SCIOPERO GENERALE P.I.. PER LA DIGNITA' DEI LAVORATORI PUBBLICI, CONTRO LA PRECARIETA'. 40mila da tutta Italia hanno manifestato oggi in piazza a Roma -Foto-

Nazionale -

INCONTRO A PALAZZO CHIGI FRA CUB E GOVERNO

Leonardi: apertura importante, forse finisce l’apartheid

"L’alta adesione allo sciopero, e la grande partecipazione alla manifestazione nazionale, dimostrano che nessuno potrà più utilizzare i lavoratori precari contro quelli stabili e gli stabili contro i precari", commenta Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale della CUB.


Quattro treni speciali e decine di pullman da tutte le regioni hanno portato in piazza a Roma 40.000 dipendenti pubblici, che manifestando in corteo, e sostenendo le 24 ore di sciopero odierno indetto dalle RdB-CUB, bocciano nettamente la politica di smantellamento della Pubblica Amministrazione perseguita dal governo Prodi e sottoscritta da Cgil Cisl e Uil.


Presenti tutti i comparti del Pubblico Impiego: Vigili del Fuoco, Scuola, Sanità, Enti Locali, Università, Ricerca, Ministeri, Agenzie Fiscali e Parastato. Consistente la presenza dei lavoratori precari, in corteo con le Federazioni regionali e con propri striscioni: dai coordinamenti delle Cooperative sociali, ai precari del 118, che hanno sfilato in ambulanza; dagli esternalizzati della Sanità agli interinali della Giustizia; dai co.co.co. della ricerca ai moltissimi LSU, i precari storici del nostro paese.


Nel corso del corteo, un folto gruppo di lavoratori della Università e della Ricerca ha attuato una azione di protesta contro i sindacati concertativi organizzatori di un convegno sull’Università, accusandoli di essere protagonisti dell’affossamento del settore. Analoga protesta da parte della massiccia rappresentanza dei Vigili del Fuoco, che si è assiepata sotto il Ministero della Funzione Pubblica e accendendo fumogeni e fuochi d’artificio ha gridato: "Più precarietà per i vigili del fuoco, meno sicurezza per i cittadini".


Dal palco, allestito in prossimità di Palazzo Vidoni, ha aperto gli interventi Leonardi: "Il governo prenda atto del profondo malcontento presente nel Pubblico Impiego. Questo sciopero esprime che i lavoratori sono contro lo smantellamento della pubblica amministrazione, messo in atto attraverso il memorandum, e contro le chiacchiere sul precariato".


Nazareno Festuccia, della Direzione Nazionale RdB-CUB PI, ha dichiarato: "Nella Sanità i carichi di lavoro sono ormai insostenibili: si parla di reinternalizzare i settori ma non i lavoratori esternalizzati che sostengono i servizi".


Cosimo Scarinzi, per la CUB Scuola, ha messo in rilievo come i supplenti temporanei non vengono pagati da mesi: "75.000 tagli all’organico porteranno le classi a 33 studenti. E’ questo il decantato rilancio della scuola pubblica? Dopo lo sciopero avvieremo il blocco degli scrutini", ha annunciato Scarinzi.


Ha concluso Carmela Bovino, responsabile RdB-CUB per il precariato: "In questa piazza non ci sono burocrati sindacali ma lavoratori veri: a questi, e a chi li rappresenta, il governo dovrà fornire risposte concrete. Dopo San Precario deve arrivare Santa Assunta-Davvero".

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INCONTRO A PALAZZO CHIGI FRA CUB E GOVERNO
Leonardi: apertura importante, forse finisce l’apartheid

Al termine dell’incontro avvenuto oggi a Palazzo Chigi, al termine della manifestazione nazionale dei pubblici dipendenti in sciopero generale per 24 ore, fra la delegazione della Confederazione Unitaria di Base ed il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta ed il Ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais, Pierpaolo Leonardi, Coordinatore Nazionale della CUB, ha dichiarato: ''Il governo si e' riservato di decidere sulla partecipazione della CUB ai tavoli fra governo e parti sociali prima di Pasqua. Il Sottosegretario Letta ha affermato che la partecipazione ai tavoli non comporta necessariamente la sottoscrizione degli accordi. Questa è una novità importante, dato che finora siamo stati esclusi dai tavoli in quanto non firmatari degli accordi del ’93, e forse finisce l’apartheid".
''Letta ci ha assicurato che il Governo andrà più veloce nella direzione della stabilizzazione dei precari - continua Leonardi – dal canto nostro abbiamo chiesto l’avvio nella verifica dell'ammontare dei "fondi dormienti" previsti in finanziaria, il 20% dei quali deve essere utilizzato per la stabilizzazione dei precari".
Per quanto attiene ai rinnovi dei contratti, il Ministro Nicolais ha confermato che le direttive dell’ARAN in via di emanazione sono riferite al biennio 2006-2007. "Quindi allo stato attuale - aggiunge Leonardi - non sono previsti slittamenti dei termini contrattuali".
"Ci auguriamo che i dati molto alti, sia di adesione allo sciopero del Pubblico impiego da noi indetto per oggi, che di partecipazione alla manifestazione nazionale a Roma, vengano tenuti dal Governo in seria considerazione", conclude Leonardi.

 

 

 


31 marzo 2007 - Asca

GOVERNO: BLOCK NOTES DELL'ATTIVITA' DAL 26 AL 30 MARZO

(ASCA) - Roma, 31 mar - VENERDI' 30:
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INCONTRO NICOLAIS E LETTA CON RDB-CUB: il Sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta e il Ministro per le Riforme e innovazioni nella pubblica amministrazione hanno incontrato una delegazione della Confederazione RdB-Cub per affrontare la questione sollevata dalla Confederazione circa la sua partecipazione ai tavoli di concertazione di Palazzo Chigi, nonche' alle problematiche del pubblico impiego e del precariato.
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31 marzo 2007 - Il Manifesto

Pubblico impiego fermo ieri per un'agitazione indetta dalle RdB: 40.000 in corteo a Roma
Uno sciopero riuscito al Cub
di Francesco Piccioni

Roma Quando c'è gente disposta a mettersi in viaggio dalla Sardegna o da Torino, da Reggio Calabria o da Milano, da Bologna come da Napoli o dalla Toscana, per arrivare fino a Roma e mettersi a scarpinare dopo una notte di viaggio... beh, vuol dire che c'è un problema molto sentito e si confida anche nella possibilità di risolverlo con la mobilitazione. E' la tradizione del movimento dei lavoratori.
Ieri mattina l'hanno rinverdita i dipendenti pubblici chiamati allo sciopero dalle Rappresentanze di Base (Rdb-Cub), con un corteo - partito da piazza della Repubblica - che ha raggiunto il ministero della funzione pubblica, in Corso Vittorio. Un fiume di gente e di bandiere, che gli organizzatori hanno quantificato in 40.000 e la questura, stavolta, non sembra aver contraddetto. In testa i vigili del fuoco - tanti, in divisa, «ben piazzati» - comparto fondatore di questo sindacato di base, sicuramente la faccia del pubblico impiego che nessuno si sognerebbe di criticare. L'arrivo dei treni ritarda l'avvio della marcia, con i toscani in pullman bloccati a Saxa Rubra (alle porte della città). Si srotolano gli striscioni, contro la precarietà, la legge 30, il «precariato di stato». Illuminante quello delle educatrici della Farmacap (60, tutte precarie): «La stabilità del paese è fondata sul lavoro, ma se il lavoro non è stabile?».
I dati sulle adesioni tardano ad arrivare, anche perché la quasi totalità dei delegati è a Roma per il corteo. Dalle sedi periferiche giungono però notizie di uffici completamente chiusi, con qualche protesta di utenti non informati (ah, la stampa...) dello sciopero.
Al contrario del corteo del 6 ottobre, dove i precari del pubblico impiego erano massa compatta, ieri si son visti di meno. Pesano i «ricatti» sul lavoro, e anche un po' di confusione su cosa farà il governo in tema di «stabilizzazione». Finora le promesse si sono sprecate, nei fatti non è cambiato nulla.
Il nodo, del resto, è tutto politico. Un po' perché lo stato è anche il «datore di lavoro», un po' perché questa categoria è quella che più compattamente ha sostenuto il centrosinistra. Al centro c'è quello che le RdB chiamano il «progetto di smantellamento» della pubblica amministrazione. Nell'incontro di due giorni fa il governo ha presentato solo i «capitoli generali» del suo disegno di «riorganizzazione». L'unico ministero che abbia presentato un piano dettagliato è, non a caso, quello dell'economia, destinato a fare da apripista. E qui si parla chiaramente di «chiusura di sedi», istituzione di «sedi regionali o interregionali», mentre sembra non ci sia una riga sui servizi da erogare e la loro qualità. Né sulla ricollocazione del personale che dovesse risultare localmente in eccesso. Il tutto per contenere la spesa di appena 7 milioni di euro! Inevitabile, spiegano, un «aumento della conflittualità» in ogni sede periferica, con relativo aumento della conflittualità con l'utenza. Anche perché il «raggiungimento dei risultati» (il «dimagrimento») diventa un vincolo per i singoli enti: se non li raggiungono non possono stabilizzare precari né procedere ai passaggi di livello.
Nel successivo incontro con Enrico Letta e il ministro Luigi Nicolais, la delegazione RdB guidata da Pier Paolo Leonardi ha posto le tre questioni principali sul tappeto: le relazioni sindacali (RdB è esclusa da tutti i tavoli di concertazione pur essendo tra i sette sindacati rappresentativi ammessi nel Cnel, in quanto non firmò - 14 anni fa - gli accordi del luglio '93)), le risorse finanziarie per stabilizzare i precari e quelle per rinnovare il contratto del pubblico impiego, mantenendo il biennio economico ormai in scadenza (2006-2007; molti sospettano che il governo voglia «saltarlo»). Risposte interlocutorie, ovviamente, ma positive almeno per quanto riguarda l'ammissione della Cub ai tavoli, senza che questo implichi l'obbligo a sottoscrivere eventuali accordi finali. Ora bisogna vedere se l'intero governo darà l'assenso a questa impostazione, rilevante anche al fine di garantire le libertà sindacali sui luoghi di lavoro (spesso a Cub e Cobas viene rifiutato il diritto di assemblea). Sulle risorse, si chiede di verificare rapidamente quanto può venir fuori dai «conti dormienti», che la finanziaria prevede siano destinati al 20% per l'assunzione di precari.


31 marzo 2007 - Liberazione

Sciopero delle RdB Cub e grande corteo a Roma. Per il contratto e per dire basta alla precarietà
Pubblici, il grido dei 40mila: «Il governo ci ascolti»
di Manuele Bonaccorsi

Albert, 29 anni, vigile del fuoco, non lavora più di 160 giorni l'anno. Come lui sono costretti ad "arrangiarsi" con altri impieghi, spesso in nero, altri 15mila pompieri precari. Vestito come se fosse appena tornato da una missione, regge lo striscione del suo spezzone: "più precari = meno sicurezza". Il corteo delle Rdb Cub - 40 mila persone in piazza a Roma nel giorno dello sciopero nazionale del pubblico impiego - sfila, rosso e rumoroso, per via Cavour e racconta storie di ordinaria precarietà, di un lavoro sfruttato e offeso.
Sfila Annalisa, 44 anni, precaria di una società mista della Campania che rischia di perdere, con l'obbligo della gara, l'assegnazione del servizio; sfilano i sardi, tutti col caratteristico berrittas sul capo, che cantano uno slogan fin troppo chiaro: "a sinistra/ come a destra/ precari si era/ precari si resta». E ancora gli informatici del ministero di Grazia Giustizia: cocoprò per contratto, dipendenti per mestiere; e poi un'autoambulanza, preceduta da un "precario in barella", giunta direttamente da Avezzano. Alla guida, ovviamente, un lavoratore a tempo determinato.
Ma non ci sono solo precari nella riuscita manifestazione delle Rdb Cub, il più grande sindacato autonomo, con oltre 700 mila iscritti. Ci sono anche i lavoratori a tempo indeterminato, che chiedono un nuovo contratto e lamentano carenze di materiali e strumenti. Accade, ad esempio, nel dicastero di Mastella e al ministero del Lavoro dove, dice Lucilla, 43 anni, «dobbiamo comprarci evidenziatori e carta igenica coi nostri soldi». «Per la prima volta sono insieme i lavoratori "normali" e i precari, i cui interessi sembrano contrapposti. Per noi la battaglia per il rinnovo del contratto non è diversa da quella per la stabilizzazione e per una pubblica amministrazione di qualità», spiega Urbano Fascetti, del direttivo nazionale del sindacato, che cammina con la sua bandiera rossa accanto al camion che apre il corteo.
Quattro treni speciali, 6 pullman da Bari, 8 dalla Calabria: «Chi è venuto qui vale doppio, perchè non solo ha rinunciato alla giornata di lavoro, ma ha anche pagato di tasca propria il viaggio. Il nostro sindacato non ha certo le risorse dei confederali», aggiunge Fascetti. E che Cgil Cisl e Uil, tra i 40mila di ieri, non godano di molta fiducia è possibile notarlo dalla contestazione con cui i precari della ricerca, al grido "Buffoni, buffoni", ha interrotto un convegno indetto dalla Flc Cgil sul "ruolo dell'università per la crescita del sistema paese". Il corteo giunge davanti al ministero della Funzione Pubblica intorno all'una. Qui i vigili del fuoco accendono i loro fumogeni, mentre davanti all'ingresso viene messo un pupazzo di cartapesta raffigurante un Prodi-Frankenstein con la gamba rotta e un sacchetto di denaro in mano, con il commento "Tfr= Ti Frego i Risparmi".
Rita, 47 anni, porta un piccolo lenzuolo insieme ai suoi colleghi, gli Lsu del comune di Cervaro, provincia di Frosinone: «Siamo in 38, contro 40 impiegati "regolari"; dopo 10 anni ancora aspettiamo l'assunzione, anche se senza di noi gli uffici si fermerebbero». Poi ci sono gli operai del ministero della Difesa, precari da vent'anni: da quando, cioè, hanno iniziato a lavorare a giornata, per aggiustare le piste degli aeroporti militari. Molti di loro non sono più giovanissimi. Come Francesco Colacicco, 58 anni, che lavora nell'aeroporto della III Regione Aerea di Bari. Anche lui, per arrivare a fine mese, è costretto a lavorare in nero. «I soldi per gli aerei militari ci sono, per noi no», dice. E spiega che, nonostante l'anzianità, «per il governo non possiamo aspirare all'assunzione: non raggiungiamo neppure il requisito minimo di 3 anni di impiego negli ultimi 5». Poco dietro c'è Lorenzo, 45 anni e due figli, un Lsu che il suo comune (Agira, provincia di Enna) ha deciso di impiegare come conducente degli autobus comunali. «Il sindaco- spiega - dice di non avere i soldi per assumerci, quindi ci lascia a lavorare col sussidio dell'Inps».
Il comizio si apre con l'intervento di Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale del sindacato: «Il governo prenda atto del profondo malcontento del Pubblico Impiego. Lo sciopero dimostra come i lavoratori siano contro lo smantellamento della pubblica amministrazione prodotto dal memorandum, e contro le chiacchiere sul precariato», accusa Leonardi, poco prima di recarsi all'incontro di Palazzo Chigi. Le Rdb Cub chiedono di essere ammesse ai tavoli di trattativa tra governo e parti sociali, pur mantenendo il loro carattere di sindacato non concertativo che ha rifiutato di firmare gli accordi del luglio del '93. Che ne abbiano diritto, d'altronde, lo prevede la Legge Bassanini sui "sindacati maggiormente rappresentativi". Alla fine dell'incontro con i sottosegretari Letta e Nicolai, le Rdb Cub strappano la promessa di una convocazione prima di Pasqua.


