AREA VIGILANZA, UN PROGETTO INESISTENTE

Nazionale -

Comunicato n. 06/11

Nelle more di una convocazione ufficiale già programmata ma non ancora pervenuta, la tanto attesa trattativa sull’Area vigilanza non si poteva aprire in maniera peggiore. Difficile, infatti, trovare un aggettivo utile a qualificare in qualche modo il documento che ci è stato sottoposto giovedì scorso dall’Amministrazione sulla materia in oggetto, da qualunque punto di vista lo si intenda affrontare.

A meno che non si voglia, di fatto, ridimensionare il ruolo dell’ispettore di vigilanza nel suo complesso, mortificandone competenze e professionalità.

Ed è forse proprio questa l’intenzione ultima neppure malcelata dell’Amministrazione, considerati gli atteggiamenti inadeguati e superficiali assunti al tavolo nazionale.

Nel documento che ci è stato frettolosamente propinato manca, infatti, un importante e decisivo preambolo sulla natura dell’attività ispettiva, manca inoltre una dettagliata descrizione delle innumerevoli funzioni che fanno capo a questa figura fondamentale e manca infine un doveroso progetto complessivo degno di questo nome.

Anche qui, insomma, più che di una riorganizzazione dell’Area vigilanza, sembra che si voglia strutturare il suo definitivo smantellamento. Con buona pace per gli ispettori.

Le sole preoccupazioni manifestate, infatti, dall’Amministrazione nel corso dell’incontro sono state quelle relative alla “necessaria pesatura” dell’intera attività ispettiva ed alla “valutazione non più rinviabile” degli stessi ispettori, in ciò provando ancora una volta a legare, in maniera peraltro forzosa, l’accertato e il riscosso. Direttive inaccettabili. Che noi avevamo già denunciato (vedi comunicato 50/2010), con il ruolo decisamente deleterio assunto dalla KPMG pure nella definizione dei piani dell’attività di vigilanza. Così come avevamo evidenziato i rozzi tentativi, perpetrati da alcuni solerti direttori, di decurtare l’incentivo degli ispettori la cui produzione non risultasse in linea con gli obiettivi sovrastimati del 2010 (caso Lodi).

La USB, dopo aver vagliato attentamente il documento, lo ha rispedito al mittente con determinazione, invitando l’Amministrazione ad elaborarne un altro che definisca sul serio un progetto complessivo dell’attività, con finalità trasparenti e risorse adeguate, mettendo nel giusto rilievo la figura ispettiva.

Una figura le cui peculiari caratteristiche erano già state riconosciute dall’accordo sulle aree specialistiche dell’ 11.12.2007 e dal quale ora bisogna necessariamente ripartire, se si vuole veramente rilanciare, senza equivoci di sorta ed ulteriori colpevoli ritardi, l’attività dell’Area ispettiva.

Infine, sulla circolare fantasma n. 14 del 28.01.2011 inerente la “Nuova articolazione dell’Area flussi assicurativi e contributivi, conti individuali ed aziendali, prevenzione e contrasto dell’economia sommersa e lavoro irregolare”, l’Amministrazione ha glissato penosamente, rinviando con scuse risibili ogni considerazione al prossimo incontro.   

 

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