CONSULTAZIONE SUL CCNI 2010: I RISULTATI

Nazionale -

Il contratto integrativo 2010 è ancora fermo ai ministeri vigilanti per il vaglio. Sono stati richiesti alcuni chiarimenti sui quali l'amministrazione sta disponendo le risposte

 

Comunicato n. 25/11

Chiariamo subito che la consultazione non si è svolta in tutte le sedi: evidentemente ci s’incomincia a far condizionare sul serio da un clima ostile alla partecipazione democratica alla vita lavorativa e questo è un male, oppure si è sottovalutata, a torto, la grande importanza che continuano ad avere strumenti come referendum e consultazione dei lavoratori su passaggi importanti dell’attività sindacale come sono quelli della definizione dei contratti collettivi e integrativi.

 

Detto questo, in nome della trasparenza che ci contraddistingue e che ci rende diversi da altri, passiamo ad una lettura sintetica dei risultati della consultazione.

 

Il punto dell’accordo integrativo che ha avuto la più alta bocciatura è stato quello relativo alle norme di revisione delle relazioni sindacali secondo le disposizioni della Riforma Brunetta: il 97% dei lavoratori che hanno partecipato alla consultazione si è espresso contro i contenuti della premessa e degli artt. 3 e 4 del CCNI 2010 che trattano tale argomento. Non era un risultato scontato, evidentemente i lavoratori hanno ben presente il pericolo che sta dietro alla sottrazione al sindacato di strumenti di confronto e difesa degli interessi dei lavoratori rispetto all’organizzazione degli uffici e alla gestione del personale.

 

I lavoratori hanno anche indicato con chiarezza la contrarietà all’aumento del numero di posizioni organizzative (art. 6), in particolare perché sono finanziate con le risorse del Fondo di Ente, oltre a sottolineare la necessità di avviare prima possibile il confronto per modificare i criteri di attribuzione delle stesse posizioni organizzative, oggi assegnate con criteri del tutto discrezionali (art. 7).

 

Netta contrarietà è stata espressa alla rimodulazione dei coefficienti individuali di merito (art. 14), con l’introduzione dell’1,2 (quello riservato ai super bravi).

 

L’elevata età anagrafica del personale INPS ha evidentemente influito anche sul quesito inerente l’articolo del contratto integrativo che regola i criteri per l’assegnazione del team della formazione (art. 8), con l’esclusione dei lavoratori che abbiano superato i 50 anni di età.

 

Da parte degli ex insegnanti e dei lavoratori delle Aree A e B è arrivata la bocciatura degli interventi economici previsti dal CCNI, perché ritenuti insufficienti a risolvere il problema del riconoscimento rispettivamente della RIA pregressa e del mansionismo svolto (art. 10).

 

Ultimo punto affrontato nel questionario per la consultazione sul CCNI è quello relativo all’applicazione dell’accordo di programma 2010-2012, con il quale si è previsto l’avvio di procedure di selezioni interne a cominciare da quella che ha interessato gli idonei alle precedenti selezioni e che hanno partecipato al bando per il passaggio al livello economico superiore con decorrenza 1° gennaio 2010. Questo è l’unico punto del contratto integrativo che ha trovato una rispondenza positiva da parte dei lavoratori che hanno partecipato alla consultazione, seppure con una percentuale dell’83%, segno che gli esclusi dalle selezioni 2010 temono che in futuro non si faccia niente per loro.

 

Non abbiamo l’illusione di pensare che i risultati della consultazione spingano i firmatari del contratto non tanto a rivederne i contenuti, quanto a cogliere le indicazioni che emergono e che esprimono un bisogno di maggiore trasparenza ed oggettività nell’assegnazione delle posizioni di governo dell’attività, il cui finanziamento dovrebbe essere posto a carico dell’amministrazione. Come può un’organizzazione sindacale, che si definisca tale, accettare che l’organizzazione del lavoro dell’Ente sia finanziata con i soldi di tutti i lavoratori e che dovrebbero servire a remunerare la produttività? Emerge con chiarezza la richiesta di maggiore attenzione al fenomeno del mansionismo, sul quale sarebbe necessario attuare scelte coraggiose e controcorrente, così come su altri problemi come quello che affligge gli ex insegnanti.

 

C’è, in buona sostanza, una richiesta di equità, che può trovare cittadinanza nelle relazioni sindacali solo se queste non vengono umiliate e stuprate da discutibili provvedimenti di legge, sui quali sembra quasi sia partita la corsa a chi li applica per primo e con più rigore.

 

Gli esiti della consultazione ci confortano rispetto alla scelta di non aver sottoscritto quel contratto integrativo, attuando al tempo stesso una piattaforma sindacale che guarda agli interessi concreti di tutti i lavoratori dell’INPS ed alla funzione dell’Ente in primo luogo.

 

Fuori della consultazione, restano da sciogliere i nodi legati al riconoscimento della quota 107 d’incentivo al personale inquadrato fino alla posizione C2 e la maggiorazione dell’incentivo per i colleghi che rappresentano l’INPS nelle cause di prima istanza sull’invalidità civile, istituti che dovevano essere reiterati nell’accordo integrativo 2010 e sui quali sarà necessario prima o poi fare chiarezza. 

 

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