Calabria. I Precari sul tetto del Consiglio regionale. La lotta paga! Convocato tavolo tecnico nazionale per il 18

Reggio Calabria -

13 luglio 2011

VITTORIA: LA REGIONE CEDE E I LAVORATORI ABBANDONANO IL TETTO!

Da quasi un anno il Governatore Scopelliti unitamente ai suoi assessori, aveva promesso in più occasioni agli oltre 5.000 lavoratori Lsu-Lpu, che si sarebbe fatto carico di ottenere un tavolo tecnico nazionale per sbloccare la stabilizzazione di questi lavoratori che da 15 anni vivono una situazione di eterno precariato, di incertezza del proprio futuro e di timore che il rapporto di lavoro cessi allo scadere di ogni anno.Dopo mesi di battaglie che USB ha condotto assieme ai lavoratori e di impegni mai mantenuti da parte delle istituzioni, la misura era davvero colma, al punto che alcuni precari e dirigenti USB, in occasione del sit-in di lunedì scorso, esasperati hanno deciso di salire, tramite una impalcatura posta fuori l’edificio,  sul terrazzo all’ultimo piano di Palazzo Campanella a Reggio Calabria, sede del Consiglio regionale.Mentre i 7 occupanti sono rimasti per tre giorni di fila sotto un caldo torrido e a quasi cinquanta metri di altezza, con centinaia di precari che manifestavano sotto le bandiere di USB, la richiesta formulate agli interlocutori istituzioni è stata sempre la stessa: tavolo tecnico nazionale da convocare immediatamente.Le trattative, intensificatesi oggi, sono partite da proposte ritenute assolutamente inaccettabili.La mattinata ha visto anche momenti drammatici, quando l’unica lavoratrice donna tra i 7 occupanti, si è sentita male, ma non è stato ritenuto di dover far intervenire un medico, malgrado gli stessi manifestanti lo avessero richiesto a gran voce.Nel frattempo telefonate frenetiche con Roma, hanno spinto la regione Calabria verso le richieste avanzate da USB e dai lavoratori, fino a quando pochi minuti fa, la stessa regione ha ufficializzato la convocazione del tavolo tecnico nazionale che si svolgerà lunedì prossimo, 18 luglio alle ore 11,00 negli Uffici del Prefetto di Reggio.Al tavolo tecnico saranno presenti con potere di decisione, i rappresentanti del ministero del Lavoro, di quello dell’Economia e Finanze, il Presidente della Giunta Regionale calabrese, l’associazione dei sindaci ANCI Calabria ed il sindacato USB, assieme ad una delegazione di lavoratori.Quanto era stato richiesto, è stato dunque finalmente ottenuto!I lavoratori sul tetto dell’edificio, dopo aver valutato il comunicato emesso dalla regione, hanno deciso di sospendere la protesta, accettando di scendere e lasciando, così, il terrazzo che li ha ospitati per ben tre giorni.VITTORIA, DUNQUE, a dimostrazione che con la lotta si può ottenere in tre giorni quanto era stato promesso e mai mantenuto nei dodici mesi precedenti.Ovviamente siamo tutti consapevoli che la battaglia è tutt’altro che finita, perché da lunedì si apre una trattativa on esiti niente affatto scontati, ma tuttavia si è ottenuto che il problema dei precari e del mondo del lavoro calabrese, sia tornato al centro del dibattito politico della regione.Nelle prossime ore USB valuterà di organizzare una nuova manifestazione sotto gli uffici della prefettura, in occasione dell’apertura delle trattative.

