QUANDO L'INPS AVEVA LA CODA…

Monza -

Ormai sono numerosi gli spot pubblicitari di cui è protagonista il Presidente dell’INPS in veste di promotore di messaggi rassicuranti per i Cittadini.

Grazie alle meravigliose potenzialità della tecnologia fare estenuanti code per ottenere una prestazione o una semplice informazione diventerà un lontano ricordo per gli utenti dell’Istituto. In pantofole, davanti al proprio computer casalingo, potremo virtualmente varcare le porte di tutte le Sedi dell’INPS, comodamente a casa nostra. Basta un PIN, perbacco!

Ha ragione il Presidente: perché non offrire all’assicurato queste agevolazioni? “L’INPS è sempre più vicina a te!” concludono gli spot.

Non dice però, il Presidente, che questi nuovi canali di accesso per i Cittadini non sono concepiti in aggiunta al servizio attualmente erogato, ma in sostituzione!

L’INPS ha già emesso comunicati stampa in cui annuncia che entro il 2012 tutte le richieste di prestazione all’INPS potranno essere presentate esclusivamente ON-LINE.

 

Ecco come si fanno scomparire le code agli sportelli!

Eppure gli utenti dell’INPS non sembravano così scontenti di fare la coda pur di trovare soddisfazione nelle loro richieste. E questo il ministro Brunetta lo sa benissimo: il suo progetto EMOTICON, che prevedeva la possibilità di giudicare il servizio ricevuto allo sportello esprimendolo con le “faccine”, per cui aveva stanziato 1,5 milioni di Euro allo scopo di dimostrare quanto disprezzato fosse l’impiegato “fannullone” agli occhi dei Cittadini, è stato un fallimento totale! Nelle Sedi INPS, in cui questo sistema è stato già installato, meno del 20% degli utenti ha espresso un giudizio, che è stato a favore degli impiegati nell’89% dei casi. Ciononostante le installazioni continueranno imperterrite nei prossimi mesi, incuranti del risultato e soprattutto dell’inutilità del sistema, vista la decisione di chiudere presto gli sportelli!

Sorge naturale la domanda: ma se l’utente non possiede o non sa usare il computer come può fare? La risposta chiarisce finalmente il progetto: si deve rivolgere ai consulenti esterni o ai patronati!Perché è proprio questo il progetto finale: per richiedere una prestazione che dovrebbe garantire il servizio pubblico dovremo rivolgerci a soggetti privati! I quali naturalmente saranno adeguatamente remunerati per questo. Con quali soldi? Ma con i nostri, perbacco!

 

E’ solo questione di tempo: ben presto tutti i diritti saranno a pagamento!

Ma per avere un’idea più chiara del meccanismo prendiamo l’ultima decisione presa dall’INPS in questi giorni. Leggiamo il messaggio Hermes n.2595 del 2/2/2011 firmato dal Direttore Generale:  

“Per l'anno 2011 l'Istituto non si è avvalso della facoltà di prestare assistenza fiscale ai propri sostituiti, prevista dall'art.37, d. lgs. n.490/1998. Tanto si rappresenta per le opportune iniziative di informazione all'utenza.”

Freddo, sintetico, inaspettato e senza alcuna motivazione, un messaggio che ha ricadute dirette sui pensionati, che ogni anno presentavano il loro 730 allo sportello senza pagare niente, mentre ora dovranno recarsi presso i CAF autorizzati per svolgere un diritto che è anche un dovere: presentare la dichiarazione dei redditi. Per questo “servizio” i CAF (legati a consulenti e soprattutto patronati)  riceveranno dall’Agenzia per le Entrate dai 13 ai 26 Euro per ogni 730 acquisito:

non stupisce quindi che i “sindacati concertativi” non sollevino barricate a difesa del pubblico, se poi il privato è gestito da loro stessi!

Una riprova recentissima (4/2/2011) e inquietante è la sottoscrizione da parte di CISL e UIL del CCNL del terziario, nel quale si prevede (art.176) che il trattamento di malattia dei Lavoratori del commercio non sarà pagato più dall’INPS, ma da cosiddetti Enti Bilaterali, nei quali siedono i sindacati firmatari. Si tratta di una torta sostanziosissima: l’INPS fino ad oggi incassava 4 miliardi di euro all’anno per la malattia, erogandone circa 2 e riservando l’avanzo al sostegno della spesa pensionistica. Un margine che da quest’anno finirà in tasca a privati, che si stanno affrettando a cambiare anche le regole (in peggio) per l’erogazione della malattia per i Lavoratori del commercio: all’avidità non c’è limite!

Da quando l’INPS è stato commissariato quasi ogni giorno viene chiuso un nuovo servizio. Con il pretesto del risparmio economico si affidano a privati servizi che l’Istituto garantiva alla collettività nel suo ruolo di presidio assistenziale e sociale. Un pretesto che stranamente viene meno quando si tratta di investire risorse sulle consulenze esterne, come quella della KPMG  che, per il misero compenso di 17 milioni di Euro, ha approntato un modello di ristrutturazione dell’INPS che sta conducendo al definitivo smantellamento di questo ente:

·                   già dall’1 aprile tutti gli sportelli dell’Area Metropolitana di Milano verranno chiusi al pubblico, anticipando soltanto di pochi mesi ciò che è previsto accada a tutte le Sedi entro la fine del 2012. Ogni prestazione o informazione potrà essere richiesta dagli interessati soltanto via WEB, oppure attraverso i patronati e i consulenti;

·                   l’informatica dell’INPS, con la gestione dei suoi archivi di dati sensibilissimi per la privacy, è ormai quasi completamente esternalizzata;

·                   la riscossione dei contributi è in mano ai privati (Equitalia);

·                   la spedizione dei documenti è affidata a privati (Postel);

·                   la stessa riorganizzazione è gestita da un’azienda privata (KPMG)…

 

C’è da aspettarsi ormai che presto i pensionati e gli assicurati dell’INPS rimpiangeranno di non poter fare più la coda!

Il Sindacato USB si oppone decisamente a questo progetto di privatizzazione dei servizi e dei diritti dei Cittadini e dei Lavoratori.

Il ruolo di garanzia sociale che riveste l’INPS va protetto, rivendicato e rilanciato.

Per questo l’USB metterà in atto tutte le iniziative che saranno necessarie e lancia un appello a tutti i Cittadini perché sostengano la richiesta di restituire alla collettività un Istituto pubblico e sottratto alla speculazione dei privati, a baluardo dei diritti sociali e assistenziali di tutti.

  

                                                                  USB INPS Monza Brianza

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