ASL DI FROSINONE: ASSUNZIONI BLOCCATE PER GLI AUSILIARI PRECARI, MA NON PER NUOVI DIRIGENTI MEDICI

Roma -

VENERDI 19 OTTOBRE PRESIDIO DI PROTESTA E CONFERENZA STAMPA

Frosinone, presso la ASL, via Armando Fabi s.n.c.

presidio dalle ore 10,00.

Conferenza stampa ore 11.00

 

La travagliata storia degli oltre 30 ausiliari precari assunti dalla ASL di Frosinone è emblematica della modalità irresponsabile e ambigua con cui è stato gestito negli ultimi anni il ricorso al lavoro precariato da parte della Direzione Generale di questa ASL.

Con la ingiustificata motivazione del blocco delle assunzioni, disposto dalla Regione Lazio per il rientro dal deficit regionale, circa 30 ausiliari precari si sono visti negare la proroga del contratto a tempo determinato, nonostante il blocco sia intervenuto successivamente alla chiamata in servizio di questi lavoratori e non riguardi la proroga di contratti attualmente in essere, per i quali è prevista la copertura economica in bilancio.

 

I 30 ausiliari a rischio licenziamento fanno parte di un gruppo di circa 50, chiamati mediante l’Ufficio Provinciale del Lavoro di Frosinone. Sulle procedure di assunzione di tutti questi lavoratori incombe l’ombra del sopruso, poiché la ASL di Frosinone li ha assunti o con colpevole ritardo rispetto alla trasmissione degli elenchi del Centro per l’Impiego o, quel che è più grave, senza rispettare la progressione delle posizioni di graduatoria.

Ciò determina oggi un’ inaccettabile difformità di trattamento tra i lavoratori interessati, per cui alcuni hanno già avuto la proroga del contratto e sono avviati alle procedure di stabilizzazione, mentre ai 30 ausiliari è stata negata la possibilità di continuare il rapporto di lavoro, con la paradossale conseguenza che il primo lavoratore in graduatoria è anche tra i primi a non aver avuto la proroga del contratto.

 

La Direzione Generale della ASL non ha prorogato i contratti neppure di fronte alla necessità di garantire i livelli assistenziali del presidio ospedaliero, così come segnalato dalla maggior parte dei servizi in cui i lavoratori precari operano. Viceversa si è assunta la responsabilità di assumere circa 11 dirigenti medici, in deroga - questi sì - al blocco delle assunzioni disposto dalla Regione.

 

“Siamo stanchi di assistere ad interventi di apparente risparmio sulla pelle dei lavoratori della Sanità di questa Regione”, dichiara Sabino Venezia delle RdB-CUB. “Soprattutto quando si tratta di lavoratori precari, già gravati da una condizione di incertezza e di ricatto,  rispetto ai quali incomprensibilmente viene meno l’autonomia dei Direttore Aziendali, la stessa autonomia con cui  indicono appalti milionari, consulenze e convenzioni”, conclude Venezia.

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