Aggiornamento Occupazione ore 13.30. Primi movimenti

Migliorano le condizioni della lavoratrice sul tetto del Palazzo della Regione a Reggio Calabria.
Dopo che i Vigili del Fuoco hanno ritenuto troppo pericoloso far scendere la lavoratrice dalle scale anti incendio, alla stessa sono state prestate le prime cure, non dal medico, come richiesto, in quanto inspiegabilmente assente, ma dagli stessi compagni e dai Vigili del Fuoco.
Fortunatamente la situazione è migliorata, così ha deciso di rimanere lassù anche lei, proseguendo nella protesta.
Nel frattempo, dapprima timidamente, poi in modo più concreto, sono cominciati (finalmente, dopo tre giorni!) gli incontri tra il Capo Gabinetto del Presidente del Consiglio Talarico ed i lavoratori e i dirigenti sindacali di USB.
Dopo le prime proposte, ritenute assolutamente inaccettabili, poco fa si è aperto uno spiraglio.
La proposta riformulata dopo le richieste di USB, è stata quella dell’apertura del tavolo tecnico nazionale, che è stato già fissato per il prossimo lunedì 18 luglio alle ore 11, presso la Prefettura di Reggio Calabria.
Dopo frenetici contatti con Roma, il tavolo tecnico dovrebbe essere composto da un rappresentante del ministero del Lavoro, il dott. Verbano, braccio destro del Ministro Sacconi, un rappresentante del ministero dell’economia, il cui nome non è stato ancora indicato, il Presidente della Giunta regionale Scopelliti, l’associazione dei Comuni ANCI Calabria e il sindacato USB unitamente ad una rappresentanza dei lavoratori.
Il Prefetto di Reggio Calabria, sarà presente facendosi garante della riuscita della trattativa.
Gli impegni sembrano andare nel senso richiesto dai lavoratori, ma dopo tante disillusioni, la sfiducia tra i lavoratori è tanta.
La parola ora passa ai 7 occupanti che da tre giorni stanno protestando sul terrazzo di Palazzo Campanella: sono loro, infatti, a dover decidere se fidarsi e sedersi al tavolo, o ritenere la protesta insufficiente e mantenere la protesta ad oltranza.

UNA LAVORATRICE SUL TETTO STA MALE: NEGATI I SOCCORSI!

Come era facilmente ipotizzabile, il caldo insopportabile d questi giorni, sta avendo le prime conseguenze sui lavoratori che da lunedì mattina sono sospesi a circa 50 metri di altezza per protestare contro il mancato rispetto degli impegni assunti dal Governatore Scopelliti e dai suoi Assessori, nei confronti di oltre 5.000 lavoratori Lsu-Lpu che da 15 anni aspettano inutilmente la tanto sospirata stabilizzazione.
Infatti l’unica donna tra i 7 protagonisti, si sta sentendo male,  è stata chiamata l’ambulanza, ma questa è stata fatta venire senza il medico a bordo. La lavoratrice, malgrado le condizioni precarie, si è rifiutata di scendere, così ad una seconda richiesta di far arrivare il medico, le forze dell’ordine hanno chiamato i Vigili del Fuoco con le scale.
La salute di una lavoratrice, costretta a proteste estreme per far valere i diritti suoi e di tutti i precari, sembra non importare nulla a chi dirige le operazioni.
Intanto la nostra dirigente sindacale, è stata soccorsa dai suoi compagni di avventura che stanno provando a praticarle la respirazione, a proteggerla dalla diretta esposizione del sole (per quanto possibile) e invocano a gran voce l’arrivo di un medico che verifichi le sue condizioni di salute.

TERZA GIORNATA PER I SETTE LAVORATORI SUL TETTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Terzo giorno di protesta  per i 7 lavoratori e dirigenti USB, che da lunedì mattina sono sospesi a circa 50 metri d’altezza, su una terrazza di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale a Reggio Calabria.
I lavoratori, stanchi, sicuramente provati da tre giorni di sole africano, sono, tuttavia, determinati più che mai ad avanti.
Nel frattempo, questa mattina, quasi 200 lavoratori stanno partecipando, sotto la stessa sede regionale, al sit-it organizzato da USB, sia per dare solidarietà e visibilità ai 7 sul tetto, sia per riportare la questione della Calabria e delle precarie condizioni di lavoro nella nostra regione al centro del dibattito politico.
Politica che, al pari delle istituzioni regionali, continua a brillare per la propria assenza; ma tutto questo non intacca assolutamente la concreta volontà degli occupanti a proseguire la clamorosa protesta fino al pieno raggiungimento degli obiettivi preposti, a partire dall’immediata apertura di un tavolo tecnico nazionale.


12 luglio 2011

Respinte le fumose proposte del Presidente del Consiglio regionale, restiamo sul tetto. Domattina nuovo Presidio USB

