La linea Cisl: il baratro della resa sindacale

Nazionale -

La linea Cisl, riassumibile nel “firmo tutto a prescindere”, è quella che ha prodotto la perdita salariale dei dipendenti pubblici che ad oggi è quantificabile in circa il 12% del potere d'acquisto; quella che estorce la firma alle Organizzazioni Sindacali che, pur rappresentative, dissentono dai contenuti dei contratti attraverso il ricatto “se non firmi sei fuori dai tavoli della contrattazione integrativa”; quella che non riconosce alcun ruolo alla RSU nella contrattazione integrativa nazionale, contravvenendo anche alle disposizioni di legge (D.Lgs.165/2001).

Per la fortuna di lavoratrici e lavoratori pubblici e contrariamente a quanto affermato, abbastanza goffamente, in un comunicato della stessa cisl, quella linea non ha vinto e tantomeno lo ha fatto attraverso la nostra sottoscrizione del CCNL 2025-2027.

Purtroppo per loro, così come per il Governo, la nostra sottoscrizione del contratto significa, al contrario, che la partita è ancora aperta e non attiene solo al rinnovo contrattuale, ma allo scontro tra due modelli sindacali: quello complice e quello conflittuale. 

Il primo è quello che teorizza la riduzione del danno, e che nella realtà di danni ne ha fatti talmente tanti da costringere lavoratrici e lavoratori pubblici a misurarli ogni giorno sulla propria pelle e nelle proprie tasche.

Il secondo, quello conflittuale da noi rappresentato, lavora per scardinare un impianto contrattuale che ha tolto dai tavoli il tema delle risorse economiche e dell’organizzazione del lavoro, producendo impoverimento, perdita di diritti e peggioramento delle condizioni di lavoro. 

Questa è la partita e noi vogliamo giocarla fino in fondo, soprattutto a fronte di un ricompattamento di cgil cisl e uil nel nuovo patto di moderazione salariale che rende ancor più urgente il rilancio di un'alternativa sindacale conflittuale in tutte le sedi possibili.

A fronte di una fase caratterizzata dalla corsa al riarmo e da un’escalation bellica destinata a durare e ad intensificarsi, i cui effetti economici si riverberano direttamente sui nostri salari che non tengono neanche il passo dell’inflazione, dopo aver consultato democraticamente lavoratrici e lavoratori, abbiamo deciso di riportare lo scontro anche sui tavoli di contrattazione integrativa. Lo facciamo per gli stessi motivi per i quali siamo rimasti fuori da quei tavoli per quasi due anni.

Una presenza ingombrante ai tavoli e nelle piazze a partire dallo sciopero generale del prossimo 30 ottobre. 

Il resto è solo il segnale di chi sa di non essere in ottima salute e cerca legittimazione delle proprie scelte in quelle altrui.

 

Confederazione USB

USB Pubblico Impiego

In un momento storico segnato da venti di guerra, genocidi alla luce del sole, inflazione fuori controllo, carovita e perdita di potere d’acquisto e progressivo smantellamento dei servizi pubblici, serve un sindacato che sa stare dove ci sono le persone, le lavoratrici, i lavoratori con i loro bisogni reali. Un sindacato di classe.
Quel sindacato siamo noi! Rinnoviamo la nostra piattaforma politica e rilanciamo la campagna iscrizioni, per una nuova stagione di lotte e mobilitazioni alla conquista di diritti, dignità, giustizia.

      

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