo subendo l’offensiva di Marchionne, che vuole farla fuori dalla rappresentanza nelle “new co” di Fabbrica Italia a Pomigliano e Mirafiori perché non ha sottoscritto gli accordi insieme a FIM, UILM, UGL e FISMIC, ora la FIOM nazionale si ritrova al fianco proprio della FIM e della UILM per chiedere l’esclusione dell’Unione Sindacale di Base in quanto non firmataria di accordi.


Succede alla Thales Alenia Space, dove la FIOM, insieme a FIM e UIlM, chiede all’Azienda che nelle commissioni scaturite dall’accordo integrativo aziendale del 2005 siano presenti solo le RSU di FIM FIOM e UILM (lettera in allegato), con la conseguente esclusione delle RSU USB perché non firmatarie dell’accordo stesso. E questo nonostante USB nel 2005 non fosse presente in azienda e nonostante ora sia il secondo sindacato, con lo stesso numero di rappresentanti eletti (tre) della FIOM.


“Ma come – esclama Emidia Papi, della Confederazione nazionale USB - non si è chiamato tutti alla lotta e allo sciopero contro la pretesa di Marchionne di disdettare l’accordo di luglio ’93 ed applicare il famigerato articolo 19 della Legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori), come modificato dal referendum abrogativo parziale del ’95, che appunto riserva la rappresentanza nelle aziende alle sole organizzazioni firmatarie dei contratti?”.


“Ma come – prosegue la dirigente USB - non ci si trovava di fronte ad un intollerabile e vile attacco alle libertà sindacali e al diritto dei lavoratori di scegliersi la propria organizzazione sindacale che andava respinto come un sol uomo, non badando alla sigla di appartenenza ma in nome del sacrosanto diritto di rappresentanza plurale?”.

 
“E non si è dato vita ad un vasto movimento sociale per i diritti e la democrazia che ha riempito le piazze – sottolinea Papi - proprio per impedire che tali abusi da parte del più forte potessero ripetersi e diventare prassi comune? Eppure questo è accaduto, e non lo si può nemmeno addebitare a qualche delegato Fiom non in linea o “distratto”: il fax con la richiesta all’Azienda è firmato dalle tre segreterie nazionali e proviene direttamente dalla FIOM Nazionale”.

 
Conclude Papi: “Attendiamo spiegazioni convincenti dalla FIOM nazionale. Per il momento viene da dire che il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

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