Continua a Reggio Calabria la protesta dei 7 lavoratori precari del sindacato USB, che sono saliti sul balcone dell’ultimo piano di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, per chiedere a gran voce la stabilizzazione dopo 15 anni di precariato.
La protesta, nasce da un’ennesima iniziativa di USB Calabria che porta al centro del dibattito politico una vertenza che investe tutto il mondo del lavoro calabrese, da anni alle prese con la mancanza di una seria programmazione economica, che si ripercuote esclusivamente sulle spalle dei lavoratori.
Solo negli ultimi mesi la Calabria, regione le cui difficoltà economiche ed occupazionali sono note a tutti, ha visto perdere migliaia di posti di lavoro: dai precari della scuola (oltre 8.000 cattedre in meno e conseguenti perdita di altrettanti posti lavoro); ai precari dei call center mandati a casa; agli ex lsu-Ata delle scuole, rimasti senza appalti e quindi senza lavoro; ai 5.300 precari Lsu-Lpu, che attendono da 15 anni di ottenere la sospirata stabilizzazione.
Oltre a tutto ciò, c’è da registrare la preoccupante tendenza delle ditte appaltatrici dell’autostrada Salerno - Reggio Calabria, che portano in dote i propri lavoratori provenienti da altre regioni, condannando ancora una volta quelli calabresi all’inoccupazione.
Infine, ecco l’ennesimo scellerato accordo di questi giorni sul porto di Gioia Tauro che ha visto, con l’approvazione di tutti gli altri sindacati, Cgil, Cisl e Uil in testa, la decisione di mandare in cassa integrazione oltre 500 lavoratori.
In questo quadro, la protesta estrema di questi giorni è solo la punta dell’iceberg di una situazione che può solo degenerare nel prossimo futuro se non verranno trovate le misure adeguate per fronteggiare una crisi creata dai poteri forti (banche e comitati di affari), ma fatta pagare esclusivamente ai lavoratori.
Fumose, sinora, le timide proposte avanzate anche oggi dal Presidente del Consiglio Regionale Talarico che ha provato a fare una mediazione molto al ribasso, sdegnosamente respinta dai lavoratori, i quali sono tutti determinati a portare avanti la protesta fino in fondo e non scenderanno dal balcone occupato, se non dopo aver ottenuto i risultati sperati.
Per domani mattina, mercoledì 13 luglio, la USB ha organizzato un nuovo sit-in sotto la balconata dove sono asserragliati i 7 occupanti, chiamando a raccolta tutti i lavoratori della regione, precari e non, colpiti anche da una manovra economica che sta buttando ancora più nella disperazione migliaia di famiglie calabresi.

 

SECONDO GIORNO SUL TETTO PER I LAVORATORI

Trascorsa la prima nottata sul tetto-balcone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale, da parte dei precari e dei dirigenti dell’USB.

La seconda giornata è iniziata con qualche problema con le forze dell’ordine, che hanno provato ad isolare i 7 lavoratori (6 uomini ed una donna), togliendo l’impalcatura, ma per fortuna tutto è subito rientrato.

La protesta, dunque, continua per i lavoratori che da due giorni sono sospesi decisi in cima al palazzo della regione, determinati ad andare avanti ad oltranza, malgrado l’assoluta indifferenza non solo delle istituzioni regionali, ma anche di tutte le forze politiche calabresi; infatti, malgrado ieri si svolgesse nello stesso Palazzo Campanella una seduta del Consiglio regionale, nessuno tra i  50 consigliere, ad eccezioni di De Gaetano, ha avvertito la necessità di informarsi sul perché, 7 uomini sopra ed un centinaio sotto, stanno protestano, disposti a tutto, pur di ottenere il riconoscimento dei propri diritti, ossia la sospirata stabilizzazione dopo 15 anni di precariato, vissuti nell’assoluta incertezza.

Lo stesso Presidente della Giunta ieri si è fatto vivo solo per provocare i lavoratori, al punto che uno di essi, dirigente di USB, si è sentito male, per cui l’ambulanza ha dovuto accompagnarlo in ospedale.

La situazione economica della nostra regione ed i conseguenti disagi dei lavoratori di tutta la Calabria, sembrano non preoccupare questa classe dirigente, preoccupata, invece, solo di organizzare manifestazioni come miss Italia, anziché provare ad affrontare e risolvere i problemi concreti.

I LAVORATORI NON CI STANNO E LA PROTESTA CONTINUA


11 luglio 2011

Continua l’occupazione dei precari Lsu-Lpu
del Consiglio regionale della Calabria

L’unica risposta giunta finora a quei lavoratori precari che con la loro protesta chiedono risposte concrete per il proprio futuro,  sono state le intemperanze del Presidente della giunta  Scopelliti che ha avuto un alterco con gli occupanti, in seguito al quale uno dei protagonisti della protesta ha avuto un malore ed è stato portato in ospedale.

Da dicembre USB chiede  che venga aperto un tavolo che affronti le questioni inerenti il lavoro in Calabria, a partire dalla drammatica situazione dei lavoratori precari, in un momento in cui la crisi attanaglia il Paese e acuisce i problemi storici del territorio. Nonostante la continua perdita di posti di lavoro determinata dalla chiusura di importanti realtà produttive come il Porto di Gioia Tauro, fino ai tantissimi Call Center che, pur rappresentando il massimo della precarietà, in questi mesi stanno chiudendo, la regione non trova il tempo per affrontare questa drammatica situazione, ma riesce invece a trovare tempo e risorse per candidarsi ad ospitare Miss Italia nel mondo.