31 marzo 2007 - L'Unità

PROTESTA. In piazza a Roma i sindacati di base dei lavoratori del pubblico impiego

Ieri a Roma sono scesi in piazza a migliaia per lo sciopero convocato dal sindacato Rdb Cub: sono i lavoratori pubblici, quelli dell’università, i ricercatori, quelli della pubblica amministrazione, ma anche quelli dei lavori socialmente utili, del 118, di Farmacap e tanti vigili del fuoco anche in divisa. In 40mila, secondo gli organizzatori, hanno manifestato da piazza della Repubblica fino alla sede del ministero della Funzione pubblica guidato da Luigi Nicolai. Salario inadeguato, mobilità selvaggia, dignità dei lavoratori, sicurezza e diritti, aumento dei salari: sono alcune delle richieste avanzate dai lavoratori che annunciano una stagione di lotta contro lo smantellamento della pubblica amministrazione, contro i tagli e la mobilità incerta. Nel pomeriggio una delegazioni Rdb Cub ha incontrato a palazzo Chigi il ministro Nicolai e il sottosegretario Letta.

Se la delusione diventa allarme
di Bruno Ugolini

Parole dure come pietre quelle pronunciate ieri da Guglielmo Epifani. Anche se inserite in un discorso pacato, tutto teso a descrivere le difficoltà oggettive in cui si trova il governo di centrosinistra. Un giorno alle prese con l'Afghanistan, l'altro con la Santa Madre Chiesa che legifera per conto proprio sui destini della coppia italiana. Coppia magari costretta a fragili convivenze, a causa di fragili rapporti di lavoro. Fatto sta che un tale accavallarsi di problemi e di scadenze turba e pregiudica anche i rapporti con i sindacati.
Alle volte sembrano mandare in tilt quella "concertazione" che doveva essere il fiore all'occhiello dei nuovi abitanti di Palazzo Chigi. E così ieri i titoli delle agenzie di stampa erano dedicati al segretario della Cgil che amaramente racconta di un governo fragile perché incapace di programmare, costretto a lavorare giorno per giorno, senza priorità, senza bussola. Uno sfogo più che una requisitoria, un appello a darsi una mossa, a non ripetere l'andamento che ha caratterizzato il brutto dibattito nel Paese, attorno ai contenuti, via via modificati della legge Finanziaria. Sono osservazioni che del resto chiunque frequenti gli ambienti del mondo del lavoro, sente ripetere con insistenza. Basta ascoltare le voci dei pensionati che vorrebbero un meccanismo di tutela delle pensioni dimagrite. Oppure prendere atto delle denunce dei lavoratori del pubblico impiego alle prese con un contratto che non si rinnova e con un ministro, Tommaso Padoa Schioppa che sopprime 80 uffici e ne duplica altri. Mentre per le vie di Roma organizzazioni corporative, sotto il nome di rappresentanze di base, riprendono fiato e organizzano la protesta.
Il sindacato considerato "amico" dovrebbe tacere e lasciar correre, per non fare il gioco del centrodestra? Non farebbe il suo mestiere, non gioverebbe agli stessi destini del centrosinistra, per non parlare delle sorti del Paese. Il quale non trasuda di entusiasmo. Le cifre sui salari dell'Eurispes accrescono il malessere del mondo del lavoro. Sapere che la crescita media delle buste paga sono state in Italia dell'oltre il 4 per cento in meno rispetto all'Europa, non può rincuorare gli animi. Eppure, di fronte a questo stato di cose, si intende varare una misura, quella sull'Ici, dalle caratteristiche prettamente elettoralistiche. Una misura che non fa distinzioni di reddito, cade "a pioggia". Non premia quelli che magari non posseggono alcuna casa e che sono rimasti beffati dalle mancate detrazioni annunciate per le paghe di gennaio. E che giustamente aspira a precisi vantaggi fiscali.
Le denunce, le delusioni, nascono da queste riflessioni. E richiamano (come ha fatto Epifani) quel fantomatico "tesoretto" strattonato da tutte le parti. Doveva essere la "dote", la risorsa messa a disposizione di una politica finalmente equa, atta ad agevolare la maxi-trattativa con le parti sociali. Invece appare già ridimensionato, consumato. Eppure non c'è nello sfogo di Epifani (ma anche di altri esponenti del mondo sindacale) la pretesa di una svolta messianica. Sanno bene che la strada del "tutto e subito" è impraticabile. In quelle dure parole, c'è innanzitutto, una voglia di certezze, di proposte non labili. Sanno che è una corsa ad ostacoli. Ma per non essere disarcionati occorre una guida sicura, un traguardo certo, un percorso tracciato.


31 marzo 2007 - La Stampa

Epifani: governo fragile, non so se durerà

ROMA - Cresce la tensione tra sindacati e governo. Il segretario della Cgil Epifani teme per le sorti del «tesoretto» e parla di esecutivo «fragile», che «lavora giorno per giorno senza alcuna programmazione». I sindacati del pubblico impiego, invece, attaccano frontalmente il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Oggetto del contendere, dopo gli attriti sul rinnovo dei contratti, il piano di riorganizzazione interna del ministero di via XX Settembre che porterebbe, tra l’altro, alla soppressione di 80 uffici (40 subito e 40 in due anni) e a 8.000 esuberi. Per Cgil, Cisl e Uil il piano è «irricevibile», e per questo hanno deciso di convocare per la mattina del 5 aprile una assemblea nel grande cortile interno del ministero. Pesanti le accuse che Carlo Podda (Fp Cgil), Rino Tarelli (Cisl Fp) e Salvatore Bosco (Uil Pa) rivolgono a Padoa-Schioppa: «E’ ormai evidente a tutti che a lei intrattenere una normale, rispettosa ed educata prassi sulle relazioni sindacali poco importa ed a nulla per lei valgono gli impegni politici concordati con le organizzazioni sindacali. E’ diventato suo abituale costume - proseguono - l’indifferenza nei confronti di coloro che patiscono o potrebbero patire gli effetti delle sue esternazioni o delle sue decisioni». E ancora: «Non c’é alcun dubbio ormai sul fatto che a lei della presenza sul territorio delle Amministrazioni pubbliche poco importa, ma, cosa ancora più grave, è altrettanto indubbio che lei ignora i meccanismi organizzativi e complessi della macchina amministrativa pubblica». In attesa dello sciopero generale del 16 aprile ieri sono state le Rdb-Cub ad aprire le ostilità: a Roma erano oltre 40 mila lavoratori in piazza per protestare «contro lo smantellamento progressivo della pubblica amministrazione».
Pesanti anche le parole del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. «Non vorrei arrivare a giugno - ha osservato ieri - scoprendo che il tesoretto è già stato suddiviso senza che ce ne accorgessimo, restando così senza risposte ai problemi che intendiamo porre ai tavoli». Le decisioni assunte in questi ultimi giorni, fanno temere il peggio: «con l’operazione Ici e senza interventi sulle rendite finanziarie (che pure erano previsti nella finanziaria) il tesoretto è già finito, consumato, insomma tolto di mezzo. Il governo valuti a giugno l’entità di questo tesoretto - ammonisce Epifani - e verifichi quali sono le priorità».


31 marzo 2007 - Il Sole 24 Ore

STATALI. Protesta della Rdb, 40mila in piazza

Sono stati 40mila i lavoratori, aderenti alle RdbCub, che da tutta Italia hanno ieri manifestato a Roma per chiedere la chiusura della vertenza sul pubblico impiego.

GOVERNO SINDACATO
Perché Epifani alza la posta

Dovranno scontare un po' di effettorimbombo dovuto al clamore che procura una frase estrapolata e trasformata in titolo, ma le accuse del segretario Cgil, Guglielmo Epifani, al Governo («È fragile, non sa scegliere le priorità, non può programmare a lungo termine») non sono solo di ieri. Da qualche tempo la Cgil ha alzato la posta nel confronto aperto con la nuova fase di concertazione: in gioco ci sono i fondi per il contratto del pubblico impiego (dove la Cgil è diventata maggioranza) e la partita pensioni (dove i tre sindacati non hanno intenzione di cedere sull'innalzamento dell'età). Il timore di Epifani è quello di essere scavalcato a sinistra — e proprio ieri i sindacalisti delle rappresentanze di base hanno fischiato la Cgil — ma c'è un timore più grande che deve assalire il leader della Cgil: quello di rendere vana e improduttiva la concertazione. Quanto al Governo farebbe bene a cogliere l'urgenza di dare nuovi segnali: dopo tanta ansia da quorum servirebbero risultati più solidi e di medio periodo sui temi strategici del Welfare. Anche se, nel merito, nella direzione opposta rispetto a quanto chiede la Cgil.


31 marzo 2007 - Il Messaggero

Roma. E’ stata alta l’adesione allo sciopero e alla manifestazione...

Roma - E’ stata alta l’adesione allo sciopero e alla manifestazione che ha visto scendere in piazza, ieri mattina, quarantamila dipendenti pubblici. Questo il bilancio dalle Rdb-Cub dello sciopero di 24 ore dei lavoratori del pubblico impiego che si è svolto per «bocciare la politica di smantellamento della pubblica amministrazione sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil». Presenti tutti i comparti del pubblico impiego: vigili del fuoco, scuola, sanità, enti locali, università, ricerca, ministeri, agenzie fiscali e parastato, ma anche i coordinamenti delle Cooperative sociali, i precari del 118, che hanno sfilato in ambulanza, gli esternalizzati della Sanità e gli interinali della Giustizia. A metà mattinata la manifestazione ha provocato rallentamenti e file sui lungotevere, i vigili urbani hanno creato blocchi temporanei per arginare il caos. E il presidente del I Municipio, Giuseppe Lobefaro, lancia l’appello: «E se trovassimi un’area, come il Circo Massimo, dove far confluire tutti coloro che intendono protestare e ridurre così i tragitti dei cortei?»

ROMA Se davvero Padoa-Schioppa vuole chiudere 80 uffici del Tesoro...
di PIETRO PIOVANI

ROMA - Se davvero Padoa-Schioppa vuole chiudere 80 uffici del Tesoro in tutta Italia, e mettere in mobilita almeno 3 mila dipendenti, il suo progetto è partito molto male. Ha inviato una bozza di decreto ai sindacati, e questi l’hanno restituita al mittente, dichiarandola irricevibile. Anzi, peggio ancora, fino a ieri Cgil, Cisl e Uil avevano scelto la linea del «facciamo finta di non avere neppure ricevuto».
Ieri però "Il Messaggero" ha raccontato del testo spedito dal ministro dell’Economia, e a questo punto i sindacati hanno dovuto prendere posizione. Lo hanno fatto in modo pesante. Hanno scritto una lettera personale, firmata dai tre segretari di categoria del pubblico impiego Podda (Cgil), Tarelli (Cisl) e Bosco (Uil), con frasi del tipo: «È ormai evidente a tutti che a Lei intrattenere una normale, rispettosa ed educata prassi sulle relazioni sindacali poco importa» o «non possiamo che tracciare una valutazione totalmente negativa sul suo operato». Il tono della lettera è durissimo, una dichiarazione di guerra senza possibilità di ripensamenti, compresa la rituale minaccia di adottare «ogni azione possibile e iniziativa di lotta». Anche gli altri sindacati si dicono indignati dal comportamento di Padoa-Schioppa. L’Ugl per esempio parla di «un atto di gravità inaudita».
I sindacati contestano anche la parte del testo del ministro in cui si parla di dirigenti. La bozza di decreto presentata l’altro giorno prevede 60 poltrone dirigenziali in meno. In realtà molte di queste sono solo poltrone "virtuali", che già oggi esistono solo sulla carta ma non sono occupate da nessuno. Inoltre il ministro vuole creare nuove strutture che i sindacati definiscono «duplicazioni di uffici».
L’incidente riguarda il personale del Tesoro, ma potrebbe avere ripercussioni per tutti i dipendenti pubblici. In questi giorni i sindacati e Padoa-Schioppa si stanno sfidando in un faticoso braccio di ferro sugli aumenti di stipendio, il ministro non vuole concedere i 2 miliardi necessari per pagare gli arretrati del futuro contratto nazionale. Si sta cercando un accordo, anche con la mediazioni di altri ministri (a cominciare da Nicolais), ma ora la vertenza sul Tesoro può ulteriormente complicare la trattativa.
Ieri intanto si è tenuto lo sciopero delle Rdb-Cub, sindacato autonomo di sinistra, che ha anche organizzato una manifestazione per le strade di Roma. Protestano per «bocciare la politica di smantellamento della pubblica amministrazione sottoscritta da Cgil,Cisl e Uil».


