IL VASO DI PANDORA

Roma -

Comunicato n. 08/11

 

La terza riunione dell’Osservatorio regionale sulla riorganizzazione (in verità la prima degna di questo nome), svoltasi venerdì scorso in via Borsi, ha segnato decisamente una svolta, grazie anche alla fattiva presenza dei direttori.

 

Era iniziata come al solito, con la nota sulle ennesime modifiche organizzative, questa volta intimate dalle ultime indicazioni contenute nella circolare n. 48 (i cui organigrammi, per inciso, dovrebbero essere convalidati e pubblicati entro il corrente mese) ed è proseguita con un fitto elenco di tutte le attività in fieri, dagli appositi corsi di formazione ai previsti interventi formativi di subappalto. La direzione regionale ha poi invitato i presenti a “volare bassi” (probabilmente per non disturbare troppo il manovratore), inanellando una serie di incredibili perle consecutive che hanno lasciato di stucco gli astanti. E precisamente:

 

·        per quanto concerne l’incentivo 2010, sulla qualità il Lazio non merita più di quello che ha preso (sic !!!);

·        gli obiettivi del 2011, mai discussi sul tavolo nazionale, sono raggiungibili nella regione a prescindere dal nuovo aumento di produzione (+ 10 %);

·        gestione unitaria del centralino unico, sulla falsariga di quanto è stato già inutilmente tentato a Milano (proposta ovviamente caduta nel vuoto);

·        pausa di riflessione e contemporaneo stop alle richieste dei funzionari sul contenzioso della invalidità civile, che anzi risultano troppi in organico. 

 

Nello sconcerto pressoché generale, abbiamo rammentato il dettato della Corte dei Conti (riorganizzazione non condivisa), la illegittimità per decisioni assunte unilateralmente (le determinazioni commissariali 140/08 e 102/09) e i continui tagli operati sui servizi definiti improduttivi (da ultimo, quello sul modello 730). Abbiamo poi sollevato dubbi e perplessità anche sulla ventilata apertura della Agenzia semplice della Borghesiana, basata su prossime ipotetiche mobilità ed in realtà solo virtuale, perché di fatto semplicemente allocata al secondo piano dello stabile di via Emilio Longoni. Per non parlare di Fiumicino…

 

Manfrine a parte, dai successivi puntuali interventi dei direttori intervenuti si è desunto che i problemi ci sono e non si possono certo nascondere, del resto le sedi sono oggi tutte in difficoltà. La tecnologia informatica è in continuo stato di avanzamento ed i risultati raggiunti sono solo parziali. L’organico è da tempo deficitario ma non a questi livelli, senza tener conto dei lavoratori interinali che andranno via. La fase logistica può dirsi quasi dovunque completata, mentre la sussidiarietà non è ancora decollata. La riorganizzazione da una parte ha avuto il merito di far luce nelle zone d’ombra, dall’altra ha acuito i problemi esistenti. Rassicurare il personale sul pagamento dell’incentivo ed incentivare le attività di affiancamento appare prioritario. Insomma un vaso di Pandora scoperchiato. Il serrato confronto che ne è scaturito è stato poi logicamente aggiornato, data la vastità dei temi dibattuti e le grosse difficoltà finalmente da tutti riscontrate. Proroga della sperimentazione per altri sei mesi a parte, solo quando il nuovo sistema organizzativo entrerà in funzione a regime, si potranno effettivamente tirare le somme. Ma, forse, allora sarà troppo tardi per l’INPS che conosciamo.   

 

Coordinamento regionale USB INPS Lazio

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