Scuola e Croce Rossa in piazza, i precari si incatenano ai cancelli

Roma -

La protesta. In entrambe le manifestazioni la rivendicazione per il diritto a un lavoro stabile e sicuro

Cinquecento maestre e decine di volontari in via Capitan Bavastro e via Ramazzini

di Francesca Ferrari

Tutti in piazza contro il precariato. Ieri, a Roma, da una parte le educatrici scolastiche del Comune, dall'altra i lavoratori della Croce Rossa, hanno manifestato per rivendicare il diritto ad un lavoro più sicuro. Striscioni, mini-comizi e qualche gesto eclatante improvvisato per gridare alla città un malessere comune e far presente, una tantum, la propria voce contrattuale. Troppo spesso inascoltata. Protagonisti della protesta numerosi rappresentanti delle due categorie professionali (entrambe con importanti ruoli socio-assistenziali all'interno della Capitale) accomunati dalla medesima insoddisfazione per il trattamento lavorativo. Le maestre, oltre cinquecento, che si sono dette stanche dei "continui ritardi nella stabilizzazione del personale" e gli operatori della Croce Rossa Italiana che, in nome di una vertenza che dura da anni, hanno inscenato una manifestazione di protesta spontanea davanti alla sede centrale di via Ramazzini, arrivando persino ad incatenarsi per ai cancelli dello stabile. La cronaca della giornata di ieri contro il precariato si è svolta a cavallo di via Capitan Bavastro e via Ramazzini. La protesta delle educatrici scolastiche si è concentrata di fronte alla sede dell'XI dipartimento, in via Capitan Bavastro. Qui circa cinquecento persone del personale educativo del Comune di Roma, hanno sostato per ore per chiedere la riapertura del contratto e un incontro con l'assessore capitolino alla Scuola, Maria Coscia. Per "un trattamento più dignitoso". Secondo la RdB-Cub (?ederazione Nazionale delle Rappresentanze Sindacali di Base) al centro della rivolta delle insegnanti ci sarebbero "i ritardi nella stabilizzazione del precariato, dopo gli accordi di novembre 2006; oltre alla sistematica demolizione delle strutture pubbliche a vantaggio del privato e al continuo diniego del Comune di Roma rispetto all'invio di personale supplente per sostituire le assenze. Senza contare "il mancato rispetto dei carichi di lavoro e dei compensi previsti contrattualmente" che avrebbe contribuito non poco ad accendere la protesta delle insegnanti. Quanto ai "precari della Croce Rossa, la loro protesta, seppur inferiore per numero di adesioni (i manifestanti erano svariate decine) non è stata da meno. Almeno quanto a clamore. E in via Ramazzini c'è stato persino chi, in segno di protesta, è arrivato ad incatenarsi ai cancelli dello stabile della Croce Rossa, impedendo per un breve frangente l'accesso alle persone e rallentando il traffico automobilistico. "Un'iniziativa assolutamente spontanea - ha commentato Massimiliano Gesmini, responsabile nazionale della Rdb-Cub della Cri - motivata da una vertenza dei lavoratori precari, circa 1900 persone, che dura da anni. La Rdb-Cub - ha continuato il sindacalista - appoggia questa manifestazione di lotta". Le rivendicazioni degli operatori della Cri, secondo l'organizzazione sindacale "oggi rivestono una grande attualità soprattutto per i presunti orientamenti della Finanziaria che prevederebbero un mutamento dell'assetto giuridico dell'ente pubblico della Croce Rossa. Un'ipotesi alla quale - ha concluso - noi del sindacato siamo nettamente contrari".

La chiave

1. Il carico di lavoro
- Circa 500 educatrici scolastiche del Comune di Roma ieri hanno manifestato davanti all' XI dipartimento, in via Capitan Bavastro, contro i ritardi nella stabilizzazione e il mancato rispetto dei carichi di lavoro e dei compensi previsti.
2. La vertenza di due anni
- Decine di precari della Croce Rossa hanno invece inscenato una protesta spontanea davanti la sede di via Ramazzini, in nome di una vertenza che dura da anni. Alcuni sono arrivati ad incatenarsi ai cancelli.

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