31 marzo 2007 - La Repubblica

La protesta del presidente del municipio Lobefaro
Corteo del pubblico impiego "Centro storico penalizzato"
"Trovare insieme un´area dove organizzare le manifestazioni"

Roma - «Dopo la giornata nera di giovedì con il blocco della metropolitana, Roma e il centro storico sono costretti all´ennesima situazione di disagio provocato da una legittima protesta, quella delle Rdb del pubblico impiego, che però non raggiunge lo scopo prefissato, quello della sensibilizzazione delle persone, ma che innervosisce solo i cittadini bloccati nel traffico».
È quanto dichiara il presidente del primo municipio Giuseppe Lobefaro a proposito della manifestazione che ha paralizzato il traffico in centro. Lobefaro lancia un appello: «Trovare insieme un´area, come per esempio il Circo Massimo, dove far confluire tutte le proteste». Inoltre: «Sarebbe utile che ci fosse un´informazione capillare nei giorni precedenti le manifestazioni in modo che i cittadini possano organizzare di conseguenza la propria vita quotidiana».


31 marzo 2007 - Romaone

Quarantamila i partecipanti che hanno partecipato al corteo organizzato a Roma dalla Rdb-Cub, in concomitanza con lo sciopero generale
Il corteo si è concluso attorno alle 13.30

Roma, 30 marzo 2007 - 'Giù le mani dalla pubblica amministrazione': questo lo slogan lanciato stamani a Roma dalla Rdb-Cub del pubblico impiego che ha indetto una manifestazione nazionale, in concomitanza con lo sciopero generale, contro il precariato, il 'memorandum' e la mobilità selvaggia.
Il corteo di dimostranti, arrivati da tutta Italia - 40 mila persone, secondo gli organizzatori - è partito da piazza della Repubblica e si è concluso attorno alle 13.30 in corso Vittorio Emanuele, davanti al ministero della Funzione Pubblica.
Vigili del fuoco, precari della sanità, della ricerca, lavoratori della giustizia e della scuola, aderenti alle Red-Cub hanno sfilato per le vie del Centro sventolando in alto le bandiere della Federazione delle Rappresentanze di base-Cub. Ad aprire il lungo torpedone, lo striscione 'Per la dignità dei lavoratori pubblici, contro la precarietà'. Ma ogni gruppo di manifestanti ha gridato il proprio slogan. "Più precari VVF uguale meno sicurezza per i cittadini. Stabilizzazione per tutti i discontinui": è il cartello innalzato dai pompieri arrivati da Bologna. "No alla privatizzazione delle società miste", recita, invece, lo striscione di Rdb Sma Campania. Ci sono anche le educatrici Farmacap che innalzano "La stabilità del Paese è fondata sul lavoro ma se il lavoro non è stabile?".
In piazza pure i precari della sanità del Lazio che portano il cartello con su la scritta "Da Anni Verdi a Ri.Rei dalla padella alla brace". A sfilare nel lungo corteo anche lo striscione "La giustizia è morta... e anche i lavoratori non stanno tanto bene". E mentre dal camion che apre il serpentone una voce al megafono chiede "assunzione di tutti i precari, valorizzazione del lavoro pubblico" ricordando questa giornata di sciopero generale, il corteo è animato da musica, fischi e accompagnato a tratti dalla sirena accesa di un'ambulanza che sfila tra i manifestanti.
Alle 13.30, come spiegato dagli organizzatori della manifestazione di Roma, una delegazione della Rdb-Cub pubblico impiego si è recata a Palazzo Chigi per incontrare il sottosegretario Enrico Letta e il ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais. Alle 14, inoltre, è previsto un altro incontro al Ministero della Pubblica Istruzione.


31 marzo 2007 - Corriere della Sera

TRAFFICO
Lobefaro: i cortei? Al Circo Massimo

Roma - «Trovare un'area, come il Circo Massimo, dove far confluire tutti coloro che intendono protestare e ridurre così i tragitti dei cortei». È l'idea lanciata dal presidente del I Municipio, Giuseppe Lobefaro, dopo «l'ennesima situazione di disagio» vissuta ieri nel centro storico di Roma per la «legittima protesta» dei lavoratori delle Rdb-Cub Pubblico impiego. Per il minisindaco così «non si raggiunge certo lo scopo prefissato, quello della sensibilizzazione delle persone, ma si innervosisce solo i cittadini bloccati nel traffico allontanandoli dalla condivisione delle motivazioni».


31 marzo 2007 - Il Messaggero Veneto

Udine. Un centinaio di adesioni allo sciopero Rdb-Cub

Udine - Erano una cinquantina circa i lavoratori friulani iscritti alle rappresentanze sindacali di base Rdb – Cub che, in rappresentanza dei dipendenti pubblici stabili e precari, hanno partecipato ieri a Roma alla manifestazione per lo sciopero generale indetto per protestare contro il "ritardo consistente nel rinnovo dei contratti e nel dare risposta ai quasi 300 mila precari che attendono di essere assunti". Il membro del coordinamento regionale Rdb-Cub Fvg Alessandro Civran si è detto soddisfatto della partecipazione che complessivamente in Provincia ha coinvolto più di un centinaio di lavoratori, il 50% degli iscritti circa. "Tra questi – dice Civran – molti rappresentanti della sanità e della scuole e soprattutto i precari dei vigili del fuoco". Per quanto riguarda invece i vigili permanenti dalla caserma di via Popone fanno sapere che gli scioperanti sono stati solamente 4, con 31 assenti per malattia o ferie e 64 vigili presenti sul posto di lavoro. Tra i motivi dello sciopero Civran ha ricordato il salario inadeguato, contratti senza limiti di tempo e senza garanzie di rinnovo, il mancato riconoscimento della professionalità acquisita in anni di lavoro, l’incremento dei carichi di lavoro dovuto al blocco delle assunzioni. (c.r.)


31 marzo 2007 - La Nazione

PERUGIA. SCUOLE con i portoni chiusi...

PERUGIA — SCUOLE con i portoni chiusi e dunque lezioni sospese ieri a causa dello sciopero del personale Ata (bidelli e tecnici) indetto dai Cobas. La mobilitazione — avvertono dalle segreterie delle varie scuole — è avvenuta a macchia di leopardo, visto che l’astensione dal lavoro ha avuto dei picchi in alcune scuole della provincia, mentre in altre le lezioni si sono svolte con regolarità. «Lo sciopero è stato causato dai tagli subiti negli organici del personale Ata», rivendicano i Cobas, che si sono comunque dissociati dallo sciopero regionale e nazionale indetto per il 16 aprile dai sindacati confederali.
I SINDACATI sottolineano poi che la riduzione del personale Ata, che a livello nazionale è stimata in oltre 4.000 unità, avrà poi una ricaduta in Umbria particolarmente devastante e assolutamente non sostenibile, data la difficoltà di affrontare il complicarsi del lavoro di assistenza e sorveglianza svolto dai collaboratori scolastici e specialmente negli uffici tecnici ed amministrativi, dove la mole delle competenze è cresciuta in maniera esponenziale.
Le organizzazioni sindacali rilevano inoltre che, nella formazione delle classi, non sono stati rispettati i parametri previsti dal decreto ministeriale 141/99 sugli alunni portatori di handicap per cui, questi ultimi, sono stati inseriti in classi iniziali di 25 studenti.
ARIA DI VACANZE. Intanto in molte scuole già si parla di ferie pasquali. In virtù dell’autonomia non ci sono date obbligatorie da rispettare, ma la maggior parte degli istituti sospenderà le lezioni a partire da mercoledì.(S.A.)


30 marzo 2007 - Adnkronos

P.I.: LETTA E NICOLAIS RICEVONO DELEGAZIONE RDB/CUB
ESPRESSA VOLONTA' PARTECIPARE A TAVOLI CON IL GOVERNO

Roma, 30 mar. - (Adnkronos) - Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, e il ministro per le Riforme e le innovazioni nella P.a, Luigi Nicolais, hanno ricevuto oggi a Palazzo Chigi una delegazione delle Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego-Confederazione Unitaria di Base (RdB/Cub), a conclusione dello sciopero odierno indetto dalle stesse. ''La delegazione -si legge in una nota diffusa dall'ufficio stampa della Presidenza del consiglio- ha manifestato la volonta' di partecipare ai tavoli con il Governo nel rispetto delle regole e dei principi di dialogo''. ''Le RdB/Cub hanno inoltre presentato al Governo la richiesta di una stabilizzazione del precariato nel Pubblico Impiego. Il Governo ha confermato l'impegno per una riduzione della precarieta' e si e' riservato di studiare forme e modi di partecipazione delle RdB/Cub ai tavoli'', conclude la nota.

P.I.: RDB-CUB, ALTA ADESIONE A SCIOPERO IN 40 MILA A MANIFESTAZIONE

Roma, 30 mar. - (Adnkronos)- Alta adesione allo sciopero e alla manifestazione a Roma che ha visto scendere in piazza 40 mila dipendenti pubblici. E' questo il bilancio tracciato dalle Rdb-Cub dello sciopero di 24 ore dei lavoratori del pubblico impiego che si e' svolto oggi per ''bocciare la politica di smantellamento della pubblica amministrazione e sottoscritta da Cgil, Cisl e Uil''. Un successo, questo, che dimostra che nessuno potra' piu' utilizzare i lavoratori precari contro quelli stabili e gli stabili contro i precari'', commenta Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della CUB. Presenti tutti i comparti del pubblico impiego: vigili del fuoco, scuola, sanita', enti locali, universita', ricerca, ministeri, agenzie fiscali e parastato. Consistente, riferiscono le Rdb-Cub, la presenza dei lavoratori precari, in corteo con le Federazioni regionali e con propri striscioni: dai coordinamenti delle Cooperative sociali, ai precari del 118, che hanno sfilato in ambulanza; dagli esternalizzati della Sanita' agli interinali della Giustizia; dai co.co.co. della ricerca ai moltissimi lsu, i precari storici del nostro paese. La rappresentanza dei vigili del fuoco, che si e' assiepata sotto il ministero della Funzione Pubblica accendendo fumogeni e fuochi d'artificio, ha scandito lo slogan: ''piu' precarieta' per i vigili del fuoco, meno sicurezza per i cittadini'' . Dal palco, allestito in prossimita' di Palazzo Vidoni, ha aperto gli interventi Leonardi: ''il governo -ha detto- prenda atto del profondo malcontento presente nel pubblico impiego. Questo sciopero esprime che i lavoratori sono contro lo smantellamento dello pubblica amministrazione, messo in atto attraverso il memorandum, e contro le chiacchiere sul precariato''. ''Nella sanita' -ha denunciato Nazareno Festuccia della direzione nazionale Rdb-Cub Pi- i carichi di lavoro sono ormai insostenibili: si parla di reinternalizzare i settori ma non i lavoratori esternalizzati che sostengono i servizi''. E Cosimo Scarinzi, per la CUB Scuola, ha messo in rilievo come i supplenti temporanei non vengono pagati da mesi: ''75.000 tagli all'organico porteranno le classi a 33 studenti. E' questo il decantato rilancio della scuola pubblica? Dopo lo sciopero avvieremo il blocco degli scrutini'', ha annunciato. Ha concluso Carmela Bovino, responsabile RdB-CUB per il precariato: ''In questa piazza non ci sono burocrati sindacali ma lavoratori veri: a questi, e a chi li rappresenta, il governo dovra' fornire risposte concrete. Dopo San Precario deve arrivare Santa Assunta-Davvero''.


30 marzo 2007 - Ansa

STATALI: RDB CUB, A P.CHIGI PER GARANZIE PRECARI E CONTRATTI

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Garanzie sul mantenimento del biennio contrattuale 2006-2007 nella trattativa per gli statali e sulla stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. È quanto ha chiesto la delegazione della Rdb Cub che oggi, dopo la manifestazione proclamata per il pubblico impiego, è stata ricevuta a palazzo Chigi, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta e dal ministro per le riforme e l'innovazione nella pa, Luigi Nicolais. «Letta ci ha assicurato che il governo andrà più veloce nella direzione della stabilizzazione dei precari» ha detto il coordinatore nazionale dell'organizzazione, Pier Paolo Leonardi spiegano di aver chiesto una accelerazione delle verifica dell'ammontare dei fondi dormienti, il 20% dei quali deve essere utilizzato per la stabilizzazione dei contratti. «Il governo ci ha anche assicurato che a giorni varerà le direttive per la trattativa sul biennio 2006-2007» ha aggiunto Leonardi che ha annunciato «dati molto alti» di adesione allo sciopero proclamato oggi e di partecipazione alla manifstazione, «con molti uffici chiusi».

CONCERTAZIONE: A GIORNI DECISIONE GOVERNO SU AMMISSIONE CUB

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Entro Pasqua anche la Rdb Cub saprà se sarà ammessa ai tavoli di concertazione tra governo e parti sociali su welfare, produttività e pubblico impiego. È quanto emerso oggi dall'incontro dell'organizzazione sindacale di base con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Enrico Letta, e il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais. «Il governo si è riservato di decidere sulla nostra partecipazione ai tavoli prima di Pasqua» ha affermato, al termine dell'incontro a palazzo Chigi, il coordinatore nazionale della Rdb Cub, Pierpaolo Leonardi, sottolineando anche l'importanza dell'apertura dell'esecutivo sulla possibilità che «sia legittimo partecipare ai tavoli e poter decidere di non sottoscrivere l'accordo». Leonardi ha ricordato infatti che la Cub è stata esclusa dai tavoli di trattativa per non aver firmato gli accordi del '93: «per noi questo è un fatto molto importante. Attendiamo con fiducia una risposta e, nel caso dovesse essere negativa, ritengo che essendo noi un sindacato conflittuale ci comporteremo di conseguenza».

STATALI: E. LETTA E NICOLAIS RICEVONO DELEGAZIONE RDB/CUB

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, e il Ministro per le riforme e le innovazioni nella P.A., Luigi Nicolais, hanno ricevuto oggi a Palazzo Chigi una delegazione delle Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego-Confederazione Unitaria di Base (RdB/Cub), a conclusione dello sciopero odierno indetto dalle stesse. «La delegazione - si legge in una nota di Palazzo Chigi - ha manifestato la volontà di partecipare ai tavoli con il Governo nel rispetto delle regole e dei principi di dialogo. Le RdB/Cub hanno inoltre presentato al Governo la richiesta di una stabilizzazione del precariato nel Pubblico Impiego». «Il Governo - conclude la nota - ha confermato l'impegno per una riduzione della precarietà e si è riservato di studiare forme e modi di partecipazione delle RdB/Cub ai tavoli».

