FERIE 2019 al 30 giugno

Roma -

Dopo che le Direzioni del Personale di Entrate, Dogane e Monopoli hanno scelto di non dare una linea uniforme sulla questione delle ferie pregresse, rimandando la decisione ai singoli dirigenti, ci giunge notizia che moltissimi uffici stanno imponendo ai lavoratori di inserire a sistema le ferie arretrate e di utilizzarle entro il mese di aprile, per come erano state programmate precedentemente.

Mentre altri, come la DID dell’Emilia-Romagna e Marche, sollecitati da USB, hanno emanato linee guida per le due regioni raccomandando ai Dirigenti di calendarizzare le ferie residue anno 2019 entro il 30 giugno 2020.

La mancanza di coraggio a livello nazionale può essere sopperita a livello regionale o provinciale facendo magari accompagnare agli auguri di Pasqua, che in tanti stanno mandando a tutti i dipendenti, la generalizzata proroga delle ferie al 30 giugno 2020, considerando che la situazione attuale può e deve essere considerata esigenza di servizio e non sicuramente un’esigenza del singolo lavoratore.

Un’amministrazione attenta ed intelligente avrebbe dovuto capire che in questo particolare momento che si sta vivendo, individualmente e socialmente, non ci può essere quel recupero psicofisico che l’istituto delle ferie dovrebbe garantire.

Evidentemente questi dirigenti non si sono resi conto che nell'ultimo mese e mezzo le cose sono completamente cambiate. Come si può pensare che i piani ferie, concordati a febbraio o ai primi di marzo, possano continuare ad essere attuali ancora oggi alla luce di quello che è successo e che sta continuando a succedere?

Ci sono lavoratori che avevano conservato le ferie per una vacanza, o per un viaggio, o c'è chi pensava di fare le ferie a Pasqua con i parenti. Sicuramente nessuno aveva pensato di prendere ferie e di rimanere costretto in casa senza neanche poter mettere il naso fuori.

Senza contare che spesso la pianificazione avviene con piani ferie cartacei e il rinvio delle ferie per esigenze di servizio nel corso dell’anno avviene verbalmente prima dell’inserimento formale nel sistema, senza che ne resti quindi traccia, mentre in questi casi il CCNL prevedrebbe che si abbia il diritto di usufruirne entro giugno.

In tutti questi casi i lavoratori per quieto vivere hanno lasciato correre senza pretenderne il rinvio formale e alla loro (troppa) disponibilità è ora corrisposta la rigidità dei dirigenti.

Le ferie devono essere rinviate a tutti d’ufficio sino al 30 giugno 2020.

Sciopero della Sanità pubblica e privata

Assemblea Nazionale USB INPS

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