ASSEMBLEE DEL 23 FEBBRAIO, E' GIA' UN SUCCESSO

Nazionale -

Comunicato n. 08/11

 

A poche ore dalle assemblee convocate per domani, 23 febbraio, un primo, importante risultato è stato raggiunto. Tranne i direttori a cui fanno capo Roma Tuscolano e Civitavecchia, rimasti nella giungla come soldati giapponesi ignari della fine della guerra, in tutte le altre sedi dove sono state indette, le assemblee si terranno nell’orario di convocazione, dalle 10.30 alle 11.32. Ci fa piacere sottolineare come in alcune realtà locali l’iniziativa di domani sia stata assunta in modo unitario anche dalla RSU e da altre organizzazioni sindacali, mentre imbarazzante è il silenzio sull’argomento delle strutture nazionali di CISL e UIL.

 

Singolare l’equilibrio diplomatico dimostrato in Lombardia dove, per non sconfessare l’operato del direttore di Mantova, i dirigenti hanno ribadito gli sconclusionati riferimenti normativi a cui si è appellato in passato il dr. Aresi, ma non hanno modificato l’orario dell’iniziativa “… considerata l’eccezionalità dell’evento connesso alla contestuale individuazione del 23 febbraio come giornata di protesta e quindi delle finalità dell’assemblea indetta…”, ma la finalità delle assemblee è proprio quella di contestare quanto accaduto a Mantova, dove ai dipendenti è stata consegnata una lettera di richiamo e decurtata un’ora di stipendio per aver partecipato ad un’assemblea indetta dalla struttura USB, che si è rifiutata di accettare la modifica dell’orario che il direttore voleva imporre.

 

L’iniziativa di domani ristabilisce un principio di correttezza contrattuale e normativa. Ora ci aspettiamo una grande partecipazione alle assemblee da parte dei lavoratori, per difendere il diritto d’assemblea ed esprimere concreta solidarietà ai lavoratori di Mantova.

 

L’amministrazione centrale farebbe bene a questo punto a tornare sui propri passi, perché questo scontro non lo abbiamo voluto noi. Al contrario, nelle ultime settimane abbiamo più volte sollecitato l’amministrazione a chiudere la questione, restituendo i soldi trattenuti sullo stipendio ai lavoratori di Mantova e ritirando le lettere di richiamo. E’ stata l’amministrazione centrale a volere, quindi, una prova di forza che ha perso, obbligandoci peraltro a denunciare per comportamento antisindacale il direttore di Mantova.

 

Dal capo del personale ci aspettiamo un’iniziativa che ristabilisca, una volta per tutte, le regole contrattuali sulle assemblee e tuteli la posizione dei dirigenti del territorio. Perché ostinarsi a compiacere i desiderata di “Totonno ‘o presidente” o i suggerimenti di qualche vecchio “consigliori”?

 

 

23 FEBBRAIO 2011

PARTECIPATE ALLE ASSEMBLEE DI SEDE

 

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