CARTOLARIZZAZIONE: le fasce di risultato

Roma -

L'amministrazione ha provveduto ad inoltrate, alle organizzazioni sindacali, l'informativa relativa alle fasce di risultato degli uffici del MEF in applicazione dell'accordo del 20 aprile 2007 per la parte relativa alla quota del 30% concernente l'attuazione dell'art. 3 del comma 165 della legge 350/2003 (cartolarizzazione).

L'informativa (facilmente visionabile sul sito delle RdB/CUB MEF www.rdbtesoro.it) è la controprova del DANNO CAUSATO AI LAVORATORI DA CGIL, CISL, UIL, UNSA, INTESA e DIRSTAT.

 

Infatti, la loro scellerata voglia di "meritocrazia" e la necessità di "avallare" e dare sostegno ai principi di valutazione individuale del personale, in simbiosi con l'ala più oltranzista dell'amministrazione capitana dal Ministro Tommaso Padoa Schioppa, ha fatto "carne da macello" dei diritti e delle salvaguardie di moltissimi lavoratori.

Oltre al danno derivante dalla mancata contestualità nel pagamento delle due quote (70% e 30%), molti lavoratori percepiranno importi differenziati SENZA ALCUNA GIUSTIFICAZIONE E SOLO GRAZIE AGLI INDEGNI CRITERI INDIVIDUATI E CONCORDATI CON L'AMMINISTRAZIONE DA CGIL, CISL, UIL, UNSA, INTESA e DIRSTAT.

 

La decurtazione della propria quota individuale, in relazione alla valutazione dei risultati degli uffici di appartenenza, ora per allora, scarica SULLA PELLE DEI LAVORATORI le responsabilità e i compiti istituzionali del dirigente.

Insomma, centinaia di lavoratori percepiranno quote diverse, persino tra uffici della stessa unità organizzativa, senza alcuna ragione!

Ma, per i lavoratori in servizio presso le DPSV, oltre al danno, c'è anche la beffa!

Una beffa, oltretutto, particolarmente pericolosa.

Infatti, dalla lettura dei dati, sia per l'anno 2005 che per l'anno 2006 (al di fuori di due RPS e di un Ufficio Centrale di Bilancio per l'anno 2006) sono solo gli uffici delle Direzioni Provinciali dei Servizi Vari a non raggiungere gli obiettivi.

Questo dato, tradotto asetticamente grazie sempre ai criteri individuati nell'accordo del 20 aprile 2007 da CGIL, CISL, UIL, UNSA, INTESA e DIRSTAT, lascia adito a molteplici letture: le DPSV sono dirette da una branco di incompetenti; una cospicua parte dei lavoratori in servizio presso questi uffici sono dei fannulloni; ecco, quali sono gli uffici da sopprimere!

 

MA NOI SAPPIAMO CHE NON E' COSI'!

OCCORRE L'UNITA' DEI LAVORATORI PER DIFENDERE IL SALARIO, I DIRITTI E LA DIGNITA'.

OCCORRE LA PARTECIPAZIONE E LA LOTTA DEI LAVORATORI.

 

Lo abbiamo già detto più volte. La RdB/CUB MEF non ha sottoscritto l'accordo ma, nonostante questo, abbiamo mobilitato i lavoratori al fine di sventare un probabile scippo e, pur non condividendo i criteri con cui verranno assegnate le somme, per farle erogare ai lavoratori al più presto.

La RdB/CUB MEF continuerà la sua battaglia in difesa dei diritti dei lavoratori ed è impegnata affinché queste risorse siano stabilizzate in busta paga in via fissa e continuativa ed erogate ai lavoratori con criteri equi e solidali.

 

 

 

L'ultimo nostro pensierino è rivolto a "SANTA" CISL.

Avevamo deciso di non rispondere più alle provocazioni ma, non passa giorno, senza leggere di attacchi anfetaminici.

E così, come un pugile suonato quando sente il campanello della bicicletta che gli ricorda il ring e gli induce il riflesso di mettersi in guardia, "SANTA" CISL tenta di sferrare, goffamente, colpi ridicoli.

Evidentemente, "SANTA" CISL si sente alle corde e, le elezioni RSU di novembre 2007, gli fanno tremare le gambe.

Ma lo scritto, la forma comunicativa utilizzata, denota, anche, una forma perversa di autoeccitamento.

Ci immaginiamo, infatti, come questi eccitati estensori di missive, dagli ormoni impazziti, per recuperare la loro perduta libidine, avvolgano, con il palmo della mano la biro, gettando inchiostro sulla carta patinata fino al culmine del piacere.

Ma questi stakanovisti del VIZIO SOLITARIO si devono, una volta per tutte, arrendere all'evidenza.

 

La RdB/CUB MEF è una reale forza antagonista e conflittuale, che si batte per l'avanzamento economico e culturale del lavoro salariato, per la tutela e per la difesa dei diritti di tutti lavoratori.

 

CAMBIARE SI PUO'!

CAMBIARE E' POSSIBILE.

 

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