BOZZA DI CIRCOLARE SUL SISTEMA FORMATIVO NIA – RICHIESTA DI MODIFICHE SOSTANZIALI PER SCONGIURARE LA PARALISI DEI LABORATORI E LA CHIUSURA DEI NUCLEI INVESTIGATIVI REGIONALI.

Nazionale -

 

Al Direttore Centrale per la Formazione

Ing. Francesco NOTARO

e, p.c. Ufficio Relazioni Sindacali

Dott.ssa Floriana LABBATE

 

OGGETTO: BOZZA DI CIRCOLARE SUL SISTEMA FORMATIVO NIA – RICHIESTA DI MODIFICHE SOSTANZIALI PER SCONGIURARE LA PARALISI DEI LABORATORI E LA CHIUSURA DEI NUCLEI INVESTIGATIVI REGIONALI.


 

Egregi,

La scrivente Organizzazione Sindacale, a seguito dell'esame della bozza di circolare relativa al sistema di formazione in materia di polizia giudiziaria e investigazione antincendi, ritiene necessario evidenziare alcune gravi criticità che, qualora non superate, rischiano di compromettere la continuità operativa dei laboratori specialistici e degli stessi Nuclei Investigativi Antincendi territoriali.

Pur condividendo la necessità di uniformare e qualificare i percorsi formativi, non possiamo accettare un impianto che ignora le professionalità già esistenti e introduce requisiti che rischiano di impedire il funzionamento delle strutture attualmente operative.

La criticità più evidente riguarda il livello 3, per il quale non è previsto alcun regime transitorio di riconoscimento degli operatori che da anni utilizzano strumentazioni quali GC-MS, FT-IR, fotocamere sferiche e termocamere, garantendo quotidianamente le attività investigative e laboratoriali.

L'assenza di tale riconoscimento, unita ai requisiti previsti per l'accesso alla qualifica di formatore, determina un vero e proprio cortocircuito formativo: non vengono riconosciuti gli operatori esperti, non possono essere qualificati i formatori e, conseguentemente, diventa estremamente difficile avviare i percorsi necessari alla formazione dei nuovi operatori.

A questo si aggiunge la mancata valorizzazione del personale dei ruoli tecnico-professionali, in particolare direttivi e ispettori tecnico-scientifici, non adeguatamente contemplati né nell'organizzazione dei laboratori né nelle attività formative.

Per evitare che la nuova disciplina produca effetti opposti a quelli dichiarati, USB chiede l'introduzione delle seguenti modifiche, ritenute indispensabili.
 

1. Integrazione delle norme transitorie – Operatori e Formatori NIA livello 3

Si richiede:

  • Il riconoscimento dell'abilitazione di Operatore NIA livello 3 al personale con almeno cinque anni continuativi di esperienza nell'impiego delle specifiche strumentazioni, certificata dal Comando o dalla Direzione di appartenenza, fino a un massimo di tre abilitazioni.

  • Il riconoscimento dell'abilitazione di Formatore NIA livello 3 al personale con almeno sette anni continuativi di esperienza certificata e in possesso del corso di metodologie didattiche, fino a un massimo di due abilitazioni riferite a differenti categorie di strumentazioni.

  • La possibilità di prevedere successivi percorsi di standardizzazione, una volta entrato a regime il sistema formativo, senza interrompere nel frattempo le attività esistenti.

     

2. Inclusione e valorizzazione dei ruoli tecnico-professionali

Si richiede l'esplicita integrazione del personale RTP dei ruoli chimici e biologici nelle strutture laboratoriali NIA, nel rispetto delle qualifiche e dei titoli di studio posseduti, riconoscendone altresì la possibilità di svolgere formazione teorica e pratica negli ambiti GC-MS e FT-IR.

Analogamente, si chiede di prevedere l'impiego del personale RTP del ruolo psicologico nella formazione teorica NIA livelli 1 e 2, limitatamente agli ambiti della psicologia criminale e della criminologia, anche attraverso specifici seminari.

Devono inoltre essere espressamente contemplati i direttivi e gli ispettori tecnico-scientifici nei percorsi di qualificazione e nelle attività formative coerenti con le rispettive competenze.

3. Revisione dei criteri di accesso ai percorsi formativi – Punti 2.2.2 e 2.3.2

L'attuale sistema rischia di penalizzare il personale più giovane, anche in possesso di lauree specialistiche direttamente attinenti alle attività investigative e scientifiche, imponendo percorsi propedeutici che possono richiedere anni prima di consentire l'accesso alle qualificazioni di livello 3.

Risulta inoltre incomprensibile l'attribuzione di punteggi ai titoli universitari senza alcuna distinzione rispetto alla loro effettiva attinenza con le competenze richieste.

Si chiede pertanto di:

  • Prevedere percorsi specifici e accelerati per il personale in possesso di titoli tecnico-scientifici pertinenti, assicurando comunque le necessarie competenze di polizia giudiziaria.

  • Differenziare i punteggi riconoscendo il valore delle lauree scientifiche, tecniche e giuridiche coerenti con le attività da svolgere.

  • Valorizzare l'esperienza specialistica e le competenze effettivamente possedute, evitando che criteri meramente formali prevalgano sulle esigenze operative dei nuclei.

4. Mantenimento delle abilitazioni – Punto 2.3.5

La previsione di una sola attività annuale di mantenimento risulta del tutto inadeguata rispetto alla complessità delle strumentazioni e delle procedure investigative.

Si richiede pertanto di stabilire almeno un'attività obbligatoria ogni due mesi, la cui organizzazione e concreta possibilità di partecipazione devono essere garantite dall'Amministrazione, per assicurare il mantenimento delle competenze tecnico-operative.

Conclusioni

Le criticità evidenziate non rappresentano semplici questioni formali, ma incidono direttamente sulla capacità del Corpo nazionale di garantire attività investigative specialistiche, accertamenti tecnici e supporto all'Autorità giudiziaria.

Non si può pretendere di costruire un nuovo sistema formativo cancellando, di fatto, il patrimonio di esperienza e professionalità sul quale oggi si regge l'intero settore.

USB chiede pertanto che la circolare venga modificata prima della sua emanazione definitiva, recependo le proposte formulate, e che venga attivato un confronto urgente con le rappresentanze sindacali.

In assenza di tali modifiche, il rischio concreto è il blocco dei laboratori specialistici, il progressivo svuotamento delle capacità operative dei nuclei regionali e, in ultima analisi, la loro chiusura.

Una conseguenza gravissima, la cui responsabilità ricadrebbe sulle scelte dell'Amministrazione e che rappresenterebbe un inaccettabile arretramento delle capacità investigative del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

USB ritiene pertanto indispensabile subordinare l'emanazione della nuova circolare alla risoluzione delle criticità rappresentate, affinché la riorganizzazione della formazione costituisca un reale rafforzamento del settore e non il presupposto del suo smantellamento.

 

per l’Esecutivo Nazionale USB VV.F.

CARMELO COSIMO PETITI

In un momento storico segnato da venti di guerra, genocidi alla luce del sole, inflazione fuori controllo, carovita e perdita di potere d’acquisto e progressivo smantellamento dei servizi pubblici, serve un sindacato che sa stare dove ci sono le persone, le lavoratrici, i lavoratori con i loro bisogni reali. Un sindacato di classe.
Quel sindacato siamo noi! Rinnoviamo la nostra piattaforma politica e rilanciamo la campagna iscrizioni, per una nuova stagione di lotte e mobilitazioni alla conquista di diritti, dignità, giustizia.

      

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