DOPO LE BORDATE DI TREMONTI E BRUNETTA IL PUBBLICO IMPIEGO VITTIMA DEL FUOCO "AMICO"

Nazionale -

In allegato il volantino

Gli effetti nefasti dell’accordo del 4 febbraio sono ora sotto gli occhi di tutti
Con il varo del decreto correttivo sulla riforma Brunetta, discusso in consiglio dei ministri venerdì scorso, i contenuti di quell’accordo siglato da CISL e UIL sono diventati legge.


Nonostante l’enfasi con la quale i sindacati firmatari dell’accordo, supportati da molti organi di stampa, hanno salutato il decreto, prodigandosi nel dichiarare che grazie a loro saltava l’applicazione delle fasce previste dalla riforma Brunetta, le cose non stanno proprio così, anzi…


Le fasce, sostengono le Amministrazioni forti dell’interpretazione del nuovo decreto, possono essere applicate lo stesso, quelli che vengono neutralizzati sono solo gli effetti economici derivanti, in attesa che vengano rinnovati i contratti, o che si determino le condizioni per implementare i fondi con risorse aggiuntive.


Ma le fasce possono, anzi devono, sostengono in molte Amministrazioni, produrre i loro effetti per quanto riguarda la valutazione necessaria per le prossime procedure concorsuali. o per licenziare i dipendenti colpevoli di essere collocati per almeno un biennio nella fascia più bassa. Quindi le fasce si fanno, se poi arrivano i soldi, produrranno anche effetti economici, altrimenti serviranno per dividere , punire, creare corsie preferenziali per i prossimi passaggi, licenziare…
Bella vittoria davvero!!!


Inutile chiarire per l’ennesima volta che gli effetti economici erano già di fatto neutralizzati dalla norma che prevede il tetto del salario individuale al 2010, impedendo quindi la possibilità di “premiare i più meritevoli”, scardinando di fatto gli effetti che si volevano raggiungere.


Inutile chiarire per l’ennesima volta la nostra posizione: le fasce, così come altri pezzi del decreto, devono essere recepiti dal contratto collettivo nazionale di lavoro prima di essere applicati, così come affermano numerose sentenze che sono state emanate sulla materia.


Utile, anzi necessario, ricordare però che il conto va chiesto non solo a Brunetta, ma anche a Cisl e Uil che, colpevolmente complici di questo scempio, invece di contrastare con energia gli effetti delle riforma hanno dato una mano al Governo ed al ministro Brunetta, firmando un accordo che non neutralizzava le fasce, anzi le legittimava, entrando nel merito delle modalità di applicazione.


L’accordo del 4 febbraio si rivela quindi con maggiore forza dopo il suo ingresso nel decreto, un accordo che va contro gli interessi dei lavoratori, un accordo che aveva il solo scopo di mistificare la realtà facendo credere di aver neutralizzato gli effetti più eclatanti della riforma Brunetta.


Il Pubblico Impiego si trova così sotto il fuoco incrociato di un governo che vuol fargli pagare i costi della crisi, con misure impopolari fatte di lacrime e sangue, e dei sindacati complici che sparano a zero contro i diritti dei lavoratori.


Se ne devono ricordare i lavoratori, ma si devono ricordare anche della CGIL che a parole si schiera dalla parte dei lavoratori ma è sempre pronta a tendere una mano in nome di una ritrovata unità a CISL e UIL come dimostra la firma sull’accordo antidemocratico su contrattazione e rappresentanza.

USB Pubblico Impiego si impegna a contrastare in tutte le sedi la forzatura che le Amministrazioni e i sindacati complici vorranno fare nell’applicazione nei Contratti Integrativi delle fasce di merito e rimanda a settembre per una risposta generale e generalizzata agli attacchi che vengono portati al Pubblico Impiego.

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