LAVORATORI DATA ENTRY del Ministero di giustizia

Roma -

 

Aste immobiliari in mano alle banche
Il ministero di giustizia taglia i vecchi informatici precari e affida il servizio a una società controllata dall'Abi (associazione delle banche). Che, generosamente, lo farà gratis
di Tommaso De Berlanga

Privatizziamo tutto, ma sì! Si sa che i privati fanno tutto meglio del «pubblico» intrallazzone, che ruba a man bassa e si fa gli affari suoi.
Non siamo impazziti. Il sospetto che dietro questi discorsi mainstream si nascondano interessi corposi e maleodoranti lo avevamo già. Vederseli comparire davanti, mentre alcuni precari protestano davanti alla sede del ministero di giustizia (la «grazia» era già stata abolita da un ingegnere leghista, Castelli), è comunque una sorpresa.
La storia dei precari è semplice, nel suo ripresentarsi sempre simile. Ma questi lavorano da anni, almeno otto, nei tribunali. Per conto di due società private diverse - la Insiel e Data Service - dovevano occuparsi di «formare» personale di ruolo nell'utilizzo dei sistemi informatici: scannerizzazione degli atti processuali, archiviazione elettronica, data entry, ecc. Naturalmente si sono ritrovati ben presto a fare lavoro di cancelleria come gli altri (con la già importante differenza di non essere entrati per concorso e di non aver dovuto «prestare giuramento di fedeltà» allo Stato) in gangli alquanto delicati come le esecuzioni immobiliari, le procedure fallimentari, gli uffici dei giudici di pace, le corti d'appello sia civili che penali, le stesse procure.
Con la finanziaria 2007 (l'anno scorso) sono stati tagliati un po' di fondi anche alla giustizia e loro sono stati i primi a saltare. Fin qui sono andati avanti a forza di proroghe, ma ormai i giochi sono giunti al termine. Per quelli di Data Service c'è la cassa integrazione e poi la mobilità; per quelli di Insiel niente di niente. L'unico sindacato che ha cercato di difenderli è stato finora la Cub-RdB.
Domanda: chi sostituirà questi tecnici (visto che al ministero non ne hanno in organico)? Risposta semplice, almeno in alcuni uffici: la Asteimmobili Servizi spa, società «basata» a Biassono, in provincia di Milano. A favore di questa scelta sembra abbia pesato un vantaggio competitivo imbattibile: il servizio è offerto gratuitamente. Non avete letto male: gratis.
Seconda domanda, perciò: come mai un imprenditore dovrebbe offrire una prestazione gratuita allo stato? Beh, la risposta è seccante: perché la Asteimmobili ecc. è proprietà dell'Abi, l'associazione delle banche italiane, che avrebbe investito 3,5 milioni di euro in questa operazione. Un'offerta veramente generosa, segno inequivocabile di quanto venga sentita la «responsabilità sociale» ai vertici dei nostri istituti di credito.
Fatto sta che a Roma, Genova e Milano, all'interno di alcune stanze dei tribunali, si sono già installati un po' dipendenti di questa nuova società - precari, of course, con contratti a progetto e 950 euro al mese - tenuti rigorosamente separati dai «pubblici». I precari vecchi, nonostante fossero ormai altamente qualificati, sono stati scartati dopo un colloquio pro forma in quanto «troppo sindacalizzati».
E così si va allargando a macchia d'olio questa occupazione bancaria - privatissima, ne siamo certi - di attività piuttosto sensibili come la trasformazione dei pignoramenti degli immobili (chiesti al 99% dalle stesse banche!) in vendite all'asta; oppure le procedure fallimentari di società (che devono soldi alle banche, altrettanto spesso); l'archiviazione (o no, si potrebbe anche sospettare, visto che non sempre il deposito di un atto processuale di diritto civile prevede rilascio di una ricevuta) degli atti e delle sentenze. Non c'è dubbio: le banche gestiranno questi servizi con molta più efficienza. Magari con un po' di minore attenzione per l'«interesse pubblico». Come mettere Dracula a gestire la banca del sangue...
E' naturalmente possibile affermare che non ci sia qui un «interesse privato in atti d'ufficio» e che le banche si siano convertite alla beneficienza. Ma sarebbe veramente troppo chiedere a tutti noi di crederci. E di chiedere a nostra volta: chi ha preso la decisione politica di fare questo regalo incalcolabile alle banche? E ancora: perché tutti, sindacati compresi, tacciono?