“La situazione calabrese è emblematica di quanto sta accadendo in tutta Italia. Prima il Lazio, poi la Calabria, domani toccherà a qualche altro territorio.” Dichiara Cristiano Fiorentini del Coordinamento Nazionale Confederale di USB “Ormai la questione della precarietà sta esplodendo in tutto il Paese. La parte peggiore dell’Italia ha deciso di andare a chiedere conto a chi governa e, giorno dopo giorno, continua a rubare il futuro ad intere generazioni. L’assenza di risposte nei confronti di rivendicazioni più che legittime da parte di chi ha responsabilità di Governo, sia nazionale che regionale, preoccupa soprattutto perché indicativa di come si pensa di affrontare la crisi.”

“USB continuerà” conclude il dirigente sindacale “ad essere protagonista nella lotta contro la precarietà e a difendere i diritti di tutte le componenti sociali che, pur non avendo responsabilità rispetto alla crisi, ne pagano il prezzo più alto.”
Prossimo appuntamento lo sciopero nazionale del Pubblico Impiego del 15 luglio prossimo.

 

 


Comunicato della Federazione USB Calabria

Precari Lsu-Lpu  asserragliati sul balcone del Consiglio Regionale della Calabria


Sette lavoratori precari Lsu-Lpu calabresi, aderenti alla USB (Unione Sindacale di Base), sono asserragliati, da questa mattina, su un balcone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria.

I lavoratori, sostenuti da un altro centinaio di precari e dai dirigenti regionali della USB Calabria, sono riusciti questa mattina a raggiungere un balcone dell’edificio, per protestare contro le tante promesse inutili fatte sinora dal Presidente della Giunta Scopelliti e dai suoi Assessori. Infatti, da molti mesi ormai, i precari della nostra regione stanno attendendo invano che venga convocato, secondo gli impegni assunti, un tavolo nazionale, che veda riuniti i Ministeri dell’Economia, quello del Lavoro, la Giunta Regionale, l’Anci (Associazione dei sindaci) e i sindacati, USB in testa, per ottenere la stabilizzazione per tutti i lavoratori; questo sinora non si è concretizzato, a dimostrazione dello scarso interesse verso il mondo dei precari, definiti da un Ministro della Repubblica “la parte peggiore del Paese”.

La USB sta, senza alcun dubbio, con questa “parte peggiore”, quella, cioè, che garantisce il funzionamento quotidiano degli Enti presso cui lavorano, dove sono diventati indispensabili, e che continuano a lavorare con grande impegno e professionalità, anche senza alcuna garanzia per il proprio futuro, senza avere i contributi e senza potersi costruire un proprio domani.

Così come appare incerto il futuro per tutto il mondo del lavoro calabrese, con aziende che chiudono, con il Porto di Gioia Tauro sempre più in crisi e con la mancanza di una seria politica di investimenti da parte della classe politica regionale. Altrettanti disagi vivono i lavoratori del settore pubblico impiego, per il quale non a caso la USB ha indetto per il prossimo 15 luglio uno sciopero delle ultime due ore dei turni di servizio.

I lavoratori lsu-lpu, ormai disposti a tutto, sono più che mai determinati a rimanere sul balcone di Palazzo Campanella e, non essendo più disponibili ad accettare fumose promesse, continueranno fino raggiungimento di risultati concreti.

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Aggiornamento ore 17 dalla Federazione USB Calabria

