Buoni pasto e “smart working” 

Nazionale -

I finti dubbi del Ministro Dadone sono una trappola per i dipendenti pubblici.

“penso al buono pasto…ma con lo smart working a regime è più difficile concepirlo…” afferma la ministra.

Come temevamo, lo smart working rischia di diventare terreno di conquista per dirigenti e ministri che vogliono approfittarne per sottrarre risorse ai lavoratori.

Stupiscono le anticipazioni del ministro tanto più in assenza di un tavolo con le oo.ss. rappresentative in cui discutere dell’organizzazione del lavoro nella nuova PA post COVID. 

In quel tavolo avanzeremmo la proposta di riconoscere in busta paga, nella parte fissa del salario, il valore del buono pasto. 

Nel frattempo invitiamo il ministro a non arrovellarsi troppo ed anzi La invitiamo a predisporre una circolare affinché sia riconosciuto da subito a tutti i lavoratori che attualmente lavorano da casa per erogare servizi pubblici il buono pasto perso da un giorno all’altro.

Questo modo di trattare i dipendenti pubblici lo conosciamo già e daremo battaglia anche a questo ministro nelle forme e nei modi che riterremo più efficaci.

Su questo USB non ha dubbi!

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