ASSUNZIONI NELLA SCUOLA: PRIMA LA FARSA, POI LA TRAGEDIA Posti di lavoro in cambio di diritti, un "piano Marchionne della scuola" - PRIMA ANALISI

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ASSUNZIONI NELLA SCUOLA: PRIMA LA FARSA, POI LA TRAGEDIA

Posti di lavoro in cambio di diritti, un "piano Marchionne della scuola"


Martedì 19 Luglio all'ARAN i sindacati collaborazionisti Cgil, Cisl, Uil, Gilda e SNALS sono stati convocati d'urgenza, come da loro richiesto, per dare seguito al roboante annuncio delle 67 mila assunzioni.


E' la prima volta che per delle assunzioni nella scuola si deve aprire un apposito tavolo sul contratto dei neo assunti. Lo stabilisce l'art. 9 del Decreto Sviluppo che condiziona le assunzioni ad interventi di tipo contrattuale “nel rispetto del criterio di invarianza finanziaria”. Tradotto: il neo immesso in ruolo deve costare quanto il precario, ma non solo.

Si mette mano ad un contratto del pubblico impiego quando l'ultima manovra li ha bloccati tutti fino al 2014.


Dopo la farsa, siamo dunque alla tragedia. Sentiremo i pianti di tutti, Governo, opposizione e anche dei sindacalisti: “c'è la crisi e per tornare a crescere si devono fare i sacrifici” e ai 67 mila e a tutti gli altri dipendenti toccherà dire grazie e pure con un bel sorriso.


Si tratta, di soli 67 mila posti a fronte di 102 mila pensionamenti previsti nei prossimi tre anni, così dice il Ministero; in un contesto di 275 mila pensionamenti e 155 mila posti tagliati già negli ultimi sei e l'organico fermo per i prossimi due anni.

Si tratta dell'introduzione del salario “d'ingresso” già noto nel privato e tanto propagandato dal Governo e dalla Confindustria: i nuovi assunti (quasi sempre precari storici) avranno paghe più basse dei loro colleghi che svolgono lo stesso lavoro. La “tecnica” è quella di non riconoscergli l'anzianità di servizio. Un insegnante per esempio, con un pre-ruolo di 10 anni della primaria perderebbe in media 2.130 Euro lordi l'anno, uno della secondaria 3.020, un collaboratore scolastico 1.325, un taglio secco dal 10 al 15% dello stipendio.

Gli effetti si ripercuotono anche sugli improbabili aumenti percentuali dei prossimi contratti e sulla pensione (meno si versa meno si prende). Nel Decreto Sviluppo c'è, inoltre, l'obbligo di permanenza per 5 anni nella stessa provincia.

Sappiamo quali effetti nei conseguiranno nella scuola dei progetti, dell'autonomia e delle “fasce” di Brunetta.

 

Si tratta, e questa è la cosa più grave, dell'inizio dell'annientamento del contratto collettivo nazionale della scuola, quello che verrà firmato all'ARAN è una deroga al contratto nazionale e una violazione del Testo Unico della Scuola, il Decreto legislativo 297 del 1994, in particolare agli articoli 485, 490 e 569 dove affermano chiaramente il diritto al riconoscimento del pre-ruolo ai fini del calcolo dello stipendio del neo assunto.

Chiedere all'ARAN di contravvenire alla Legge e accettare come Sindacati di trattare in questi termini equivale ad una esplicita istigazione a delinquere.

 

Questi sono i punti salienti sul tavolo dell'ARAN il 19 luglio. Poi c'è la vita di chi non entrerà in ruolo, con le graduatorie “allungate” a tre anni, il “Salva-precari” che ha portato corsie preferenziali verso il nulla o peggio verso i contratti a prestazione d'opera che a loro volta hanno aperto al lavoro a cottimo dei docenti durante gli Esami di Stato!


Una volta aperta la strada chi potrebbe fermare la tanto osannata libertà d'assunzione e licenziamento da parte dei Dirigenti Scolastici? E sulle fasce di merito?

Per finirla con “l'apartheid dei precari” allargano “il recinto che li confina” a tutta la scuola.


L'USB ha da subito denunciato il piano di assunzioni, definendolo una farsa, mentre Cgil, Cisl, Uil lo hanno applaudito come un primo importante passo, frutto delle lotte. E sarebbe questo il risultato rivendicato con orgoglio dalla Camusso? Ora la Flc CGIL scrive che sono contrari alla rinuncia agli scatti d'anzianità, ma è possibile che al momento della firma dell'accordo del 13 luglio non si fossero accorti della scandalosa contropartita richiesta dal Governo? Tra l'altro questi sindacati si sono presi i soldi e le deleghe per rappresentare i lavoratori nei Tribunali per il riconoscimento degli scatti di anzianità e ora vanno a coprire il Governo con assunzioni proprio senza quegli scatti.


Loro che non hanno vergogna, vogliono far credere che si tratta del “nostro” bene, del miglior modo possibile per gestire questa difficile fase economica: è strano però che le stesse proposte (salario d'ingresso, deroghe ai CCNL) sono state già fatte in anni in cui di crisi non si parlava, o almeno, quando la crisi riguardava solo le nostre tasche, dopo il Patto Sociale del 1993. Ora, in piena continuità con il nuovo "patto di sangue sociale" firmato con Confindustria il 28 giugno, i sindacati complici si siederanno al tavolo di questo ricatto insopportabile ed odioso per i lavoratori della scuola.


L'altro elemento: la manovra finanziaria di lacrime e sangue per i lavoratori prevede lo stanziamento di 176 milioni per i giovani imprenditori, a fondo perduto senza nessuna contropartita, a questi vanno aggiunti i 40 milioni messi a disposizione dalla Ministra Meloni stessi criteri, stessi destinatari.

Certo non sono molti e non servono per coprire l'anzianità di servizio dei colleghi neo assunti, visto il costo sicuramente più basso della loro paga rispetto alla paga dei colleghi andati in pensione, sicuramente però questi milioni ai giovani imprenditori sono una cifra enorme e si sommano agli oltre 8 milioni spesi per l'Invalsi e “sperimentare” il Merito tanto propagandato, questo rende lapalissiano il vero scopo di tutto questo “movimento”.

 

Siamo in un momento delicato per il mondo della scuola, un passaggio storico che può rappresentare il definitivo smembramento del "sistema scuola" nella sua unitarietà, aprendo ad una stagione di contrattazione selvaggia in "deroga" al contratto collettivo nazionale, funzionale ai processi di privatizzazione e regionalizzazione.

Così come a Pomigliano e a Mirafiori, l'USB rifiuta con forza questo ricatto, chiama i lavoratori ad esprimere da subito una fortissima protesta, adeguata alla gravità del momento o si sta con i lavoratori o con il Governo e i falsi oppositori.


 







a cura di USB SCUOLA Via dell'Aeroporto 129, 00175 Roma scuola@usb.it sito www.scuola.usb.it

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