STATALI: PAGLIARINI (PDCI), SOLIDALI CON LAVORATORI SCIOPERO

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - «Oggi i lavoratori del sindacato Rdb del pubblico impiego hanno manifestato a Roma e lanciato un forte grido di allarme per la dignità dei lavoratori pubblici e contro la precarietà. Ho ricevuto una loro delegazione e rinnovo loro la mia solidarietà». Lo sottolinea Gianni Pagliarini (Pdci) presidente della commissione Lavoro della Camera. «Quando parliamo di precariato - sottolinea - affrontiamo una vera e propria emergenza che assilla il Paese. Le misure contenute in Finanziaria, volte alla stabilizzazione di tantissimi lavoratori, rappresentano certamente un primo passo. Ora occorre continuare decisi sulla strada intrapresa, per riaffermare con forza il grande tema dei diritti in questo Paese».

STATALI: CARUSO,COSA VERGOGNOSA PRECARIATO PROMOSSO DA STATO

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - La manifestazione nazionale organizzata oggi a Roma dalle RdB-Cub del pubblico impiego «è un segnale importante contro Palazzo Chigi da parte del mondo della disoccupazione e della precarietà, che esige risposte concrete sul fronte della garanzia di un reddito e di un lavoro degno». È quanto ha detto il deputato Francesco Caruso, eletto nelle liste del Prc, presente in piazza con i manifestanti. «Se il precariato è di per sè un'aberrazione e rappresenta una forma estrema di sfruttamento - ha affermato - che lo promuova lo Stato è qualcosa di vergognoso. Questo corteo, tra l'altro di enorme impatto a livello di partecipazione, deve essere un trampolino di lancio per riaprire una vertenza nazionale per rimettere all'ordine del giorno gli interessi delle classi popolari e non i diktat del Fondo Monetario Internazionale che guidano l'azione dei ministri di questo governo che ha disatteso ampiamente le aspettative dei lavoratori». Caruso giudica «assurda» l'esclusione delle RdB dai tavoli di trattativa col governo «perchè si deve discutere con chi rappresenta realmente i lavoratori e non con i sindacati conniventi e di comodo». «Le differenze tra un governo di destra che ci spara addosso e uno di centrosinistra che fa finta di non sentire - ha concluso - sono veramente minime».

STATALI: RDB-CUB, SIAMO IN 40 MILA IN PIAZZA A ROMA

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Secondo gli organizzatori della manifestazione del pubblico impiego di Rdb-Cub, sono in 40 mila i partecipanti al corteo nazionale di Roma. Da pochi minuti la testa del corteo con i primi manifestanti ha raggiunto Corso Vittorio Emanuele II passando davanti il dipartimento della Funzione Pubblica. Al passaggio davanti alla sede del dipartimento, alcuni manifestanti fischiano e gridano «buffoni». Intanto in Corso Vittorio Emanuele II, all'altezza di Piazza S. Andrea della Valle, si è sistemato il camion che ha guidato il corteo e dal quale a breve parleranno rappresentanti sindacali.

STATALI: RDB, GOVERNO ATTUA PROGETTO DI SMANTELLAMENTO

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - «In questo momento il problema della pubblica amministrazione è dato dai progetti di smantellamento che questo governo sta attuando. Progetto di smantellamento di quello che è il servizio pubblico fornito alla cittadinanza dalla pubbliche amministrazioni». È quanto sostiene Giuliano Greggi, della direzione nazionale RdB pubblico impiego che ha partecipato alla manifestazione nazionale svoltasi a Roma. «Questo progetto di smantellamento viene attuato con provvedimenti legislativo più disparati - ha aggiunto Greggi -. Il primo atto di questo governo fu il decreto di spacchettamento dei ministeri fino ad arrivare alla finanziaria che prevede, in larga parte della legge, provvedimenti rivolti alla pubblica amministrazione ma non per potenziare i servizi, non per migliorare la qualità dei servizi ma per ridurre e destrutturare il personale e chiudere le sedi che la pubblica amministrazione ha sul territorio e che forniscono servizi ai cittadini». Giuliano Greggi ha poi ricordato il «problema della mobilità del personale, quello dell'esubero» di fronte ai quali si vuole «far fronte attraverso una mobilità territoriale».

STATALI: RDB-CUB PUBBLICO IMPIEGO IN PIAZZA A ROMA (2)

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Dai lavoratori socialmente utili ai cancellieri, dai Vigili del fuoco ai contrattualizzati con Co.Co.Co.: sono loro, i lavoratori del pubblico impiego aderenti alla Rdb-Cub, a sfilare per le strade del centro di Roma in questa giornata di sciopero generale. Tra palloncini con i colori della Federazione delle rappresentanze sindacali e bandiere Rdb, i manifestanti, arrivati da tutta Italia, protestano ognuno portando il proprio striscione che spiega le ragioni della mobilitazione di oggi. ''Piu' precari VVF uguale meno sicurezza per i cittadini. Stabilizzazione per tutti i discontinui'', e' il cartello innalzato dai pompieri arrivati da Bologna; ''no alla privatizzazione delle societa' miste'', recita lo striscione di Rdb Sma Campania; ma ci sono anche le educatrici Farmacap che innalzano ''la stabilita' del Paese e' fondata sul lavoro ma se il lavoro non e' stabile?''. In piazza anche i precari della sanita' del Lazio che portano il cartello con su la scritta ''da Anni Verdi a Ri.Rei dalla padella alla brace''. A sfilare nel lungo torpedone anche lo striscione ''la giustizia e' morta... e anche i lavoratori non stanno tanto bene''. E mentre dal camion che apre il corteo una voce al megafono chiede ''assunzione di tutti i precari, valorizzazione del lavoro pubblico'' ricordando questa giornata di sciopero generale, il corteo e' animato da musica, fischi e accompagnato a tratti dalla sirena accesa di un'ambulanza che sfila tra i manifestanti.

STATALI: RDB-CUB PUBBLICO IMPIEGO IN PIAZZA A ROMA

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - «Giù le mani dalla pubblica amministrazione», è lo slogan lanciato stamani a Roma dalla Rdb-Cub del pubblico impiego che ha indetto una manifestazione nazionale in concomitanza dello sciopero contro il precariato, il «memorandum» e contro la mobilità selvaggia. Il corteo di manifestanti, arrivati da tutta Italia, è appena partito da piazza della Repubblica e raggiungerà corso Vittorio Emanuele per concludersi davanti al ministero della Funzione Pubblica. Vigili del fuoco, precari della sanità, della ricerca, lavoratori della giustizia e della scuola, aderenti alle Red-Cub stanno sfilando per le vie del centro della capitale sventolando in alto le bandiere della Federazione delle Rappresentanze di base-Cub. Ad aprire il lungo torpedone, lo striscione «Per la dignità dei lavoratori pubblici, contro la precarietà».

STATALI: LEONARDI (CUB), GOVERNO ATTACCA PUBBLICO IMPIEGO

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - ''Oggi scioperiamo perche' questo governo sta attaccando in maniera frontale la pubblica amministrazione e i dipendenti pubblici''. Lo ha detto il coordinatore nazionale della Cub, Pierpaolo Leonardi, presente alla manifestazione nazionale che e' da poco iniziata a Roma. ''Il Governo ci attacca attraverso il 'memorandum' sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil - ha spiegato Leonardi - che smantella definitivamente la funzione della pubblica amministrazione rivolgendola verso le imprese invece che verso il cittadino perche' non da' soluzione alla questione dei precari''. Il coordinatore nazionale Cub ha poi aggiunto che ''nel pubblico impiego ormai i precari sono oltre 600 mila, giovani e meno giovani lavoratori in attesa di una soluzione. La finanziaria ha previsto alcune cose ma per esempio non ha previsto risorse sufficienti per sanare questa iniquita'''. Una protesta, quella di oggi, anche ''perche' il governo si sceglie i suoi interlocutori sindacali - ha detto Leonardi -. La Rdb-Cub e la Cub interamente e' una Confederazione maggiormente rappresentativa. Il governo non vuole parlare con noi: oggi vi dimostreremo quanti siamo, quanto pesiamo in questo settore e all'incontro che avremo con il sottosegretario Enrico Letta speriamo venga fuori una disponibilita', un confronto piu' serio''.

STATALI: CONCLUSA MANIFESTAZIONE RDB-CUB A ROMA

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Si è conclusa intorno alle 13,30 la manifestazione nazionale a Roma, indette in concomitanza della giornata di sciopero generale, dalla RdB-Cub del pubblico impiego. I manifestanti hanno lentamente lasciato corso Vittorio Emanuele II dove si è chiuso il corteo partito da piazza della Repubblica.
Alle 13.30 - come spiegato dagli organizzatori della manifestazione di Roma - una delegazione della Rdb-Cub pubblico impiego è andata a Palazzo Chigi per incontrare il sottosegretario Enrico Letta e il ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais. Alle 14, inoltre, è previsto un altro incontro al Ministero della Pubblica Istruzione. Intanto dal camion, allestito a mò di palco in corso Vittorio Emanuele II, si alternano gli interventi di lavoratori che hanno partecipato al corteo nazionale.

SCIOPERI: TEVERE TPL; SECONDO ATAC ADESIONE 10,1%

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - È stata del 10,1%, alle 10:30, l'adesione allo sciopero di 24 ore della Tevere Tpl, società che gestisce 76 linee periferiche a Roma, proclamata dalle RdB-Cub. Lo rende noto l'Atac. Le linee soppresse sono state le seguenti: 024, 031, 032, 059, 220, 222, 334, 881. Lo sciopero rispetterà la fascia di garanzia tra le 17 e le 20.

TESORO:SINDACATI CONTRO RIORGANIZZAZIONE PADOA-SCHIOPPA
MENTRE A ROMA SFILANO LE RDB-CUB DEL PUBBLICO IMPIEGO

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - E' ormai scontro aperto tra i sindacati della funzione pubblica e il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Tema del contendere il piano di riorganizzazione interna del ministero di via XX Settembre che porterebbe, tra l'altro, alla soppressione di 80 uffici tra e a 8.000 esuberi tra i lavoratori del dicastero. E mentre Cgil, Cisl e Uil scrivono una lettera al ministro sul suo piano ''irricevibile'', per le vie di Roma va in scena la protesta delle Rdb-Cub al grido di ''giu' le mani dalla pubblica amministrazione''. Sul piano del ministro, trasmesso due giorni fa alle organizzazioni sindacali, e' arrivata oggi la lettera congiunta delle organizzazioni dei lavoratori che annunciano anche un'assemblea per il prossimo 5 aprile alle 11 di mattina che si terra' proprio nel grande cortile interno del ministero. La relazione illustrativa al provvedimento di riorganizzazione pero' rassicura: ''per i dipendenti coinvolti nel processo di riordino e' garantito il posto di lavoro con la possibilita' di continuare ad esercitare la propria attivita' presso la nuova sede che potra' essere raggiunta con tempi di percorrenza molto limitati oppure essere trasferiti volontariamente presso altre amministrazioni''. Una rassicurazione che pero' non convince i sindacati: ''lo vada a dire a chi guadagna mille euro al mese che si deve anche trasferire...'', commenta una sindacalista. Molto dura la lettera firmata da Carlo Podda (Fp Cgil), Rino Tarelli (Cisl Fp) e Salvatore Bosco (Uil Pa) e rivolta a Padoa-Schioppa: ''e' ormai evidente a tutti che a lei intrattenere una normale, rispettosa ed educata prassi sulle relazioni sindacali poco importa ed a nulla per Lei valgono gli impegni politici concordati con le organizzazioni sindacali. E' diventato suo abituale costume - proseguono - l'indifferenza nei confronti di coloro che patiscono o potrebbero patire gli effetti delle sue esternazioni o delle sue decisioni''. E ancora: ''Non c'e' alcun dubbio ormai sul fatto che a lei della presenza sul territorio delle Amministrazioni pubbliche poco importa, ma, cosa ancora piu' grave, e' altrettanto indubbio che Lei ignora i meccanismi organizzativi e complessi della macchina amministrativa pubblica''. Piu' in dettaglio sul piano: ''Non ignora pero' i vantaggi dell'esercizio e della gestione del potere, distribuendo benefit ed incarichi e, a dispetto dei suoi enunciati sui risparmi, propone duplicazioni di uffici come, ad esempio, l'istituendo Ufficio Studi presso il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato''. Per questi motivi i sindacati annunciano la loro ''indisponibilita''' ad un ulteriore confronto con il ministro.


30 marzo 2007 - Agi

STATALI: RDB-CUB, 40 MILA I LAVORATORI OGGI IN PIAZZA

(AGI) - Roma, 30 mar. - Sono stati 40mila i lavoratori, aderenti alle Rdb-Cub, che da tutta Italia hanno manifestato in piazza a favore della chiusura della vertenza sul pubblico impiego. Lo comunicano le stesse rappresentanze sindacali di base che ritengono perfettamente riuscito la protesta. Lo sciopero era stato indetto a favore del rinnovo del contratto del pubblico impiego, di maggiori risorse per la pubblica amministrazione e della stabilizzazione del lavoro precario. "La grande partecipazione alla manifestazione nazionale e l'adesione alla protesta dimostrano che nessuno potra' piu' utilizzare i lavoratori precari contro quelli stabili e gli stabili contro i precari", ha commentato Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale della CUB. In particolare, le Rdb-Cub "bocciano nettamente la politica di smantellamento della Pubblica Amministrazione perseguita dal governo Prodi e sottoscritta da Cgil Cisl e Uil". Alla manifestazione, erano presenti tutti i comparti del Pubblico Impiego: Vigili del Fuoco, Scuola, Sanita', Enti Locali, Universita', Ricerca, Ministeri, Agenzie Fiscali e Parastato. Consistente anche la presenza dei lavoratori precari.

