Regioni e Autonomie Locali: IL CONTRATTO? Scomparso! -volantino-

Nazionale -

Mentre il Governo e Comitato di settore si rimpallano la direttiva e i sindacati di regime si baloccano tra scioperi farsa e referendum da burletta, i lavoratori aspettano invano i quattro soldi promessi.

L’unica alternativa è che i lavoratori ritornino protagonisti, davvero!

-in allegato il volatino impaginato da scaricare-

Non è ancora cessato il tam-tam del finto referendum sul Welfare, che “s’ode a destra uno squillo di tromba”. E’ il solito richiamo che esce dalla sfiatata fanfara di cgil-cisl-uil tese a recuperare consensi con l’ennesimo sciopero annunciato (stavolta lo faranno? sarebbe il 3° sciopero fasullo quest’anno!).


Intanto il rinnovo del contratto si perde nei meandri delle procedure ancor prima di avviare le trattative; c’è da dire che erano molto occupati ad approvare l’accordo per l’istituzione dei fondi pensione anche negli Enti Locali, così sono pronti per lo scippo delle nostre liquidazioni.


Il Comitato di settore aveva approvato all’inizio dell’estate la direttiva sul contratto e l’aveva inviata al governo per il definitivo via libera e dare così avvio alla trattativa, ma ancora ai primi di Agosto – come confermato in un incontro che RdB ha avuto con esponenti della Conferenza delle Regioni – non c’era alcun segno positivo da parte del governo ed era palpabile il disagio del Comitato di settore.


La conclusione di alcune contrattazioni (ministeri, agenzie fiscali e scuola) e la disponibilità di nuovi tesoretti, aveva per un attimo lasciato sperare in una accelerazione nella chiusura del contratto degli enti locali, che invece non c’è stata.


Invece si è avuto un vero e proprio blocco da parte del governo.


Pochi giorni fa – tramite il ministero dell’economia – il Governo ha eccepito la direttiva, invitando il Comitato a rivederla alla luce di alcune considerazioni elaborate dal ministero.


La posizione del Comitato è rimasta inalterata poiché ha ritenuto che le indicazioni del ministero debbano limitarsi a verificare gli aspetti economici (fissati dal governo e non alterati dalla direttiva) e non rientrino nelle competenze del ministero dell’economia gli aspetti di carattere normativo.


Il 10 di Ottobre il Comitato ha restituito la direttiva al Governo per la definitiva approvazione dell’atto d’indirizzo da inoltrare all’ARAN.


La marcia indietro del Governo fa il paio con le norme scritte nella finanziaria che non lasciano presagire nulla di buono. L’aria che tira è quella di una sorta di “una tantum” per il 2007 e addio contratto.


Dopo 22 mesi di mancato rinnovo la triennalizzazione del contratto è ormai una triste e ben consolidata prospettiva.


I Lavoratori degli Enti Locali – ultimi della classe nelle retribuzioni pubbliche e in prima fila nel processo di smantellamento del pubblico impiego – debbono tornare protagonisti delle scelte che li riguardano.


Un protagonismo che apra una stagione di conflitti sia con il Governo centrale che con i governi locali per riscattare retribuzioni - ormai prossime alla soglia della povertà -, riscattare la dignità di un lavoro al servizio della cittadinanza, rilanciare lo spirito di servizio non piegato alle false meritocrazie o alle esigenze del mercato.

Per tutto questo RdB chiama i Lavoratori e le Lavoratrici degli Enti Locali allo

SCIOPERO GENERALE

del 9 novembre 2007

e a votare le liste RdB alle prossime elezioni RSU

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