Sanità al collasso e conseguenze drammatiche sul personale, USB lancia una settimana di mobilitazione nazionale /<span>Gli appuntamenti</span>

Nazionale -

Di fronte alle mancate risposte in termini di reclutamento di personale, è indispensabile dare un segnale forte a chi pensa e gestisce le politiche sanitarie nazionali e regionali.

E’ il momento di rivendicare a gran voce assunzioni immediate, la stabilizzazione del personale precario e lo scorrimento delle graduatorie in corso di validità. Non è più minimamente accettabile che, dopo due anni e mezzo di emergenza legata al Covid -19, non si sia provveduto a mettere in sicurezza il servizio sanitario nazionale.

Tutt’ora il rapporto fra infermieri e pazienti è di 1 a 12, mentre tutte le statistiche riportano che un rapporto ottimale, che consenta di limitare i rischi di salute e mortalità e garantire adeguati standard di assistenza, sia di 1 a 6. Ma per il personale le conseguenze più gravi si hanno per la mancanza di sicurezza e per le inaccettabili condizioni di lavoro. I pronto soccorso, la prima linea del servizio sanitario pubblico - che rischiano però di finire nelle mani dei privati per mancanza di personale come in Emilia e nelle Marche – vedono il più alto tasso di aggressioni, verbali o fisiche, subite dagli infermieri e dal restante personale ed in generale il 75% delle aggressioni riguarda le donne. Di fatto quasi un terzo degli infermieri è stato vittima di aggressione.

Numeri incredibili conseguenza del collasso dei pronto soccorso e in generale della sanità pubblica. Chi subisce aggressione poi, si trova ad affrontare conseguenze psicologiche che sfociano, quasi nell’11% dei casi nel burnout e nello stress lavoro correlato.

Quanto sopra evidenziato ha una sola causa che è la mancanza di personale che, oltre a non garantire come visto le più elementari misure di sicurezza costringe gli operatori sanitari a scontrarsi con continui rientri lavorativi e con la difficoltà di fruire dei più elementari istituti contrattuali quali ferie e permessi.

Chiediamo quindi la massima partecipazione alla mobilitazione che USB ha indetto per l’ultima settimana di giugno. Di seguito gli appuntamenti già in calendario.

 

Liguria                                   28 giugno ore 10

Genova                                  Consiglio Regionale della Liguria Via Fieschi 15

 

Lombardia                             30 giugno ore 14.30

Milano                                     Assessorato Sanità Regione Lombardia

 

Friuli Venezia Giulia             27 giugno ore 10.30

Trieste                                    Piazza Unità d'Italia Regione FVG

 

Marche                                   21 giugno  ore 10.30
Ancona                                   Piazzale Palazzo Raffaello Giunta Regionale Marche

 

Toscana                                29 giugno  ore 10.30
Firenze                                   Piazza Duomo 10 Sede Regione Toscana

 

Lazio                                      28 giugno  ore 10
Roma                                      Sede Regione Lazio

 

Campania                              30 giugno  ore 10.30
Napoli                                     Centro Direzionale Isola C3 Direzione Generale Tutela Salute

 

Calabria                                 20 giugno  ore 10.30
Catanzaro                               Cittadella Regionale

 

Sardegna                               28 giugno ore 10
Cagliari                                   Via Roma 223 Assessorato alla Sanità

 

USB Sanità 

17/06/2022

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