Dalle piazze ai tavoli di contrattazione, non daremo tregua a governo e ai sindacati complici

Roma -

Venerdì 9 ottobre l’assemblea nazionale USB delle Funzioni Centrali, cui ha partecipato il coordinamento nazionale di USB PI, ha analizzato i risultati della consultazione svolta tra le lavoratrici e i lavoratori del comparto sul CCNL 2025-2027, nel più ampio contesto di fase e della battaglia generale che USB PI sta svolgendo sulla questione salariale.

Gli esiti della consultazione hanno confermato la valutazione complessivamente negativa fatta da USB PI al termine della contrattazione. Lavoratrici e lavoratori hanno ritenuto inadeguati gli aumenti in relazione all’inflazione e hanno giudicato in modo estremamente negativo la mancanza di aperture rispetto all’introduzione di maggiore democrazia nell’impianto contrattuale, che oggi esclude chi dissente non firmando e nega alle RSU la titolarità della contrattazione integrativa assegnatale dalla legge.

Dalle risposte ai quesiti emerge anche grande preoccupazione per l’introduzione dell’IA e per gli effetti che questa potrebbe avere sulle condizioni di lavoro, oltre alla richiesta della presenza ai tavoli di contrattazione integrativa di sindacati che abbiano una visione critica sui contenuti del CCNL.

La discussione ha visto la partecipazione di tutti i settori delle FFCC e ha messo al centro la questione salariale del pubblico impiego inserita nelle scelte di controllo della spesa pubblica finalizzate a finanziare il riarmo e a inviare armi a paesi terzi. Da qui la piena consapevolezza dei delegati e delle delegate USB delle FFCC di dover partire dal piano più generale per attaccare alle origini quella moderazione salariale di cui l’attuale impianto contrattuale è diretta conseguenza.

Si è sentita forte l’esigenza di un cambio di marcia emerso dalla presa d’atto di un mutamento di fase caratterizzato sindacalmente dal ricompattamento di CGIL CISL e UIL in un nuovo patto con il padronato per la moderazione salariale. Quasi una provocazione all’interno di una drammatizzazione dei conflitti in corso e degli effetti che questi hanno sull’economia del nostro Paese e sui salari di lavoratrici e lavoratori.

Preso atto che USB è l’unica realtà sindacale conflittuale in grado di svolgere una funzione di argine all’attacco in corso sui salari e sui diritti, di cui i contratti nazionali di primo e secondo livello sono diventati strumento, l’assemblea ha condiviso la necessità di presidiare tutti gli spazi, contrattuali e non, per non lasciare neanche un centimetro al sindacato complice. In funzione di ciò, USB PI ha deciso di firmare il CCNL al solo scopo di tornare sui tavoli di secondo livello e portare anche sul quel terreno la battaglia per un salario dignitoso, maggiore democrazia e per riconquistare protagonismo sull’organizzazione del lavoro, in particolare rispetto all’introduzione della IA.

Allo stesso modo USB PI aderirà con convinzione allo sciopero generale del 30 ottobre, proclamato dalla Confederazione USB, contro la guerra e il carovita che sta producendo, per aumenti salariali veri.

I dipendenti pubblici parteciperanno in massa alle manifestazioni che caratterizzeranno quella giornata in quanto ne sono gli interpreti più fedeli visto che le risorse pubbliche vengono sottratte a welfare e salari per essere dirottate sul processo di riarmo.

L’autunno è appena iniziato.

In un momento storico segnato da venti di guerra, genocidi alla luce del sole, inflazione fuori controllo, carovita e perdita di potere d’acquisto e progressivo smantellamento dei servizi pubblici, serve un sindacato che sa stare dove ci sono le persone, le lavoratrici, i lavoratori con i loro bisogni reali. Un sindacato di classe.
Quel sindacato siamo noi! Rinnoviamo la nostra piattaforma politica e rilanciamo la campagna iscrizioni, per una nuova stagione di lotte e mobilitazioni alla conquista di diritti, dignità, giustizia.

      

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