I Lavoratori ancora più  determinati,  dopo l’incontro con Scopelliti

Si è svolto senza alcun risultato l’incontro tra il Presidente della Giunta Regionale Scopelliti e i lavoratori che da questa mattina stanno asserragliati su un balcone all’ultimo piano di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria.
La protesta è nata a seguito di una manifestazione dei precari Lsu-Lpu, indetta da USB Calabria per oggi, in occasione della prevista seduta del Consiglio Regionale.
Il Governatore Scopelliti, salito fino all’ultimo piano per parlare con i lavoratori in protesta, ha arrogantemente affermato di non poter fare nulla per risolvere il problema che investe oltre 5 mila precari, che da più di 15 anni attendono di essere stabilizzati, rimanendo assolutamente insensibile di fronte alla giuste rimostranze dei lavoratori.
Tutto ciò ci sembra assurdo e sembrerebbe confermare che il Governatore sino ad oggi abbia solo preso in giro tutti, visto che nei mesi scorsi più volte ha assunto impegni precisi nei confronti dei lavoratori e di USB, per una soluzione positiva della vertenza che va avanti da molti anni.
Gli impegni assunti da Scopelliti e dai suoi assessori regionali, prevedeva l’istituzione di un tavolo regionale composto dal Ministero dell’Economia, da quello del Lavoro, dalla Regione Calabria, dai rappresentanti dei Comuni e da USB, per studiare assieme come affrontare il problema che in altre regioni, Campania e Sicilia, è stato recentemente affrontato allo stesso modo e risolto.
Questo tavolo non è stato mai attivato e, dalla risposta data oggi ai lavoratori, è facile pensare che la regione Calabria non lo abbia neanche mai richiesto!
La tensione dei momenti seguiti alla risposta sconcertante del Presidente della Giunta, ha creato ulteriore tensione, al punto che un dirigente del nostro sindacato è stato colto da malore e accompagnato in ospedale dall’ambulanza.
Quello che emerge, in modo indiscutibile, è che la Giunta della nostra Regione, a differenza di altre, non ha alcun filo diretto con la politica nazionale e non è in grado, quindi, di essere ascoltata in occasione di emergenze come quella che sta vivendo l’economia calabrese.
Nel frattempo, oltre cento lavoratori continuano a sostare sotto il palazzo della regione, mentre tutto il mondo del lavoro calabrese, sia pubblico che privato sta portando la solidarietà ai lavoratori che stanno protestando sul balcone.
Assenti eccellenti in questa vicenda, sono stati sinora, i politici calabresi, che salvo una sola eccezione, pur essendo all’interno del Palazzo per la seduta del Consiglio, hanno scientemente ignorato la protesta.
I lavoratori intanto, si stanno preparando ad affrontare la prima notte all’aperto.

I LAVORATORI SONO STANCHE DI ESSERE STATI PRESI IN GIRO A LUNGO, PER CUI ORA SONO DISPOSTI AD ANDARE AVANTI AD OLTRANZA!

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11 luglio 2011 - Adnkronos

LAVORO: OPERAI SU TETTO SEDE CONSIGLIO
REGIONALE CALABRIA, CHIUSURA DA ISTITUZIONI

Reggio Calabria, 11 lug. - (Adnkronos) - Sono ancora sul tetto di palazzo Campanella e non hanno intenzione di scendere i lavoratori precari che oggi hanno protestato nella sede del Consiglio regionale (in sette sono sul tetto, altri hanno inscenato un sit-in sulle gradinate) contro la mancata istituzione di un tavolo nazionale sulla loro situazione. Questa mattina alcuni lavoratori e i sindacalisti dell'Usb che hanno promosso la protesta hanno avuto un incontro con il governatore Giuseppe Scopelliti. Toni aspri e la delusione dei manifestanti. «Abbiamo riscontrato -riporta Aurelio Monte dell'Usb regionale- la chiusura totale delle istituzioni nei nostri confronti. Sono stati disattesi gli impegni assunti nel dicembre dello scorso anno, quando avevamo occupato la sala del Consiglio regionale. Il presidente Scopelliti ci aveva promesso la convocazione del tavolo nazionale per il mese di febbraio o marzo, invece oggi ha detto che il governo nazionale si rifiuta di incontrare la Regione e i lavoratori su questa problematica. Non capisco -aggiunge- se si tratta di un governo amico, come mai al Lazio e alla Campania sono stati concessi i tavoli e a noi no». Oggi si è svolta a palazzo Campanella una seduta del Consiglio regionale per discutere, tra gli altri punti, della manovra finanziaria. «Nessun consigliere, tranne Antonino De Gaetano che è sceso a parlare con noi, ci ha espresso solidarietà. Negli ultimi mesi -prosegue Monte- in Calabria si sono persi tantissimi posti di lavoro, non ultimi quelli di Gioia Tauro, eppure nessun commento è arrivato dai rappresentanti dei partiti. Questa -conclude con amarezza- è la nostra classe politica».

Precari protestano sul terrazzo del palazzo del Consiglio regionale della Calabria

Reggio Calabria, 11 lug. (Adnkronos) - E' in corso da questa mattina una protesta dei lavoratori precari indetta dall'Unione sindacale di base a Reggio Calabria. Sette lavoratori sono saliti sul terrazzo della sede del consiglio regionale, nel giorno in cui a Palazzo Campanella e' stata convocata l'assise per discutere la manovra finanziaria. I precari lamentano il mancato rispetto della convocazione di un tavolo nazionale a Roma tra il ministero delle Finanze, quello del Lavoro, l'Anci, la Regione Calabria e i sindacati. "Dopo quasi un anno - lamenta l'Usb - non abbiamo visto niente". La protesta "andra' avanti finche' non avremo una risposta" promettono i precari. "Siamo stanchi di aspettare. Mentre la Regione - concludono - spende soldi banalmente, oltre 5.000 lavoratori aspettano da anni il rispetto degli accordi e degli impegni assunti". La protesta si sta svolgendo pacificamente, sotto il controllo delle forze dell'ordine.


