Proclamazione di stato di agitazione provinciale - Comando VVF Ravenna -

Ravenna -

documento unitario

Al Capo Dipartimento dei Vigili Del Fuoco

Prefetto Francesco Paolo Tronca

 

Al Capo del Corpo Nazionale

Vigili del Fuoco Ing Alfio Pini

 

Al Direttore Regionale

dei Vigili del Fuoco dell’Emilia Romagna

Ing. Giovanni Nanni

 

Al Prefetto di Ravenna

Dott. Bruno Corda

 

All’Ufficio relazioni sindacali

presso Viminale

VicePrefetto aggiunto Giuseppe Cerrone

 

Alla Commissione di Garanzia

per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali

 

Al Comandante provinciale

Vigili del Fuoco Ravenna

Ing Giovanni Di Iorio

 

 

OGGETTO: Proclamazione di stato di agitazione provinciale – comando VVF Ravenna – Richiesta di procedura di raffreddamento del conflitto ai sensi della Legge 146/90 e successive modificazioni e integrazioni.

 

Causa la palese mancanza delle condizioni per concretizzare il progetto di riorganizzazione del dispositivo di soccorso sul territorio provinciale di Ravenna, la maggioranza delle OO.SS. locali si sono espresse contrarie. Tuttavia il Dirigente intende rendere unilateralmente operativo tutto l’anno il distaccamento di Cervia. Tale provvedimento limiterà l’operatività di un’altra sede distaccata, operativa da oltre 20 anni, che statisticamente svolge un attività di soccorso tre volte superiore. L’amministrazione ravennate a supporto della sua tesi sbandiera falsi dati, circa il numero degli operativi a disposizione, proponendo l’utilizzo improprio del personale specialista nautico (contravvenendo così alle disposizioni di legge). In una seconda fase si ravvede e modifica il progetto rendendolo inoltre “temporaneo” e “sperimentale”.

 

A distanza di un mese dal primo incontro, sul tema Cervia, finalmente il Comando propone il dispositivo su cui si dovrebbe reggere l’organizzazione del soccorso provinciale. Ci viene presentato un impianto basato sui minimi, che poggia su un metodo di recupero a scalare di tale numero, fino alla soppressione della squadra di terra al distaccamento portuale. Tutto pur di mantenere operativa Cervia.

 

Inoltre il dirigente persiste nel suo intento nonostante fosse già a conoscenza che il Direttore regionale causa la carenza di personale, avesse richiesto al centro risorse aggiuntive per la gestione “estiva “ del distaccamento cervese.

Pertanto le scriventi denunciano una incapacità gestionale ed organizzativa di questi nostri Dirigenti che perseguono scelte scellerate limitando nei fatti la libertà individuale dei lavoratori.

 

Si segnala inoltre il reiterato mancato rispetto degli impegni firmati in sede di riunione sindacale (come i provvedimenti di mobilità e la contrattazione sul dispositivo del soccorso provinciale del 1989).

 

Il Sistema ideato si basa su criticità di fondo che produrrà effetti migratori aggiuntivi tra le varie sedi provinciali diminuendo nei fatti la sicurezza individuale dei lavoratori già resa precaria dalla grave carenza d’organico e dall’aumento dei carichi di lavoro. Tutto l’impianto graverà soprattutto sull’organico del distaccamento portuale il quale si ritroverà ridotto all’osso e dimezzato nella sua operatività a scapito di Cervia. Sebbene all’interno di un’area portuale industriale in cui sono insediate numerosissime attività a rischio di incidente rilevante, a cui si aggiunge negli ultimi anni un espansione del terminal Crociere.

Alla luce di quanto esposto, e in considerazione che l’operato del Dirigente assoggetta inequivocabilmente gli operatori del soccorso ad una riduzione della loro stessa sicurezza individuale e collettiva, in ragione del mancato rispetto delle osservazioni delle OO.SS. e pertanto delle relazioni sindacali in seno al provvedimento di riorganizzazione del soccorso provinciale.

 

Queste OO.SS. proclamano lo Stato di Agitazione Sindacale provinciale e chiedono l’attivazione nei termini di legge, della preventiva procedura di raffreddamento e conciliazione delle controversie di cui alla Legge 146/90 e successive modificazioni ed integrazioni.

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