Messa di Requiem per i nostri Nuclei Elicotteri

All’incontro di ieri, presso il Viminale,  con il Capo del Corpo ing. Alfio Pini,  si sono concretizzati i  nostri peggiori incubi. Al 30 giugno, se non troviamo una soluzione, gli elicotteri del Corpo Nazionale rimarranno a terra, infatti dai conti fatti al Dipartimento, questa è la data in cui finiranno le risorse per mantenere in attività i Nuclei elicotteri. Capirete tutti lo sbigottimento nell’apprendere questa notizia.

L’ing. Demma responsabile del soccorso aereo, presente alla riunione, ha proposto di riavviare il tavolo tecnico per trovare soluzioni, ma secondo la USB il progetto presentato dall’Amministrazione, per quanto bello, è di fatto inattuabile. Lo stesso Demma ci ha comunicato un progetto “training and job”, che ha come obbiettivo l’utilizzo dei nostri specialisti per ridurre le spese di manutenzione velivoli, oggi spesso appaltati a ditte esterne. Questo comporterebbe indubbiamente dei risparmi per l’Amministrazione, ma al tempo stesso, un aumento notevole del carico di lavoro per i nostri specialisti, che oltretutto si troverebbero spesso valigie in mano. Ci riserviamo di valutare, dopo aver fatto un passaggio in categoria.

In merito alla situazione generale, Pini ha richiesto alle OO.SS. un progetto alternativo da presentare a breve, altrimenti procederanno con il loro. La faccia preoccupata di Mistretta, Direttore dell’Emergenza,  presente anch’egli  alla riunione, ci ha confermato che la situazione è grave.

Noi della USB abbiamo contestato che non è possibile accettare di chiudere un servizio ad alta professionalità come quello offerto dagli elicotteri dei Vigili del Fuoco, oltretutto questo è correlato strettamente all’opera dei sommozzatori e dei SAF 2 B.

Ci appare chiara la volontà politica di far subentrare altri soggetti, privati, nella gestione del soccorso aereo.

Non consideriamo poi le varie associazioni di volontariato, che finalmente tolti i Pompieri dai cieli, potranno guardarci dall’alto in basso, questa volta, non in senso metaforico.

Intanto, noi dell’ USB, per ridurre le spese e per dare un segnale, abbiamo chiesto di dismettere  i due Piaggio 180, aerei totalmente inutili per il soccorso tecnico urgente, con evidente risparmio di risorse. Pini a questo proposito si è detto disponibile a valutare la proposta, attendiamo fiduciosi.

Non è  chiaro cosa accadrà al 30 giugno, magari, come al solito si metterà una toppa, anche perché sta per partire la campagna antincendi boschiva:  nel piatto, ci sono ghiotte convenzioni con le varie regioni, alle quali siamo certi il Dipartimento non vorrà rinunciare. 

Il Punto comunque non è questo, anche se si troveranno soluzioni momentanee, il problema rimane.

C’è bisogno di un piano strutturale, che preveda l’acquisto di nuovi velivoli, oggi l’unico vero elicottero che permette di fare soccorso tecnico urgente è l’ AB 412. Attualmente in tutta Italia di AB 412 in servizio ce ne sono 6, altri 14 sono fermi per vari motivi. Il resto della flotta è rappresentata in maggioranza da AB 206 adatti solo alla ricognizione e da gli AW109. Ci è stato detto chiaramente che investimenti per nuove macchine non se ne faranno.  Il solito refrain: “non ci sono i soldi”. I soldi in verità, anche se pochi, potrebbero essere spesi meglio, evitando di sprecarli (vedi APS Volvo o  Canter / Mitsubishi, alloggi dirigenti, ecc.). Le risorse proprio perché poche vanno gestite meglio. Poi per dirla tutta, i soldi in questo Paese ci sono, ma si disperdono in una gestione dello Stato poco trasparente e corrotta.  Così i nostri governanti per mantenere il consenso elettorale si  sono riempiti la bocca, ancor prima delle tasche, della parola  “razionalizzazione”, assimilandola a riduzione, taglio. Ma queste parole non sono sinonimi. Infatti la razionalizzazione da noi  si tradurrà nella chiusura di molti nuclei elicotteri. Se siamo fortunati rimarranno pochi eletti da utilizzare  per le macroemergenze.

In definitiva si sta spianando la strada alla privatizzazione del soccorso aereo, il cittadino che si perderà nei boschi o cadrà in un calanco, si troverà a pagare il prezzo del suo soccorso. Un’altra bella conquista sociale. 

Comunque allegri, il 2 giugno faremo la nostra bella figura  lungo i Fori Imperiali, sfilando come tanti bei soldatini, salutando il palco delle autorità, le stesse che ci stanno affamando. Nella Roma antica, lungo quello storico selciato, vi sfilarono eserciti vittoriosi, per noi oggi, quello stesso magnifico percorso, appare come il viale del tramonto.  R.I.P.

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