La formazione del personale per garantire pari opportunità.

Bari -

L'esempio di come dovvrebbe essere garantito il diritto alla formazione del personale ci viene dal Comando Scuole A.M. di Bari dove la struttura USB Difesa, da anni impegnata a garantire pari opportunità di accesso ai corsi, ha sventato il rischio di una ennesima proposta dell'Amministrazione che, nei fatti, avrebbe favorito la partecipazione ai corsi di soli pochi eletti.

La riproposizione, negli anni scorsi, degli stessi fortunati nominativi segnalati ha aumentato progressivamente il divario del numero di corsi frequentati tra lavoratore e lavoratore.

Abbiamo combattuto, e continuiamo la nostra battaglia, per avere tutte le informazioni sui piani di formazione pluriennale, che CI DEVONO ESSERE DATI.

Ma anche quest'anno si viaggiava al buio, in ritardo e senza i documenti richiesti per informazione preventiva.

E nella riunione di concertazione, il Delegato alla contrattazione si accingeva a proporre la consueta  richiesta di attivazione in sede decentrata dei corsi maggiormente richiesti,  magari frutto di un silenzioso passa-parola fra amici.

E così si parte chiedendo i corsi Civilscuola che magicamente, strada facendo, diventano extracivilscuola, con buona pace dei costi che lievitano quando ci si rivolge a Enti formativi esterni.

E questi corsi coinvolgono soprattutto gli stessi amici, e gli amici degli amici, in una logica dall'aspetto clientelare che appare soddisfacente per il sindacato maggiormente rappresentativo, presumibilmente appagato dall'inserimento di iscritti e simpatizzanti.

Ma Persociv, quest'anno, ha emanato una circolare che esclude tassativamente questa possibilità.

Ed ecco che, ci siamo accorti che, depurando la richiesta dai corsi garantiti (si fa per dire) da Civilscuoladife, restavano i corsi CEIDA rivolti, quelli più richiesti (che l'Amministrazione avrebbe naturalmente proposto) ai soliti amici. Insomma si sarebbe richiesta una formazione “privilegiata”, con l'attivazione in sede ed extracivilscuoladife  di corsi rivolti a personale avente una media di corsi pro-capite doppia rispetto al personale non segnalato ai medesimi corsi.

Ma siamo stati così bravi ad accorgercene e a metterlo sotto gli occhi di tutte le OO.SS., della RSU, e dell'Amministrazione? Non se ne erano accorti? O a qualcuno andava bene che fossero segnalati gli stessi “fortunati” degli anni scorsi in barba ai criteri di priorità che prevedono la precedenza ai dipendenti con meno corsi?

Sembra che l'A.D., poco appassionata alla materia della formazione dei civili, deleghi la scelta dei corsi al silenzioso tam tam tra simpaticoni e si contenti di verificare che siano state soddisfatte le esigenze di chi è rappresentato dal sindacato maggioritario.

Se sta bene a chi ha la maggioranza degli iscritti, vuol dire che gli altri dovranno accettare. Come sempre, dove manca una cristallina trasparenza, amica del rispetto delle regole, si alimenterebbe il malcostume, la furbizia di chi cerca di bypassare le regole, l'arroganza.

In buona sostanza, la formazione non sarebbe più un diritto da garantire a tutti, ma un serbatoio di consenso per quelle OO.SS. che perseguono un sistema clientelare.

Noi ci siamo opposti categoricamente proponendo la segnalazione ai corsi richiesti in sede di tutto il personale in forza al CSAM.

La nostra posizione non poteva non ottenere l'approvazione della RSU e di tutte le OO.SS., neanche di chi vedeva comunque tutelati i propri iscritti, e quindi, veniva accettata anche dall'Amministrazione.

Ma ce la faremo? O ci sarà un incomprensibile rimaneggiamento della proposta concordata? Chi gestisce la scelta dei corsi e con quali criteri?

Ancora lamentiamo la mancata trasparenza che alimenta il sospetto di accordi informali tra i vari organi che intervengono nei Piani Formativi: gli AA.CC., SMA, i Comandi di Regione, ognuno secondo la propria procedura, complicata e complessa prevista dall'OD 039.

Continuiamo a richiedere i piani di formazione pluriennali. Molti Responsabili di Enti della Puglia (cioè Rappresentanti della stessa A.D.) lamentano la mancanza di informazioni e mettono a verbale l'impegno a richiederle alle SS.AA.

Noi, in tutti questi anni, abbiamo segnalato a tutti i livelli la necessità di garantire la massima trasparenza.

Continueremo a farlo.

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