3 ottobre 2007 - Omniroma

VIA ARENULA, PRECARI RDB IN PRESIDIO SOTTO MINISTERO GIUSTIZIA

(OMNIROMA) Roma, 03 ott - Un presidio di precari del ministero di Giustizia, aderenti a Rdb-Cub, è in corso da questa mattina sotto la sede del dicastero di via Arenula per protestare contro «i licenziamenti ingiustificati di sei lavoratori e il clima di intimidazione che si vive sul posto di lavoro». «Sono stati licenziati a seguito del protocollo firmato dal ministro Mastella con l'Abi, l'associazione bancaria italiana, che, a costo zero, svolgerà alcune funzioni informatiche negli uffici del ministero - ha spiegato Pina Todisco, responsabile Giustizia del sindacato - quello che risulta paradossale è che in questo modo l'Abi gestirà funzioni dell'Ufficio esecuzione immobiliare e dell'Ufficio fallimentare, due organismi di cui le banche sono spesso parte in causa. In pratica, si sovrapporranno i ruoli di controllore e controllato». Alcune decine di persone, con striscioni e bandiere delle Rdb sotto il ministero, hanno così chiesto un incontro con il sottosegretario con delega al personale, Luigi Scotti. «Siamo in attesa di incontrarlo - ha detto una delle manifestanti - gli chiederemo conto anche del clima di intimidazioni che si respira sul posto di lavoro, tant'è che oggi, chi ha aderito alla nostra protesta, si è preso qualche ora di permesso perché indire uno sciopero era impossibile in quanto tutti avevano paura di perdere il posto».

DOPO ANNI DI PRECARIATO…LICENZIATI!

La società Insiel ha già iniziato a “licenziare” i propri dipendenti addetti al servizio di data entry!

Infatti il 30/06/2007 allo scadere dei contratti dei lavoratori a tempo determinato a 12 operatori è stato brutalmente comunicato che non lavoreranno più e staranno a casa senza stipendio (di cui 2 al civile, 7 al gip, 2 in dibattimento penale, 1 all’ufficio unico rege).

Le società appaltatrici del servizio data entry continueranno a licenziare e non rinnovare i contratti alle prossime scadenze e anche per i dipendenti della Data Sistem si prefigurano a scaglioni e entro la fine dellìanno licenziamenti, cassintegrazione e mobilità.

LICENZIAMENTI!

è questa la soluzione del Ministro Mastella e del Governo

al problema del precariato?

VERGOGNA!

Dopo circa 10 anni di lavoro all’interno degli uffici giudiziari, tribunale civile e penale, corte di appello, casellario, giudici di pace,  svolgendo qualsiasi tipo di mansione per supplire alle enormi carenze che ci sono in quasi tutti gli uffici, i precari vengono messi alla porta senza nessun preavviso, licenziati in tronco!

Il Governo decide di operare una ulteriore e  forte riduzione delle spese giudiziarie e a pagarne il prezzo, come sempre, saranno i lavoratori precari, che da un giorno all’altro si trovano disoccupati,

e i lavoratori di ruolo che dovranno ancora una volta sopperire ad ulteriori carenze.

La rdb da tempo ha posto il problema del precariato della giustizia avviando una trattativa a livello ministeriale e parlamentare proponendo l’assunzione in modo programmato del personale precario che da anni lavora all’intero degli uffici del ministero di giustizia ma chi ci governa, anzichè eliminare lo spreco di ditte che fanno vero e proprio “appalto di manodopera” e garantire l’assorbimento diretto dei lavoratori ormai professionalizzati in anni di attività per il servizio pubblico, ELIMINA I LAVORATORI!

5 e 6 luglio 2007 – presso la sede del tribunale Civile a Roma

PRESIDIO DEI LAVORATORI DATA ENTRY

·         contro la continua precarietà lavorativa, salariale e di vita;

·         per la riassunzione immediata di tutti i Lavoratori a termine non rinnovati e il blocco delle procedure di riduzione del personale

·         per l’avvio di un processo di riconoscimento del periodo lavorativi svolto in anni di precariato;

·         per l’internalizzazione dei servizi in appalto che costano di più e non garantiscono la dignità dei lavoratori;

 

I PRECARI NON MOLLANO - ORA BASTA!!!!!!!

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