COSA C’E’ E COSA MANCA NEL CONTRATTO INTEGRATIVO 2019

Roma -

COSA C’E’ E COSA MANCA NEL CONTRATTO INTEGRATIVO 2019

Lo scorso 30 aprile si è concluso il confronto per la definizione del CCNI INPS 2019. Unica novità di rilievo la diminuzione da due ad un anno dell’anzianità di servizio necessaria per l’attribuzione del TEP (trattamento economico di professionalità), una misura che anche USB chiedeva da tempo. Per il resto il contratto integrativo 2019 è la copia di quello del 2018, eppure ci sono voluti sei mesi per sottoscriverlo se si parte dalla ratifica del precedente CCNI avvenuta il 22 ottobre 2019.

 

COSA MANCA NEL CCNI 2019?

  • COMPENSO ECONOMICO PER AREE A/B – USB aveva proposto di riconoscere a tutti i lavoratori collocati nelle Aree A e B un compenso mensile aggiuntivo all’attuale valore del TEP pari a 60 euro per gli A e 65 euro per i B, da mantenere fino al passaggio in Area C, quale parziale indennizzo per le mansioni superiori effettuate quotidianamente ed in via ordinaria. Un atto dovuto nei confronti di lavoratori e colleghi che aspettano da anni di vedere riconosciuto il lavoro effettivamente svolto. Perché le organizzazioni sindacali presenti al tavolo non si sono battute per ottenere tale compenso? Solo perché lo aveva proposto la USB oppure perché in fondo dei mansionisti non gliene frega niente?
  • PROGRESSIONI ECONOMICHE – L’impegno contenuto nel CCNI 2018 ad avviare nel 2019 le progressioni orizzontali verso la posizione apicale delle Aree A e B è stato disatteso. Non avendo potuto finora leggere il testo definitivo dell’ipotesi di contratto integrativo 2019 non si è a conoscenza se tale impegno sia stato riproposto per il 2020, tuttavia è palese la presa in giro nei confronti dei lavoratori delle Aree A e B, perché si continua ad assumere impegni nei loro confronti senza poi attuarli. Non ci si deve dimenticare che la USB propose di far partecipare i lavoratori A2 e B2 vincitori delle selezioni 2016 ai bandi 2018 e gli altri sindacati lo impedirono asserendo che quelle erano selezioni di recupero. Con quale credibilità si continuano a sottoscrivere impegni che poi vengono disattesi? Nel 2020 le progressioni economiche dovranno riguardare tutte e tre le Aree (A-B-C), con l’obbiettivo prioritario di portare tutti gli A e B ad A3 e B3.
  • POSIZIONI ORGANIZZATIVE A CARICO DELL’INPS – Si è persa un’altra occasione per addebitare, almeno parzialmente, il costo delle posizioni organizzative al bilancio dell’Istituto. USB sta chiedendo da anni che l’organizzazione del lavoro non sia finanziata con le risorse dei lavoratori, ma oltre alla contrarietà dell’amministrazione ha dovuto fronteggiare anche l’ostilità delle altre organizzazioni sindacali a tale proposta, che farebbe perdere ai sindacati la possibilità di contrattare qualche incarico in cambio della loro accondiscendenza alle scelte della controparte datoriale. Per USB si deve mettere mano anche alla funzione che le posizioni organizzative svolgono ed ai criteri di selezione considerati eccessivamente discrezionali.

Un contratto integrativo 2019, dunque, a cui mancano passaggi significativi e che mostra tutti i limiti di chi siede al tavolo della trattativa. Perché perdere sei mesi di tempo se si doveva fare un copia e incolla?

 

ACCORDO SU CAMBIO DI PROFILO

Sempre nella stessa giornata del 30 aprile è stata esaminata la proposta di accordo per l’attivazione dei cambi di profilo ed è stata raggiunta un’intesa di massima che dovrebbe essere ufficializzata a breve. Speriamo che su tale argomento non si perda ulteriore tempo e che al più presto siano pubblicate le indicazioni per prendere in considerazione le richieste dei lavoratori e le esigenze organizzative rappresentate dai dirigenti territoriali.

Sciopero della Sanità pubblica e privata

Assemblea Nazionale USB INPS

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