CONCERTAZIONE: P.CHIGI, GOVERNO STUDIA MODI PARTECIPAZIONE CUB

(AGI) - Roma, 30 mar - Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, e il Ministro per le riforme e le innovazioni nella P.A., Luigi Nicolais, hanno ricevuto oggi a Palazzo Chigi una delegazione delle Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego-Confederazione Unitaria di Base (RdB/Cub), a conclusione dello sciopero odierno indetto dalle stesse. La delegazione - si legge in un comunicato di Palazzo Chigi - ha manifestato la volonta' di partecipare ai tavoli con il Governo nel rispetto delle regole e dei principi di dialogo. Le RdB/Cub hanno inoltre presentato al Governo la richiesta di una stabilizzazione del precariato nel Pubblico Impiego. Il Governo ha confermato l'impegno per una riduzione della precarieta' e si e' riservato di studiare forme e modi di partecipazione delle RdB/Cub ai tavoli.


30 marzo 2007 - Dire

PA. GOVERNO: IMPEGNO PER RIDUZIONE DEL PRECARIATO

(DIRE) Roma, 30 mar. - Impegno per una riduzione della precarieta' e lo studio di forme e modi di partecipazione delle rdb-cub ai tavoli negoziali: e' quanto ha assicurato il governo nell'incontro a Palazzo Chigi con le rappresentanse rdb-cub del pubblico impiego. A ricevere la delegazioni sono stati il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, e il ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais. La delegazione- puntualizza una nota di Palazzo Chigi- ha manifestato la volonta' di partecipare ai tavoli con il governo nel rispetto delle regole e dei principi di dialogo e ha inoltre presentato al governo la richiesta di una stabilizzazione del precariato nel pubblico impiego. E il governo ha confermato l'impegno per una riduzione della precarieta' e si e' riservato di studiare forme e modi di partecipazione delle rdb-cub ai tavoli.

PA. PAGLIARINI: LA PRECARIETA' E UNA VERA PIAGA
SOLIDARIETA' AI LAVORATORI, OCCORRE RIAFFERMARE I LORO DIRITTI

(DIRE) Roma, 30 mar. - "Oggi i lavoratori del sindacato Rdb del pubblico impiego hanno manifestato a Roma e lanciato un forte grido di allarme per la dignita' dei lavoratori pubblici e contro la precarieta'". Il presidente della commissione Lavoro della Camera, Gianni Pagliarini esprime "solidarieta'" ai sindacati di base dopo un incontro con una loro delegazione. "Quando parliamo di precariato affrontiamo una vera e propria emergenza che assilla il Paese- dice Pagliarini- le misure contenute in Finanziaria, volte alla stabilizzazione di tantissimi lavoratori, rappresentano certamente un primo passo. Ora occorre continuare decisi sulla strada intrapresa, per riaffermare con forza il grande tema dei diritti in questo Paese".

PI. TIBALDI (PDCI): SOLIDARIETA' AI LAVORATORI IN SCIOPERO

(DIRE) Roma, 30 mar. - "Esprimiamo piena solidarieta' ai lavoratori Rdb-Cub in sciopero oggi". Questo e' quanto afferma Dino Tibaldi, senatore del Pdci e membro della Commissione Lavoro a palazzo Madama. "Le loro richieste di maggiore dignita' e diritti e minore precarieta' per i lavoratori pubblici, nonche' il rinnovo del contratto del pubblico impiego- spiega infatti Tibaldi- sono richieste che vanno ascoltate ed alle quali vanno date risposte concrete ed in tempi brevi".

PI. RDB CONTESTA CGIL DURANTE CORTEO IN VIA CAVOUR
A PROTESTARE LO SPEZZONE RICERCATORI PRECARI

(DIRE) Roma, 30 mar. - "Buffoni, buffoni!". Questo e' il grido che si e' levato da uno spezzone del corteo delle Rappresentanze di base del Pubblico impiego, che sta sfilando in queste ore, a Roma. La contestazione era rivolta ad alcuni rappresentanti della Cgil che sostavano davanti al centro congressi di via Cavour, dove e' in corso il convegno del sindacato sul'universita'. A protestare e' stato lo spezzone dei ricercatori precari. "Sono stati Cgil, Cisl e Uil a precarizzare l'universita'- commenta Cristiano Fiorentini della direzione nazionale Rdb Pubblico impiego- Ora hanno anche firmato il memorandum, spacciandolo come una soluzione per i lavoratori. I confederali-chiude- non curano gli interessi dei precari, ma solo i propri".

PA. RDB-CUB: FIDUCIOSI NEL GOVERNO, MA PRONTI A BLOCCO SCRUTINI
INCONTRO A PALAZZO CHIGI CON LETTA E NICOLAIS

(DIRE) Roma, 30 mar. - "Fiduciosa attesa" delle decisioni del governo, accompagnata anche da una "vigile attenzione" e pronti a riprendere la battaglia, magari con il blocco- a giugno- degli scrutini: e' questo lo spirito con cui la rappresentanza sindacale di base pubblico impiego-confederazione unitaria di base Rdb-Cub lascia Palazzo Chigi al termine dell'incontro con il sottosegretario Letta e il ministro Nicolais, a conclusione dello sciopero indetto proprio per oggi. Nell'incontro col governo si e' discusso di contratti del pubblico impiego, dei precari della pubblica amministrazione, della titolarita' di rdb-cub a sedersi al tavolo negoziale col governo. E dal governo sono arrivate risposte che non hanno lasciato indifferenti. Spiega Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale dei Cub: "Sul contratto, abbiamo avuto assicurazioni che presto partiranno le direttive per l'Aran per il biennio 2006-2007; per i precari abbiamo chiesto una verifica dei cosiddetti 'fondi dormienti' da cui reperire il 20% delle risorse e Nicolais ci ha assicurato che si interessera'; per la nostra partecipazione ai tavoli di concertazione, Letta ha assicurato che 'il governo e' interessato a relazioni il piu' aperte possibile', riconoscendo che 'chi siede ai tavoli non e' obbligato a sottoscrivere gli accordi'". Sottolinea Leonardi: "E' una apertura importante, visto che e' dal '93 che noi siamo esclusi, da quando cioe' ci siamo rifiutati di siglare quell'accordo. Speriamo che il governo ponga riparo alla nostra esclusione". E poi aggiunge, maliziosamente: "Sicuramente il nostro sciopero di oggi ha aiutato la discussione". Il governo ha assicurato che fara' avere le proprie valutazioni prima di Pasqua. "E' una apertura che va verificata- ribadisce Cosimo Scarinzi, responsabile del settore scuola- ma se dal governo non arriveranno risposte soddisfacenti, siamo anche intenzionati a bloccare gli scrutini di giugno". E le risposte che rdb-cub si attendono sul fronte scolastico riguardano sia la parte economica per il biennio 2006-2007, sia la questione degli organici, perche'- spiega Scarinzi- "le nuove immissioni copriranno le uscite per i docenti, ma non quelle per il personale Ata: quindi per i professori la situazione non migliorera', mentre per ausiliari, tecnici e assistenti la situazione peggiorera'". Proprio per oggi Rdb-cub hanno proclamato lo sciopero generale del pubblico impiego: quattro treni speciali e decine di pullman da tutte le regioni hanno portato in piazza a Roma 40.000 dipendenti pubblici. Dal palco, allestito in prossimita' di Palazzo Vidoni, ha aperto gli interventi Leonardi: "questo sciopero esprime che i lavoratori sono contro lo smantellamento dello pubblica amministrazione, messo in atto attraverso il memorandum, e contro le chiacchiere sul precariato". Nazareno Festuccia, della Direzione Nazionale RdB-CUB PI, ha accusato:" nella Sanita' i carichi di lavoro sono ormai insostenibili: si parla di reinternalizzare i settori ma non i lavoratori esternalizzati che sostengono i servizi". E Cosimo Scarinzi, per la CUB Scuola, ha messo in rilievo come i supplenti temporanei non vengono pagati da mesi: "75.000 tagli all'organico porteranno le classi a 33 studenti. E' questo il decantato rilancio della scuola pubblica? Dopo lo sciopero avvieremo il blocco degli scrutini", ha annunciato Scarinzi.

VIABILITA'. LOBEFARO: CORTEI FINISCANO TUTTI A CIRCO MASSIMO
LA PROPOSTA IN SEGUITO AL TRAFFICO PER MANIFESTAZIONE RDB-CUB.

(DIRE) Roma, 30 mar. - "Trovare insieme un'area, come per esempio il Circo Massimo, dove far confluire tutti coloro che intendono protestare e ridurre cosi' i tragitti dei cortei". E' questa l'idea lanciata dal presidente del I Municipio, Giuseppe Lobefaro, dopo "l'ennesima situazione di disagio" vissuta questa mattina nel centro storico di Roma, dovuta alla "legittima protesta" dei lavoratori delle Rdb-Cub Pubblico impiego. Questa, osserva infatti il minisindaco, "non raggiunge lo scopo prefissato, quello della sensibilizzazione delle persone, ma innervosisce solo i cittadini bloccati nel traffico allontanandoli dalla condivisione delle motivazioni". Inoltre, aggiunge Lobefaro, "sarebbe utile che ci fosse un'informazione capillare nei giorni antecedenti alle manifestazioni in modo che i cittadini possano organizzare di conseguenza la propria vita quotidiana. Senza un'informazione adeguata- conclude il presidente del I Municipio- ci si accorgera' di una protesta solo quando si rimarra' intrappolati nel traffico".


30 marzo 2007 - Apcom

STATALI/ GOVERNO STUDIA FORME DI PARTECIPAZIONE RDB/CUB AI TAVOLI
Letta e Nicolais hanno ricevuto delegazione sindacale

Roma, 30 mar. (Apcom) - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, e il ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, hanno ricevuto oggi a palazzo Chigi una delegazione delle rappresentanze sindacali di base pubblico impiego-Confederazione unitaria di base (Rdb/Cub) a conclusione dello sciopero indetto oggi dalle due sigle. La delegazione, si legge in una nota di palazzo Chigi, "ha manifestato la volontà di partecipare ai tavoli con il Governo nel rispetto delle regole e dei principi di dialogo. Le Rdb/Cub hanno inoltre presentato al Governo la richiesta di una stabilizzazione del precariato nel pubblico impiego. Il Governo ha confermato l'impegno per una riduzione della precarietà e si è riservato di studiare forme e modi di partecipazione delle Rdb/Cub ai tavoli".


30 marzo 2007 - Televideo

PUBBLICO IMPIEGO (CUB) IN PIAZZA A ROMA

"Giù le mani dalla Pubblica amministrazione". E' lo slogan lanciato a Roma dalla Rdb-Cub del pubblico impiego che ha indetto una manifestazione nazionale per il rinnovo del contratto,più risorse per la pubblica amministrazione e stabilizzazione del lavoro precario. Il corteo si concluderà davanti il ministero della Funzione pubblica.Ad aprire il torpedone, lo striscione "per la dignità dei lavoratori pubblici, contro la precarietà". Per Leonardi, coordinatore della Cub,lo sciopero è stato indetto "perché questo governo sta attaccando in maniera frontale la pubblica amministrazione e i dipendenti pubblici".


30 marzo 2007 - Asca

PUBBLICO IMPIEGO: CUB CHIEDONO PARTECIPARE A TAVOLI

(ASCA) - Roma, 30 mar - Le rappresentanze sindacali di base del pubblico impiego (Rdb/Cub) chiedono al governo di partecipare ai tavoli di concertazione e adoperarsi per la stabilizzazione del precariato nel settore. Le Rdb/Cub, nel giorno dello sciopero della categoria da loro proclamato, sono state ricevute a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, e dal ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais. Il governo, informa una nota, ha confermato l'impegno per una riduzione della precarieta' e si e' riservato di studiare forme e modi di partecipazione delle Rdb ai tavoli.


30 marzo 2007 - Omniroma

SCIOPERO RDB-CUB, PER ORGANIZZATORI 40MILA IN PIAZZA

(OMNIROMA) Roma, 30 mar - Sono arrivati in 40mila, secondo gli organizzatori, da tutta Italia, con treni e pullman. Sono i lavoratori pubblici, quelli dell'università, i ricercatori, quelli della pubblica amministrazione, ma anche quelli dei lavori socialmente utili, del 118, di Farmacap e tanti vigili del fuoco anche in divisa. Sono i lavori del sindacato Rdb Cub che, partiti stamattina da piazza della Repubblica per la loro manifestazione nazionale, hanno raggiunto la sede del ministero della Funzione pubblica guidato dal ministro Luigi Nicolai, in corso Vittorio Emanuele II. Salario inadeguato, mobilità selvaggia, dignità dei lavoratori, sicurezza e diritti, aumento dei salari: sono alcune delle richieste avanzate dai lavoratori che annunciano una stagione di lotta contro lo smantellamento della pubblica amministrazione, contro i tagli e la mobilità incerta. I discorsi dei rappresentanti sindacali si sono da poco conclusi mentre alcuni manifestanti erano in via Arenula, sotto gli uffici del ministro, per chiedere un incontro. Nel corso della mattinata il corteo, a causa del quale sono state chiuse alcune vie del centro, ha creato forti ripercussioni sul traffico. Al momento, però, la viabilità è tornata regolare. Nel pomeriggio, intorno alle 14, è previsto un incontro al ministero della Pubblica istruzione fra una delegazione di sindacati e rappresentanti del ministero. L'incontro è preceduto da un altro, in corso a palazzo Chigi, fra una delegazione Rdb Cub, il ministro Nicolai e il sottosegretario Letta.    «L'alta adesione allo sciopero, e la grande partecipazione alla manifestazione nazionale, dimostrano che nessuno potrà più utilizzare i lavoratori precari contro quelli stabili e gli stabili contro i precari», commenta Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale della Cub. «Quattro treni speciali e decine di pullman da tutte le regioni - si legge in una nota Rdb-Cub - hanno portato in piazza a Roma 40.000 dipendenti pubblici, che manifestando in corteo, e sostenendo le 24 ore di sciopero odierno, bocciano nettamente la politica di smantellamento della pubblica amministrazione perseguita dal governo Prodi e sottoscritta da Cgil Cisl e Uil. Presenti tutti i comparti del pubblico impiego. Consistente la presenza dei lavoratori precari, in corteo con le federazioni regionali e con propri striscioni: dai coordinamenti delle Cooperative sociali, ai precari del 118, che hanno sfilato in ambulanza; dagli esternalizzati della Sanità agli interinali della Giustizia; dai co.co.co. della ricerca ai moltissimi LSU, i precari storici del nostro paese. Nel corso del corteo, un folto gruppo di lavoratori della Università e della Ricerca ha attuato una azione di protesta contro i sindacati concertativi organizzatori di un convegno sull'Università, accusandoli di essere protagonisti dell'affossamento del settore. Analoga protesta da parte della massiccia rappresentanza dei vigili del fuoco, che si è assiepata sotto il ministero della Funzione pubblica e accendendo fumogeni e fuochi d'artificio ha gridato: 'Più precarietà per i vigili del fuoco, meno sicurezza per i cittadinì. Dal palco, allestito in prossimità di Palazzo Vidoni, ha aperto gli interventi Leonardi: »Il governo prenda atto del profondo malcontento presente nel Pubblico Impiego. Questo sciopero esprime che i lavoratori sono contro lo smantellamento dello pubblica amministrazione, messo in atto attraverso il memorandum, e contro le chiacchiere sul precariato«. Nazareno Festuccia, della Direzione Nazionale RdB-Cub Pi, ha dichiarato: »Nella Sanità i carichi di lavoro sono ormai insostenibili: si parla di reinternalizzare i settori ma non i lavoratori esternalizzati che sostengono i servizi«. Cosimo Scarinzi, per la Cub Scuola, ha messo in rilievo come i supplenti temporanei non vengono pagati da mesi: «75.000 tagli all'organico porteranno le classi a 33 studenti. È questo il decantato rilancio della scuola pubblica? Dopo lo sciopero avvieremo il blocco degli scrutini». Ha concluso Carmela Bovino, responsabile Rdb-Cub per il detto: «In questa piazza non ci sono burocrati sindacali ma lavoratori veri: a questi, e a chi li rappresenta, il governo dovrà fornire risposte concrete. Dopo san precario deve arrivare santa assunta-davvero».

