I sindacati a Malagoli: ‘Manda tuo figlio in bus'

Reggio Emilia -

12 ottobre 2007 - Il Resto del Carlino

 

‘Dirà se è stracolmo e se la sente di salire’

 

Reggio E. - «NON E’ una questione di conteggi matematici, ma di umanità». All’indomani dell’intervista del Carlino in cui il presidente Act Angelo Malagoli respinge le critiche sulla ressa che ogni giorno si verifica sui bus del trasporto scolastico, trincerandosi dietro «il pieno rispetto della capienza dei mezzi», i rappresentanti attaccano affermando che il problema esiste soprattutto per chi ci lavora, autisti e controllori compresi.

«CHE VUOLE CHE LE DICA — sbotta Massimo Pastena, segretario provinciale della Fit Cisl — questa storia si ripete uguale ogni anno, e ormai gli autisti sono abituati. Il vero problema non è la capienza effettiva dei mezzi, ma l’umanità del trasporto. E’ come dire che la Punto è omologata per cinque: è vero, ma dipende da come sono fatte le cinque persone, se sono grasse, magre, con o senza borse. Vorrei vedere il figlio di Malagoli salire su uno di quegli autobus stracolmi, se veramente se la sentisse».

NON NASCONDE, Pastena, che comunque qualcosa si sta tentando di fare, con le linee bis appositamente ‘instradate’ proprio per evitare la calca nelle ore di punta, «ma è una goccia nell’oceano. Si parla tanto di mobilità sostenibile, si invitano i cittadini a non utilizzare le auto ma poi, anche da parte delle amministrazioni, non arrivano incentivi al servizio». Insomma, Act da sola non può fare molto se da qualche parte non arrivano i fondi per garantire un trasporto pubblico migliore.

«DEVONO SCENDERE in campo immediatamente i Comuni e la Provincia per destinare le risorse utili ad avviare la svolta necessaria, senza escludere la Regione, per ottenere quote di trasferimenti omogenei alle altre province emiliane», aggiunge Marco Berilli, segretario provinciale Filt – Cgil, rimarcando che «il problema esiste, ma senza i fondi necessari si può fare poco».

E’ PASQUALE TUCCI, responsabile del Cub Trasporti, a infierire ancora, dicendo che «non ci sono servizi a sufficienza, e non c’è personale a sufficienza per garantire il trasporto. L’unica soluzione al problema della calca degli studenti nel tragitto casa-scuola è l’aumento delle corse. E in generale se davvero si volesse incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico non si eliminerebbero i minibù della domenica, e non si modificherebbero i turni in modo da bloccare il corretto funzionamento della turnazione stessa».

LA MATASSA rimane intricata anche a volerla dipanare, dal momento che c’è anche chi sostiene che «sarebbe l’atteggiamento degli utenti a doversi modificare un poco». «Mi capita di vedere cose disumane, quando sono sull’autobus — dice Carlo Torri, responsabile provinciale Uil Trasporti —, si vedono orde di ragazzini che pur si salire insieme agli amici o trovarsi un posto a sedere spintonano e sgomitano. Sembrano molti di più di quelli che effettivamente sono. Abbiamo chiesto all’azienda di transennare le fermate, in modo da far entrare gli utenti a gruppi di due alla volta, ma quella che spesso manca è una disciplina corretta da parte degli utenti».(a.col.)

 

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