Esposto di USB alla Corte dei Conti: "Prelievo illegittimo dal salario accessorio, rischio danno erariale"
L'Unione Sindacale di Base contesta l'accordo sul fondo delle risorse decentrate del personale del comparto anno 2026, denuncia alla Corte dei Conti e al MEF il prelievo di 3.487.387,33 di euro dal fondo destinato al personale della Giunta e annuncia una possibile azione collettiva a tutela dei lavoratori.
L'Unione Sindacale di Base denuncia la decisione della Giunta regionale del Lazio di prelevare 3.487.387,33 di euro dal Fondo per il salario accessorio dei dipendenti regionali. La misura è contenuta nell'accordo per la ripartizione del Fondo delle risorse decentrate per l’anno 2026 del personale della Giunta, sottoscritto dall'amministrazione regionale e dalle organizzazioni sindacali CISL, UIL e CSA, con il voto favorevole della CGIL espresso nella RSU, al termine della riunione di delegazione trattante dello scorso 28 luglio.
L'intesa è stata presentata dall'Assessora al Personale, Luisa Regimenti, con toni trionfalistici, concentrando l'attenzione sull'introduzione dell’istituto contrattuale denominato “welfare aziendale”, che prevede il rimborso delle spese per utenze domestiche, mutui e affitti sostenute dai dipendenti regionali per fronteggiare il caro energia e l'aumento del costo della vita. L'Assessora non dice però che tale istituto viene finanziato con le risorse del salario accessorio, a discapito di altri istituti contrattuali.
Nessun riferimento in merito all'operazione di prelievo di 3.487.387,33 di euro dal fondo del salario accessorio, destinata a recuperare somme indebitamente erogate tra il 2007 e il 2011 ai titolari di posizione organizzativa che hanno partecipato ai cosiddetti gruppi di lavoro. Secondo USB, gli effetti economici di tale scelta ricadranno per anni sui lavoratori regionali. Per USB si tratta di una scelta grave e ingiustificata, per coprire erogazioni illegittime la cui legittimità è stata contestata e rispetto alle quali andrebbero accertate eventuali responsabilità dirigenziali.
Per questo, il coordinatore USB Regione Lazio, Domenico Farina, ha inviato formali segnalazioni alla Sezione regionale di controllo e alla Procura della Corte dei Conti del Lazio (Allegato 1), nonché al Ministero dell'Economia e delle finanze (Allegato 2).
Nelle comunicazioni inviate alle autorità competenti, USB contesta la legittimità dell'operazione e chiede l'apertura delle necessarie verifiche.
Secondo USB, il prelievo avverrebbe in violazione delle norme costituzionali in materia di ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni e delle norme di diritto del lavoro pubblico e di contabilità pubblica.
"Non è accettabile", dichiara Domenico Farina, "scaricare sui lavoratori il costo di scelte e responsabilità che appartengono all'Amministrazione. Siamo di fronte a un atto che rischia di compromettere i diritti del personale e di produrre possibili profili di danno erariale".
USB annuncia inoltre di aver conferito mandato ai propri legali per la tutela dei lavoratori in tutte le sedi competenti e sta valutando la promozione di un'azione collettiva finalizzata al recupero delle somme indebitamente sottratte al fondo del salario accessorio.
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