11 luglio 2011 - Ansa

LAVORO:CALABRIA;LAVORATORI SU TETTO SEDE CONSIGLIO REGIONALE
PROTESTA LSU-LPU CHE CHIEDONO TAVOLO PER STABILIZZAZIONE

Reggio Calabria, 11 lug. (Ansa) - Sette lavoratori precari Lsu-Lpu, tra cui una donna e un dirigente del sindacato Usb, sono saliti a Reggio Calabria sul tetto della sede del Consiglio regionale della Calabria. I lavoratori chiedono l'apertura di un "tavolo tecnico" tra la Regione Calabria e il Governo nazionale per giungere alla stabilizzazione dei 5.400 lavoratori precari calabresi e, in mancanza di impegni concreti si dicono indisponibili a interrompere la loro protesta. "Dopo l'occupazione della sala del Consiglio regionale del dicembre scorso - afferma Aurelio Monte, una delle persone salite sul tetto dell'edificio - niente è stato fatto. A tutt'oggi il tavolo tecnico che ci era stato promesso non è stato mai avviato. Siamo stanchi di essere presi in giro".


11 luglio 2011 - Agi

LAVORO: SIT-IN PRECARI A REGGIO, "BASTA FALSE PROMESSE"

(AGI) - Reggio Calabria, 11 lug.- E' in atto una protesta dei lavoratori Socialmente utili e di Pubblica utilita' che per questa mattina, organizzato dall'Unione Sindacale di Base della Calabria, hanno indetto un sit - in davanti alla sede del Consiglio regionale in coincidenza con la seduta dell'assemblea legislativa calabrese. Otto manifestanti, attraverso un'impalcatura, sono saliti su un terrazzo di palazzo Campanella. Sul posto, intanto, continuano ad arrivare le delegazioni di LSU - LPU partite da vari centri della regione.
In un volantino, nel quale vengono indicate le ragioni della loro protesta, i lavoratori sottolineano che, questa volta, "non si lasceranno convincere da false promesse e continueranno le proteste a oltranza fini al raggiungimento risultativo concreti". Sono diverse migliaia i lavoratori di questo bacino che attendono la stabilizzazione.


11 luglio 2011 - Il Giornale di Calabria

Protesta dei precari: "Baste false promesse"
Manifestazione davanti la sede del Consiglio regionale
Un gruppo di lavoratori si è barricato su un balcone di palazzo Campanella

REGGIO CALABRIA - Si è svolto senza alcun risultato l’incontro tra il Presidente della Giunta regionale Scopelliti e i lavoratori che da lunedì mattina stanno asserragliati su un balcone all’ultimo piano di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria. A darne notizia è un comunicato dell’Unione Sindacale di Base. "La protesta - si legge - è nata a seguito di una manifestazione dei precari Lsu-Lpu, indetta da USB Calabria per oggi, in occasione della prevista seduta del Consiglio Regionale. Il Governatore Scopelliti, salito fino all’ultimo piano per parlare con i lavoratori in protesta, ha arrogantemente affermato - secondo i lavoratori - di non poter fare nulla per risolvere il problema che investe oltre 5 mila precari, che da più di 15 anni attendono di essere stabilizzati, rimanendo assolutamente insensibile di fronte alle giuste rimostranze dei lavoratori. Tutto ciò - scrive l’Usb - ci sembra assurdo e sembrerebbe confermare che il Governatore sino ad oggi abbia solo preso in giro tutti, visto che nei mesi scorsi più volte ha assunto impegni precisi nei confronti dei lavoratori e di USB, per una soluzione positiva della vertenza che va avanti da molti anni. Gli impegni assunti da Scopelliti e dai suoi assessori regionali, - scrive il sindacato - prevedeva l’istituzione di un tavolo regionale composto dal Ministero dell’Economia, da quello del Lavoro, dalla Regione Calabria, dai rappresentanti dei Comuni e da USB, per studiare assieme come affrontare il problema che in altre regioni, Campania e Sicilia, è stato recentemente affrontato allo stesso modo e risolto. Questo tavolo non è stato mai attivato e, dalla risposta data ai lavoratori, è facile pensare che la regione Calabria non lo abbia neanche mai richiesto! La tensione dei momenti seguiti alla risposta sconcertante del Presidente della Giunta, ha creato ulteriore tensione, al punto che un dirigente del nostro sindacato è stato colto da malore e accompagnato in ospedale dall’ambulanza. Quello che emerge - secondo i dimostranti - , in modo indiscutibile, è che la Giunta della nostra regione, a differenza di altre, non ha alcun filo diretto con la politica nazionale e non è in grado, quindi, di essere ascoltata in occasione di emergenze come quella che sta vivendo l’economia calabrese. Nel frattempo, oltre cento lavoratori continuano a sostare sotto il palazzo della Regione, mentre tutto il mondo del lavoro calabrese, sia pubblico che privato sta portando la solidarietà ai lavoratori che stanno protestando sul balcone. Assenti eccellenti in questa vicenda, sono stati sinora, i politici calabresi, che salvo una sola eccezione, pur essendo all’interno del Palazzo per la seduta del Consiglio, hanno scientemente ignorato la protesta. I lavoratori intanto, si stanno preparando ad affrontare la prima notte all’aperto".