REPUBBLICA, IN PIAZZA I PRECARI RDB-CUB DEL PUBBLICO IMPIEGO

(OMNIROMA) Roma, 30 mar - «Per la dignità dei lavoratori pubblici, contro la precarietà». Si è aperto con questo striscione il corteo dei lavoratori Rdb-Cub del pubblico impiego, che oggi stanno manifestando contro il precariato e la mobilità estrema. La manifestazione è partita da piazza della Repubblica per giungere al ministero della Funzione pubblica. A sfilare sono dipendenti dell'Interno, della ricerca, sanità, scuola e giustizia.

SCIOPERO RDB-CUB , ADESIONE TEVERE TPL AL 10%: SOSPESE 6 LINEE

(OMNIROMA) Roma, 30 mar - Adesione al 10,1%, alle 10.30, nella società Tevere Tpl (che gestisce 76 linee periferiche) allo sciopero indetto dalla Rdb Cub del pubblico impiego . Sei linee sono state sospese: 024, 031, 032, 059, 220, 222, 334, 881. Lo rende noto l'Atac.

SCIOPERO RDB-CUB, MARIANI: «CHIUDERE STAGIONE PRECARIZZAZIONE»

(OMNIROMA) Roma, 30 mar - «Esprimo sostegno allo sciopero generale del Pubblico impiego, dei precari della P.A. e dei servizi esternalizzati indetto oggi dalle RdbCub. È arrivato il momento, proprio a partire dal settore pubblico, di chiudere la stagione della precarizzazione del mercato del lavoro». Lo dichiara in una nota Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro della Regione Lazio. «È oramai chiaro a tutti che la cosiddetta flessibilità del lavoro altro non è stata che un processo di lento ma sistematico abbattimento delle garanzie contrattuali a favore di una riduzione generalizzata dei costi del lavoro e della capacità di difesa dei lavoratori - spiega Mariani - Non è più sostenibile nessuna ambiguità sull'argomento: tutti gli indicatori e le ricerche a nostra disposizione dimostrano che la precarietà lavorativa incide negativamente su tutti gli aspetti della vita sociale trasformando sempre più l'incertezza in vere e proprie patologie». «Il paradosso che oggi si vive nella maggior parte dei luoghi di lavoro, dove ad un identica mansione lavorativa corrispondono diverse situazioni contrattuali, si rispecchia in una società che sta rapidamente andando verso una polarizzazione delle disuguaglianze sempre più drammatica e pericolosa che mette seriamente in crisi la stessa idea di coesione sociale - prosegue Mariani - L'impossibilità di progettare la propria vita, il ricatto cui i lavoratori sono sempre più esposti, è oramai diventata un costo sociale eccessivo». «Per questo - continua - è necessario aprire un grande fronte di lotta che punti, attraverso la stabilizzazione dei precari, a riequilibrare le disuguaglianze che dividono oggi il mondo del lavoro e a lavorare nella direzione di una riforma complessiva del welfare che faccia corrispondere finalmente alle trasformazioni del mondo del lavoro un nuovo insieme di garanzie e diritti - conclude Mariani - Per questo ho convocato per i prossimi giorni un Consiglio straordinario sul precariato nella Regione Lazio affinché attraverso il dibattito istituzionale si definisca una cornice complessiva di stabilizzazione, reinternalizzazione e riforma dello stato sociale. L'unica vera emergenza in questo paese è il dilagare della precarietà che rischia provocare delle drammatiche lacerazioni nella nostra società. Se la politica non sarà in grado di rispondere a questo compito, avrà fallito la sua scommessa e perso la sua credibilità».

SCIOPERO RDB, LOBEFARO: DISAGI IN CENTRO,CORTEI AL CIRCO MASSIMO

(OMNIROMA) Roma, 30 mar - «Dopo la giornata nera di ieri, Roma e il centro storico sono costrette oggi all'ennesima situazione di disagio provocato da una legittima protesta che però non raggiunge lo scopo prefissato, quello della sensibilizzazione delle persone, ma che innervosisce solo i cittadini bloccati nel traffico allontanandoli dalla condivisione delle motivazioni». È quanto dichiara il presidente del I Municipio Giuseppe Lobefaro a proposito della manifestazione che sta paralizzando il traffico nel Centro Storico. Lobefaro lancia un appello: «Trovare insieme un'area, come per esempio il Circo Massimo, dove far confluire tutti coloro che intendono protestare e ridurre così i tragitti dei cortei». Inoltre, aggiunge il presidente del I Municipio, «sarebbe utile che ci fosse un'informazione capillare nei giorni antecedenti alle manifestazioni in modo che i cittadini possano organizzare di conseguenza la propria vita quotidiana. Senza un'informazione adeguata ci si accorgerà di una protesta solo quando si rimarrà intrappolati nel traffico»


30 marzo 2007 - Radio Città Aperta - Roma

OGGI MI ALZO E SCIOPERO!
LA CRONACA DELLO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL PUBBLICO IMPIEGO
a cura della redazione di Radio Città Aperta

