Gaslini, la procedura di raffreddamento per i dipendenti del portierato è solo la punta dell’iceberg di un ospedale nel caos

Genova -

 

Da decenni al Gaslini non si avviava una procedura di raffreddamento in previsione di uno sciopero specifico per questioni interne. 

Come si è arrivati a questo punto? 

A causa della concezione “industriale” di questo meraviglioso ospedale che, nonostante tutto, continua ad offrire eccellenti cure grazie all’impegno ed alla professionalità dei suoi lavoratori/trici.

D’altro canto abbiamo assistito, nel corso degli anni, al passaggio da una dirigenza “gasliniana” che, pur con dei limiti, comprendeva l’importanza del dialogo con i lavoratori/trici, a una dirigenza prettamente “manageriale” che si disinteressa dei bisogni economici e professionali dei propri dipendenti.  Infatti, nonostante a oggi la procedura di raffreddamento sia stata avviata per uno specifico settore, le motivazioni riguardano tutto il personale. 

Da oltre un anno incontriamo questa dirigenza che ha assunto specifici impegni per ovviare alle perdite salariali di un personale che stenta ad arrivare a fine mese. 

Da tempo chiediamo l’istituzione del “Disability Manager” ovvero una figura che curi l’integrazione dei dipendenti con disabilità.  Inoltre l’esternalizzazione di parte del servizio del parcheggio sembra aver causato una sorta di disinteresse nei confronti dei dipendenti rimasti. 

Assistiamo infatti al mancato rispetto degli impegni presi, a mancate assunzioni in sostituzione di chi è andato in pensione (a oggi, nonostante l’ennesimo impegno, la Rsu non ha a disposizione i numeri dei dipendenti andati in pensione), a un sistematico “abbandono” delle problematiche del personale con disabilità e a un coordinamento poco chiaro nei diversi livelli di gerarchia, la cui risposta si basa non sulla messa in discussione dell’organizzazione del lavoro ma su provvedimenti disciplinari. 

Negli altri settori è il caos organizzativo. Reparti a rischio chiusura, posti letto specifici spostati in ogni dove, indennità spettanti non erogate, regolamenti interni non rispettati, impegni sulla sicurezza non mantenuti, demansionamenti infermieristici, mancate assunzioni, etc. 

Per questi motivi invitiamo tutto il personale indipendentemente dal settore e dalla categoria di appartenenza e tutte le organizzazioni sindacali ad aderire e a partecipare alle forme di protesta che verranno poste in campo per tutelare la dignità di questi lavoratori/trici con l’obbiettivo di riproporle in ogni settore.

P.S. Riguardo le assunzioni non aiuta certo il blocco dei concorsi Oss e Infermiere Pediatriche per i quali l’attuale Giunta regionale dovrebbe iniziare, a nostro avviso, a fissare delle date.

 

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