Trovata una soluzione per gli stagisti
La Giunta regionale è riuscita a reperire le risorse
per l’utilizzo dal prossimo mese di settembre fino al 31 agosto del 2012

REGGIO CALABRIA - È stata trovata una soluzione al problema degli stagisti della Regione Calabria. La Giunta regionale, come è stato ricordato nel corso di una conferenza stampa, è riuscita a reperire le risorse per l’utilizzo degli stagisti dal prossimo mese di settembre fino al 31 agosto del 2012. Dei tre milioni e seicentosettanta mila euro, due milioni e cento ventimila euro saranno recuperati nell’assestamento di bilancio di cui il Consiglio regionale si occuperà nella seduta appena iniziata, il resto graverà sul bilancio dell’ente del prossimo anno. Alla conferenza stampa, convocata dal governatore Giuseppe Scopelliti, hanno preso parte anche il presidente del Consiglio Francesco Talarico, l’assessore al Bilancio Giacomo Mancini e componenti l’Ufficio di presidenza di palazzo Campanella. "È facile dire che questi ragazzi sono molto bravi ed utili se è poi la Regione a pagare quasi 4 milioni di euro ogni anno per arricchire le amministrazioni locali", ha detto il Governatore a margine della conferenza stampa. "Io credo - ha aggiunto - che da un parte i ragazzi hanno acquisito conoscenze importanti e che i comuni siano nelle condizioni di potersi avvalere del loro contributo, di metterli nelle condizioni di aver uno stipendio dignitoso con una serie di elementi che vanno ad arricchire l’aspetto anche dell’impegno dei ragazzi. Tutto questo è funzionale all’idea di avere ragazzi che hanno avuto 110 e lode, che lavorano nelle pubbliche amministrazioni e che sono una valore aggiunto. La proroga è solo di un anno, anche perchè altrimenti si stanziano risorse della Regione ai comuni che hanno il compito di avvalersi del contributo di 10 mila euro l’anno. Se facciamo una cosa simile con i ragazzi che si sono laureati, a quelli che invece non hanno avuto la possibilità di studiare o non hanno una laurea cosa raccontiamo? Dico queste cose nel loro interesse: questi ragazzi devono essere valorizzati sia nelle pubbliche amministrazioni che nel privato. È proprio nel privato che si deve investire. I ragazzi sono una ricchezza per questa regione, non un peso. Dobbiamo - ha concluso Scopelliti - essere da sprone ed evitare che i ragazzi diventino vittime delle logiche dell’assistenza, che mette in ginocchio le coscienze e le intelligenze del nostro territorio". Il presidente del Consiglio regionale, da parte sua, ha evidenziato: "Abbiamo fatto un miracolo per riuscire a reperire queste risorse, che daranno un’altra opportunità ai giovani stagisti. Si tratta di una proroga di un anno ed il rapporto sarà esclusivamente con gli enti locali presso cui i giovani lavorano. Il Consiglio regionale, la Giunta che hanno avuto in carico gli stagisti hanno concluso il loro rapporto. Quindi d’ora in poi saranno le amministrazioni locali che hanno a suo tempo inoltrato domanda a vedersela con gli stagisti che hanno superato il periodi di formazione. Una nuova opportunità dunque per i giovani calabresi che hanno un curriculum contraddistinto dal 110 e lode, in un momento non semplice per le risorse a disposizione che diminuiscono sempre di più. L’auspicio è che in questo anno le amministrazioni locali pongano in essere con gli stagisti della azioni per formarli, per poterli accogliere da qui ad un anno nel mercato del lavoro in maniera stabile perchè dobbiamo ridurre al minimo il precariato. Non è più possibile immaginare giovani che vivono nel precariato, che non hanno neanche la possibilità di fare una famiglia ed organizzare il futuro con serenità. Abbiamo voluto dare quest’opportunità per formarli, perchè lavorare nelle pubbliche amministrazioni, nelle asp e nelle università che finora si sono detti molto soddisfatti del loro operato. Un bagaglio culturale che sarà utile per il loro futuro". Sulla protesta dei lavoratori Lsu-Lpu, organizzata dall’Unione sindacale di base, il presidente della Giunta regionale si è così espresso: " È un sindacato che continua a rivendicare uno spazio per i precari con proteste eccessive. Siamo in una situazione in cui non è facile per gli enti locali trovare la stabilizzazione sia per i patti di stabilità sia per i bilanci dei comuni. Come potrebbe fare per esempio il comune di Reggio a stabilizzare 600 precari? Credo che in questo contesto debba essere il Governo centrale a mettere in campo gli strumenti necessari per la stabilizzazione, assumendo iniziative come per esempio agevolazioni nell’accensione di mutui. Ad ogni modo, torneremo alla carica per ottenere un incontro con il governo".