Prima Corrispondenza (ore 9.50)
Migliaia di lavoratori e lavoratrici si stanno già concentrando a Piazza della Repubblica provenienti da tutta Italia nella giornata di sciopero generale indetta per oggi dal principale sindacato di base italiano. Visibili a Piazza della Repubblica soprattutto le delegazioni dei Vigili del Fuoco delle RdB provenienti da Roma, Genova, Torino, Milano e Napoli, mentre gli striscioni portati dai vari comparti hanno cominciato a schierarsi in direzione della Stazione Termini in attesa di dare avvio al corteo.
Alla testa della manifestazione vi è un enorme TIR con uno striscione ai lati che recita "No al memorandum d’intesa", in riferimento all’accordo raggiunto tra il Governo Prodi e i sindacati confederali, che secondo le RdB apre la strada a un ridimensionamento pesante della Pubblica Amministrazione.
In piazza visibili anche le delegazioni dei lavoratori della Sanità, di quella della Scuola, dei lavoratori del Ministero delle Finanze e dell’Economia giunti da poco dopo aver effettuato un presidio di massa in Via di XX Settembre. Altri presidi sono già in corso in altri punti della città presso ministeri (ad esempio quello della Difesa) e sedi della pubblica amministrazione, mentre un altro verrà effettuato durante la mattinata in Piazza Venezia dai lavoratori degli Asili nido comunali.
Uno sciopero quello di oggi per rilanciare l’amministrazione pubblica e difenderla da un attacco concentrico del Governo e anche dei sindacati confederali che in questi mesi ha trovato un enorme patrocinio da parte del Corriere della Sera con la campagna sistematica del Professor Ichino. "Occorre respingere la criminalizzazione e la diffamazione dei lavoratori del pubblico impiego" ha dichiarato ai nostri microfoni Stefano del Medico del Coordinamento Nazionale delle RdB.
"E’ ancora presto e non abbiamo dati numerici sulla riuscita dello sciopero nei posti di lavoro ma i segnali che ci stanno arrivando sono positivi, incoraggianti. Chiediamo al Governo di rilanciare la Pubblica Amministrazione per mantenere e rinnovare lo stato sociale. Ci aspettiamo una apertura su questi contenuti dall’incontro a Palazzo Chigi di questo pomeriggio, un incontro che abbiamo ottenuto occupando per ben due giorni Palazzo Vidoni". Continua Stefano del Medico: "Questo sciopero nasce dal basso, dalle condizioni reali dei lavoratori nei posti di lavoro. La condizione dei lavoratori pubblici è arrivata veramente al limite. I lavoratori chiedono dignità economica ma anche un esplicito riconoscimento della loro funzione sociale. Noi lottiamo anche per restituire qualità al servizio pubblico nei confronti degli utenti".
Del Medico boccia quello che definisce lo sciopericchio convocato pochi giorni fa per il 16 aprile dai confederali: "E’ il solito sciopero convocato unicamente per una questione di immagine e per chiedere al governo che riconosca CGIL CISL e UIL al tavolo della concertazione. Probabilmente verrà poi ritirato, come è capitato molto spesso in passato."
Seconda corrispondenza (ore 10.40)
Piazza della Repubblica si va riempiendo lentamente di lavoratori nonostante il ritardo del treno proveniente da Napoli e di alcuni pullman provenienti da altre città del sud. Sono già arrivati i lavoratori del Ministero della Difesa dopo aver effettuato il presidio sotto la sede del proprio posto di lavoro.Visibili ora in piazza anche gli striscioni delle Agenzie fiscali, dei vari settori del Parastato, dei Lavoratori precari. E in effetti uno dei punti fondamentali della piattaforma dello sciopero generale di oggi delle RdB è rappresentato proprio dalla lotta contro la precarietà all’interno della pubblica amministrazione.
"Quello della precarietà è un problema sentito sia dai lavoratori più o meno stabili sia da quelli precari perché la stabilizzazione delle centinaia di migliaia di lavoratori con contratti atipici di cui si sono riempiti i ministeri e gli enti pubblici in questi anni potrebbe rappresentare un primo, reale passaggio per dare avvio al rilancio della P.A." ha affermato ai nostri microfoni un lavoratore precario.
Uno striscione dei lavoratori e delle lavoratrici della cooperativa Anni Verdi di Roma recita: "Dalla padella alla brace. Battaglia non ci dai pace": "Le politiche dei governi del centrosinistra hanno portato a una estrema incertezza e non è cambiato nulla rispetto al governo precedente. Siamo sempre precari, in lotta per i nostri diritti, quelli che altri lavoratori hanno e noi invece no" denuncia una lavoratrice.
Lo smantellamento della Pubblica Amministrazione sembra sistematico, attraverso i memorandum d’intesa che ottengono l’aperto sostegno dei sindacati concertativi e una finanziaria che ha stanziato pochi fondi – che quindi si esauriranno presto – e per settori limitati, senza una visione strategica.
Afferma Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale delle RdB-Cub: "Oggi ancora una volta la Cub porta in piazza i lavoratori precari e quelli del pubblico impiego dopo l’importante successo degli scioperi del 6 ottobre contro la precarietà e del 17 novembre contro la Finanziaria. I dati di partecipazione allo sciopero di oggi che ci stanno pervenendo sono molto positivi, tenendo anche conto del fatto che abbiamo dovuto lavorare contro i sindacati confederali che da mesi non fanno che ripetere che va tutto bene e che solo due giorni fa sono stati costretti dalla nostra mobilitazione capillare a proclamare uno sciopero che non si sa se poi faranno".
In piazza tanti precari, come ad esempio i Lavoratori socialmente utili di Copertino, in provincia di Lecce: "rivendichiamo i nostri diritti, ci chiedono in continuazione il rispetto dei nostri doveri e di stare zitti, di subire passivamente. Ma noi vogliamo la stabilizzazione, una mensilità che ci permetta di far sopravvivere degnamente le nostre famiglie mentre ora prendiamo un assegno ridicolo di neanche 470 euro che non ci bastano di certo. Dal governo Prodi non abbiamo visto niente, siamo molto delusi perché le promesse elettorali non sono state mantenute. Lavoriamo e pretendiamo un salario adeguato dopo 12 anni di precarietà e di fame."
Previsti per oggi numerosi incontri con i rappresentanti dei ministeri e del governo: alle ore 11.00 il Presidente della Commissione lavoro della Camera Gianni Pagliarini riceverà a Montecitorio una delegazione delle RdB, alle 14.00 un incontro è previsto al Ministero dell’Istruzione di Viale Trastevere, mentre l’incontro più importante ci sarà alle 13,30 a Palazzo Chigi direttamente col Ministro Nicolais.
Terza corrispondenza (ore 11,20) Non abbiamo governi amici!
Il corteo è partito da alcuni minuti, appena dopo l’arrivo in piazza della foltissima delegazione proveniente da Napoli in rappresentanza non solo dei posti di lavoro ma anche delle tante liste di disoccupati come ad esempio i "corsisti autorganizzati" che col consueto striscione che riproduce Guernica sono tra i più visibili. I lavoratori napoletani chiedono lavoro vero e stabile per poter sottrarre terreno alla criminalità organizzata che sfrutta le situazioni di sofferenza economica e sociale per allargare la propria influenza su vasti settori popolari.
Tantissime le bandiere rosse delle organizzazioni sindacali di base, ma tante anche le bandiere del movimento No Tav e di quello contro la base USA al Dal Molin di Vicenza. Il corteo è aperto dallo striscione "Per la dignità dei lavoratori pubblici contro la precarietà" mentre altri enormi cartelli recitano "Assunti davvero assunti subito", "Abrogazione della legge 30 e del pacchetto Treu" per riassumere solo alcune delle parole d’ordine dello sciopero di oggi e a dimostrare un’opposizione frontale alle politiche sia dei governi di centro destra che di centro sinistra. "Non abbiamo governi amici" è la parola d’ordine del sindacalismo di base che oggi sta portando in piazza di nuovo decine di migliaia di persone. Intanto assieme a San Precario ha fatto la sua comparsa anche Santa Assunta subito a dimostrare l’ironia che sta caratterizzando le mobilitazioni di questi anni del sindacato di base.
Molto visibile anche lo spezzone dei Vigili del fuoco scesi in piazza con le loro divise e con lo striscione "Meno vigili meno sicurezza. Stabilizzazione per tutti i discontinui" e con un altro che dice "Discontinui nel lavoro stabili nella lotta".
Ha raccontato ai nostri microfoni Gianni Maccarino delle RdB dei Vigili del Fuoco: "Il governo attuale sta proseguendo una militarizzazione del corpo dei vigili del fuoco che crea scontento tra i lavoratori e nel paese. Siamo qui oggi per rigettare una controriforma che ci renderebbe servi delle forze di polizia e al servizio della repressione. Noi vogliamo continuare ad essere al servizio della popolazione e della protezione civile. Ormai tra di noi tantissimi lavorano in condizioni di estrema precarietà il che va a scapito di un corretto e adeguato svolgimento di un mestiere che richiede qualificazione e mezzi sufficienti, mezzi che spesso mancano perché le risorse finanziarie vengono destinate dai governi alle spese militari. Per questo noi siamo nettamente contrari alle missioni militari all’estero. Abbiamo bisogno di finanziamenti non alla guerra ma per la protezione civile, per la prevenzione nei luoghi di lavoro a favore di una maggiore sicurezza, per la salvaguardia del territorio.
I Sindacati confederali hanno finora sostenuto e applaudito la Finanziaria varata dal governo Prodi e ora che credibilità hanno nel proclamare questo sciopericchio per il 16 aprile? Ormai sono dei manager interessati più a gestire la privatizzazione dei nostri TFR tramite i loro fondi pensione. Non rappresentano più i lavoratori."
Le RdB denunciano che le risorse stanziate dall’esecutivo per il rinnovo del contratto del Pubblico Impiego sono altamente insufficienti. I 90 euro lordi in tre anni promessi dai Ministri Padoa Schioppa e Nicolais non coprono neanche l’aumento del costo della vita. E lo sciopero di oggi, ci tiene a precisare il sindacato di base, non prende di mira solo gli aspetti economici ma chiede anche la fine dello smantellamento degli enti pubblici e della pubblica amministrazione realizzato attraverso il blocco del turn over e delle assunzioni, l’aumento della precarietà e della mobilità territoriale quando non addirittura attraverso la chiusura delle sedi.
Quarta corrispondenza (0re 12.10)
Oggi mi alzo e sciopero! In tanti hanno seguito questo invito a manifestare contro lo smantellamento della Pubblica Amministrazione. Il corteo partito dopo le 11 da piazza della Repubblica si sta snodando per le strade di Roma. Una partecipazione che Nazareno Festuccia delle RdB definisce enorme e variegata. "All’interno del corteo di oggi si saldano i percorsi di lotta dei lavoratori precari e dei lavori stabili, un percorso di lotta che deve trovare la sua continuazione e la sua amplificazione in una opposizione sociale crescente alle politiche di questo governo, che coinvolga anche altri settori del mondo del lavoro e della società. Oggi sono tanti i lavoratori della sanità in piazza. Noi subiamo in pochi anni una seconda riforma operata da questo governo che mira alla destrutturazione della sanità pubblica. Occorre costruire con gli utenti e i lavoratori la difesa delle strutture sanitarie nel territorio per evitare la proliferare degli errori e delle morti che tra l’altro vengono strumentalizzati per giustificare le scelte di privatizzazione. Noi lottiamo per un sistema sanitario pubblico che rispetti le esigenze dei cittadini e non i criteri dei manager."
Una lavoratrice di Bologna ha denunciato ai nostri microfoni l’oscuramento dello sciopero di oggi da parte dei mezzi di informazione, tra l’altro contravvenendo alle normative che impongono a quotidiani e Tv di informare correttamente e tempestivamente i cittadini sulle mobilitazioni sindacali.
"Si assunzioni, no esternalizzazioni" chiede uno striscione firmato dalle Flsu-Cub della scuola. "Sono cococo da ormai 11 anni, con contratti precari che si rinnovano ogni anno nel mese di dicembre. Ora ho 51 anni e non ne posso più di questa situazione. Il governo Prodi ha promesso fondi per stabilizzare i lavoratori precari ma finora non abbiamo visto nessun risultato concreto."
All’interno del corteo è presente un enorme pupazzo di Prodi che porta un pacco. Il riferimento è allo scippo del TFR a favore dei fondi pensione privati, contro il quale da settimane è in corso una campagna delle RdB con mobilitazioni territoriali.
Un altro striscione recita "Puglia deprecarizzata". "Con la scusa che siamo dei fannulloni vogliono regalare la pubblica amministrazione ai privati come succede ad esempio nella sanità. Le poche risorse pubbliche stanziate vengono regalate ai privati: il caso delle aziende che gestiscono l’erogazione dell’acqua, del gas e dell’elettricità è eclatante." La denuncia è di un lavoratore proveniente dalla provincia di Bari che mette in rilievo anche la violazione da parte del governo di una Legge sulla rappresentanza che è già di per sé antidemocratica e restrittiva ma che non viene rispettata escludendo dai tavoli di trattativa i sindacati di base. Il governo si sceglie i sindacati confederali come interlocutori di comodo escludendo le organizzazioni sindacali realmente rappresentative".
In piazza presente anche il deputato Francesco Caruso eletto nelle liste del PRC ma molto critico col Governo: "Sono convinto anch’io che la manifestazione di oggi è un segnale importante contro Palazzo Chigi da parte del mondo della disoccupazione e della precarietà che esige risposte concrete sul fronte della garanzia di un reddito e di un lavoro degno. Se il precariato è di per sé una aberrazione e rappresenta una forma estrema di sfruttamento che lo promuova lo Stato è qualcosa di vergognoso. Questo corteo, tra l’altro di enorme impatto a livello di partecipazione, deve essere un trampolino di lancio per riaprire una vertenza nazionale per rimettere all’ordine del giorno gli interessi delle classi popolari e non i diktat del Fondo Monetario Internazionale che guidano l’azione dei ministri di questo governo che ha disatteso ampiamente le aspettative dei lavoratori. Reputo assurda l’esclusione delle RdB dai tavoli di trattativa col governo perché si deve discutere con chi rappresenta realmente i lavoratori e non con i sindacati conniventi e di comodo. Le differenze tra un governo di destra che ci spara addosso e uno di centrosinistra che fa finta di non sentire sono veramente minime. Occorre alzare il livello della mobilitazione anche a livello locale al di fuori dei sindacati confederali così come hanno fatto ad esempio i lavoratori LSU della Calabria che dopo essersi autorganizzati ed aver adoperato forme di lotta radicali hanno ottenuto qualche risultato".
Presenti all’interno del lungo corteo anche gli immigrati aderenti alle RdB che chiedono la chiusura definitiva dei CPT, definiti giustamente "prigioni etniche". "La proposta da parte del governo di rendere migliori le condizioni di detenzione è semplicemente ridicola" afferma il coordinatore nazionale delle Rdb immigrati che ricorda le tante iniziative locali – cortei e presidi – realizzati in questi giorni in numerose città italiane.
Quinta corrispondenza (ore 13.05)
La nostra corrispondente Mila Pernice ci riferisce che mentre la testa del corteo ha già raggiunto da alcuni minuti Corso Vittorio Emanuele la coda è ancora in via Cavour. Ciò è evidentemente indicativo della grande partecipazione di lavoratori a questa giornata di sciopero generale indetto dalle RdB. Appena dopo l’arrivo sotto la sede del ministero della Funzione Pubblica sono iniziati gli interventi dal palco finale.
Questa la valutazione finale di Paola Palmieri, del coordinamento nazionale delle RdB: "Si tratta di una giornata eccezionale con una grandissima partecipazione, più di 40mila partecipanti a questo corteo. Un’adesione molto alta anche allo sciopero il che dà il senso di quanto i lavoratori comprendano la reale natura di un governo Prodi che sta continuando le politiche del governo precedente in materia di smantellamento della pubblica amministrazione e dello stato sociale, con la collaborazione di Cgil Cisl e Uil: ancora esternalizzazioni, ancora mobilità, nessuna risposta ai precari delle ditte alle quali sono state vendute funzioni prima interne alla pubblica amministrazione". Aggiunge la dirigente nazionale del sindacato RdB:
"Tra poco si svolgerà un incontro tra i rappresentanti del sindacato di base e il governo, un incontro ottenuto solo dopo l’occupazione che è durata ben 36 ore della Sala Stefani di Palazzo Vidoni dopo la nostra esclusione dal tavolo della trattativa che tra l’altro violava una legge sulla rappresentanza già altamente penalizzante per i sindacati non concertativi. In queste settimane abbiamo fatto centinaia di assemblee nei luoghi di lavoro in tutta Italia avendo la possibilità di rilevare le difficoltà dei sindacati confederali che si sentono incalzati dalle nostre mobilitazioni che fanno sempre più presa anche tra i lavoratori che aderiscono a CGIL CISL e UIL. La prossima battaglia è quella per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, nei prossimi giorni riprenderà la mobilitazione".


30 marzo 2007 - L'Unità online

Pubblico impiego, decine di migliaia alla manifestazione nazionale di Rdb Cub

Roma - Secondo gli organizzatori sono arrivati in 40mila a Roma, da tutta Italia, con treni e pullman. Sono i lavoratori pubblici, quelli dell'università, i ricercatori, quelli della pubblica amministrazione, ma anche quelli dei lavori socialmente utili, del 118, di Farmacap e tanti vigili del fuoco anche in divisa. Sono i lavori del sindacato Rdb Cub che, partiti venerdì mattina da piazza della Repubblica per la loro manifestazione nazionale, hanno raggiunto la sede del ministero della Funzione pubblica guidato dal ministro Luigi Nicolai, in corso Vittorio Emanuele II.
Salario inadeguato, mobilità selvaggia e precarietà invece di dignità dei lavoratori, sicurezza e diritti, aumento dei salari: sono alcune dei temi caldi della manifestazione in vista di una stagione di lotta contro lo smantellamento della pubblica amministrazione, contro i tagli e la mobilità incerta. Nel pomeriggio è previsto un incontro al ministero della Pubblica istruzione fra una delegazione di sindacati e rappresentanti del ministero. L'incontro è preceduto da un altro, in corso a palazzo Chigi, fra una delegazione Rdb Cub, il ministro Nicolai e il sottosegretario Letta.


30 marzo 2007 - COMUNICATO STAMPA Gruppo consiliare Rifondazione Comunista - Municipio Monte Mario - Roma 19

SCIOPERO DEL SINDACALISMO DI BASE:
Stamattina anch’io mi sono alzato per scioperare insieme ai lavoratori e lavoratrici, venuti da tutta Italia per sostenere lo sciopero generale del sindacalismo di base.
Dichiarazione di Claudio Ortale capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea nel Municipio Roma 19 - Monte Mario

Roma, 29 marzo 2007: "OGGI MI ALZO E SCIOPERO" è stata la parola d’ordine della mobilitazione nazionale di oggi, promossa dal sindacalismo di base contro i processi di smantellamento della pubblica amministrazione, contro lo scippo del T.F.R e per la stabilizzazione di tutti i precari impiegati nella pubblica amministrazione.
Ho accolto anch’io stamani, come lavoratore della pubblica amministrazione, questa azzeccatissima parola d’ordine, partecipando alla manifestazione che ha sortito risultati più che lusinghieri, sia nei termini di partecipazione allo sciopero, sia nella vasta presenza dei lavoratori oggi in piazza.
I 40.000 lavoratori che stamani hanno sfilato per il centro di Roma hanno ribadito che il sindacalismo di base non fa sconti a nessuno e che la regola del pendolo (quando hai al governo nazionale il centro-sinistra non si deve scioperare) può essere superata con l’impegno, la convinzione e la pratica della giusta lotta sindacale.
Adesso toccherà al governo nazionale saper cogliere con estrema attenzione quello che il sindacalismo di base ripropone con forza nella sua mobilitazione odierna e nelle sue tante vertenze in atto.
Sicuramente bisognerà che venga immediatamente rimossa la pregiudiziale governativa nei confronti della Confederazione Unitaria di Base e che questa sieda a pieno titolo ai tavoli di trattativa nazionale. Ovviamente ai tavoli veri e decisionali, così come siedono da sempre le 3 confederazioni Cgil, Cisl e Uil.


30 marzo 2007 - Il Manifesto

Statali. Oggi scioperano con le RdB-Cub

Si fermano per tutta la giornata di oggi i lavoratori pubblici che aderiscono allo sciopero indetto dalle Rappresentanze di Base (RdB-Cub). Precari compresi, perché proprio la condizione dei contratti «atipici» è uno dei punti centrali della mobilitazione. Di loro non si riesce neppure a sapere il numero esatto, visto che - oltre ai ministeri centrali - il lavoro precario si è diffuso a macchia d'olio in tutti gli enti locali e nel parastato (a cominciare dalla sanità). Parecchie università - ma è solo uno dei tanti esempi possibili - si rifiutano di render note le cifre. Così si va un po' a spanne: chi dice 400.000, chi ipotizza anche 700.000. La causa è invece unica: il blocco del turn over, che impedisce di procedere alle assunzioni ormai da quasi 15 anni.
Una misura estrema che non poteva ovviamente essere applicata davvero. E infatti tutte le amministrazioni (persino la Giustizia e la Difesa) sono ricorse ai contratti atipici per far fronte alle necessità. Ma tutti sembravano più «virtuosi»: le spese per il personale calano da anni, mentre si gonfiano quelle per «beni e servizi» (la voce sotto cui finiscono gli stipendi dei precari).
Sotto accusa da parte delle RdB anche il piano di «smantellamento» della pubblica amministrazione, presentato a grandi linee proprio ieri ai sindacati e piaciuto a nessuno. In sintesi si parlerebbe di riduzione del personale, di qualità e quantità dei servizi all'utenza, chiusura di sedi, mobilità, niente assunzioni né stabilizzazione dei precari. Un vero disastro.
Allo sciopero le RdB accoppiano una manifestazione nazionale a Roma, con partenza da piazza della Repubblica alle 9,30 e corteo fino a Corso Vittorio, sede del ministero della funzione pubblica. Prima ancora, però, ci saranno dei presidi di protesta davanti al ministero della difesa e a quello dell'economia, in via XX settembre, nonché in piazza Madonna di Loreto, sede dei Servizi educativi del Comune di Roma. Al termine del corteo, infine, i lavoratori del ministero della giustizia raggiungeranno via Arenula per un altro presidio.
Una delegazione sarà ricevuta da Gianni Pagliarini, presidente della Commissione lavoro della Camera, per discutere di precarietà. Un'altra sarà invece ricevuta a palazzo Chigi da Enrico Letta i il ministro Nicolais.(Fr.Pi.)


