CENTRALE ENEL ROSSANO

Lamezia Terme -

RICONVERSIONE...... a quale COSTO..................

Si è svolta il sette marzo scorso presso la sede della Regione Calabria in Catanzaro una riunione avente come ordine del giorno le problematiche della Centrale ENEL di Rossano relative al progetto di trasformazione dell’alimentazione da olio combustibile a carbone.

Erano presenti i Sindaci dei territori interessati, il Presidente della Provincia, il Governatore della Regione Calabria con la sua delegazione, il Rappresentante dell’ENEL, CONFINDUSTRIA, USB e CGIL,CISL e UIL.

L’incontro era volto a verificare, da quello che è emerso, le posizioni dei vari interlocutori considerato che l’ENEL nonostante la contrarietà delle Istituzioni manifesta l’intenzione di rimanere con le sue idee non rinunciando al progetto di trasformazione dell’alimentazione della centrale da olio combustibile a carbone.

Gli interventi sono iniziati con quello del rappresentante della UIL che ripercorreva gli avvenimenti trascorsi e sostanzialmente proponeva il mantenimento dell’occupazione ribadendo, pertanto, l’interesse della sua organizzazione sindacale alla trasformazione dell’alimentazione della centrale.

L’intervento successivo è stato quello del rappresentante della CISL il quale è andato oltre il ruolo di complice dei padroni che abitualmente contraddistingue la stessa O.S. con UIL e UGL per le scelte operate con accordi cardine nazionali e non solo, negli ultimi anni. Infatti, ha anteposto, sostituendosi allo stesso rappresentante dell’ENEL, la trasformazione della centrale a tutto quello che può essere l’interesse per la salute dei lavoratori della centrale stessa e dei cittadini, per il territorio e per l’ambiente e puntualizzava che i contenuti da lui espressi erano condivisi anche dalla CGIL, la UIL si era già espressa.

A tal punto succede qualcosa di strano, anche se convocati con comunicazione ufficiale e formale, siamo stati invitati dal Governatore ad uscire dalla sala riunioni mentre ribadivamo che non dobbiamo essere costretti ad occupare ogni volta le sedi istituzionali per avere normali relazioni sindacali. Abbiamo rivendicato la titolarità a partecipare considerato che rappresentiamo alcune migliaia di iscritti nel settore del Pubblico Impiego e nel settore Privato e, pertanto, una nostra convocazione, ancorché disgiunta da CGIL, CISL e UIL non può avvenire dopo una settimana ma contestualmente, intanto veniva fatta intervenire la Polizia che ci obbligava ad uscire dalla sala. Siamo rimasti a ridosso della sala riunioni per essere ricevuti subito e non la settimana successiva.

Così avvenne, dopo circa tre quarti d’ora il Presidente Scopelliti ci riceve condividendo, evidentemente, che tutte le OO.SS debbano avere pari dignità e dimostrando inoltre anche una correttezza formale considerato che in questa riunione oltre a noi c’era il rappresentante dell’ ENEL, di CONFINDUSTRIA e la delegazione completa della Regione Calabria, mentre avevano lasciato la riunione il Sindaco di Rossano, il Presidente della Provincia e le altre OO.SS..

Viene così ricevuta la nostra delegazione composta da Antonio Fragiacomo e Bruno Graziano dell’Esecutivo Regionale USB e da Cataldo Di Napoli del Coordinamento Nazionale USB.

 

 

 

Il Presidente Scopelliti inizia questo incontro relazionandoci sulla riunione precedente ed invitandoci ad esporre le nostre considerazioni.

Innanzitutto abbiamo evidenziato alcuni aspetti riferiti alla composizione territoriale, turistica ed agricola, alle condizioni di lavoro dei dipendenti della centrale, alle condizioni di vita dei cittadini, agli interessi economici dell’ENEL, riservandoci di fornire al Presidente della Regione ed al Presidente della Provincia e alla stessa ENEL un documento organico e approfondito che rappresenterà complessivamente l’idea dell’Unione Sindacale di Base in merito alla composizione ed all’utilizzazione di questi impianti di produzione di energia elettrica considerando non solo la centrale di Rossano ma anche quella di Saline Joniche.

- La prima considerazione che abbiamo fatto è relativa alla salvaguardia dell’occupazione che non può essere agitata come arma di pressione da parte dell’azienda ma rivolta unicamente al mantenimento del rapporto di lavoro quale impegno dell’azienda verso i lavoratori e delle Istituzioni Regionali ,Provinciali e Comunali, coinvolgendo i ministeri competenti quali Sviluppo Economico e Lavoro, indipendentemente da quelli che saranno i risvolti definitivi.

- La salvaguardia della salute dei cittadini e degli stessi lavoratori della centrale e dell’indotto assume la stessa valenza che abbiamo considerato per la tutela del diritto al lavoro in relazione al fatto che il carbone è meno pulito di altre materie prime e rappresenta nel progetto ENEL il 95% dell’energia utilizzabile, inoltre, ha una riserva generale medio - breve che in prospettiva può essere rappresentata, in considerazione del fabbisogno energetico delle potenze economiche emergenti quali Cina, India e Brasile, da una durata di un centinaio di anni.

- Abbiamo ricordato all’ENEL che le sue scelte industriali sono volte innanzitutto al profitto da dividere tra gli azionisti e questo implica l’utilizzazione di materie prime più convenienti per ridurre i costi ed aumentare i profitti ecco perché è previsto nel progetto l’impiego del carbone per il 95% del materiale da bruciare e non punta alle energie rinnovabili.

- Altrettanto importante riteniamo sia la salvaguardia degli interessi di diverse migliaia di lavoratori agricoli stabili e stagionali, di lavoratori impiegati nella pesca e nel turismo.

L’ENEL e CONFINDUSTRIA ci hanno fornito delle risposte che non riteniamo esaustive ma ci ritorneremo sopra con un documento organico e approfondito che sarà approvato dagli organismi dell’USB e presentato, come abbiamo suddetto, alle Istituzioni ed all’ENEL.

In ultimo, ma non per importanza, una domanda agli schieramenti politici che si sono succeduti in questi anni e ai dirigenti e consulenti delle ASL e delle direzioni sanitarie la vogliamo fare: “si è provveduto in questi quaranta anni di vita dell’attuale centrale a monitorare la salute dei lavoratori e dei cittadini, il territorio, le colture e tutto ciò che è stato interessato dal funzionamento della centrale stessa ?

Auspichiamo di avere corrette relazioni sindacali anche con le altre Istituzioni Provincia e Comune su quanto esposto e su tutto ciò che riguarda i lavoratori e i cittadini.

 

Coordinamento Nazionale USB

Cataldo Di Napoli

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