11 luglio 2011 - Newz.it

Lavoratori precari sul tetto di Palazzo Campanella

Reggio Calabria - Sette persone, compresi un dirigente del sindacato Usb (Unione sindacale di base) ed una donna, a Reggio Calabria, arrampicandosi da un’impalcatura, hanno raggiunto il tetto di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale. Si tratta di lavoratori precari Lsu-Lpu, che hanno organizzato la plateale protesta di stamane per indurre la Regione Calabria ed il Governo a convocare un tavolo tecnico che abbia come fine ultimo la stabilizzazione delle posizioni lavorative di 5.400 lavoratori precari calabresi. Se così non fosse, sono pronti a proseguire ad oltranza la contestazione cui hanno dato avvio. Tra gli altri è presente sul tetto di Palazzo Campanella Aurelio Monte, il quale ha spiegato che: "Dopo l’occupazione della sala del Consiglio regionale del dicembre scorso niente è stato fatto. A tutt’oggi il tavolo tecnico che ci era stato promesso non è stato mai avviato. Siamo stanchi di essere presi in giro. Mentre la Regione spende soldi banalmente, oltre 5.000 lavoratori aspettano da anni il rispetto degli accordi e degli impegni assunti". La manifestazione è stata orgnizzata in concomitanza con la seduta del Consiglio regionale.


11 luglio 2011 - Ntà Calabria

Reggio Calabria, precari sul tetto di Palazzo Campanella

Reggio Calabria - I precari Lsu-Lpu, non ci stanno a essere presi in giro e così stamane 7 di loro, tra cui una donna e un dirigente del sindacato Usb, sono saliti sul tetto della sede del Consiglio regionale della Calabria a Reggio Calabria. I lavoratori chiedono l’apertura di un tavolo tecnico tra la Regione Calabria e il Governo nazionale per giungere alla stabilizzazione dei 5.400 lavoratori precari calabresi e, in mancanza di impegni concreti si dicono indisponibili a interrompere la loro protesta.


11 luglio 2011 - Il Quotidiano Calabria.it

Reggio, Sette lavoratori Lsu-Lpu sul tetto del Consiglio regionale
I lavoratori chiedono l’apertura di un «tavolo tecnico» tra la Regione Calabria e il Governo nazionale per giungere alla stabilizzazione dei 5.400 lavoratori

Reggio Calabria - Sette lavoratori precari Lsu-Lpu, tra cui una donna e un dirigente del sindacato Usb, sono saliti a Reggio Calabria sul tetto della sede del Consiglio regionale della Calabria. I lavoratori chiedono l’apertura di un «tavolo tecnico» tra la Regione Calabria e il Governo nazionale per giungere alla stabilizzazione dei 5.400 lavoratori precari calabresi e, in mancanza di impegni concreti si dicono indisponibili a interrompere la loro protesta.
«Dopo l’occupazione della sala del Consiglio regionale del dicembre scorso – afferma Aurelio Monte, una delle persone salite sul tetto dell’edificio – niente è stato fatto. A tutt'oggi il tavolo tecnico che ci era stato promesso non è stato mai avviato. Siamo stanchi di essere presi in giro».
A Reggio è in atto una protesta e sul posto, intanto, continuano ad arrivare le delegazioni di LSU – LPU partite da vari centri della regione. In un volantino, nel quale vengono indicate le ragioni della loro protesta, i lavoratori sottolineano che, questa volta, «non si lasceranno convincere da false promesse e continueranno le proteste a oltranza fini al raggiungimento risultativo concreti». Sono diverse migliaia i lavoratori di questo bacino che attendono la stabilizzazione.



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