Enti Locali. FEDERALISMO ALLA ROVESCIA: CI TAGLIANO DIRITTI E SALARIO? NOI NON CI STIAMO! -volantino sciopero 15-

Nazionale -

In allegato il volantino impaginato

La schizofrenica attività del Governo colpisce ancora. Da un lato vengono annunciate le riforme del federalismo fiscale, dall'altro il Ministro Tremonti taglia i fondi agli Enti Locali, comprimendone di fatto l'autonomia tanto esaltata e sbandierata.


La recente manovra economica, oltre a tagliare le risorse per gli enti - che equivale a una drastica riduzione di servizi per i cittadini - conferma il taglio del salario accessorio (già attuato da molti enti), il blocco perpetuo del turn-over (con la sola possibilità – soldi permettendo – di rimpiazzare 1 lavoratore ogni 5 andati in pensione nell'anno precedente) e delle progressioni di carriera. Questo provocherà maggior precarizzazione del rapporto di lavoro e più difficoltà a erogare servizi con continuità, generando gravi ripercussioni in ambito sociale per l'incertezza che attanaglia i lavoratori costretti a un futuro appeso a un contratto atipico o a tempo determinato.


Come se non bastasse, la manovra congela le retribuzioni (sia la parte fissa, sia quella relativa al salario accessorio) fino a tutto il 2014. La perdita del potere di acquisto che ne consegue, si traduce di fatto in una riduzione salariale stimata mediamente attorno ad un valore superiore ai 2.500 euro per dipendente e di quasi 9.000 euro per dirigente. E il futuro non è roseo, perché oltre a rimetterci di tasca nostra, grazie al blocco dei rinnovi contrattuali, per il triennio 2015-2017 si prevede la sola indennità di vacanza contrattuale.


Una manovra che fa seguito al decreto 78/2010 imposto da Tremonti, e ci costringe a

8 anni di sacrifici!


Come se non ne avessimo fatti abbastanza, visto che le statistiche ISTAT degli ultimi anni dimostrano come, nonostante gli aumenti di produttività registrati, le retribuzioni non sono cresciute con lo stesso ritmo. Detto in altri termini significa che il nostro lavoro ha generato servizi e ricchezza: ricchezza finita nelle tasche di qualcun altro (speculatori, appaltatori, consulenti, politici e padroni).


Il quadro però non sarebbe completo senza l'accordo interconfederale sottoscritto da Confindustria, CGIL, CISL e UIL, che vorrebbe far fuori ogni dissenso sindacale rafforzando il monopolio delle sole organizzazioni legittimate dal “padrone”.


Per tutto questo il personale amministrativo, tecnico, sociale, scolastico, educativo, ambientale, della vigilanza che opera nelle Regioni e negli Enti Locali e che ogni giorno “mette la faccia” nel rapporto con la cittadinanza, ritiene necessario aderire a questa prima iniziativa di sciopero.


La difesa dei nostri diritti coincide con la difesa, anche qualitativa, dei servizi pubblici, che non possono più essere “vacche da mungere” per ingrassare i privati. Per questo non tollereremo ulteriormente la falcidia delle retribuzioni più basse di tutto il pubblico impiego e quelle ancora più sfavorevoli per chi lavora nei piccoli enti, la compressione dei diritti individuali (come il part-time) o sindacali (come il rinvio – forse – al Marzo 2012 delle elezioni RSU).

 

Ci vorrebbero poveri, indifesi e imbavagliati! BASTA! NOI NON CI STIAMO!

 

VENERDÌ 15 LUGLIO SCIOPERO GENERALE
ULTIME DUE ORE PER OGNI TURNO

(in caso di inizio turno entro le ore 24,00, le 2 ore di sciopero possono terminare al giorno successivo)

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