Corso istruttori nautici.

Nazionale -

Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

Vice Capo Dipartimento Vicario

ing. Alfio PINI


Direttore Centrale per la Formazione

ing. Gregorio AGRESTA


Ufficio Garanzia dei Diritti Sindacali

Viceprefetto Aggiunto Giuseppe CERRONE


Cosa spinge un collega a voler fare l'istruttore nautico?

A questo quesito è estremamente difficile riuscire a dare una risposta, del resto i fatti accaduti in questi giorni ci confermano che è sempre meglio usare le capacità che si hanno e gli eventuali titoli realmente posseduti piuttosto che vedersi scavalcare da qualcuno magari meno capace, servo del clientelismo o da chi, a fronte della scarsa richiesta, pensando di fare una scelta opportunista per aggiudicarsi un posto al sole. Ci aspettavamo altro dal nostro Dipartimento considerando le campagne medianiche fatte dallo stesso per pubblicizzare talune specialità (Nbcr, Saf ecc) in cui si metteva in evidenza la competenza e specializzazione delle nostre squadre di soccorso. Ma la capacità e il merito, per questa nostra Amministrazione Centrale, sono utili solo alla propaganda una pratica rispolverata anche dalla politica negli ultimi anni. Quando si parla invece di sostanza ossia di passaggi di qualifica, di corsi interni all’Amministrazione, cioè quando si parla di tutte quelle questioni che possono elevare non solo lo status di servizio di un lavoratore ma anche e soprattutto le capacità e competenze, allora il merito e la competenza non servono più. Serve di più essere amico o parente anche se le carte non sono tutte in regola … basta l’amicizia! ed avere pertanto le carte più in regola di chiunque altro a volte anche senza requisiti essenziali. Questa modalità della “scorciatoia” molto in voga nella nostra odierna società non è di fatto applicabile al settore lavorativo di VVF, perché?

Perché prestiamo soccorso alla popolazione e non pettiniamo le bambole! Ci occupiamo di salvare vite umane! E per questo in generale dobbiamo fare i professionisti ed essere dei professionisti, che lo si diventa solo attraverso l’applicazione, lo studio e soprattutto dopo anni di esperienza nel corpo nazionale. Bisogna fare molta attenzione perché giochiamo con la vita dei cittadini e la “scorciatoia” non va certo d’accordo con “professionale”.

L’Amministrazione potrebbe avvalersi di risorse professionali che esistono al nostro interno e che hanno acquisito queste competenze esternamente. E’ noto che essendo una struttura pubblica si deve bandire un corso interno, e questo non può non essere bandito con tutti i requisiti propri del concorso pubblico. Si devono garantire le pari condizioni a tutti coloro che hanno intenzione di partecipare. E alla fine ci arriva, come dovrebbe essere, solo chi è predisposto ed ha i requisiti per affrontare questo tipologia di soccorso!

Il settore nautico attende da anni la creazione di una figura professionale come quella dell’istruttore che potrebbe finalmente effettuare dei programmi di istruzioni comuni sulle nuove tecnologie ed imbarcazioni vedi RAFF, GMDSS, etc. Questa figura potrebbe essere impiegata a realizzare, finalmente, progetti faraonici ancora nelle secche, come l’utilizzo dei simulatori navali. Sono passati circa 5 anni dall’acquisto di questi simulatorie ancora non sono in servizio. Tra le altre cose c’è da domandarsi come mai l’alto adriatico è completamente sprovvisto di un simulatore.

Fa anche pensare lo sviluppo di test manchevoli d'effetto ed imprecisi, e le linee guida di insegnamento.

Quale potrebbe essere lo stimolo che muove un lavoratore verso la scelta di diventare istruttore nautico?

Potrebbe forse essere il fatto che chi ha i requisiti spesso non è tenuto proprio in considerazione?

Forse potrebbe essere al contrario che chi non li ha riuscirà poi a diventare istruttore?

Forse perché siamo dei masochisti e quindi amiamo perdere salario nel periodo del corso e tutte le volte in cui si verrà chiamati a fare formazione!?!

Perché forse ci piace anticipare i nostri soldi per la missione, sottraendoli alla nostra famiglia, e perché ci verranno rimborsati dopo un anno circa, se va bene?

Sono tanti i motivi per non partecipare, ad esempio c’è talmente tanta considerazione verso noi lavoratori, che il corso è stato rinviato senza avvisare gli aspiranti istruttori? Il motivo del rinvio della data del corso riguarda errori di valutazione del punteggio iniziale per l’accesso alla prova selettiva, che già a priori castravano l’uno nei confronti dell’altro.

Sono scesi nella capitale da svariate località italiane ma il ritardo, se non omissione, nella comunicazione ha costretto i discenti ad arrangiarsi per la notte. Sono corsi inutilmente alla ricerca del corso e poi gioco forza del letto dove passare la notte.

A questo punto c’è da dire: chi paga il disturbo? O ancora una volta dobbiamo subire le inefficienze di questa nostra scadente Amministrazione. I discenti si dovranno sobbarcare tutto il peso anche economico delle inefficienze altrui?

Un grande ringraziamento a questo Dipartimento ed ai suoi Direttori Centrali che grazie al sistema del MERITO hanno contribuito a questo disastro.. grazie di cuore!!!

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