Inps. Perché scegliere le liste della RdB Pubblico Impiego

Nazionale -

Comunicato n.72/07

In allegato il testo impaginato

PREVIDENZA PUBBLICA


La RdB è stata l’unica organizzazione sindacale ad opporsi realmente alla riforma Dini nel 1995. In questi dodici anni ha difeso con forza la pensione pubblica, schierandosi contro lo scippo del TFR e la costituzione dei fondi di previdenza complementare.


La RdB propone il ripristino di un sistema equo di calcolo della pensione attraverso: 1) Una seria lotta all’evasione contributiva; 2) Il blocco definitivo del precariato; 3) La separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale, ponendo quest’ultima a carico del bilancio dello stato.


Nel privato solo 1.200.000 lavoratori hanno aderito ai fondi nel 2007. Oggi la battaglia deve proseguire nel pubblico impiego.



PRECARIATO


Contrariamente a CGIL-CISL-UIL che nel protocollo sul welfare del 23 luglio 2007 hanno lasciato invariate le forme di lavoro precario, peggiorando le norme sul lavoro temporaneo, la RdB è impegnata da tempo in un’incisiva battaglia per la cancellazione di ogni forma di lavoro precario, aggregando un sempre maggior numero di lavoratori del pubblico impiego e del privato. All’INPS l’impegno della RdB su questo tema ha prodotto, negli anni, risultati concreti a favore di ex lsu, cfl, tempo determinato.



SALARI E CONTRATTI


Oggi tutti scoprono che gli stipendi dei lavoratori italiani sono tra i più bassi d’Europa. Lo afferma il presidente di Confindustria, lo dichiara il governatore della Banca d’Italia. Anche il sindacato confederale e concertativo denuncia con sdegno e forza un’emergenza salariale, evidenziando come i contratti non stiano al passo con l’aumento del costo della vita. Ma non sono gli stessi sindacati che nel 1993 decretarono la cancellazione definitiva della scala mobile, avviando una politica di moderazione salariale che ha prodotto i guasti che oggi denunciano? Di chi è la responsabilità se non loro?


La RdB si è sempre rifiutata di sottoscrivere gli accordi del luglio ’93, rimanendo per questo motivo per tanti anni fuori dai tavoli di confronto con il governo. Da tempo la RdB rivendica salari europei ed il ripristino della scala mobile, senza il bisogno di aspettare l’approssimarsi delle elezioni RSU per mostrare i muscoli.


La RdB ha inoltre denunciato gli effetti negativi che avrà il nuovo modello di contratto triennale, previsto dal protocollo firmato da CGIL-CISL-UIL il 29 maggio di quest’anno. Si finirà per rinnovare la parte economica ogni tre anni, aumentando la perdita del potere d’acquisto degli stipendi.




GLI OBIETTIVI FUTURI DELLA RdB ALL’INPS


1.    Aumento del buono pasto a € 14,00 e garanzia di fruibilità;


2.    Far ottenere a tutti i lavoratori almeno un passaggio di livello entro i prossimi tre anni;


3.    Superare il mansionismo con la realizzazione dell’area unica entro i prossimi tre anni;


4.    Un diverso inquadramento per le aree specialistiche (vigilanza – informatica – sanitaria – tecnica);


5.    Parificazione dell’importo del TEP a quello dell’assegno di garanzia;


6.    Riconoscimento della maggiorazione TEP anche ai C1/C2 in servizio dopo il 1° gennaio 1998.




I RISULTATI OTTENUTI NEGLI ULTIMI ANNI


A.    La previsione di nuove selezioni interne per un totale di 4.130 posti con criteri oggettivi e trasparenti (anzianità – titolo di studio – prova selettiva), bloccando ogni tentativo d’introdurre criteri discrezionali o valutazione del dirigente;


B.    Il mantenimento nel profilo informatico degli ex operatori di controllo;


C.    Riconoscimento del TEP (€ 90,00) al personale proveniente dalla mobilità;


D.    Maggiorazione TEP a C1/C2 (€ 30,00) e C3 (€ 70,00);


E.    Aumento dell’importo dell’assegno di garanzia.

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