BALLARO': CENSURA E UNILATERALITA' PORTANO ALLA DISINFORMAZIONE

Milano -

La CUB denuncia la censura da parte della trasmissione Ballarò: i cittadini non sono stati informati correttamente sul passaggio del Tfr ai fondi pensione

Tiboni "In questo modo i lavoratori non possono capire i vantaggi della scelta di non trasferire il Tfr ai fondi pensione. Le posizioni espresse vanno tutte in un’unica direzione, a favore del trasferimento ai fondi pensione, al servizio di chi punta allo scippo del tfr. In questo modo, con un’informazione unilaterale, si ledono i diritti dei cittadini ad essere informati. Anche se considero Ballarò una buona trasmissione, non posso non denunciare l’unilateralità delle posizioni espresse da tutti i presenti in studio nella puntata di ieri ".

 

Il coordinatore nazionale della CUB, Piergiorgio Tiboni, ha inviato oggi una lettera di denuncia di censura. L’ha inviata all’attenzione di Giovanni Floris autore e conduttore di Ballarò, e al direttore di Raitre Paolo Ruffini.


"Il motivo per cui scriviamo è quello di denunciare, nell’ambito dell’applicazione della deontologia giornalistica e del diritto dei lavoratori/cittadini ad essere informati, la censura avvenuta da parte della trasmissione Ballarò in merito alle posizioni della Cub".
In questa nota precisa: "Aver escluso la partecipazione della Cub alla trasmissione, unica organizzazione che si oppone al trasferimento del Tfr ai fondi pensione, ha prodotto una informazione unilaterale al servizio di chi punta allo scippo del Tfr. E’ per me importante sottolineare che con questo tipo di trasmissioni i lavoratori non possono capire i vantaggi della scelta di non trasferire il Tfr ai fondi pensione. Come ho scritto nella lettera è sotto gli occhi di tutti che le posizioni espresse nella trasmissione vanno tutte in un’unica direzione, a favore del trasferimento. Con un’informazione unilaterale, si ledono i diritti dei lavoratori e di tutti i cittadini ad essere informati".


La Confederazione unitaria di base (Cub) sta portando avanti una grande campagna di informazione contro lo "scippo" del Trattamento di fine rapporto (Tfr) a favore dei fondi pensione. Una campagna che la Cub ha intensificato con il nuovo anno ribadendo con più forza e urgenza che è del tutto contraria, nel merito e nel metodo, a questa nuova normativa che lede gli interessi dei lavoratori perché, in estrema sintesi, il Tfr sarà trasferito con la formula del "silenzio-assenso" che tecnicamente porta a una significativa adesione involontaria e perché i rendimenti della pensione integrativa sono affidati alla volatilità dei mercati finanziari. La Cub parla di "scippo" del Tfr attraverso la clausola del silenzio-assenso. In alternativa, la Cub propone il mantenimento del tfr in azienda con un rendimento garantito e il rilancio della previdenza pubblica per il suo carattere universalistico.

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