GNAM: SENZA CERTEZZE LA MOBILITAZIONE CONTINUA
Comunicato dopo il presidio del 29 aprile alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma
«Un presidio partecipatissimo quello di ieri davanti alla GNAM. Abbiamo incontrato la Direttrice, ma senza certezze la mobilitazione continua» lo dichiarano in una nota stampa la FP CGIL Roma e Lazio e l’USB Pubblico Impiego. «Alta partecipazione al presidio svoltosi ieri pomeriggio davanti alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Nuova tappa di una mobilitazione iniziata ormai quasi due mesi fa con la proclamazione dello stato di agitazione a seguito di relazioni sindacali di icili e discontinue, dovute a una gestione privatistica del Museo. La Direzione non ha mai a rontato con la dovuta serietà le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori, privilegiando invece logiche divisive, disparità di trattamento del personale ed esplicite negazioni della democrazia sindacale. In un clima come questo, l’innalzamento del livello del conflitto è stato inevitabile. Al presidio hanno partecipato, oltre al personale, numerosi studiosi, ricercatrici e lavoratori e lavoratrici della cultura: un’ulteriore dimostrazione della rilevanza della GNAM e della necessità di tutelarla. La nostra vertenza non solo è per rivendicare diritti, equità sul posto di lavoro e sicurezza, ma anche per difendere un presidio di cultura. Servizi come biblioteche e archivi sono bloccati per ristrutturazioni in grande stile, ma lontane da venire e senza aver attivato un modello alternativo di fruizione».
«La difesa del lavoro – continuano i sindacati – la costruzione condivisa (tra dirigenza e personale) di condizioni adeguate e una politica culturale accessibile a tutti: sono queste le richieste del personale in agitazione. Alla luce della mobilitazione la Direttrice ha ricevuto una delegazione ristretta. Durante il colloquio è stato preso l’impegno di una convocazione formale entro dieci giorni per risolvere le criticità con atti concreti nell’interesse di tutti, compresa l’utenza a un bene pubblico del calibro della Galleria. Serve una presa di posizione chiara da parte del Ministero della Cultura come garanzia di un percorso verso normali rapporti sindacali e la creazione di un clima di confronto franco tra tutte le componenti dell’istituzione».
«L’incontro di oggi – conclude la nota – rappresenta un primo passo, ma non sufficiente: in passato, agli impegni non hanno fatto seguito risultati verificabili. Servono risposte concrete, se non arriveranno proseguiremo con la lotta fino allo sciopero».