Entrate - Più rischi e responsabilità, meno tutele e opportunità

Roma -

I fatti di Voghera (vedi sul sito USB) e Venezia (dove una collega è stata denunciata ed è finita davanti al giudice penale per indagini fiscali su un contribuente, condotte su ordine di servizio) impongono una riflessione.

Questi fatti dicono che i lavoratori operano sempre più spesso in condizioni di crescente insicurezza professionale, frutto di un'immagine pubblica ormai deteriorata dopo anni di campagne mediatiche e di un deficit di garanzie contrattuali.

Anche il lavoratore che svolge correttamente la propria attività, delicata e complessa come quelle che si svolgono nei nostri uffici può essere trascinato in vicende giudiziarie – civili o penali - spesso infondate. Prendiamo spunto da questi fatti per alcune riflessioni che coinvolgono l'amministrazione, i lavoratori e le organizzazioni sindacali.

Innanzitutto l'amministrazione deve preoccuparsi di dare più tutele ai lavoratori.

Se la presunzione d'innocenza è accompagnata dal dubbio di colpevolezza il lavoratore resta solo ad affrontare vicende giudiziarie delicate e complesse.

L'articolo 21 del regolamento d'Agenzia prevede il patrocinio gratuito ma in concreto l'applicazione di questo istituto è affidata al caso o al buon senso.

Occorre secondo noi rafforzare queste tutele in un momento in cui la lotta all'evasione fiscale è tanto necessaria quanto sgradita.

Si possono trovare soluzioni contrattuali (ad es. un fondo di solidarietà per le spese legali, agevolare l'accesso a tutele assicurative), ma soprattutto devono essere rivisti certi atteggiamenti.

Ad esempio a noi pare che l'audit interno tuteli più l'amministrazione dei lavoratori, mentre dovrebbe esserci una piena identificazione fra l'una e gli altri.

Ai lavoratori diciamo che l'attuale ordinamento professionale presenta più rischi che vantaggi e che alcuni comportamenti individuali devono essere rivisti.

Il mansionismo d'area ha reso indefinite le responsabilità mentre la sottocultura della meritocrazia spinge la stessa amministrazione a dare segnali fuorvianti.

Nella check list che verrà impiegata per valutare i lavoratori per l'attribuzione di 1240 progressioni economiche sono descritti e messi in buona luce comportamenti che espongono a rischi privi di copertura contrattuale.

Se neanche il rispetto delle regole mette al riparo dalle denunce come sanno le colleghe di Voghera e Venezia, immaginiamo cosa può accadere se certi comportamenti, sempre più diffusi e “apprezzati” (come portarsi le pratiche a casa) fossero oggetto di indagini dell'audit interno o della magistratura ordinaria.

Se guardiamo al contratto collettivo, tutti i vantaggi teorici che dovevano fare da contrappeso al mansionismo d'area sono stati spazzati via: progressioni verticali, azzerate, progressioni economiche selettive, salari bloccati fino al 2013, fondi aziendali drasticamente tagliati.

La meritocrazia porta alla deregulation, e si spacciano per buoni comportamenti quelli che sono veri e propri atti d'incoscienza.

In cambio di cosa?

Nel momento in cui i lavoratori hanno bisogno di più tutele, alcuni sindacati accettano che l'organizzazione del lavoro non sia più materia di confronto sindacale.

Peggio: affermano che le relazioni sindacali devono essere orientate alla produttività.

Non alla tutela dei lavoratori, non al rafforzamento dei loro diritti o alla crescita delle retribuzioni ma alla produttività!

Bell'affare: i lavoratori si accollano i rischi, magari finiscono davanti al giudice, mentre crescono soltanto le retribuzioni di risultato dei dirigenti.

La stabilizzazione dei precari PNRR Giustizia, storia di una lotta che ha portato risultati importanti, ma che ancora non è finita! Continuiamo a lottare per vincere tutti e tutte.

Scarica La piattaforma USB per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego 2022-2024

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