ELEZIONI RSU 2007: oggi, adesso !

Roma -

L’attacco al lavoro dipendente e, in particolare, al pubblico impiego, scagliato dal Governo Prodi all’indomani dei risultati elettorali, vive proprio in questi giorni il suo punto più alto.

Iniziato con la finanziaria 2007, che ci ha visto come unica Organizzazione Sindacale in grado di opporsi e di mettere in campo uno sciopero generale, è proseguito con un’efficienza, degna di miglior causa, con il Memorandum sul Pubblico Impiego siglato tra Governo e CGIL, CISL e UIL, l’accordo sui contratti e la riforma delle pensioni e welfare, ed oggi, si riversa con drammatica concretezza sulle teste dei dipendenti pubblici con la finanziaria 2008.

Ancora una volta, i primi a pagare sono i dipendenti pubblici.

I lavoratori pubblici sono stati sottoposti, da mesi, ad una campagna denigratoria sui mass media funzionale a porre le basi per condizionare l’opinione pubblica e spianare la strada a questa devastazione, praticata, in poco più di un anno, dal Governo di centro sinistra e che modifica radicalmente la Pubblica Amministrazione riducendola ai minimi termini e mettendola esclusivamente al servizio dell’impresa.

 

A partire dal memorandum, siglato e molto sbandierato da CGIL CISL e UIL, che ha posto le basi per lo smantellamento della pubblica amministrazione e per la definizione di CCNL funzionali a questo scopo; proseguendo con il conseguente accordo generale per il rinnovo dei contratti pubblici, siglato anch’esso da CGIL, CISL, UIL, i sindacati amici del Governo, che, oltre a prevedere l’allungamento della vigenza contrattuale da due a tre anni in cambio di pochi euro lordi mensili, ha preparato i peggiori contratti del pubblico impiego degli ultimi vent’anni, come dimostrano Ministeri e Parastato.

Ed allora, ecco che arrivano le pagelle per i lavoratori, ma non per i dirigenti; ecco la chiusura degli uffici con la mobilità per i lavoratori e disagi per i cittadini; ecco che il salario accessorio non è più per tutti uguale, ma diventa strumento di gestione del personale in mano ai dirigenti con le conseguenze che si possono facilmente immaginare.

Ultimo atto, il protocollo sulle pensioni e il welfare, sul quale, dopo una pantomima durata qualche settimana, è calato la scure del ministro Padoa Schioppa con l’assenso e la firma, anche in questo caso, dei tre confederali, CGIL, CISL e UIL, più preoccupati di sostenere il governo amico e di fare affari con la previdenza complementare, che di difendere il diritto dei lavoratori di andare in pensione e di andarci con una cifra che consenta di conservare la propria dignità.


In questo quadro RdB/CUB Pubblico Impiego ha condotto le proprie lotte per l’assunzione di tutti i precari e per il potenziamento della pubblica amministrazione in splendida solitudine, rimanendo l’unico soggetto a contrapporsi alle politiche contro i lavoratori condotte dal governo Prodi, con un’idea diversa di P.A. con al centro il dipendente pubblico individuato come principale risorsa, sulla quale investire e non, come un costo da tagliare.

Un progetto che ci vede sulle barricate, oggi, per costruire, domani, insieme ai lavoratori, una prospettiva diversa fatta di diritti e di dignità.

E’ importante, oggi, l’appoggio di tutti.

Le prossime elezioni RSU, saranno le prime a svolgersi in un clima di anti-politica, di qualunquismo, di sfiducia imperante. La politica ha fatto di tutto, negli ultimi tempi, per smontare la credibilità dell'architettura costituzionale democratica della nostra Repubblica. E, poiché la nostra Repubblica è fondata sul Lavoro, è proprio dal mondo del lavoro che è cominciata questa paziente e meticolosa opera di distruzione dello Stato e dei diritti dei lavoratori.

Ed è per questo motivo che a Novembre, non si voterà solo per eleggere le rappresentanze aziendali, ma si esprimerà il proprio assenso/dissenso alle politiche sociali, lavorative ed economiche attuate nel nostro Paese, sotto l'ombrello della concertazione sindacale di CGIL, CISL e UIL.

Per questo, le prossime elezioni RSU rappresentano la migliore occasione per far pesare la volontà dei lavoratori, finora completamente ignorata.

 

Lanciamo un appello a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, ai sinceri democratici, a tutti coloro che credono che sia indispensabile che la RdB/CUB esista, che occorre difendere un avamposto democratico, di condidarsi oggi, adesso, nelle liste RdB/CUB Pubblico Impiego.

 

CANDIDARSI, OGGI, ADESSO, NELLE LISTE RDB/CUB P.I. E SOSTENERNE I CANDIDATI, SIGNIFICA RIMETTERE AL CENTRO LA FUNZIONE DELLA P.A. NEL PAESE, AFFERMANDO LA DIGNITÀ DEI LAVORATORI PUBBLICI.

 

SOSTIENI, CANDIDATI, VOTA
le liste RdB/CUB Pubblico Impiego

 

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