Sicilia Entrate: si avvia il Tavolo regionale permanente COVID 19. Le proposte, i punti fermi e le prospettive di USB

Palermo -

Con Protocollo Nazionale di Intesa tra USB e Amministrazione siglato il 3 maggio 2020 é stato definito un quadro di riferimento per le misure di prevenzione e sicurezza da adottare nei nostri Uffici per la gestione della fase epidemiologica in atto.

In questo documento l’Amministrazione ha recepito, in larga misura, i punti contenuti nella proposta che USB ha portato al tavolo nazionale, unica tra le Organizzazioni Sindacali a presentarsi a tale cruciale appuntamento con un piano articolato e dettagliato.

Al tavolo Nazionale ha fatto seguito l’incontro tra la DR Sicilia e le Organizzazioni Sindacali regionali dell’8 maggio, dove abbiamo sia illustrato le nostre proposte, aggiuntive rispetto a quelle già previste a livello nazionale, che ricevuto le informative aggiornate sullo stato dell’arte in Sicilia.

Nel nostro intervento abbiamo innanzitutto premesso che, come da DPCM 26 aprile, non esiste una fase 2 per le Pubbliche Amministrazioni e che il Lavoro Agile continua ad essere lo strumento ordinario di svolgimento della prestazione lavorativa e conseguentemente la presenza del personale negli Uffici è limitata al solo fine di assicurare esclusivamente le attività indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro.

Per USB non è, dunque, né opportuno nè legittimo introdurre particolari cambiamenti rispetto alla situazione attualmente in essere di lavoro agile (rientri o ripresa delle attività esterne).

USB, facendo presente anche la centralità delle linee guida INAIL e del Decreto Ministero Salute 30 aprile, ha insistito sull’ importanza di dare il prima possibile indicazioni chiare per lo svolgimento dei futuri tavoli provinciali (al fine di evitare disomogeneità comportamentali e garantire minimi standard di sicurezza a tutte e a tutti) e di coinvolgere a ogni livello il medico competente.

Ha presentato alcune richieste puntuali da inserire nel protocollo o accordo regionale: test sierologici e tamponi, obbligo mascherine anche per i contribuenti, durata turnazione, modalità e contingentamento ingressi, pausa mascherina per chi fa sportello, misure distanziamento interne, calendario turni comunicato preventivamente a RLS, RSU e OO.SS., ruolo medico competente (i dettagli nella proposta allegata).

Rispetto alle mascherine in particolare abbiamo espresso la necessità di dare una formalizzazione evidente (coinvolgendo anche i rappresentanti per la sicurezza) della consegna dei Dispositivi di protezione individuale, che oggi devono essere forniti a tutte e tutti, con un numero proporzionato ai rientri previsti e non solo a chi sta allo sportello. Devono, inoltre, essere fornite le istruzioni che contengono durata, utilizzo e modalità smaltimento.

Rispetto alla rilevazione della temperatura, che deve valere anche per i contribuenti, USB ha espresso ferma contrarietà al fatto che la rilevazione possa avvenire da colleghe e colleghi e ritiene debba essere effettuata o in modalità automatica o da personale esterno e specilizzato, anche per il caso in cui si renda necessario gestire situazioni “delicate.

Rispetto all’aumento dei rientri in presenza per le lavorazioni dei rimborsi IVA, incredibilmente proposta da parte sindacale, USB ha ribadito che lo spirito del protocollo non è certamente quello di aumentare i rientri e che le previsioni in tema di attività indifferibili non hanno visto modifiche. USB rifiuta ogni logica che metta in contrapposizione la ripresa delle attività (che ove indifferibili certamente non si sono fermate con lo smart working) con i rischi per la salute. Proprio per evitare possibili fughe “in avanti” USB in ogni sede ha portato avanti sia un fermo richiamo alle norme e ai protocolli vigenti che ai soggetti che hanno un ruolo centrale nella valutazione del rischio epidemiologico.

In tema di trasformazione digitale, Usb ha inoltre, evidenziato che l’ultima Direttiva della Funzione Pubblica pone il tema della limitazione al massimo del rischio di stress correlato alle nuove modalità di lavoro e di garanzia del diritto alla disconnessione

A margine dell'incontro abbiamo segnalato il fatto che indebitamente le Direzioni Provinciali stanno richiedendo ai Lavoratori di compilare schede di report sull'attività svolta in smart working (comportamento espressamente vietato dalla DC) e abbiamo affrontato la criticità sull’ordine di servizio emanato a Catania (rimborsi sisma 90) per il quale, insieme alle disposizioni sugli atti giudiziari avevamo già tempestivamente scritto alla DP.

USB ritiene fondamentale che il tema della sicurezza non sia analizzato solo da un punto di vista igienico- sanitario ma anche della sicurezza digitale, dei rischi legati allo stress da lavoro correlato e a una sorta di anarchia delle pretese, orarie e non solo, in assenza della disciplina del diritto alla disconnessione in piena era di lavoro agile.

Il tavolo permanente costituito oggi si aggiornerà a breve e da domani, quindi, la nostra battaglia sarà principalmente vigilare affinché sia rispettato quanto già garantito da parte pubblica e allargare i contenuti del protocollo in tutti i tavoli della Sicilia.

Alleghiamo la proposta USB esposta durante l’incontro, mandata a parte pubblica e che rappresenta l’inizio di un percorso che verrà affrontato e rivendicato anche DP per DP.

USB - Agenzie fiscali Sicilia

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