30 marzo 2007 - Il Messaggero Veneto

Oggi sciopero delle Rdb in piazza anche i pompieri

Udine - Possibili disagi, oggi, anche in alcuni uffici di Udine, in occasione dello sciopero generale dei lavoratori di tutti i comparti del pubblico impiego indetto dalle rappresentanze sindacali di base, per protestare contro le decisioni del Governo su pensioni, ammortizzatori sociali, pubblica amministrazione e sviluppo.
A cominciare dalle sedi provinciali e dalle agenzie territoriali dell’Inps, come fa sapere in una nota la direzione regionale dell’istituto. A rischio anche alcuni servizi sanitari, eventualmente costretti per mancanza di personale a ridurre l’attività. In ogni caso, l’Azienda per i servizi sanitari n.4 "Medio Friuli" precisa come, pur in presenza dello sciopero, «sarà garantito il funzionamento dei servizi sanitari di assistenza e di degenza indispensabili per la sicurezza dei malati, comandando in servizio le unità di personale medico, infermieristico e di supporto, come previsto dal contratto integrativo decentrato».
Incroceranno le braccia anche i vigili del fuoco, che, in polemica con gli scioperi indetti da Cgil, Cisl e Uil, «annunciati a orologeria – fanno notare in una nota – quando già i lavoratori sono in piazza», hanno deciso di solidalizzare con tutto il pubblico impiego, «selvaggiamente attaccato dai detrattori nonchè responsabili di quest’ondata riformista calata dall’alto». Ma in piazza, i pompieri protesteranno soprattutto «contro lo smantellamento del corpo nazionale. Contro questa Finanziaria – fanno sapere – che ha svenduto una risorsa come il soccorso tecnico urgente, non prevedendo nemmeno le risorse ordinarie per i comandi provinciali, oggi indebitati pure per pagare i carburanti dei mezzi di soccorso. Nessun acquisto di mezzi di soccorso e riconoscimento della categoria a contatto con agenti usuranti – concludono – ma ancora tagli al sistema previdenziale».
Coordinati da Alessandro Civran, dell’Rdb, dalla regione partiranno per la manifestazione di Roma delegazioni di lavoratori in rappresentanza di dipendenti pubblici stabili e precari, a tempo determinato e indeterminato, co.co.co., esternalizzati, cooperative in appalto e call center.


30 marzo 2007 - Il Resto del Carlino

‘SCIOPERO-DAY’ oggi a Bologna

BOLOGNA — ‘SCIOPERO-DAY’ oggi a Bologna. Dal pubblico impiego (e dunque uffici degli enti locali, sanita', scuola) ai metalmeccanici artigiani, dagli operai dell'Alta velocita' ai lavoratori del settore ortofrutta, fino alle tute blu delle Fonderie Sabiem: sono tante le situazioni a ‘braccia incrociate’ in programma. Alcune di queste si concretizzeranno in manifestazioni: davanti alla sede regionale della Cna, in via Aldo Moro, sono attesi almeno mille lavoratori metalmeccanici artigiani per chiedere il rinnovo del contratto. In Prefettura dovrebbero andare a bussare i lavoratori del settore ortofrutta in allarme per la riforma europea che, dicono, puo' portare a molti licenziamenti. Le Rdb invece puntano sullo sciopero del pubblico impiego (contro Tfr, pensioni, per l'assunzione dei precari): «L'adesione sara' alta, in questi ultimi giorni l'interesse e' molto cresciuto», assicura Massimo Betti, responsabili Rdb.


30 marzo 2007 - Il Sole 24 Ore

PUBBLICO IMPIEGO Oggi lo sciopero di RdbCub

Sciopero generale nel pubblico impiego oggi dei sindacati di base RdbCuba sostegno del rinnovo dei contratti e della stabizzazione del lavoro precario. Alle 13,30 una delegazione sarà ricevuta dal sottosegretario alla presidenza, Enrico Letta, e dal ministro dell'Innovazione nella Pa, Luigi Nicolais.


30 marzo 2007 - Gazzetta di Modena/Reggio

La città di Prodi invasa dai manifestanti
Oggi sciopero-day a Bologna. E all’Inps scatterà il boicottaggio del Tfr

BOLOGNA - Sciopero-day oggi a Bologna. Dal pubblico impiego (e dunque uffici degli enti locali, sanità, scuola) ai metalmeccanici artigiani, dagli operai dell’Alta velocità ai lavoratori del settore ortofrutta, fino alle tute blu delle Fonderie Sabiem: sono tante le situazioni a ‘braccia incrociate’ in programma per la giornata odierna. Alcune di queste si concretizzeranno in manifestazioni.
Le Rdb invece scommettono sullo sciopero del pubblico impiego (contro Tfr, pensioni, per l’assunzione dei precari): «L’adesione sarà alta, in questi ultimi giorni l’interesse è molto cresciuto", assicura Massimo Betti, responsabili Rdb. Inoltre, oggi scatta l’ora x del boicottaggio inventato dai dipendenti Inps di Bologna: da lunedì prossimo, infatti, faranno una speciale ‘obiezione di coscienza’ rifiutandosi di dare seguito all’indicazione ricevuta di comunicare l’opportunità di aderire ai fondi pensione integrativi. «E’ un’idea nata a Bologna e che sarà ripresa in tutt’Italia», spiega Betti. Da Bologna e dall’Emilia-Romagna saranno poi 500 i lavoratori del pubblico impiego che partiranno con le Rdb alla volta di Roma per partecipare alla manifestazione nazionale.
A rischio ci sono parecchi servizi pubblici: uffici (da quelli comunali a quelli di Inps, Inpdap e Inail), strutture sanitarie e scolastiche, agenzie fiscali. «Sono invitati a scioperare anche i dipendenti delle cooperative che hanno in appalto servizi comunali», avverte Betti.
Sempre per lo sciopero, l’Atc avverte che oggi non sono garantite le attività delle biglietterie Atcittà ed è sospeso il servizio di assistenza alla compilazione dei moduli per gli abbonamenti agevolati in via IV Novembre. Ma gli autobus circoleranno regolarmente.
A Palazzo D’Accursio l’attività politica si ferma: una commissione che era convocata per oggi è stata revocata, mentre il question time in consiglio comunale è stato anticipato a ieri. Sull’ Appennino e nei cantieri bolognesi dell’Alta velocità, invece, è sciopero di quattro ore per circa 800 operai: un modo per lanciare l’allarme sul loro destino, dato che dovrebbero essere ricollocati in altri cantieri Tav e che invece sono bloccati. In via Emilia Ponente, invece, i dipendenti delle Fonderie Sabiem si avviano al loro quattordicesimo giorno di sciopero consecutivo (ma forse oggi le tanto attese paghe potrebbero arrivare).
Al fianco dei dipendenti del pubblico impiego in lotta, si schiera la segreteria provinciale del Prc lamentando i tempi lunghi del rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione (scaduti da quasi 16 mesi) e ricordando che i precari di questo comparto sono circa 350 mila unità. «I Comuni, soprattutto delle grandi città, sono le strutture lavorative che hanno il più alto tasso di precari in Italia», aggiunge Rifondazione che dunque sollecita una nuova legislazione sul lavoro. «La stabilità del posto di lavoro, non solo nel privato, ma anche nel pubblico o nelle strutture private che vivono di finanziamenti pubblici, dovrebbe essere la bussola di un governo progressista», dicono i bertinottiani.


30 marzo 2007 - Il Tempo

Roma. LO STATO di agitazione dei lavoratori Ares 118...

Roma - LO STATO di agitazione dei lavoratori Ares 118 nelle prime ore di ieri mattina si è trasformato nella decisione di bloccare le autoambulanze in servizio straordinario. Dalle 7 di ieri mattina e fino alle 19 (turno diurno del servizio 118) sono rimaste bloccate le corse delle autoambulanze in straordinario delle seguente postazioni: S. Eugenio, Cto, S. Filippo, Torbellamonaca, S. Giovanni, La Rustica, Briziarelli, Pispole. In ognuna delle suddette postazioni era in servizio un'unica autoambulanza. Poiché l’accordo però non è stato raggiunto tra i lavoratori e la direzione generale dell'Ares, l’agitazione proseguirà anche oggi. La riunione che si è svolta per discutere di alcuni punti dell'accordo siglato lo scorso dicembre, si è infatti conclusa con l'impegno del direttore generale Ares Vitaliano De Salazar di erogare il pagamento, il 6 aprile, del saldo delle incentivazioni per l'anno 2006 a tutto il personale del comparto. La soluzione non ha soddisfatto i dipendenti Ares che, «come da accordo siglato lo scorso dicembre», si aspettavano l'erogazione del saldo incentivazione entro il 31 marzo 2007. «Il documento sottoscritto da De Salazar è insufficiente alle richieste avanzate da questa assemblea - ha riferito Salvatore Grilletto, dipendente Ares - permane, dunque, lo stato di agitazione e il blocco degli straordinari. I lavoratori del 118 garantiranno l'ordinarietà del servizio poiché sensibili alle urgenze della sanità pubblica, ma non rinunceremo a manifestare l'insoddisfazione nei confronti dell'accordo non rispettato, anche tramite presidi presso la Regione Lazio. Lo stato d'agitazione - ha fatto sapere Grilletto - persisterà fino a quando non ci saranno segnali seri da parte dell'amministrazione Ares e dei sindacati. Pertanto prosegue lo stato di agitazione, attraverso il blocco degli straordinari e la partecipazione allo sciopero generale del pubblico impiego indetto dalla Rdb per oggi.


30 marzo 2007 - Epolis

La protesta. Protocollo siglato dall'azienda e dai sindacati prevedeva un incentivo che non è mai stato erogato
Dipendenti del 118 in agitazione «L'Ares non rispetta gli accordi»
Proclamato il blocco delle autoambulanze in straordinario delle 47 postazioni nella regione
di Giulia Dal Re

Roma - Tutta colpa di un vecchio protocollo d’intesa siglato lo scorso dicembre e non rispettato dall’amministrazione Ares nel quale sindacati e direzione generale concordavano che venisse erogato il saldo d'incentivazione dell'anno 2006 nel marzo 2007. Il mancato rispetto d el l’accordo si è trasformato nella «goccia che ha fatto traboccare il vaso» per i dipendenti del 118 che, ieri mattina, appoggiati dal sindacato Rdb - Cub, hanno proclamato lo stato d’agitazione e il blocco delle autoambulanze in straordinario delle 47 postazioni del servizio presenti nel territorio regionale. All’agitazione ha risposto il direttore generale dell’Ares Vitaliano De Salazar che, ieri mattina, accettando la richiesta di chiarimenti avanzata dai lavoratori, ha incontrato in una riunione una trentina di dipendenti Ares che, oltre alla richiesta di pagamento immediato dell’incentivazione concordato a dicembre, hanno presentato un elenco di rivendicazioni che va dalla richiesta di riconoscimento effettivo degli straordinari in regime notturno al passaggio immediato dalla categoria A alla B per tutti i dipendenti che hanno effettuato le selezioni in sede di concorso, all’adeguamento del valore del buono pasto al costo reale del pasto. A nulla è valso l'impegno del direttore generale Ares, sottoscritto in un comunicato al termine della riunione, di fissare al 6 aprile il pagamento delle incentivazioni per l'anno 2006 a tutto il personale del comparto. La soluzione proposta relativamente al «nodo centrale» della contestazione non ha soddisfatto i dipendenti Ares che, «come da accordo siglato lo scorso dicembre», si aspettavano l'erogazione del saldo incentivazione entro il 31 marzo 2007 e non sono «disposti ad aspettare un solo giorno in più. - ha dichiarato Salvatore Grilletto, dipendente Ares - Il documento sottoscritto da De Salazar è insufficiente alle richieste avanzate dai dipendenti Ares. Permane, dunque, lo stato di agitazione e il blocco degli straordinari fino a quando non ci saranno segnali seri da parte dell'amministrazione Ares e dei sindacati». Nel frattempo, decine di postazioni del servizio 118 hanno aderito al blocco degli straordinari riducendo da due a una il numero di autoambulanze in servizio. In più, per la giornata di oggi è indetto uno sciopero della federazione pubblico impiego settore Sanità contro la precarizzazione, sciopero al quale «chiunque tra dipendenti Ares può aderire - ha detto Cristina Girardet del sindacato Rdb Cub - poiché l'azienda non ha comunicato entro i 5 giorni dalla proclamazione dello sciopero quali mezzi devono garantire l'emergenza».


30 marzo 2007 - La Nuova Ferrara

In piazza per lavoro e contratto
Operai agricoli, il presidio. Contestata la Coldiretti sull’Ocm In lotta i meccanici dell’artigianato e Rdb-funzione pubblica LA PROTESTA Dipendenti in sciopero

Ferrara - Quella di oggi è una giornata di protesta in vari settori, dall’ortofrutta ai metalmeccanici dell’artigianato, alla funzione pubblica.
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FUNZIONE PUBBLICA. Un gruppo di vigili del fuoco di Ferrara sarà oggi a Roma alla manifestazione indetta dalla Rdb Cub in appoggio allo sciopero generale del pubblico impiego, per richiedre al governo la firma dei contratti dei dipendenti pubblici scaduti da 15 mesi, e per l’assunzione dei precari per sopperire alle carenze di organico. Il precariato nei vigili del fuoco - spiega una nota - «si evidenzia in particolare nella mancata assunzione degli idonei di concorsi che vengono prorogati da 8 anni, con vigili discontinui che hanno accumulato migliaia di giornate di servizio e una preziosa esperienza, senza veder riconosciuto il loro diritto all’assunzione definitiva».


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