UNIVERSITA' DI SIENA: "BIGHELLONI" I LAVORATORI ??....

Siena -

COLPIRE CHI "BIGHELLONA" O METTERE ALLA GOGNA LAVORATORI CHE ESPRIMONO CONTRARIETÀ ALLE SCELTE DELLA DIREZIONE AMMINISTRATIVA?

Ieri 23 ottobre 2007 alle segreterie dell'Università di Siena è avvenuto un fatto alquanto particolare: a metà mattina si sono presentati due lavoratori dell'Ufficio Personale, muniti di foglio e penna, per raccogliere manualmente la presenza in ufficio dei lavoratori/trici.

Ora, una premessa è d'obbligo, se questa è una iniziativa della Direzione Amministrativa per verificare l'assenteismo ingiustificato dal lavoro perché non controlla le timbrature, perché non chiede conto ai responsabili dei vari uffici? A che serve timbrare il cartellino se il Direttore non si fida del cartellino e nemmeno dei responsabili? Perché mettere alla gogna un intero settore di lavoratori invece di mirare ai “bighelloni” ?

Respingiamo al mittente l’accusa di “bighelloni” perché abbiamo la sensazione che questo modo di porre la questione sia strumentale e che in realtà si voglia “punire” con una sorta di “gogna pubblica” i lavoratori e le lavoratrici delle Segreterie, “colpevoli” di aver manifestato nelle ultime settimane una contrarietà a certe scelte della Direzione Amministrativa di questo ateneo:

La prima scelta è stata quella di dare un carico di lavoro maggiore alle segreterie affidandogli il compito di promuovere la nuova opzione di pagamento delle tasse universitarie tramite carta di debito, legata alla Banca MPS, che permette di pagare le tasse in comode rate, ma che per chi lavora in segreteria vuol dire operare come una sorta di “promotori finanziari”, di serie B peraltro, di un pacchetto finanziario che non rientra nelle loro mansioni.

La seconda è la riorganizzazione del lavoro nelle segreterie che porterà allo smantellamento del servizio e ad una sua ristrutturazione, non in chiave funzionale al lavoro, ma ad interessi non ben evidenziati di creare, nei fatti, nuove aree e quindi nuovi dirigenti, funzionari e responsabili.

La verità è che le riforme del lavoro non si possono calare dall’alto ignorando chi il lavoro poi lo deve fare e sottraendosi al confronto con le rappresentanze sindacali.

Perciò RdB chiede pubbliche spiegazioni alla Direzione Amministrativa e la sfida a riaprire il confronto sindacale sulle scelte che con questi metodi si vuol imporre alle lavoratrici e lavoratori !

Basta con i decisionismi da padrone del vapore !

Basta con le pubbliche gogne a spese della dignità e del ruolo del personale tecnico-amministrativo !


Siena, 24.10.2007                                    RdB/CUB Università di Siena

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