ALLARME ROSSO LA BIBLIOTECA UNIVERSITARIA DI GENOVA RISCHIA IL DECLASSAMENTO IL COLOMBIA LA FONDAZIONE

Genova -

ALLARME ROSSO

LA BIBLIOTECA UNIVERSITARIA DI GENOVA RISCHIA IL DECLASSAMENTO

IL COLOMBIA LA FONDAZIONE

Da tempo “denunciamo” un’incredibile inerzia dell’Amministrazione su tutte le questioni legate alla nuova sede della Biblioteca Universitaria di Genova: dotazione organica, finanziamenti, servizi. Non abbiamo mai ricevuto risposte né tanto meno comportamenti che non fossero elusivi, reticenti, autoreferenziali. Abbiamo sempre trovato una posizione di totale indisponibilità al confronto incomprensibile e controproducente, fonte di tensioni e origine della contrapposizione che caratterizza le relazioni sindacali in Istituto.

 

Una informativa del coordinamento nazionale USB/MBAC ha finalmente fatto luce su tanti misteri.

 

E’ in corso di revisione, a livello di Ministero, il decreto per l’articolazione degli uffici Dirigenziali non generali, successivamente è previsto il declassamento a sede non dirigenziale di diverse biblioteche e archivi; inutile dire che questa decisione ha dato il via alle grandi manovre.

E’ in pieno svolgimento il tentativo da parte dell’Amministrazione e di alcune organizzazioni sindacali di “gestire” e “pilotare” il declassamento, favorendo l’ingresso dei privati nella gestione dei Beni Culturali, privatizzando il ruolo istituzionale del Ministero.

La gestione diretta di numerosi servizi passerebbe ad ALES spa, alla quale verrebbero garantiti i finanziamenti stornando fondi del Ministero. Sono inoltre previste conduzioni miste Privati-Ministero attraverso il sistema delle Fondazioni, preludio al disimpegno e alla dismissione del servizio pubblico.

 

Un esempio per tutti: la Fondazione Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (BEIC) della Lombardia. Questo istituto promuove, forma e diffonde espressioni della cultura e dell’arte, finanzia progetti ed eventi di qualsiasi genere aventi attinenza con il patrimonio culturale, il mondo della cultura del libro e della multimedialità. Tutte attività istituzionali che dovrebbero essere svolte dal Ministero e dai suoi uffici periferici (Biblioteche comprese) e vengono invece esternalizzate dopo aver deliberatamente depotenziato il servizio pubblico.

 

A Milano, proprio in questi giorni, gli spazi ex demanio ristrutturati con i fondi del nostro Ministero e destinati ad accogliere la nuova emeroteca della Biblioteca Braidense, “la CAVALLERIZZA”, rischiano di essere “ceduti” alla Fondazione BEIC. In questo gioco al massacro le sedi non dirigenziali fanno la parte del vaso di coccio di manzoniana memoria. La storia, in questo caso, si può ripetere in modo identico per il futuro del Colombia.

 

Con quali criteri avviene il declassamento? Attraverso la valutazione di determinati parametri stabiliti dal Ministero: controllo di gestione e capacità di spesa (chi non spende penalizza gli investimenti); numero di volumi messi a disposizione dell’utenza; attività culturali svolte; numero di utenti. Il che ci riporta alla Biblioteca Universitaria di Genova. Tutte le scelte operate dall’Amministrazione negli ultimi anni vanno nella direzione contraria rispetto ai parametri citati: scarsa o nulla considerazione di attività qualificanti; consistenti resti di spesa specialmente nel settore degli investimenti; utilizzo trasversale del personale rispetto alle proprie competenze; riduzione degli utenti. A ciò si aggiunga l’evidente volontà di tenere alto il conflitto sindacale attraverso atteggiamenti ostativi e pregiudiziali ( vedi l’incredibile vertenza FUA 2010, pasticcio senza uguali nella storia dell’Istituto).

 

Un insieme di atteggiamenti e decisioni che rischiano di candidare la Biblioteca Universitaria al declassamento, fattore altamente penalizzante per TUTTI i lavoratori e le lavoratrici dell’Istituto avendo un riflesso immediato, al ribasso, su stanziamenti, salario accessorio, buoni pasto etc.

 

L’USB/BUG rispedisce al mittente un progetto di questo tipo, ne evidenzia l’estrema gravità e pericolosità, “denuncia” il colpevole atteggiamento di chi, conoscendo tutto ciò, copre e favorisce il processo di dismissione del servizio pubblico.

 

Da tempo l’USB richiede: finanziamenti certi per il funzionamento della nuova sede; adeguamento degli organici alla nuova struttura e ai servizi offerti; rilancio del ruolo della Biblioteca.

Questi sono i temi prioritari che richiedono un impegno urgente. Qualcuno intende affrontarli seriamente? Altrimenti sarà l’ennesima occasione perduta.

 

Noi abbiamo scelto con chiarezza da che parte stare e non siamo disposti a subire condizionamenti e diffamazioni. Continueremo a fare sindacato esclusivamente a difesa del servizio pubblico e nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.

 

 

LOTTA CON NOI

 

ADERISCI ALL’UNIONE SINDACALE DI BASE, L’UNICO

 

SINDACATO CHE DIFENDE I DIRITTI, IL SALARIO E LA

 

DIGNITA’ DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

 

 

 

 

Genova 27/06/2011                                                                                USB/BUG

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