I lavoratori dell'AMA dicono NO alla privatizzazione.

Roma -

USB Lavoro Privato, a partire dall'opposizione al decreto Ronchi sulle privatizzazioni costruita dui posti di lavoro, lancerà una campagna nazionale per sensibilizzare i cittadini sulle gravi ripercussioni che ne deriveranno per il servizio e per l'ambiente.

Diciamo No alla Privatizzazione!

 

Nelle settimane scorse la Giunta Comunale ha approvato le linee di indirizzo per la privatizzazione di Ama e Atac in base al Decreto Ronchi. La scelta di privatizzare le aziende pubbliche viene presentata come l'unica soluzione per salvare le aziende e garantire il servizio insieme al futuro dei lavoratori.

Siamo sicuri di questo?

Quanto è accaduto con Alitalia, dove l’intervento di una cordata di imprenditori avrebbe dovuto salvare l’italianità, l’azienda e i lavoratori, ha mostrato una realtà ben diversa. L' Azienda è stata regata ai c.d. “Cavalieri Coraggiosi”, i quali la stanno confezionando per AirFrance (già oggi azionista di maggioranza), mentre il conto è stato pagato a carissimo prezzo dai lavoratori, uno su 3 è finito in cassa integrazione o licenziato, e dalla cittadinanza che si è sobbarcata il costo economico e sociale dell'intera operazione. 

La definizione di un nuovo contratto aziendale ha portato all'aumento del 25% dell’orario di lavoro a parità di salario, mentre, per essere riassunti, gli stessi lavoratori sono stati costretti a rinunciare a una serie di diritti come la legge 104 e i turni agevolati per le famiglie monoparentali.

Pensate che in Ama questo non possa accadere?

Il privato che mette i soldi vuole vedere i profitti e in una azienda come la nostra i guadagni si fanno risparmiando sui lavoratori. Questo può significare più bassi salari, diversa organizzazione del lavoro (riposo a scalare, abolizione dello straordinario festivo, aumento dei turni), taglio ai diritti che andrà a colpire malati, famiglie monoparentali, donne.

Sfugge a qualcuno che Ama verrà privatizzata con il contratto scaduto? Dove sono Cisl, Uil, Cisal e Ugl?

In una situazione come questa tutto può accadere; i tempi non sono certo lunghi, visto che la privatizzazione deve avvenire entro il 31 Dicembre. E questo nel completo silenzio dei sindacati complici( cisl,uil, cisal,ugl) che hanno ormai un solo obbiettivo tutelare la dirigenza aziendale in cambio di posti e partecipazione alle scelte.

Non possiamo continuare a farci prendere in giro, perché in gioco la nostra vita e quella delle nostre famiglie, il nostro futuro.

E’ giunto il momento di muoversi prima che sia troppo tardi!

Noi come Usb proponiamo un percorso di iniziativa a tutti coloro che sono disponibili, un percorso fatto di fatti concreti:

·         Sostegno alle petizione popolare contro la privatizzazione e per la moratoria di ogni decisione fino alla celebrazione dei referendum ;

·         Mobilitazione per un rinnovo del CCNL che garantisca un salario adeguato e diritti non negoziabili e che non consenta deroghe allo stesso;

·         Sostegno ai referendum per l’acqua pubblica (ma che riguardano il carattere pubblico di tutti i servizi).

 

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